<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Orazione &#8211; ANPI Venezia</title>
	<atom:link href="https://www.anpive.org/wordpress/tag/orazione/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.anpive.org/wordpress</link>
	<description>Sezione 7 Martiri</description>
	<lastBuildDate>Fri, 04 Oct 2019 15:25:11 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.2.7</generator>

<image>
	<url>https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2016/02/cropped-12524310_1103202296391149_8192097337098509289_n-32x32.jpg</url>
	<title>Orazione &#8211; ANPI Venezia</title>
	<link>https://www.anpive.org/wordpress</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>Orazione per i Sette Martiri</title>
		<link>https://www.anpive.org/wordpress/2019/08/04/orazione-per-i-sette-martiri/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 04 Aug 2019 09:44:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ANPI Venezia]]></category>
		<category><![CDATA[accoglienza]]></category>
		<category><![CDATA[Costituzione]]></category>
		<category><![CDATA[decreto salvini]]></category>
		<category><![CDATA[fascismo]]></category>
		<category><![CDATA[Gianluigi Placella]]></category>
		<category><![CDATA[Orazione]]></category>
		<category><![CDATA[Sette Martiri]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.anpive.org/wordpress/?p=2666</guid>

					<description><![CDATA[Ringraziamo Nicola De Lorenzo Poz per le riprese e Antonio Beninati per il montaggio.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<div id="attachment_2673" style="width: 583px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2019/08/67739379_413995099219029_1272499630420000768_n-1.jpg"><img aria-describedby="caption-attachment-2673" decoding="async" class="wp-image-2673" src="https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2019/08/67739379_413995099219029_1272499630420000768_n-1.jpg" alt="" width="573" height="322" srcset="https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2019/08/67739379_413995099219029_1272499630420000768_n-1.jpg 576w, https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2019/08/67739379_413995099219029_1272499630420000768_n-1-300x169.jpg 300w" sizes="(max-width: 573px) 100vw, 573px" /></a><p id="caption-attachment-2673" class="wp-caption-text">Foto di Valentina La Gorga</p></div>
<p>Davanti a questi Martiri che ogni anno ricordiamo, dobbiamo, una volta di più, soffermarci sul senso del loro sacrificio, per coglierlo e rapportarlo all’oggi; considerare la loro opposizione a una organizzazione della società fondata sul pensiero unico, il sospetto, la delazione, l’odio per il diverso; e ancora: sul conformismo, sull’indifferenza e sul farsi valore dell’obbedienza cieca e totale, sul disinteresse per ogni autonomia di pensiero e sul disvalore di ogni posizione critica e di ogni dubbio: credere, obbedire, combattere.<br />E per stringersi a combattere c’è bisogno del nemico. E se il nemico non c’è, bisogna crearlo.</p>
<p>Pensiamo a cosa rappresentano oggi questi sette Martiri: sono la dimostrazione della brutalità di un potere cieco di fronte alle istanze dei cittadini.<br />Tanti esempi di questa brutalità abbiamo sotto gli occhi nelle cronache dei nostri giorni, anche recenti ed anche a noi molto vicine, in cui la volontà e le ragioni della popolazione locale vengono ignorate, derise, calpestate, sopraffatte da istituzioni arroganti, beffarde e violente. E succube di interessi economici distruttivi. Un potere economico che, come sempre, è dalla parte del più forte: lo vediamo nel Mose, nelle grandi navi in laguna, nei progetti faraonici sull’aeroporto, in quello della sublagunare che vediamo riaffiorare e nelle tante grandi opere devastanti e utili solo ai promotori e alla corte di politici che le sostengono. Progetti nei quali la sapienza e le argomentazione dei cittadini che pure la Costituzione invita a partecipare e a farsi sentire, vengono perseguitate e criminalizzate. A favore degli interessi di un capitale che dice lavoro e pensa profitto; quel capitale che volendo agire senza ostacoli, nel fascismo trova il suo storico riferimento.</p>
<p>C’è invece un vitale bisogno di una libera impresa sensibile ai bisogni sociali, che condivida e sostenga l’idea di una società resa più giusta anche col suo apporto; un’impresa che non pensi di realizzarsi nel suo avido vantaggio sconnesso dalla comunità cui appartiene e anzi spesso fatto a suo danno, che si lavi la coscienza del suo cinismo incolpando le inefficienze e le lentezza del controllo politico; c’è bisogno, all’opposto, di un’imprenditoria che, guidata dallo spirito sociale dell’articolo 41 della Costituzione, si faccia sostenitrice di quel vero progresso che è l’abolizione delle disuguaglianze.</p>
<p>Invece abbiamo intorno a noi, in uno Stato che ha progressivamente abbandonato il suo ruolo di fornitore di servizi essenziali, una società in cui cresce l’indifferenza verso la sorte dell’altro, anche il più vicino a noi, che vuole la sopravvivenza per merito, abbandonando l’idea che si possa far conto sull’aiuto dell’altro. Un contesto che ti rinfaccia che, se non ce la fai, sei un disadatto e bisogna dirtelo a muso duro, farsi un vanto nel chiedere la tua espulsione dal contesto. Diventare indifferenti non basta più, bisogna essere feroci, dichiararlo e fregiarsene pubblicamente come una nuova identità. Un’investitura che viene concessa dal nuovo profeta, untore della peste dell’odio.</p>
<div id="attachment_2668" style="width: 384px" class="wp-caption alignright"><a href="https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2019/08/67812976_1287709288057393_5779606081407811584_n.jpg"><img aria-describedby="caption-attachment-2668" decoding="async" loading="lazy" class="wp-image-2668" src="https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2019/08/67812976_1287709288057393_5779606081407811584_n.jpg" alt="" width="374" height="550" srcset="https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2019/08/67812976_1287709288057393_5779606081407811584_n.jpg 415w, https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2019/08/67812976_1287709288057393_5779606081407811584_n-204x300.jpg 204w" sizes="(max-width: 374px) 100vw, 374px" /></a><p id="caption-attachment-2668" class="wp-caption-text">Foto di Serena Ragno</p></div>
<p>Perciò, per il totalitarismo che non tollera le differenze e il dissenso, il modo migliore per annullarli è accorpare tutti in una classe unica di consumatori uniformati.</p>
<p>Proprio considerando le tante disuguaglianze della nostra società, nel commemorare oggi i caduti su questa riva 75 anni fa, come anche quelli di Ca’ Giustinian commemorati 6 giorni fa, non è ammissibile che si confonda pìetas e giudizio storico. Se la pietà verso i morti è un segno di civiltà, il rispetto per loro non può e non deve essere usato per legittimare e incoraggiare il riemergere e il diffondersi di un’idea infame quale è il fascismo. Se pure si assolvono gli uomini perché nella scelta difficile hanno obbedito a ordini superiori, con le stesse ragioni i mandanti e soprattutto le loro idee, devono essere condannati senza appello e condannati, di conseguenza, quanti, quelle idee, nel pozzo torbido del passato, vanno a recuperare.<br />Quanto fascismo ormai ci circondi, è evidente a tutti e basta una citazione che trovo chiarissima nella sua sinteticità: “<strong><em>Il fascismo è il risultato di problemi sociali a cui viene risposto con la creazione di nemici fittizi</em></strong>”.<br />Noi sappiamo che a questo si opponevano quei sette giustiziati, ognuno secondo le sue attitudini; per questo furono sacrificati come esempio per la popolazione.</p>
<p>Per noi, invece, sono l’esempio di quale disumana crudeltà realizzi la politica che fomenta e diffonde la paura, l’insicurezza, l’ebbrezza della giustizia fatta in proprio, il rifiuto del diverso e oggi, il cinismo dei respingimenti.<br />Ed è allora contro la rete della socialità che si rivolge la violenza dei proclami e dei provvedimenti della politica. Ma, dietro quel livore, è sempre più scoperta la strumentalità di questa ossessione; infatti senza rievocare ogni giorno il pericolo del nemico, il consenso crollerebbe.<br />Ecco allora quel decreto sicurezza che criminalizza la fragilità e sopprime la contestazione civile.</p>
<p>Ma, in parallelo, la diffusione della paura usa anche armi più sottili: l’insicurezza percepita, pur essendo soggettiva, finisce per valere più dei fatti, delle statistiche e dei numeri che dicono che l’Italia è uno dei paesi più sicuri. E’ un capovolgimento paradossale che, però, dal punto di vista della propaganda ministeriale, è necessario perché, mentre i numeri e i fatti non sono manipolabili, le percezioni possono essere indotte, modellate, instradate: basta una buona conoscenza delle tecniche comunicative, il supporto immancabile di media amici, la pubblicità commerciale, tutti a proporre in pieno accordo che è cittadino a pieno titolo solo chi può ostentare i simboli dell’alienazione consumistica, il suo buon diritto di identificare sé stesso con l’oggetto di culto. Suggestioni pervasive che ci fanno arrivare alla convinzione che chi è dentro questi scenari è un cittadino modello, gli altri sono da escludere.</p>
<p>Se quindi è vero che le dittature si preparano il terreno prima creando il nemico e poi fomentando la paura del suo arrivo, incoraggiando l’indifferenza e sostenendola, se vogliamo scongiurare nuovi regimi, nuove dittature, nuovi ventennî, è sulla sollecitudine e il riconoscimento dell’altro che dobbiamo fondare, definire e praticare il nostro antifascismo.</p>
<p>Il ricordo di queste sette vite stroncate ci insegna come contraddire la religione dell’individualismo che annulla le reti di relazioni e ci lascia isolati e deboli di fronte al potere che ci vuole cortigiani in cerca di un principe, di un boss, di un capitano a cui chiedere sopravvivenza e senso.<br />Ad un’idea di società più inclusiva, più variegata, più sollecita, questi Martiri hanno sacrificato la vita e sulla loro visione altruista è stata costruita la nostra Costituzione antifascista.</p>
<p><a href="https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2019/08/67939435_2351352541771448_4647615627471618048_n.jpg"><img decoding="async" loading="lazy" class=" wp-image-2670 alignleft" src="https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2019/08/67939435_2351352541771448_4647615627471618048_n.jpg" alt="" width="401" height="530" srcset="https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2019/08/67939435_2351352541771448_4647615627471618048_n.jpg 650w, https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2019/08/67939435_2351352541771448_4647615627471618048_n-227x300.jpg 227w" sizes="(max-width: 401px) 100vw, 401px" /></a>In definitiva la domanda che come Anpi dobbiamo farci è a chi parlare, di che cosa e come parlare.<br />Col presupposto che, mai come in questo momento, forse più ancora che cercare di risvegliare consapevolezza, dobbiamo noi tutti riconoscere quanto sia prioritario l’ascolto, perché i tanti che sono oppressi dal disagio del quotidiano fanno ancora più fatica a dedicarsi alla messa in pratica di ideali che, solo in tempi lunghi, potranno trasformarsi in opportunità. E tuttavia ci confortano i tanti giovani che pur nelle angustie di un futuro incerto e di un presente fatto di precarietà e sfruttamento, riescono a coltivare la passione civile e la partecipazione.</p>
<p>In conseguenza di tutte queste considerazioni, l’Anpi deve parlare a chi non sa che esiste una Costituzione e, in ogni occasione, rimarcare che, pur esistendo essa formalmente, resta largamente inapplicata: nell’economia, nella socialità, nelle relazioni internazionali; non deve stancarsi di spiegare qual’è il significato di quella Carta e perché è utile che esista e come la sua persistente disapplicazione porti alla fine della democrazia.<br />Dobbiamo saper dire che ancor prima del giudizio della Corte costituzionale, ce lo dicono la nostra educazione al rispetto della persona e della dignità, l’umanesimo connaturato al nostro essere italiani che i respingimenti sono contrari alla nostra Carta; la stessa che ci dice anche che l’economia che crea posti di lavoro, ma uccide con gli infortuni e con l’avvelenamento del territorio è la sua negazione, che l’impresa che riduce a gusci vuoti le città e a promotori finanziari i suoi residenti la trasgredisce ogni giorno.</p>
<p>A questa partecipazione che fa rete e risveglia la solidarietà dobbiamo tornare e rieducarci alla pietà per i tanti esseri umani che quotidianamente annegano nel Mediterraneo, rifiutare la paura dell’altro e l’indifferenza, l’egoismo, il cinismo, per far sì che le dittature che questi Martiri hanno contrastato, anche nelle nuove forme di oggi vengano sconfitte.</p>
<p><strong>Gian Luigi Placella</strong><br /><strong>Presidente della sezione ANPI &#8220;Sette Martiri&#8221;</strong></p>
<p>Venezia, 3 agosto 2019</p>



<hr class="wp-block-separator"/>



<p>[embedyt] https://www.youtube.com/watch?v=-ELtqmpYX6U[/embedyt]</p>



<p>Ringraziamo Nicola De Lorenzo Poz per le riprese e Antonio Beninati per il montaggio.</p>



<hr class="wp-block-separator"/>



<p><a href="https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2019/08/Articolo-Nuova-Venezia.jpg"><img decoding="async" loading="lazy" class="alignright size-full wp-image-2677" src="https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2019/08/Articolo-Nuova-Venezia.jpg" alt="" width="2243" height="1597" srcset="https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2019/08/Articolo-Nuova-Venezia.jpg 2243w, https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2019/08/Articolo-Nuova-Venezia-300x214.jpg 300w, https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2019/08/Articolo-Nuova-Venezia-768x547.jpg 768w, https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2019/08/Articolo-Nuova-Venezia-1024x729.jpg 1024w" sizes="(max-width: 2243px) 100vw, 2243px" /></a></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
