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	<title>16° Congresso Nazionale &#8211; ANPI Venezia</title>
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	<description>Sezione 7 Martiri</description>
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		<title>Caro ragazzo o cara ragazza neofascista o neonazista</title>
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		<pubDate>Wed, 18 May 2016 13:10:26 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Concluso il 16° Congresso Nazionale dell&#8217;ANPI a Rimini, vogliamo pubblicare uno degli interventi&#160;di apertura più forti e provocatori, ma &#8211; riteniamo &#8211; necessari. Una grave colpa della società tutta&#160;è quella di aver trascurato e trascurare ancora l&#8217;attenzione a quei meccanismi che portano molti, troppi ragazzi a buttarsi in un&#8217;ideologia aberrante addirittura con fervore. I più <a href="https://www.anpive.org/wordpress/2016/05/18/caro-ragazzo-cara-ragazza-neofascista-neonazista/" rel="nofollow"><span class="sr-only">Leggi di piùCaro ragazzo o cara ragazza neofascista o neonazista</span>[&#8230;]</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em><img decoding="async" loading="lazy" class="alignleft wp-image-1458 size-full" src="http://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2016/05/Congresso-nazionale-2016.jpg" alt="Congresso nazionale 2016" width="350" height="300" srcset="https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2016/05/Congresso-nazionale-2016.jpg 350w, https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2016/05/Congresso-nazionale-2016-300x257.jpg 300w" sizes="(max-width: 350px) 100vw, 350px" />Concluso il 16° Congresso Nazionale dell&#8217;ANPI a Rimini, vogliamo pubblicare uno degli interventi&nbsp;di apertura più forti e provocatori, ma &#8211; riteniamo &#8211; necessari. Una grave colpa della società tutta&nbsp;è quella di aver trascurato e trascurare ancora l&#8217;attenzione a quei meccanismi che portano molti, troppi ragazzi a buttarsi in un&#8217;ideologia aberrante addirittura con fervore. I più confondono l&#8217;odiosa violenza con il diritto di opinione, la totale mancanza di memoria e cultura con un aleatorio &#8220;spirito dei tempi&#8221;, le istituzioni sembrano non capire e trascurare (talvolta volutamente) ciò che ormai in tutte le nostre città&nbsp;è all&#8217;ordine del giorno. Vi invitiamo quindi a leggere ma soprattutto a far leggere questa sorta di lettera aperta di&nbsp;Raffaele Mantegazza, professore di pedagogia&nbsp;interculturale all&#8217;Università di&nbsp;Milano-Bicocca, da anni impegnato &nbsp;nello studio dei processi educativi con particolare attenzione alle tematiche della memoria, della Shoah e della Resistenza.&nbsp;</em></p>
<hr />
<p><strong><em>&nbsp;</em>Caro ragazzo o cara ragazza neofascista o neonazista,</strong></p>
<p>forse ti stupirà ricevere una lettera proprio da noi e proprio da questo Congresso ANPI. Forse stai guardando a noi, dall&#8217;esterno di questo &nbsp;Palacongressi, non tanto come nemici (i tuoi nemici sono i musulmani, gli omosessuali, le donne, i poveri, i deboli sui quali puoi mostrare la tua miserabile forza) ma come reduci, innocui vecchietti che ricordano la storia. E anche se non è così, è vero che parte della stampa e qualche intellettuale ha avuto spesso la spudoratezza di presentarci così; l&#8217;ANPI è una associazione giovane, ma fa paura dirlo.</p>
<p>Caro ragazzo o cara ragazza neofascista o neonazista,</p>
<p>mi piace immaginarti molto giovane. Solo immaginandoti ragazzo posso pensare di avere un dialogo con te; non posso e non voglio avere un dialogo con il neofascista o neonazista adulto perché per me quella persona non è &nbsp;un interlocutore ma è il Nemico, perché il nazismo e il fascismo non sono opinioni ma violenta negazione di tutte le opinioni, negazione della stessa specie umana.</p>
<p>Ma tu sei ancora un ragazzo, sei vergine di quella splendida verginità fisica e intellettuale che hanno i ragazzi.&nbsp; E proprio per questo sei terra di conquista, La domanda è: come mai ti stanno conquistando gli altri? Come ti conquistano?</p>
<p>Caro ragazzo o cara ragazza neofascista o neonazista,</p>
<p>i neonazisti e neofascisti “grandi” sono scaltri, ti conquistano partendo da te, dai tuoi gusti e dalla tue sensibilità, dalle tue speranze e dalle tue paure, dai tuoi desideri e dalle tue gioie; ti conquistano con una operazione pedagogica ed educativa, di grande efficacia.</p>
<p>Non ti vengono a dire “vieni con noi ad adorare Hitler”; ma ti conquistano con i linguaggi del fumetto e della musica, quei linguaggi che tu &nbsp;ami e conosci; lentamente insinuano dentro i tuoi gusto qualche elemento fascista e nazista, quasi nascosto tra le note di una canzone rock: ti conquistano lavorando sul tuo corpo, con le divise e il loro fascino, con le armi e la loro forza di attrazione, con lo sport e le risse in curva tra Ultras, con il ballo violento e sfrenato (come il “Wall of death” nel quale il senso del “ballo” è scagliarsi gli uni contro gli altri in una specie di violentissima orda agli ordini di un cantante rasato e coperto di svastiche).</p>
<p>Ti conquistano usando il tuo bisogno di amicizia, &nbsp;il tuo bisogno di stare in un gruppo; gruppo che poi ti abbandonerà quando (e se) sarai arrestato per qualche atto violento ma che adesso ti illude di essere sempre al tuo fianco e alle tue spalle; un gruppo che ha il compito di farti sentire che sei il migliore e che sei incompreso, che sei puro e ariano, che tutti gli altri ti sottovalutano e ti odiano; di dirti che le tue disgrazie non sono tua responsabilità ma colpa di altri e dunque di darti nemici su cui sfogare la tua rabbia. Hai i brufoli? Le ragazze non ti guardano? I professori ti danno voti bassi e i genitori ti puniscono? Vai a massacrare di botte il ragazzo senegalese!</p>
<div id="attachment_1460" style="width: 522px" class="wp-caption alignright"><img aria-describedby="caption-attachment-1460" decoding="async" loading="lazy" class="wp-image-1460" src="http://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2016/05/tavola-rotonda-di-apertura.jpg" alt="tavola rotonda di apertura" width="512" height="384" srcset="https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2016/05/tavola-rotonda-di-apertura.jpg 4608w, https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2016/05/tavola-rotonda-di-apertura-300x225.jpg 300w, https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2016/05/tavola-rotonda-di-apertura-768x576.jpg 768w, https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2016/05/tavola-rotonda-di-apertura-1024x768.jpg 1024w, https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2016/05/tavola-rotonda-di-apertura-285x214.jpg 285w" sizes="(max-width: 512px) 100vw, 512px" /><p id="caption-attachment-1460" class="wp-caption-text">La tavola rotonda sul tema &#8220;I giovani, risorsa del futuro&#8221; tenutasi giovedì 12 maggio a Rimini in apertura del 16°Congresso Nazionale dell&#8217;ANPI</p></div>
<p>È chiaro (a me) che non esiste il minimo nesso tra queste due cose; ma non lo è a te perché i neofascisti e neonazisti ti conquistano proprio impedendoti di ra-gionare; sostituendo &nbsp;gli slogan all&#8217;argo-mentazione, i segnali ai simboli (questi ultimi sono impregnati di storia, mentre la svastica è un segnale, un semaforo verde all&#8217;odio e all&#8217;assassinio),&nbsp; l’urlo gutturale del bruto alla voce bassa di chi sa di avere&nbsp; qualche ragione. Ti con-quistano attraverso la dolce violenza dell’ignavia e dell&#8217;indifferenza: &nbsp;fingendo di mettersi (solo loro!) dalla tua parte contro i tuoi professori che chiedono di approfondire, contro i tuoi nonni che chiedono di ricordare, contro di noi che chiediamo di resistere.</p>
<p>Ti conquistano attraverso una messa alla prova, un rito di passaggio all&#8217;età adulta, &nbsp;che risponde al tuo bisogno di iniziazione, un bisogno che è proprio di tutti gli adolescenti e le adolescenti: &nbsp;io non riesco a capire quanto deve essere bello e forte ed emozionante incendiare un campo rom, ma tu sì; e sai quando ti fa sentire grande tornare nel branco di adulti tatuati di croci celtiche e sentirti dire “Ora sei dei nostri, sei come noi”.<br />
E infine ti conquistano sul Web o meglio attraverso il web con gli oltre 40000 siti neofascisti e neonazisti censiti (e contando i blog occorre almeno triplicare la cifra), con la decontestualizzazione (per cui trovi una svastica o un fascio littorio nel sito del tuo gruppo di Ultrà o dei fan di un gruppo musicale e li assorbi quasi inconsciamente), con la deresponsabilizzazione e la semplificazione (per cui si possono postare messaggi anonimi e il massimo dell’impegno richiesto è cliccare su “I like”) e con la morte della memoria che è&nbsp; insita nella struttura stessa della Rete.</p>
<p>Caro ragazzo o cara ragazza neofascista o neonazista,</p>
<p>ammesso che tu mi stia ancora ascoltando (perché l’ascolto è tra le prime vittime dei nazisti e dei fascisti), tu ci chiederai adesso: “va bene, ma &nbsp;voi cosa fate con e per me?”. E qui devo darti in parte ragione. Perché se i neofascisti e neonazisti hanno conquistato la tua anima è anche perché non siamo stati in grado di farlo noi; non siamo stati abbastanza chiari a dire che chi ritiene l’antifascismo qualcosa di superato non può stare nelle istituzioni; non abbiamo detto chiaramente che chi è Antifascista è prima di tutto “anti” ma è “pro”: a favore di una primavera rossa o di tanti altri colori che adesso sembra non ci interessi più (e se non interessa a noi, figuriamoci se può interessare a te). Non abbiamo più alimentato la speranza, la fede nell&#8217;umano, l’Utopia.</p>
<p>Il problema allora è che la democrazia e l’antifascismo per te non sono diventati costume, narrazione, liturgia, rito vero e vissuto, religione laica. Non siamo stati capaci di farti illuminare gli occhi leggendo la Costituzione, di farti affondare le mani negli oggetti che nei tanti nostri archivi dormono in attesa che i tuoi occhi le risveglino alla vita; abbiamo commesso il più grave degli errori: abbiamo dato per scontata la democrazia come se fosse un cromosoma con il quale i bambini nascono e non una pianta da annaffiare continuamente, altrimenti muore. Questo è l’immenso lavoro che dobbiamo fare per sottrarre la tua anima, ancora vergine e limpida, alle grinfie dei vecchi e nuovi assassini dell’umano.</p>
<p>Caro ragazzo o cara ragazza neofascista o neonazista,</p>
<p>ora ti saluto perché&nbsp; noi abbiamo molto da fare; ma lascia che ti ricordi un’ultima cosa: con tutti i nostri limiti, con tutti i nostri errori, comunque 70 anni fa noi abbiamo vinto e voi avete perso. E non perché vi siete ritirati ma perché siete stati sconfitti, da una lotta organizzata forte e coraggiosa; e perderete anche oggi, non illuderti; ma solamente se noi sapremo sconfiggervi, con altre armi che siano quelle della politica, della cultura ma soprattutto dell’educazione.</p>
<p>È questo, caro ragazzo o cara&nbsp; ragazza, &nbsp;il senso di questa lettera ed è questo il senso del nostro essere oggi qui</p>
<p><em>popolo serrato intorno al monumento</em></p>
<p><em>che si chiama</em></p>
<p><em>ora e sempre</em></p>
<p><em>RESISTENZA</em></p>
<p><em>Raffaele Mantegazza</em></p>
<p>(Professore associato&nbsp;di Pedagogia interculturale, Università di Milano-Bicocca)</p>
<p><img decoding="async" loading="lazy" class="wp-image-1454 alignnone" src="http://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2016/05/Raffaele-Mantegazza.jpg" alt="Raffaele Mantegazza" width="561" height="252" srcset="https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2016/05/Raffaele-Mantegazza.jpg 885w, https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2016/05/Raffaele-Mantegazza-300x135.jpg 300w, https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2016/05/Raffaele-Mantegazza-768x345.jpg 768w" sizes="(max-width: 561px) 100vw, 561px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
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