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	<title>28 luglio 1943 &#8211; ANPI Venezia</title>
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	<description>Sezione 7 Martiri</description>
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		<title>I 100 anni di Antonietta Ferrari e il ricordo dei 13 Martiri di Ca&#8217; Giustinian</title>
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		<pubDate>Mon, 27 Sep 2021 08:08:58 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[[embedyt] https://www.youtube.com/watch?v=f9pWFJ5hbgs[/embedyt] &#160; Antonietta Ferrari vive a Venezia. Da poche settimane ha raggiunto la veneranda età di 99 anni. Nacque, infatti, il 29 settembre 1921 a Corbolone di S. Stino di Livenza (Venezia). Da bambina (a 9-10 anni circa), come accadeva spesso nelle poverissime località del mondo rurale e per essere sfamata e vestita, fu <a href="https://www.anpive.org/wordpress/2021/09/27/i-100-anni-di-antonietta-ferrari-e-il-ricordo-dei-13-martiri-di-ca-giustinian/" rel="nofollow"><span class="sr-only">Leggi di piùI 100 anni di Antonietta Ferrari e il ricordo dei 13 Martiri di Ca&#8217; Giustinian</span>[&#8230;]</a>]]></description>
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<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Antonietta Ferrari</strong> vive a Venezia. Da poche settimane ha raggiunto la veneranda età di 99 anni. Nacque, infatti, il 29 settembre 1921 a Corbolone di S. Stino di Livenza (Venezia). Da bambina (a 9-10 anni circa), come accadeva spesso nelle poverissime località del mondo rurale e per essere sfamata e vestita, fu affidata dalla madre ad una famiglia veneziana con il compito di assistere un&#8217;anziana. Di fatto, oltre quello di badante, la ragazza svolse anche il ruolo di domestica e, poi da adulta quello di sarta, al servizio di dame veneziane e del Teatro della Fenice.<br />
Di tanto in tanto, Antonietta tornava a Corbolone per rivedere la mamma e i suoi fratelli. Il padre era assente da anni, perché emigrato in America Latina. La famiglia veneziana viveva nel palazzo a fianco della Chiesa di San Moisè. Antonietta, per il ruolo svolto dal suo padrone all&#8217;interno della comunità religiosa locale, ebbe sempre il permesso di salire sul campanile: nell&#8217;intervista più volte ricorda i momenti di libertà vissuti sulla sua sommità e il privilegio di poter spaziare con lo sguardo sull&#8217;intera città e sulla laguna, fino alla terraferma.<br />
Accanto alla loro casa sorgeva anche <strong>Ca&#8217; Giustinian</strong>, sede dopo l&#8217;8 settembre del &#8217;43 del Comando Provinciale della G.N.R. (Guardia Nazionale Repubblicana della Repubblica Sociale Italiana), dell&#8217;UPI (l&#8217;Ufficio Politico Investigativo, “terzo occhio” del regime fascista), di uffici di collegamento tedeschi e luogo di tortura. Antonietta racconta di essere stata presente sia il giorno dell&#8217;<strong>attentato dinamitardo</strong> (26 luglio del &#8217;44), compiuto da due partigiani appartenenti ad un GAP, sia quello della successiva rappresaglia (28 luglio), con l&#8217;assassinio di <strong>tredici giovani antifascisti</strong>, ostaggi prelevati dal Carcere di S. Maria Maggiore. Più volte nella sua vita Antonietta ha raccontato quanto visto e udito. Lo ha fatto con forte commozione anche in questa intervista.<br />
Ha anche ricordato con dolore la “caccia” ai giovani del suo paese (ribelli al bando di arruolamento nelle fila delle milizie nazifasciste o timorosi di essere tradotti in Germania), scatenata nel territorio del fiume Livenza da repubblichini e tedeschi, e caratterizzata da fucilazioni e inumane impiccagioni. Come, per ultimo, ha rammentato con nostalgia il clima generale di gioia e di soddisfazione nella Venezia liberata alla fine di aprile del 1945. Dobbiamo fare a questo punto una dovuta annotazione di merito e di metodo.<br />
E&#8217; bene essere consapevoli che i racconti di Antonietta, come qualunque narrazione personale non avvalorata da provati documenti, ricostruiscono i fatti da una prospettiva soggettiva, per di più indebolita dal tempo passato e rafforzata da componenti sentimentali. Alcune informazioni possono essere aggiunte o distorte o erronee. Come quella dell&#8217;identità dei presunti autori materiali della rappresaglia a Ca&#8217; Giustinian: Antonietta, infatti, parla sempre di tedeschi, quando invece ad assassinare i tredici innocenti furono ufficiali e militi della G.N.R. fascista. Nonostante ciò, la storia non può fare a meno di sentire i testimoni.<br />
Spetterà al ricercatore separare il dato falsificato, spesso inconsapevolmente, da quello verificato. A nostro parere, al di là delle inesattezze, dall&#8217;intervista di Antonietta Ferrari emergono e/o vengono ribaditi i seguenti elementi utili allo stesso storico del periodo considerato:<br />
a) che nella prima metà dello secolo scorso il Veneto continuò ad essere caratterizzato da una diffusa ed estrema povertà nel mondo rurale;<br />
b) che anche a Venezia persistevano rapporti di lavoro servili, estesi purtroppo a minori;<br />
c) che la donna viveva in uno stato di soggezione, pur essendo spesso, nello stesso tempo, il vero sostegno della famiglia;<br />
d) che durante la Guerra di Liberazione crebbe sempre di più il sentimento di disprezzo da parte di larghi settori popolari nei confronti degli occupanti tedeschi e dei loro collaboratori fascisti;<br />
e) che questo sentimento fu accompagnato da una convinta aspirazione alla pace e alla fine di una guerra tremenda.</p>
<p><em> Un ringraziamento, oltre che alla protagonista, va alla signora Eva Seiden, che ha organizzato l&#8217;incontro. </em><br />
<em>Le videoriprese sono state realizzate nell&#8217;abitazione di Antonietta Ferrari. </em><br />
<em>Prima camera: Antonio Beninati, A.N.P.I. Sez. “Sette Martiri” di Venezia </em><br />
<em>Seconda camera: Gianluigi Placella, A.N.P.I. Sez. “Sette Martiri” di Venezia </em><br />
<em>Montaggio: Antonio Beninati.</em></p>
<hr />
<p>Ringraziamo Vera Mantengoli per il bell&#8217;articolo su La Nuova Venezia del 26 settembre 2021:</p>
<p><a href="https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2021/09/243079343_2104459043037521_3340020169252988180_n.jpg"><img decoding="async" loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-3292" src="https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2021/09/243079343_2104459043037521_3340020169252988180_n.jpg" alt="" width="534" height="671" srcset="https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2021/09/243079343_2104459043037521_3340020169252988180_n.jpg 534w, https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2021/09/243079343_2104459043037521_3340020169252988180_n-239x300.jpg 239w" sizes="(max-width: 534px) 100vw, 534px" /></a></p>
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