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	<title>Massimiliano De Martin &#8211; ANPI Venezia</title>
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	<title>Massimiliano De Martin &#8211; ANPI Venezia</title>
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		<title>73° Anniversario dell’Eccidio dei Sette Martiri &#8211; 3 agosto 2017</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 05 Aug 2017 17:32:15 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Nel 1944 vi fu un’estate di sangue a Venezia e in tutta l’Italia occupata dai nazisti. Come ogni anno ricordiamo i martiri trucidati dai nazifascisti nella nostra città: quelli di Cannaregio (25 aprile), quelli di Ca’ Giustinian (il 28 luglio) e il 3 agosto, i sette dell’ex Riva dell’Impero, oggi Riva dei Sette Martiri.&#160; Alla <a href="https://www.anpive.org/wordpress/2017/08/05/73-anniversario-sette-martiri/" rel="nofollow"><span class="sr-only">Leggi di più73° Anniversario dell’Eccidio dei Sette Martiri &#8211; 3 agosto 2017</span>[&#8230;]</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" loading="lazy" class="wp-image-2043 size-full aligncenter" src="http://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2017/08/René-Seindal_1.jpg" alt="" width="960" height="641" srcset="https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2017/08/René-Seindal_1.jpg 960w, https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2017/08/René-Seindal_1-300x200.jpg 300w, https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2017/08/René-Seindal_1-768x513.jpg 768w, https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2017/08/René-Seindal_1-750x500.jpg 750w" sizes="(max-width: 960px) 100vw, 960px" /></p>
<p>Nel 1944 vi fu un’estate di sangue a Venezia e in tutta l’Italia occupata dai nazisti. Come ogni anno ricordiamo i martiri trucidati dai nazifascisti nella nostra città: quelli di Cannaregio (25 aprile), quelli di Ca’ Giustinian (il 28 luglio) e il 3 agosto, i sette dell’ex Riva dell’Impero, oggi Riva dei Sette Martiri.&nbsp;</p>
<p>Alla Commemorazione ufficiale presso la lapide in ricordo dei Sette Martiri sono intervenuti il presidente della nostra sezione, Gianluigi Placella, di cui riportiamo il discorso tenuto nell&#8217;occasione, la vice Presidente Anna Messinis per la Municipalità di Venezia-Murano-Burano &nbsp;e l&#8217;Assessore Massimiliano De Martin per il Comune di Venezia.</p>
<p>La Commemorazione vede la collaborazione organizzativa di ANPI 7 Martiri, IVESER, GL-FIAP, Circolo&nbsp;Ricreativo Culturale &#8220;3 AGOSTO&#8221; e Comune di Venezia.</p>
<p>Vorremmo qui ringraziare la sezione ANPI Erminio Ferretto di Mestre per la costante partecipazione e in particolar modo il Circolo 3 Agosto nella persona di Michele De Col per il contributo organizzativo generoso e insostituibile, infine René Seindal per la gentile concessione delle fotografie di questa pagina.</p>
<hr />
<p><strong>L&#8217;orazione del Presidente della Sezione ANPI 7 Martiri, Gianluigi Placella</strong></p>
<p>Anche quest&#8217;anno ricordiamo Aliprando Armellini, 24 anni, di Vercelli (partigiano); Gino Conti, 46 anni, di Cavarzere (partigiano); Bruno De Gasperi, 20 anni, e i fratelli Alfredo e Luciano Gelmi, rispettivamente di 20 e 19 anni, di Trento (renitenti alla leva); Girolamo Guasto, 25 anni, di Agrigento; Alfredo Vivian, 36 anni, veneziano (comandante militare partigiano) fucilati davanti alla popolazione di Castello costretta ad assistere.</p>
<p>Lo facciamo nel luogo della barbarie nazi-fascista. Cos&#8217;è questa, se non il negare il diritto all&#8217;accertamento della verità, la giustizia sommaria, la rappresaglia?</p>
<p>Di questi delitti parliamo, anche oggi, anche quest&#8217;anno, perpetrati contro persone che fecero una scelta, che cioè seppero discernere tra giusto e sbagliato, senza tener conto dei costi, dei vantaggi, delle comodità dell&#8217;indifferenza e dell&#8217;opportunismo. Fu proprio per questa loro onestà e coerenza che furono eliminati. Infatti chi distingue, chi delibera autonomamente, allora come oggi, è un osservato speciale, è pericoloso per il pensiero comune, è scoraggiato con l&#8217;imbonimento di massa, con gli ostacoli frapposti alla sua voce, con la emarginazione più o meno violenta.</p>
<p>Torna evidente, anche oggi, che è utile al potere l&#8217;incapacità sempre più diffusa di distinguere fra educativo e diseducativo, consentito e vietato, legale ed illegale.</p>
<p>Nella confusione che ne deriva, prende spazio un popolo di sbandati, di individualità incapaci di capire la differenza fra diritto e sopruso: un popolo che finisce per reclamare lui stesso, il decisionismo, l&#8217;uomo forte, il padrone che sappia imporre ordini e proibizioni.</p>
<p>I tempi sono maturi per chi da 70 anni ha intrapreso l&#8217;opera di riportare istituzionalmente al potere un potere incostituzionale. Qui non è in discussione la pacificazione nazionale. Questa si realizza solo attraverso un&#8217;ammissione di responsabilità e con l&#8217;impegno contestuale a non riproporre quegli stessi principi deviati e deleteri.</p>
<p>Invece frettolosi richiami di pacificazione che hanno eluso quel passaggio di chiarezza, hanno dato voce sempre più arrogante a quanti trovano comodo equiparare, come paritetiche, le scelte di libertà dei partigiani e lo schierarsi a conservazione di un regime di sopraffazioni dei repubblichini; parificazioni che hanno dato spazio sempre più ampio a quanti vogliono sostenere che quegli eccessi non erano strutturali, cioè iscritti nel DNA del pensiero fascista, ma erano circoscritti ad un periodo storico che è ormai superato.</p>
<p>A noi dell&#8217;Anpi, incombe il compito di dire che nessuna conquista è per sempre, che il fascismo è ancora ben vivo e presente, che il fascismo è prima di ogni altra cosa un progetto di disumanizzazione della società. Una suggestione che fa credere ad ognuno di essere il più forte, una fede che affida solo al potere, alla imposizione, all&#8217;intolleranza, la creazione dell&#8217;ordine nel contesto sociale. E fomenta aspettative di rigore, regime, massificazione, restringimento del dissenso, discriminazione e intolleranza del diverso, razzismo, respingimento di ogni solidarietà verso chi fugge da guerre e da poteri violenti e dal sottosviluppo da sfruttamento.</p>
<p><img decoding="async" loading="lazy" class="alignleft wp-image-2049 " src="http://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2017/08/René-Seindal_4.jpg" alt="" width="455" height="304" srcset="https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2017/08/René-Seindal_4.jpg 960w, https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2017/08/René-Seindal_4-300x200.jpg 300w, https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2017/08/René-Seindal_4-768x513.jpg 768w, https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2017/08/René-Seindal_4-750x500.jpg 750w" sizes="(max-width: 455px) 100vw, 455px" />Un&#8217;adesione incosciente e senza memoria che rende ciechi di fronte al fatto che sarà il più forte di te, il più furbo di te, il più conformista e allineato di te che approfitterà della tua omologazione, della tua adesione spensierata e dissennata.</p>
<p>Allora è nostro compito tenerlo a mente e raccontarlo nelle scuole e nelle piazze, richiamando, per contrasto, i sacrifici dei partigiani che ci hanno donato la libertà di essere, ognuno, sé stesso; quel sacrificio che dà un senso al nostro essere i loro portavoce e continuatori e che, pertanto, ci impone di ricordarlo a tutti, in ogni occasione; non solo quando i comportamenti ripropongono spudoratamente quel pensiero e quei riti violenti, come nel caso del lido nero di Sottomarina, derubricati a goliardia perfino dai vertici religiosi locali o degli ignobili cori dei tifosi della squadra dell&#8217;Hellas Verona alle parole del loro sodale di Forza Nuova che li arringa esaltando Hitler ed Hess come numi tutelari; oppure nel caso del monumento al criminale di guerra Graziani ad Affìle o del Parco giochi di Filettino che ancora la Regione Lazio lascia a lui intitolato o i mille saluti romani nel cimitero di Milano o di fronte ai tentativi di dedicare a Mussolini piazze di Jesolo. O, addirittura<br />
quando quella propaganda si traduce in prepotenze violente, come le ronde contro immigrati, omosessuali, ebrei, e addirittura inequivocabili minacce programmatiche di Casapound: &#8220;voleranno sedie e schiaffoni in Senato&#8221; che, evidentemente, non è che una riedizione dell&#8217; &#8220;avremmo potuto fare di quest&#8217;aula sorda e grigia un bivacco di manipoli&#8221; del discorso di insediamento del capo delle camicie nere, il 16 novembre 1922.</p>
<p>Tutte le volte che noi associazioni antifasciste e singoli cittadini ci opponiamo, <span style="text-decoration: underline;">dobbiamo</span> avere il sostegno delle istituzioni, cui non dovremmo essere noi a ricordare che cos&#8217;è realmente il fascismo: perché il fascismo non è una idea, non è un opzione politica, è un crimine: contro la democrazia, contro la libertà, contro la Costituzione, contro la stessa nostra Repubblica alla quale ogni amministratore pubblico giura fedeltà e che è stata costruita su capisaldi che sono la contraddizione delle idee di sopraffazione dei fascisti di ogni epoca. La storia, invece, sta per ripetersi e non ci sono contingenze o priorità politiche che giustifichino sottovalutazioni o tiepidezze. Non vogliamo altri Matteotti, che per averlo detto apertamente, fu brutalmente soppresso.</p>
<p>Chiediamo perciò che, in ogni occasione ufficiale ed ogni volta che la cronaca ne dà occasione, si dica che in questo Stato, in queste nostre comunità non c&#8217;è spazio per il fascismo, che sia del terzo millennio o fatto di nostalgie rievocative e che anzi, tutti gli spiragli aperti da superficialità o tiepidezze corrive, devono essere serrati nuovamente.</p>
<div id="attachment_2041" style="width: 464px" class="wp-caption alignright"><img aria-describedby="caption-attachment-2041" decoding="async" loading="lazy" class="wp-image-2041" src="http://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2017/08/René-Seindal_3.jpg" alt="" width="454" height="303" srcset="https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2017/08/René-Seindal_3.jpg 960w, https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2017/08/René-Seindal_3-300x200.jpg 300w, https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2017/08/René-Seindal_3-768x513.jpg 768w, https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2017/08/René-Seindal_3-750x500.jpg 750w" sizes="(max-width: 454px) 100vw, 454px" /><p id="caption-attachment-2041" class="wp-caption-text">Il ricordo di Marco Borghi agli Internati Militari Italiani durante il Percorso della Memoria.</p></div>
<p>Un esempio che invitiamo ogni amministrazione a seguire è quello di Elisa Fabian consigliera del comune di Cavarzere che ha ottenuto la modifica del regolamento comunale in modo che siano concessi gli spazi pubblici solo a quelle associazioni che sottoscrivono la XII disposizione transitoria della Costituzione e la conoscenza delle limitazioni imposte dalle leggi Scelba e Mancino. Elisa Fabian esorta a diffidare di ogni acquiescenza e ad alzare la guardia, perché la democrazia è fragile proprio in quanto dà spazio e voce anche ai suoi nemici.</p>
<p>La grande differenza tra la mentalità fascista e quella democratica sta tutta in un articolo della Costituzione, l&#8217;articolo 21, che garantisce la libertà di pensiero, di opinione, di espressione. Quelle autonomie vitali per la persona e per il cittadino che, invece, sono negate, perseguitate e soppresse in ogni fascismo; lo stesso che spudoratamente a quell&#8217;articolo si appella per poterlo poi deridere, rinnegare ed abbattere.</p>
<p>Diciamo allora che i veri &#8220;anti&#8221;: anti-democrazia, anti-stato, anti-libertà, sono i fascismi ed i fascisti con la loro intolleranza verso il dissenso. Quella dell&#8217;ANPI, quindi, prima ancora che antifascismo, prima di essere opposizione, resistenza, ripudio di quel pensiero di barbarie, è dichiarazione di fedeltà alla Costituzione ed alla Repubblica nata dal sacrificio dei combattenti della lotta partigiana.</p>
<p>Le nostre sono parole di ribellione di fronte ad attacchi alla verità e a distorsioni della nostra storia, di fronte ad un revisionismo aggressivo e violento che si vanta delle sue provocazioni. Vogliamo dire che quei richiami, quelle nostalgie, quelle pretese di parificazione, nella nostra democrazia, non sono ammesse perché sono il suo veleno. Minimizzare significa, consapevoli o no, fare strada al cavallo di Troia che distruggerà la democrazia ed i sacrifici di chi l&#8217;ha consentita.</p>
<p>C&#8217;è una passaggio di Primo Levi su cui sono stato richiamato nel Museo Partigiano Agostino Piol a Pian de le Femene e che mi pare il caso di ricordare in conclusione : &#8220;<em>Ogni tempo ha il suo fascismo: se ne notano i segni premonitori dovunque la concentrazione di potere nega al cittadino la possibilità e la capacità di esprimere ed attuare la sua volontà. A questo si arriva in molti modi, non necessariamente col timore dell&#8217;intimidazione poliziesca, ma anche negando o distorcendo l&#8217;informazione, inquinando la giustizia, paralizzando la scuola, diffondendo in molti modi sottili la nostalgia per un mondo in cui regnava sovrano l&#8217;ordine, ed in cui la sicurezza dei pochi privilegiati riposava sul lavoro forzato e sul silenzio forzato dei molti</em>&#8220;.</p>
<p>Meditiamo e restiamo uniti nella resistenza e nella democrazia.</p>
<p><img decoding="async" loading="lazy" class="wp-image-2042 size-full aligncenter" src="http://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2017/08/René-Seindal_2.jpg" alt="" width="960" height="641" srcset="https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2017/08/René-Seindal_2.jpg 960w, https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2017/08/René-Seindal_2-300x200.jpg 300w, https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2017/08/René-Seindal_2-768x513.jpg 768w, https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2017/08/René-Seindal_2-750x500.jpg 750w" sizes="(max-width: 960px) 100vw, 960px" /></p>
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		<title>72° Anniversario dell&#8217;Eccidio dei Sette Martiri</title>
		<link>https://www.anpive.org/wordpress/2016/08/06/72-7-martiri/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 06 Aug 2016 15:57:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ANPI Venezia]]></category>
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					<description><![CDATA[La Sezione Anpi 7 Martiri ringrazia l’amministrazione comunale che anche quest’anno ha collaborato per la riuscita di questa giornata e si presenta al nostro fianco. Ringraziamo la municipalità di Venezia Murano Burano che è sempre stata in prima fila a sostegno degli interessi della cittadinanza e del suo diritto a partecipare alla gestione della cosa <a href="https://www.anpive.org/wordpress/2016/08/06/72-7-martiri/" rel="nofollow"><span class="sr-only">Leggi di più72° Anniversario dell&#8217;Eccidio dei Sette Martiri</span>[&#8230;]</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_1547" style="width: 322px" class="wp-caption alignleft"><img aria-describedby="caption-attachment-1547" decoding="async" loading="lazy" class="wp-image-1547" src="http://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2016/08/Foto-di-Nicola-Tognon.jpg" alt="Foto di Nicola Tognon" width="312" height="520" srcset="https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2016/08/Foto-di-Nicola-Tognon.jpg 576w, https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2016/08/Foto-di-Nicola-Tognon-180x300.jpg 180w" sizes="(max-width: 312px) 100vw, 312px" /><p id="caption-attachment-1547" class="wp-caption-text">Fotografia di Nicola Tognon</p></div>
<p>La Sezione Anpi 7 Martiri ringrazia l’amministrazione comunale che anche quest’anno ha collaborato per la riuscita di questa giornata e si presenta al nostro fianco.<br />
Ringraziamo la municipalità di Venezia Murano Burano che è sempre stata in prima fila a sostegno degli interessi della cittadinanza e del suo diritto a partecipare alla gestione della cosa pubblica.<br />
Un ringraziamento particolare ai Partigiani presenti che continuano anche così la loro lotta e testimoniano la fiducia in quanti loro stessi hanno delegato a continuarla.<br />
Grazie a tutti i cittadini presenti ai quali, come rappresentante dell’Anpi in città voglio dire che troveranno la nostra sezione sempre in prima fila nelle campagne antifasciste e nella difesa della Costituzione da ogni tentativo di svuotarla del suo significato universale e che va oltre i tempi.<br />
Il ritorno ideale a quell&#8217;estate del ‘44 si conclude qui sulla riva che ha preso il nome dai sette giovani trucidati dai tedeschi di fronte a 500 abitanti di Castello obbligati ad assistere allo scempio: Aliprando Armellini, 24 anni, di Vercelli, partigiano; Gino Conti, 46 anni, animatore della Resistenza a Cavarzere; Bruno De Gasperi, 20 anni, e i fratelli Alfredo Gelmi, 20 anni, e Luciano Gelmi, 19 anni, di Trento renitenti alla leva, Girolamo Guasto, 25 anni, di Agrigento; Alfredo Vivian, 36 anni, veneziano, comandante militare partigiano.<br />
Siamo partiti da via Garibaldi come da tradizione, ma vorrei proporre di riportare idealmente l’inizio di questo cammino verso il carcere di Santa Maria Maggiore, da dove quei prigionieri vennero prelevati, impegnandoci così ad immaginare ed accompagnare i loro pensieri sulla strada del sacrificio, sul significato del loro così breve passato, sulle loro ultime accorate speranze in un futuro che non avrebbero visto e che con la fiducia degli impotenti affidavano a noi. Un cammino verso una morte che però, proprio per questo, più che nel buio dell’ignoto, vedevano nella luce vivida della ribellione all&#8217;oppressore.<br />
Furono il loro rifiuto del conformismo, il non voler rinunciare a fare opposizione, il non accettare che critica e diversità di opinione venissero presentati come un ostacolo alla speditezza delle decisioni del governo, loro che sognavano la vivacità della dialettica democratica, fu la loro fede nella libertà dell’uomo a condannarli ad una morte ingiusta e feroce.<br />
Il loro fu il sacrificio di persone che avevano creduto di poter esprimere il dissenso verso un regime che lo impediva con il carcere, il confino, la tortura, l’eliminazione fisica.<br />
Per essere degni dei loro patimenti, dobbiamo perciò continuare la loro lotta seguendo quelle convinzioni.<br />
È significativo anche rimarcare che la loro fucilazione fu conseguenza dell’obbedienza dell’Italia ad un potere esterno, la Germania del Reich, alla quale la dittatura fascista si era già mostrata succuba con la condivisione delle leggi razziali e alla quale, in quel momento di disfacimento del regime consegnava il potere di disporre del territorio italiano e dei suoi cittadini.<br />
Fu anche per l’indipendenza da subalternità di ogni genere che donne, militari, operai, intellettuali dissenzienti, sacrificarono la loro vita. Quella stessa indipendenza da poteri esterni che anche oggi dobbiamo perseguire e difendere. Libertà, quindi, indipendenza anche, ma in un mondo di pace.<br />
Quella pace che ancora oggi, viene messa in crisi dal cinismo di chi produce e vende armi, guerrafondai che, nel razzismo, nell&#8217;intolleranza, negli estremismi ideologici, nei movimenti fascisti, trovano i loro sostenitori più accaniti, le loro pedine più manipolabili, la loro manovalanza.<br />
Guerre indotte da una finanza immorale che ci consegna morti per fuga e per ritorsione, morti innocenti ignorati, morti annegati, bombardati o falciati dalla furia terroristica: accidenti insignificanti sul percorso dell’accumulo di capitali immensi e potere sconfinato.<br />
Di fronte a questi morti, dovremmo tornare, con umiltà e convinzione, alle aspettative dei giovani che, su questa riva, furono sacrificati.<br />
Il loro ricordo avviene in questo in questo luogo che è la tappa finale di un percorso che questa ricorrenza ripresenta come prezioso per la formazione della coscienza repubblicana e democratica e, quindi, della consapevolezza che, se c’è fascismo, non può esserci la democrazia predisposta dalla nostra Costituzione, perché essa nacque dall&#8217;abbattimento di quella dittatura.<br />
Questo stesso percorso perciò è necessario e attuale perché si impedisca la cancellazione del ricordo e con essa la revisione e la riscrittura di eventi che vanno ricordati per spiegare la storia. Un pericolo che è in agguato da sempre.<br />
Ci torna a mente la testimonianza di un nostro Partigiano, nome di battaglia “Venezia”, che racconta che, al rientro a Cannaregio nel giugno 1945, solo due mesi dopo la Liberazione, il clima era già cambiato, il suo fazzoletto rosso della Divisione Garibaldi veniva già visto come un’esibizione quasi inopportuna, in un clima di già iniziale revisione.<br />
Una revisione che sta spingendo anche troppo apertamente in superficie, ma più pericolosamente con correnti di profondità, perché si riprenda a considerare il fascismo come una componente lecita della società, mentre è la contraddizione di tutti i valori che la Costituzione del 1948 vuole affermare.<br />
Molti sono gli episodi che dimostrano questa tendenza. Citerò i più recenti.<br />
<img decoding="async" loading="lazy" class="alignright wp-image-1548 " src="http://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2016/08/11.jpg" alt="11" width="297" height="396" srcset="https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2016/08/11.jpg 720w, https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2016/08/11-225x300.jpg 225w" sizes="(max-width: 297px) 100vw, 297px" />A Noventa Vicentina la Giunta comunale ha deciso di intitolare una strada a Giorgio Almirante, redattore capo del periodico “La Difesa della Razza” e volontario della Repubblica Sociale Italiana.<br />
A Riccione, dove l’Anpi locale ha organizzato la pastasciutta del 25 luglio per ricordare quella dei fratelli Cervi che così festeggiarono la caduta del regime si è sentito il commento di una discendente del dittatore che ci dà dei nostalgici. E che dichiara: “Svegliatevi, il mondo è cambiato&#8221;.<br />
A Rubano, un cittadino &#8211; partendo dal presupposto che l’apologia del fascismo in Italia è un reato in base alla legge Scelba del 1952 &#8211; ha segnalato ai carabinieri, alla Procura della Repubblica e alla Prefettura la presenza di alcuni manifesti affissi nelle bacheche pubbliche dal Movimento Fascismo e Libertà.<br />
Rappresentare questo nostro insistere nel ricordare come fede nostalgica in un passato di cui liberarsi, rischia di prendere forza in presenza di molte istituzioni dello Stato distratte, istituzioni da cui cui non abbiamo segnali di riprovazione e di condanna, di sdegno o di ribellione nei confronti di questa progressiva rilegittimazione del fascismo. Non sentiamo quello che ci aspetteremmo di sentire, che cioè, riguardo al giudizio sul fascismo, niente potrà cambiare. Noi intanto, almeno per parte nostra, anche in questa occasione lo ripetiamo e lo ribadiamo. Credo che, soprattutto in giorni come oggi, dobbiamo interrogarci se è giusto che si celebrino queste ricorrenze senza denunciare ad alta voce il pericolo che il sacrificio dei Martiri, per i quali ci raccogliamo commossi, possa essere vanificato dall&#8217;indifferenza delle istituzioni o addirittura rinnegato dal generale silenzio.<br />
Intanto parallelamente a questa acquiescenza, assistiamo ad una modifica profonda della nostra Costituzione e noi, come Anpi, non possiamo non collegare le due preoccupazioni.<br />
Una revisione avviata già nel 1950 quando Calamandrei denunciava un fronte coeso e concorde nel frenare il cambiamento verso quel nuovo umanesimo progettato dai Costituenti; un lento percorso di restaurazione che, dopo la stagione dei diritti degli anni 70, ha ripreso forza per riappropriarsi delle vittorie che la società dei cittadini aveva ottenuto.<br />
Quella deriva ancora oggi continua con le trasformazioni della Costituzione che sono state realizzate e che, da cittadini, dovremo respingere nel referendum del prossimo autunno perché queste modifiche creano condizioni che sbilanciano in senso autocratico la forma di governo e rischiano di replicare esperienze disastrose che la lotta Partigiana ha inteso impedire per sempre.<br />
Il cammino che abbiamo fatto oggi, infine, ci dice anche che tutti i luoghi della città, intitolati ad eroi della Resistenza, non possono essere profanati nell&#8217;essere concessi a formazioni politiche che si ispirano e ripropongono comportamenti di eversione, intolleranza, discriminazione, prepotenza, violenza sul diverso. Purtroppo questo sta avvenendo per superficialità o miopia anche nel nostro Comune. Per questo abbiamo richiamato e richiameremo sempre i nostri rappresentanti all&#8217;impegno assunto verso i valori della Costituzione su cui essi giurano ed al massimo rispetto per i morti che oggi, insieme, ricordiamo.<br />
La celebrazione della Resistenza non è passatismo, non è conservazione: è riproporre nel presente che sta dimenticando quei valori, le idealità alte e nobili che hanno sostenuto quei nostri eroi nell&#8217;ora del martirio. Perciò più che mai : Ora e sempre, Resistenza!</p>
<p><strong>Gianluigi Placella, Presidente della Sezione ANPI 7 Martiri</strong></p>
<p style="text-align: center;">[embedyt] http://www.youtube.com/watch?v=rkVT9WQ3unM[/embedyt]</p>
<hr />
<p>Buonasera, sono Gabriele Piasentini, vicepresidente del Consiglio di Municipalità di Venezia Murano Burano. Ringrazio tutti voi e l’Anpi che mi avete permesso di essere qua in questa giornata di memoria.</p>
<p class="Textbody" style="text-align: justify; text-justify: inter-ideograph;"><span lang="IT">È una grande emozione essere qui a rappresentare la Municipalità per la commemorazione dell’eccidio dei 7 Martiri.</span></p>
<p class="Textbody" style="text-align: justify; text-justify: inter-ideograph;"><span lang="IT">Durante la guerra, durante l’occupazione nazista, in questa riva, furono assassinati 7 italiani, 7 uomini che avevano deciso di opporsi, di combattere, di non chinarsi alla dittatura. Loro, come tanti altri, furono vittime dei regimi nazisti e fascisti. In Italia, negli anni successivi, si è combattuta una guerra tra fascisti e antifascisti, e quest’ultimi hanno prevalso.</span></p>
<p class="Textbody" style="text-align: justify; text-justify: inter-ideograph;"><span lang="IT">È il loro sacrificio che ha contribuito alla nascita della nostra democrazia moderna. Tutti noi gli dobbiamo tanto. Tutti gli italiani e le generazioni future gli dovranno tanto.</span></p>
<p class="Textbody" style="text-align: justify; text-justify: inter-ideograph;"><span lang="IT"><img decoding="async" loading="lazy" class="alignleft wp-image-1553 size-full" src="http://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2016/08/AAEAAQAAAAAAAAWzAAAAJGQzOWUxYzJmLTYyYmItNDU3NC1iMDhmLTc3MDU2MmM4OTI1MQ.jpg" alt="AAEAAQAAAAAAAAWzAAAAJGQzOWUxYzJmLTYyYmItNDU3NC1iMDhmLTc3MDU2MmM4OTI1MQ" width="200" height="200" srcset="https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2016/08/AAEAAQAAAAAAAAWzAAAAJGQzOWUxYzJmLTYyYmItNDU3NC1iMDhmLTc3MDU2MmM4OTI1MQ.jpg 200w, https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2016/08/AAEAAQAAAAAAAAWzAAAAJGQzOWUxYzJmLTYyYmItNDU3NC1iMDhmLTc3MDU2MmM4OTI1MQ-150x150.jpg 150w, https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2016/08/AAEAAQAAAAAAAAWzAAAAJGQzOWUxYzJmLTYyYmItNDU3NC1iMDhmLTc3MDU2MmM4OTI1MQ-174x174.jpg 174w" sizes="(max-width: 200px) 100vw, 200px" />Mi piace ricordare una frase di Vittorio Foa, partigiano, che secondo me sintetizza la piena differenza tra le due parti della guerra. Vittorio era a colloquio con un suo collega senatore del MSI, Giorgio Pisanò, ex soldato della RSI, il quale disse “In fondo eravamo tutti patrioti&#8230; Ognuno di noi aveva la patria nel suo cuore”, gli risponde “Un momento. Se si parla di morti, va bene. I morti sono morti: rispettiamoli tutti. Ma se si parla di quando erano vivi, erano diversi. Se aveste vinto voi, io sarei ancora in prigione. Siccome abbiamo vinto noi, tu sei senatore”. È questa la differenza. Permettere a tutti di esprimersi, di essere liberi. La sconfitta del fascismo ci ha unito. Ha permesso a tutti gli italiani di vivere liberamente, di vivere senza paura, senza terrore, senza dittature.</span></p>
<p class="Textbody" style="text-align: justify; text-justify: inter-ideograph;"><span lang="IT">La mia generazione è nata ed è cresciuta libera, le testimonianze e le memorie ci sono state tramandate dai nostri nonni. Tutti noi sappiamo che la nostra libertà, la libertà dell’Italia e degli Italiani, è stata la conquista più importante del ventesimo secolo per la nostra Nazione. Da questa libertà sono scaturiti altri grandi pilastri fondanti per il nostro Paese: la nostra Repubblica nel 1946 e la nostra Costituzione nel 1948.</span></p>
<p class="Textbody" style="text-align: justify; text-justify: inter-ideograph;"><span lang="IT">È da questi atti che è nata la nuova Italia, l’Italia libera, l’Italia democratica, l’Italia unita. Unita, perché nonostante le diverse idee, le diverse azioni, siamo un popolo unito, a tutti è permesso di manifestare, di esprimersi, di vivere liberamente. È questa la forza dello Stato nato dalla vittoria dell’antifascismo. Accogliere e proteggere tutti.</span></p>
<p class="Textbody" style="text-align: justify; text-justify: inter-ideograph;"><span lang="IT">La fondazione della Repubblica e la Costituzione sono espressione di tutto il popolo italiano. Dalla Repubblica nata nel dopoguerra è nata la nostra Costituzione. La Costituzione non è di un individuo, è di tutti noi. È nata dall&#8217;unione di molte forze politiche, non dalla loro divisione. È nata per unirci non per dividerci. Essa garantisce a tutti, governi e soprattutto opposizioni, libertà di pensiero e di espressione, perché la Costituzione è antifascista e tutti devono essere difesi e rappresentati. Essa è nata con l’intenzione di decentrare i poteri, non di accentrarli, perché solo così vi è il controllo di tutti noi cittadini. Infatti siamo noi italiani, noi popolo italiano, i suoi protettori, e così come i partigiani hanno combattuto per la libertà, noi dobbiamo difendere la nostra Costituzione. È questa la sua forza e la sua essenza, siamo noi italiani i suoi garanti. Chi usa la costituzione per dividere, disgrega tutto il popolo italiano e non ha capito il senso, il significato, dell’essere partigiano.</span></p>
<p class="Textbody" style="text-align: justify; text-justify: inter-ideograph;"><strong>Gabriele Piasentini, vicepresidente del Consiglio di Municipalità di Venezia Murano Burano</strong></p>
<hr />
<p class="Textbody" style="text-align: justify; text-justify: inter-ideograph;">Care concittadine e Cari concittadini, (saluti del sindaco e della giunta) rappresentanti delle associazioni dei combattenti e dei reduci di guerra, delle associazioni partigiane,<br />
la Storia ci insegna che dove regnano la paura e l&#8217;odio, dove la libertà e la dignità delle persone vengono calpestate, l&#8217;uomo perde la sua identità e si trasforma non più a Sua immagine e somiglianza.<br />
Quando questo accade, la spirale della violenza si amplia a dismisura; il sospetto avvelena gli animi e impedisce di vedere le cose come stanno; la ritorsione diventa l&#8217;unica regola, con la sua illusione perversa di “pareggiare i conti” aggiungendo morti ai morti.<br />
All&#8217;alba di 72 anni fa, in questo luogo, 7 vite venivano immolate in nome di una malata logica di sopraffazione: 7 figli sacrificati per vendicare la morte di una sentinella della Marina tedesca che, oggi lo sappiamo, non era stata uccisa in un&#8217;imboscata ma era annegata perché caduta in acqua ubriaca.<br />
I 7 giovani martiri subirono un doppio tragico torto: dopo aver perso la libertà ed essere stati rinchiusi in carcere per aver coraggiosamente espresso i propri valori, successivamente furono sacrificati per un crimine mai commesso. La violenza cieca rende ciechi, confonde la realtà dei fatti, fa vedere il male anche dove non c&#8217;è, spinge a vedere un nemico in ogni persona che ha un&#8217;opinione diversa dalla nostra.<br />
Sette vite spezzate, simbolo di tutti coloro che combatterono per opporsi alla barbarie, perché l&#8217;Italia diventasse il <img decoding="async" loading="lazy" class="alignright wp-image-1550 " src="http://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2016/08/19.jpg" alt="19" width="300" height="400" srcset="https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2016/08/19.jpg 720w, https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2016/08/19-225x300.jpg 225w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />Paese libero e democratico che noi oggi conosciamo e che stiamo ancora costruendo. Sette morti tragiche che ancora oggi, dopo tanti anni – e siamo qui a<br />
testimoniarlo – ci toccano il cuore e ci insegnano qualcosa.<br />
La violenza cieca rende ciechi, confonde la realtà dei fatti, fa vedere il male anche dove non c&#8217;è, spinge a vedere un nemico in ogni persona che ha un&#8217;opinione diversa dalla nostra. (rip. 2 v.)<br />
Una lezione preziosa, che viene dal passato ma è valida ancora più oggi, in un tempo, come quello in cui viviamo, in cui il male sembra avere il sopravvento e la tentazione di rispondere alla violenza con la violenza non deve diventare la giustificazione.<br />
Fare memoria di queste 7 vittime dell&#8217;odio sia per tutti un&#8217;occasione per riflettere su ciò che è stato e per interrogarci su quanto siamo disposti a fare, in prima persona, per difendere la democrazia, garantendo ad ogni donna e uomo, nel rispetto delle regole, la libera espressione del proprio pensiero. Le diversità devono trovare un punto d&#8217;incontro attraverso lo strumento del dialogo, favorendo in questo modo la coesione sociale. Il valore della democrazia trovi attuazione nella pratica della giustizia e della verità, uniche garanzie di una convivenza davvero civile.<br />
Il sacrificio dei 7 martiri sia un monito per tutti per ricordarci che il futuro della nostra città, del nostro Paese, dipende anche da noi, dalle scelte che facciamo ogni giorno, da come decidiamo di rispondere alle sfide che la vita ci presenta. Le lezioni della Storia ci insegnino a vivere da uomini e donne degni perché siamo parte del creato.<br />
L&#8217;assuefazione al male è un pericolo dal quale ci dobbiamo guardare, sempre, e non deve diventare una giustificazione, perché è proprio là, dove trova persone che si voltano dall&#8217;altra parte, che esso trova il terreno più fertile per crescere.<br />
Con rinnovata speranza, Viva la libertà viva la democrazia.</p>
<p class="Textbody" style="text-align: justify; text-justify: inter-ideograph;"><strong>Massimiliano De Martin, assessore all&#8217;Urbanistica del Comune di Venezia</strong></p>
<hr />
<p class="Textbody" style="text-align: justify; text-justify: inter-ideograph;"> <img decoding="async" loading="lazy" class="aligncenter wp-image-1551 size-full" src="http://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2016/08/La-Nuova-Venezia-4-agosto-2016.jpg" alt="La Nuova Venezia 4 agosto 2016" width="1876" height="844" srcset="https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2016/08/La-Nuova-Venezia-4-agosto-2016.jpg 1876w, https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2016/08/La-Nuova-Venezia-4-agosto-2016-300x135.jpg 300w, https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2016/08/La-Nuova-Venezia-4-agosto-2016-768x346.jpg 768w, https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2016/08/La-Nuova-Venezia-4-agosto-2016-1024x461.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1876px) 100vw, 1876px" /></p>
<p class="Textbody" style="text-align: justify; text-justify: inter-ideograph;"><img decoding="async" loading="lazy" class="aligncenter wp-image-1552 size-full" src="http://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2016/08/Il-Gazzettino-4-agosto-2016.jpg" alt="Il Gazzettino - 4 agosto 2016" width="1878" height="617" srcset="https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2016/08/Il-Gazzettino-4-agosto-2016.jpg 1878w, https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2016/08/Il-Gazzettino-4-agosto-2016-300x99.jpg 300w, https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2016/08/Il-Gazzettino-4-agosto-2016-768x252.jpg 768w, https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2016/08/Il-Gazzettino-4-agosto-2016-1024x336.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1878px) 100vw, 1878px" /></p>
<p class="Textbody" style="text-align: justify; text-justify: inter-ideograph;">Un ringraziamento particolarmente sentito al Circolo Ricreativo-Culturale &#8220;3 Agosto&#8221; per aver effettuato la pulizia del Monumento alla Partigiana in Riva dei Sette Martiri, incombenza necessaria all&#8217;approssimarsi della cerimonia e svolta per lo più da volontari.</p>
<p class="Textbody" style="text-align: justify; text-justify: inter-ideograph;"><img decoding="async" loading="lazy" class="aligncenter wp-image-1557 size-full" src="http://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2016/08/Circolo-Ricreativo-Culturale-3-Agosto.jpg" alt="Circolo Ricreativo-Culturale 3 Agosto" width="960" height="720" srcset="https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2016/08/Circolo-Ricreativo-Culturale-3-Agosto.jpg 960w, https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2016/08/Circolo-Ricreativo-Culturale-3-Agosto-300x225.jpg 300w, https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2016/08/Circolo-Ricreativo-Culturale-3-Agosto-768x576.jpg 768w, https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2016/08/Circolo-Ricreativo-Culturale-3-Agosto-285x214.jpg 285w" sizes="(max-width: 960px) 100vw, 960px" /></p>
<p class="Textbody" style="text-align: justify; text-justify: inter-ideograph;">
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