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	<title>Eros &#8211; ANPI Venezia</title>
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		<title>10 settembre 2017 &#8211; In Cansiglio per il diritto al lavoro</title>
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		<pubDate>Tue, 12 Sep 2017 08:14:51 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[[embedyt] https://www.youtube.com/watch?v=1WgqrToZzzw[/embedyt] L’Anpi difende il lavoro e Breda Fischi per l’assenza dei militari In Cansiglio venti sindaci e centinaia di partigiani. Lorenzoni: «Impediremo la marcia di Forza Nuova»&#160;Il picchetto dell’esercito per la prima volta non si è presentato: il Ministero voleva un rimborso spese 11 settembre 2017 &#160; &#160;CANSIGLIO. La Costituzione è da difendere, ma <a href="https://www.anpive.org/wordpress/2017/09/12/cansiglio-diritto-al-lavoro/" rel="nofollow"><span class="sr-only">Leggi di più10 settembre 2017 &#8211; In Cansiglio per il diritto al lavoro</span>[&#8230;]</a>]]></description>
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<h1 style="text-align: center;"><a href="http://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2017/09/volantino_73esimo_Cansiglio1.jpg"><img decoding="async" loading="lazy" class="alignleft wp-image-2080 " src="http://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2017/09/volantino_73esimo_Cansiglio1.jpg" alt="" width="392" height="555" srcset="https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2017/09/volantino_73esimo_Cansiglio1.jpg 864w, https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2017/09/volantino_73esimo_Cansiglio1-212x300.jpg 212w, https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2017/09/volantino_73esimo_Cansiglio1-768x1087.jpg 768w, https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2017/09/volantino_73esimo_Cansiglio1-723x1024.jpg 723w" sizes="(max-width: 392px) 100vw, 392px" /></a><a href="http://tribunatreviso.gelocal.it/treviso/cronaca/2017/09/11/news/l-anpi-difende-il-lavoro-e-breda-fischi-per-l-assenza-dei-militari-1.15840913" target="_blank" rel="noopener">L’Anpi difende il lavoro e Breda<br />
Fischi per l’assenza dei militari</a></h1>
<p class="summary" style="text-align: justify;"><strong>In Cansiglio venti sindaci e centinaia di partigiani. Lorenzoni: «Impediremo la marcia di Forza Nuova»&nbsp;Il picchetto dell’esercito per la prima volta non si è presentato: il Ministero voleva un rimborso spese</strong></p>
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<p><time datetime="2017-09-11">11 settembre 2017</time></p>
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<div id="floating-share-comment-2014v1" style="text-align: justify;">&nbsp;CANSIGLIO. La Costituzione è da difendere, ma soprattutto da attuare nella parte non ancora applicata. Come quella del diritto al lavoro non pienamente riconosciuto in tante aziende. Una per tutte? La stessa Electrolux che ha licenziato il delegato Augustin Breda. Il ritorno al pieno rispetto della Carta costituzionale l’ha sollecitato il ‘popolo della Resistenza’ salito ieri in Cansiglio, sotto una fitta pioggia, per il 73° anniversario del rastrellamento nazi-fascista. Alcune centinaia i presenti che dopo la messa, con le preghiere dei fedeli lette da Roberto Tonon, sindaco di Vittorio Veneto, si sono riparati sotto una tensostruttura. Una ventina i sindaci, con i gonfaloni; per Treviso Antonella Tocchetto. E siccome il raduno è interprovinciale, per Pordenone è intervenuto il vicesindaco Eligio Grizzo, della Lega Nord, per Belluno la vicesindaco Lucia Bellotto. A Tonon, nella sua veste di primo cittadino della città medaglia d’oro alla Resistenza, Vittorio Veneto appunto, è toccato puntualizzare le preoccupazioni dei Resistenti per la vanificazione in atto, a loro avviso, di alcuni valori della lotta di Liberazione. Il sindaco ha ricordato i tanti amministratori che «in questi tempi bui difendono con le unghie e con i denti le loro comunità dall&#8217;illegalità e dal malaffare, anche pagando direttamente con minacce ed attacchi da parte di soggetti a volte noti a volte ignoti». Appassionati anche gli interventi di Marco Bortoluzzi, Anpi di Belluno, ed Umberto Lorenzoni, Anpi di Treviso; piena l’adesione dei Volontari della Libertà e, per la prima volta dell’Associazione Osoppo. «Tanti partigiani sono andati avanti, ma noi dell’Anpi non siamo finiti. Non siamo un’associazione di reduci. Se Forza Nuova marcerà su Roma, e sulle nostre città, noi lo impediremo. Senza se e senza ma» ha detto Lorenzoni. E ancora: «Questa non è la Repubblica che hanno sognato i nostri compagni, quindi siamo impegnati a realizzarla compiutamente». Anzi tutto nei diritti del lavoro, appunto. Affettuosi applausi per Breda, il delegato licenziato dall’Electrolux, e per la delegazione Rsu che lo accompagnava, con tanto di striscione sul quale campeggiava la scritta &#8220;Noi siamo con Breda&#8221;. La commemorazione, iniziata con l’Inno d’Italia, il Silenzio e “Bella Ciao” (pugno chiuso da parte degli operai Electrolux), è stata conclusa dal sindacalista Rosario Rappa della Fiom nazionale, che ha confermato il pieno sostegno, anche legale, a Breda, ha osservato che le ultime riforme del lavoro non sarebbero affatto costituzionali, ha apostrofato il ministro Minniti per lo “scandaloso silenzio” su Forza Nuova e la marcia su Roma, ha confermato tutta la contrarietà possibile all’equiparazione dell’età pensionabile tra uomini e donne. Per la prima volta il picchetto militare non ha reso, in Cansiglio, gli onori ai caduti della Resistenza, dalla quale è nata la Costituzione. Nessuna insubordinazione politica. «Molto più banalmente – spiega Umberto Lorenzoni, presidenti Anpi di Treviso &#8211; la Difesa ha chiesto alla nostra presidenza nazionale di pagare le spese, di ben 1.899,92 euro. Siamo profondamente dispiaciuti. Mai prima d’ora era stata avanzata una sollecitazione del genere». Alla notizia, il&nbsp;‘popolo dei Resistenti’, riunito in Cansiglio ha risposto polemicamente, chi fischiando e chi gridando “vergogna, vergogna” all’indirizzo dei Comandi militari e del ministro Roberta Pinotti. Nei prossimi giorni arriveranno le interrogazioni parlamentari.&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify;"><b>Francesco Dal Mas, <a href="http://tribunatreviso.gelocal.it/treviso/cronaca/2017/09/11/news/l-anpi-difende-il-lavoro-e-breda-fischi-per-l-assenza-dei-militari-1.15840913" target="_blank" rel="noopener">La Tribuna di treviso</a></b></div>
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		<title>Comunicato di sezione</title>
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		<pubDate>Thu, 17 Sep 2015 10:04:06 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[L&#8217;Anpi Sette Martiri di Venezia condivide i contenuti espressi da Umberto Lorenzoni nell&#8217;orazione ufficiale tenuta in Pian Cansiglio Domenica scorsa, essendo tra l&#8217;altro gli stessi espressi in più occasioni dal nostro Presidente nazionale Carlo Smuraglia; esprime a Lorenzoni piena solidarietà e vicinanza per gli attacchi ricevuti a mezzo stampa; invita l&#8217;Anpi Provinciale di Venezia a <a href="https://www.anpive.org/wordpress/2015/09/17/comunicato-di-sezione/" rel="nofollow"><span class="sr-only">Leggi di piùComunicato di sezione</span>[&#8230;]</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2015/04/logo_21.png"><img decoding="async" loading="lazy" class="size-full wp-image-306 alignleft" src="http://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2015/04/logo_21.png" alt="logo anpi" width="220" height="102" /></a>L&#8217;Anpi Sette Martiri di Venezia condivide i contenuti espressi da Umberto Lorenzoni nell&#8217;orazione ufficiale tenuta in Pian Cansiglio Domenica scorsa, essendo tra l&#8217;altro gli stessi espressi in più occasioni dal nostro Presidente nazionale Carlo Smuraglia; esprime a Lorenzoni piena solidarietà e vicinanza per gli attacchi ricevuti a mezzo stampa; invita l&#8217;Anpi Provinciale di Venezia a discutere su legge elettorale, lavoro, riforma del Senato e scuola che sono i temi citati dal compagno Lorenzoni nella sua orazione.</p>
<p style="text-align: justify;">Il Comitato di Sezione.</p>
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		<title>13 settembre 2015 &#8211; IN CANSIGLIO ALLA RISCOSSA</title>
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		<pubDate>Thu, 17 Sep 2015 09:30:17 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img decoding="async" loading="lazy" class="wp-image-869 alignleft" src="http://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2015/09/11990409_1035728379805208_7632222110245480446_n-215x300.jpg" alt="" width="235" height="328" srcset="https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2015/09/11990409_1035728379805208_7632222110245480446_n-215x300.jpg 215w, https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2015/09/11990409_1035728379805208_7632222110245480446_n.jpg 689w" sizes="(max-width: 235px) 100vw, 235px" />Nel 71° Anniversario del rastrellamento del Cansiglio la Sezione Sette Martiri di Venezia, insieme ai compagni della Sezione Erminio Ferretto di Mestre, ha preso parte alle celebrazioni. Pubblichiamo qui la splendida, appassionata e rigorosa orazione ufficiale del Presidente dell&#8217;ANPI provinciale di Treviso, Umberto Lorenzoni, nome da partigiano Eros, nonché le ingiuste polemiche che ha suscitato e alcuni dei numerosi attestati di solidarietà a Eros susseguitisi nei giorni successivi, compreso il nostro!</p>
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<p>Le immagini del corteo e della cerimonia:</p>
<p><img decoding="async" class="ngg_displayed_gallery mceItem" src="http://www.anpive.org/wordpress/nextgen-attach_to_post/preview/id--1054" alt="" data-mce-placeholder="1" /></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Discorso di Umberto Lorenzoni – presidente ANPI comitato provinciale di Treviso</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Anche quest’anno antifascisti e partigiani, ci ritroviamo quassù a Pian Cansiglio, ai piedi di questo monumento, per onorare i Caduti della Divisione Garibaldi “Nino Nannetti” e con loro tutti i partigiani, che sono Caduti per riconquistare la libertà e per riscattare l’Italia dalla dittatura e dall’oppressione nazifascista.<br />
Lo facciamo oggi, a settant’uno anni dal grande rastrellamento del settembre 1944 quando il ricordo di quegli eventi pian piano si affievolisce e il numero dei protagonisti di quella meravigliosa pagina di storia, scritta dalla guerra partigiana, si assottiglia di anno in anno.<br />
In vent’anni di dittatura, sotto la finzione di un ordine di cartapesta, il fascismo aveva regalato al popolo italiano, autarchia, guerre di aggressione, leggi razziali contro i cittadini di religione ebraica, la perversa alleanza con il nazismo, che lo aveva trascinato nella fornace della seconda guerra mondiale ed infine la catastrofe.<br />
Il 25 luglio 1943 quel regime si accasciò, sotto il peso delle sconfitte militari e nei quarantacinque giorni che seguirono, il governo Badoglio, con i suoi smarrimenti, i suoi tentennamenti, le sue ambiguità, dimostrò a quale punto di squallore politico il fascismo e la monarchia avessero ridotto l’Italia.<br />
Si arrivò così all’armistizio dell’8 settembre con il Paese moralmente fiaccato, materialmente distrutto e con una parte del Sud già occupata dagli angloamericani. Questo fu l’avvio di una immensa catastrofe, che si consumò con il collasso delle strutture politiche, militari e civili dello Stato, così ben evidenziato dalla fuga ignobile del Re e di Badoglio, dall’abbandono della Capitale a se stessa, dal tracollo degli alti comandi militari, che non avevano predisposto alcun piano per fronteggiare la prevedibile reazione tedesca e che si materializzò anche con la liberazione di Mussolini e la nascita della repubblica di Salò, i cui aderenti si misero subito al servizio degli invasori.<br />
Così tutta l’Italia, a nord di Salerno, finisce in mano alle truppe germaniche e le forze armate italiane si dissolvono o si arrendono. Oltre 650.000 militari italiani vengono catturati e deportati, su vagoni piombati, in Germania, dove daranno prova di grande dignità e di alto senso della Patria, rifiutando le lusinghe dei gerarchi fascisti, che li volevano in Italia per combattere, nella repubblica di Salò, al servizio dei tedeschi.<br />
In questa difficilissima situazione, il 9 settembre, i partiti antifascisti danno vita al C.L.N. “per chiamare gli italiani alla lotta e alla resistenza e per riconquistare all’Italia il posto che le compete nel consesso delle libere Nazioni”. Unità del nostro esercito, in molte località del territorio italiano, si oppongono spontaneamente all’invasione e a Porta S. Paolo a Roma, molti civili imbracciano le armi e si uniscono ai nostri militari in una disperata difesa della Capitale. Fuori dai nostri confini nazionali, nelle isole dell’Egeo si resiste pervicacemente alla pressione tedesca fino a culminare nell’epopea di Cefalonia dove la Divisione Acqui, con libera scelta<img decoding="async" loading="lazy" class="alignright wp-image-870" src="http://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2015/09/12027677_930404087030296_8428941000017031580_n-225x300.jpg" alt="" width="319" height="425" srcset="https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2015/09/12027677_930404087030296_8428941000017031580_n-225x300.jpg 225w, https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2015/09/12027677_930404087030296_8428941000017031580_n.jpg 720w" sizes="(max-width: 319px) 100vw, 319px" /> combatte contro i tedeschi fino all’estremo sacrificio, mentre in Grecia e in tutti i Balcani migliaia di nostri militari scelgono la strada della guerriglia e unendosi alle locali formazioni partigiane, da truppa di occupazione diventano combattenti per la libertà di quei popoli. Nel frattempo, una parte degli ufficiali dell’esercito, sfuggiti alla deportazione, si incontrano lungo le vallate e sui monti e cercano di organizzare gli sbandati per dar vita, unendosi agli antifascisti, ai primi gruppi ribelli.</p>
<p>Tutti questi avvenimenti, che trovano origine nell’armistizio, testimoniano la volontà di riscossa degli italiani dal nuovo fascismo e dall’invasione tedesca e anticipano una resistenza molto più vasta e diffusa: la guerra partigiana per liberare il Paese.<br />
E se i protagonisti del nostro Risorgimento sono stati gli uomini più illuminati della nobiltà e della borghesia di allora, protagoniste della guerra partigiana sono le classi popolari, perchè avevano intuito che quella era la strada, non solo per conquistare la libertà e la democrazia e non riceverle in dono da un vincitore straniero, ma anche per realizzare una nuova idea di Patria, meno elementare, meno fisica, meno geograficamente delimitata, nella quale riconoscersi non soltanto per una comune origine, ma soprattutto per un tipo di società basata sui valori dell’uguaglianza, della giustizia sociale, della solidarietà e della pace.</p>
<p style="text-align: justify;">[<a href="http://www.anpive.org/wordpress/2015/09/17/13-settembre-2015-in-cansiglio-alla-riscossa/2/">continua</a>]</p>
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