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	<title>Augusto Picutti &#8211; ANPI Venezia</title>
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		<title>I Martiri di Cannaregio</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Apr 2013 10:52:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ANPI Venezia]]></category>
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<p>I MARTIRI DI CANNAREGIO<br />(7-8 luglio 1944)</p>
<p><sub>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; </sub>L&#8217;eccidio di Cannaregio del luglio &#8217;44 è il primo di una lunga scia di sangue che si inquadra in un periodo che potremo definire da &#8220;strategia della tensione&#8221;. Fino a quell&#8217;estate non si ebbero eclatanti azioni partigiane né vi furono azioni particolarmente sanguinarie in Città da parte dei nazifascisti.</p>
<p><a href="https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2011/04/107419209_1731416413675121_1820776072001961609_o.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-2959" src="https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2011/04/107419209_1731416413675121_1820776072001961609_o.jpg" alt="" width="960" height="567" srcset="https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2011/04/107419209_1731416413675121_1820776072001961609_o.jpg 960w, https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2011/04/107419209_1731416413675121_1820776072001961609_o-300x177.jpg 300w, https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2011/04/107419209_1731416413675121_1820776072001961609_o-768x454.jpg 768w" sizes="(max-width: 960px) 100vw, 960px" /></a></p>
<p><span id="more-2963"></span></p>
<p>La Resistenza si era distinta soprattutto per azioni di sabotaggio e informazione clandestina; d&#8217;altro canto Venezia, per la sua conformazione, rendeva un certo tipo d&#8217;azione praticamente impossibile, come molto difficile era la clandestinità. Oltretutto val la pena ricordare che l&#8217;RSI vi trasferì interi ministeri e numerosi uffici e che naturalmente nel capoluogo avevano sede tra i più importanti comandi fascisti e nazisti. Motivo per cui un numero impressionante di &#8220;foresti&#8221; in camicia nera o con la svastica risiedevano a Venezia. Tra l&#8217;altro questo aumentò l&#8217;avversione dei veneziani nei confronti dei due regimi, a causa dell&#8217;alto numero di abitazioni messe a disposizione di queste migliaia di persone che a vario titolo erano da loro impiegate, creando un vero e proprio problema casa e un aumento degli affitti.<br />&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Si diceva in premessa che nell&#8217;estate del &#8217;44 il clima cambiò. <br />&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Successe che il famigerato maresciallo fascista Asara venne ucciso, non si seppe da chi, alle 14 circa del 6 luglio. Scattò la rappresaglia, secondo il modello nazista: 10 a 1. Il prefetto Cosmin (colui il quale nel gennaio precedente fu tra quanti pretesero l&#8217;immediata fucilazione dei condannati di Verona &#8211; Ciano, De Bono, Gottardi, Pareschi, Marinelli) diede ordine di assassinare nel sestiere di Cannaregio dieci antifascisti (cattolici, comunisti, liberali, agnostici). <br />&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Si formarono così 10 squadre, ciascuna di tre sgherri in borghese. Questi suonarono altrettanti campanelli nel cuore della notte tra il 7 e l&#8217;8 luglio, tra San Leonardo e San Canciano. Quattro non aprirono e per loro fu la salvezza, mentre per Ubaldo Belli, Luigi Borgato, Bruno Crovato, Piero Favretti, Augusto Picutti e Giuseppe Tramontin la sorte fu segnata da un colpo di pistola.<br />&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; A dire il vero Tramontin, sebbene gravemente ferito alla testa, riusci miracolosamente a sopravvivere, grazie anche ad una straordinaria rete di solidarietà che comprese medici ed infermieri dell&#8217;Ospedale Civile.<br />&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; La scia di sangue era solo all&#8217;inizio. Il 28 luglio la rappresaglia fascista assassinò 13 antifascisti sulle macerie di Ca&#8217; Giustinian, sede della GNR fatta saltare in aria il giorno prima, mentre quella nazista il 3 agosto giustiziò 7 antifascisti credendo che i Partigiani avessero ucciso una loro sentinella, invece caduta ubriaca in acqua e morta affogata. Tempi duri per la Resistenza veneziana. Dopo poco sarebbe arrivato il &#8220;Proclama Alexander&#8221;. La carica sarebbe nuovamente suonata il 12 marzo del &#8217;45 con la famosa &#8220;Beffa del Goldoni&#8221;.<br />&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Da anni il percorso della memoria il 25 aprile rende omaggio a questi caduti, assieme al Capitano Manfredi Azzarita, nativo di Cannaregio, trucidato alle Fosse Ardeatine, e al Rabbino Capo Adolfo Ottolenghi, morto durante la deportazione ad Auschwitz. Il percorso parte da C.llo Bruno Crovato a San Canciano, fermandosi ad ogni lapide che ricorda i caduti, per arrivare tra canti e bandiere in Campo del Ghetto, dove la Comunità Ebraica aspetta i suoi concittadini per accendere assieme, sotto il bassorilievo che ricorda la Shoah, i sei lumi. Uno per ogni milione di ebrei sterminati. Anche questo testimonia il forte e secolare legame di Venezia alla sua Comunità Ebraica.</p>
<p><a href="https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2011/04/D4_LKmEWAAAh8bs.jpg"><img decoding="async" loading="lazy" class="aligncenter size-large wp-image-2960" src="https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2011/04/D4_LKmEWAAAh8bs-1024x683.jpg" alt="" width="640" height="427" srcset="https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2011/04/D4_LKmEWAAAh8bs-1024x683.jpg 1024w, https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2011/04/D4_LKmEWAAAh8bs-300x200.jpg 300w, https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2011/04/D4_LKmEWAAAh8bs-768x512.jpg 768w, https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2011/04/D4_LKmEWAAAh8bs-750x500.jpg 750w, https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2011/04/D4_LKmEWAAAh8bs.jpg 1200w" sizes="(max-width: 640px) 100vw, 640px" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
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