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	<title>smuraglia &#8211; ANPI Venezia</title>
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	<title>smuraglia &#8211; ANPI Venezia</title>
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		<title>Intervento del Presidente ANPI 7 Martiri al Congresso Provinciale &#8211; 9 aprile 2016</title>
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		<pubDate>Sun, 10 Apr 2016 11:26:40 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Prima di entrare nelle considerazioni sui singoli temi, la Sezione “Sette Martiri” di Venezia vuole manifestare solidarietà a Carlo Smuraglia per l’aggressione a mezzo stampa subita da quello che fu l’organo del Partito comunista e che ha subito una tale metamorfosi da rendere difficile a chi si sente in continuità col pensiero di Antonio Gramsci, <a href="https://www.anpive.org/wordpress/2016/04/10/intervento-del-presidente-al-congresso-provinciale-anpi-venezia-del-9-aprile-2016/" rel="nofollow"><span class="sr-only">Leggi di piùIntervento del Presidente ANPI 7 Martiri al Congresso Provinciale &#8211; 9 aprile 2016</span>[&#8230;]</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" loading="lazy" class="alignleft wp-image-1354" src="http://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2016/04/01-kopie.jpg" alt="01 - kopie" width="329" height="319" srcset="https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2016/04/01-kopie.jpg 529w, https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2016/04/01-kopie-300x291.jpg 300w" sizes="(max-width: 329px) 100vw, 329px" />Prima di entrare nelle considerazioni sui singoli temi, la Sezione “Sette Martiri” di Venezia vuole manifestare solidarietà a Carlo Smuraglia per l’aggressione a mezzo stampa subita da quello che fu l’organo del Partito comunista e che ha subito una tale metamorfosi da rendere difficile a chi si sente in continuità col pensiero di Antonio Gramsci, identificarsi nelle posizioni espresse da Fabrizio Rondolino nel numero del 1 aprile. La solidarietà è tanto più attinente in quanto a pag. 19 del documento nazionale il Presidente scrive : <strong>Serve un’informazione corretta e completa.</strong></p>
<p>E possiamo aggiungere: libera e non condizionabile tanto dai finanziamenti quanto dagli orientamenti del governo. Questo episodio serve peraltro ad introdurre il tema dell’indipendenza politica dell’ANPI. Il fatto di essere un&#8217;associazione apartitica deve poter significare essere soggetto politico indipendente dai partiti: non essere vincolati, nelle denunce e nelle prese di posizioni, da storie personali, conformismo verso le linee delle formazioni di riferimento, o verso il governo.</p>
<p>La voce dei protagonisti della lotta di liberazione che stanno progressivamente passando il testimone, deve diventare la voce dell’Anpi, la voce della Costituzione che è l’eredità del cui uso dobbiamo rendere conto.</p>
<p>La lotta partigiana era una lotta politica, prima che militare; allo stesso modo l&#8217;Anpi si realizza legittimamente in una lotta politica fatta sì di vigilanza e di critica, ma anche e dovutamente, di azioni, richiami, proposte e iniziative politiche vere e proprie.</p>
<p>Nell&#8217;analisi della stretta attualità, è guidata dalla stessa rigorosa coerenza e dallo stesso spirito critico ed illuminato che guidava la Resistenza; tanto più che si ha il vantaggio di non operare nella clandestinità e nell&#8217;illegalità, anzi con il riferimento ad una Costituzione, sui cui dettami poggiare la forza delle rivendicazioni.</p>
<p>E utile e necessario interrogarsi sempre più francamente su quello che deve significare Resistenza oggi. Incoraggiare e non censurare confronti con la realtà politico-sociale di oggi.</p>
<p>In questo modo ci si può proporre come interlocutore certo e saldo per quanti perseguono l’obiettivo di riportare la gestione della nostra società ai dettati propri della nostra Carta Costituzionale non accettando che essa sia sempre più soggetta ad indirizzi sovranazionali ed a strategie sovra-statali in cui gli interessi delle finanziarie multinazionali prevaricano la forza dei diritti umani e sociali, universalmente riconosciuti.</p>
<p>Farsi continuatori della lotta partigiana significa essere innanzi tutto <strong>sentinelle della Costituzione.</strong></p>
<p>La Resistenza è tradita ogni volta che la Costituzione non solo non viene sviluppata ed attuata, ma addirittura capovolta; e lungo sarebbe l’elenco degli articoli disapplicati.<br />
A contrastare questa tendenza dobbiamo richiamare i nostri iscritti presenti nelle istituzioni, ricordando loro quest’impegno statutario.</p>
<p>L’affermarsi nella prassi della cosiddetta costituzione materiale giustifica l’intransigenza, anche quando questa viene presentata come conservatorismo e legittima questa forma di resistenza odierna che vuole organizzare la riuscita del referendum per il NO alle modifiche della Costituzione e alla legge elettorale “Italicum”.</p>
<p>Noi condividiamo in pieno il richiamo della presidenza nazionale fatta a tutti gli iscritti alla coerenza con le linee deliberative del Comitato nazionale che pone quindi la questione dell’identificazione dell’iscritto nello statuto con le sue finalità, indipendentemente dalle linee politiche dei partiti di appartenenza.</p>
<p>Quanto all’altra funzione statutaria, l’opposizione al fascismo mai scomparso, riprendendo le parole del Presidente Smuraglia : “<em>Un Paese che ha subìto più di vent’anni di dittatura, con tutto quel che segue, dovrebbe essere profondamente antifascista. l’Italia non ha ancora fatto fino in fondo i conti col fascismo</em>”, viene da dire che, al contrario, sempre di più si afferma il revisionismo e la volontà di riabilitazione, da contrastare anche con l’argomento che, chi si dichiara fascista, non può dirsi al contempo cittadino di una Repubblica nata per ripudiare i fondamenti del fascismo.</p>
<p>Pensiamo soltanto a quello che sta diventando il giorno del ricordo con i racconti sulle foibe che diventano occasione per revanscismo nostalgie riabilitazione rilegittimazione <span style="text-decoration: underline;">soprattutto dopo il rinfocolarsi di polemiche innescate da dichiarazioni dell&#8217;ANVGD sostenute anche da sindaci a Torino o a Gorizia</span>. ( <a href="http://www.lastampa.it/2016/02/10/cronaca/fassino-vergognoso-lattacco-dellanpi-alla-giornata-del-ricordo-EWPD3Zkk3RCvTFpI7pF76O/pagina.html" target="_blank">Allegato 3</a> e <a href="http://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2016/04/allegato-4-Comunicato-stampa-ANPI-Rovigi.jpg" target="_blank">allegato 4</a>)<br />
Oltre alla vigilanza sulle espressioni più vistose della propaganda del fascismo, è sempre più urgente richiamare i nostri rappresentanti nelle istituzioni, più sensibili a queste impostazioni o che addirittura condividono le finalità dell&#8217;ANPI facendosene soci, ad iniziative parlamentari per difendere l&#8217;ordinamento repubblicano dal ricomporsi di fronti strutturati della destra fascista. Perciò apprezziamo il documento presentato al capo dello Stato dal presidente Smuraglia e dalla sen. Soliani.</p>
<p><img decoding="async" loading="lazy" class=" wp-image-1345 alignright" src="http://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2016/04/08.jpg" alt="08" width="344" height="575" srcset="https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2016/04/08.jpg 538w, https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2016/04/08-180x300.jpg 180w" sizes="(max-width: 344px) 100vw, 344px" />Ma ancor più decisiva e responsabile deve essere la segnalazione delle forme nascoste e progressive in cui si propone e si realizza la restaurazione di quei principi di governo verticistico e autocratico che la nascita della repubblica democratica ha inteso rinnegare una volta per tutte.</p>
<p>Per inquadrare le posizioni dell’Anpi nel contesto ampio della contemporaneità, non si può non riferirsi alle suggestioni rivolte alla politica da parte della grande finanza.</p>
<p>L’invito a cambiare costituzioni presentate come bisognose di modifiche ed ammodernamenti è fortemente interessato. La stagione dei diritti che pareva finalmente avviata 25 anni dopo la nascita della repubblica, viene rappresentata soprattutto come un’epoca di destabilizzazione democratica delegittimando nel sentire comune la grande spinta popolare che finalmente vedeva considerate le proprie istanze. Gli scandali pressoché quotidiani (e quindi anche i recentissimi), dimostrano quella subalternità della politica alle richieste del mondo finanziario denunciato dal nostro Presidente. Una finanza che non si accontenta di comprimere i diritti dei veri portatori di interesse dei territori che sono i cittadini, ma che vuole avere più libertà suggerendo ed imponendo le modifiche della costituzione in tutti i passaggi cosi ben descritti nel documento nazionale.</p>
<p>Tra gli altri compiti prioritari della nostra associazione deve esserci il sostegno alla definizione dei diritti non negoziabili: primo di tutti la <strong>salute</strong>, diritto fondamentale che non può essere trascurato a favore di altri diritti.<br />
E poi il <strong>lavoro</strong> che deve tornare ad essere inteso primariamente come diritto e non come grazia fornita dall&#8217;imprenditore proposto come il benefattore che elargisce la salvezza dalla fame e pertanto arriva a detenere diritto di vita e di morte sul lavoratore, che è invece è l&#8217;artefice primo delle sue fortune economiche.<br />
In questo stato di debolezza e subalternità ai poteri del denaro, c’è sempre meno spazio per “<em>porre con forza la “questione morale”, come una tra le più fondamentali e imprescindibili</em>”. (ibid.)</p>
<p>La questione morale che è sempre più evidentemente subalterna alla questione dell’opportunità politica di alleanze e consorziamenti. Molti casi recenti in cui gli interessi di grosse compagnie fanno pressione sugli amministratori, fanno sì che gli interessi dei cittadini, per quanto riproposti dalle loro associazioni, non vengano tenuti in conto. Quindi piuttosto che colpire gli abusi di un’economia sulla cui effettiva costituzionalità dovremmo interrogarci ed aprire dibattiti (v. articolo 41), si propone il ricatto della perdita di posti di lavoro.<br />
Bisogna uscire dalla trappola ricattatoria del posto di lavoro richiamandosi all’articolo 41 e 42 e 43. A queste connivenze si collega il problema di definire l’<em>antipolitica</em>.</p>
<p>Dal punto di vista di chi ha condiviso le linee di pensiero che sottendono le prescrizioni della Costituzione, che cos’è l’antipolitica se non fare il contrario di quello che questa prevede?</p>
<p>Seguendo la Costituzione che incoraggia la partecipazione, i cittadini si coordinano in iniziative di base che, puntualmente, vengono ignorate in quanto numericamente minoritarie rispetto alle dimensioni delle masse elettorali.</p>
<p>E quando vorrebbero usare lo strumento del referendum che consente grandi numeri, questo viene sabotato prima evitando l’abbinamento con le votazioni amministrative e poi con l’invito a ad astenersene per impedire i grandi numeri.</p>
<p>Riassumendo, quindi, la Costituzione prevede la partecipazione e, al contrario, si fa di tutto per frustrarla.</p>
<p>Allora chi è responsabile della disaffezione, della sfiducia, dell’astensionismo, se non <strong>l’antipolitica delle istituzioni</strong>?</p>
<p>Gli eventi di questi giorni ci richiamano alla mente che esistono leggi come la legge 352 del 1970 che recita:<br />
“<em>Il pubblico ufficiale, l’incaricato di un servizio di pubblica necessità, il ministro di qualsiasi culto, chiunque investito di un pubblico potere e funzione civile o militare, abusando delle proprie attribuzioni e nell&#8217;esercizio di esse, si adopera a costringere gli elettori a firmare una dichiarazione di presentazione di candidati od a vincolare i suffragi degli eletti a favore od in pregiudizio di determinate liste o di determinati candidati o ad indurli all&#8217;astensione è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni</em>”.</p>
<p><strong>DIVERSITÀ E DIRITTI CIVILI</strong></p>
<p>La donna, quale prototipo della diversità, trova come interlocutore una cultura retriva e ristretta che, da un lato e a parole, propugna gli apporti dei diversi, purché raccolti in ambiti circoscritti come quelli artistici, dall&#8217;altro, in un’economia fondata sul consumo futile e sul superfluo, la risospinge in ruoli marginali nei quali ha enormi difficoltà a far valere le proprie capacità. E dove non ci riesce, finisce per assumere comportamenti che replicano gli stereotipi di genere più arretrati.</p>
<p>Alla fine il rapporto con i diritti delle donne riguarda il riconoscere la profonda differenza che esiste fra uguaglianza ed equità.</p>
<p>La vicenda del riconoscimento delle unioni di fatto che in molti vedono come un passo avanti, in realtà, nel rimarcare spregevolmente la diversità sul tema della fedeltà, ha evidenziato la distanza dei nostri rappresentanti dall&#8217;articolo 3. Una rappresentanza che ha dimostrato timidezza in ogni contraddittorio con un&#8217;etica religiosa cui esibisce la sua subalternità e supposta minorità, dimenticando che la nostra carta Costituzionale contiene tutte le indicazione per una realizzazione dell&#8217;uomo civico, della persona umana, in tutta la sua pienezza.<br />
Una vicenda che ha dimostrato ancora una volta (come spesso anche nelle questioni riguardanti il mondo del lavoro), che, nel pratiche ciniche del potere, i diritti finiscono per essere merce di scambio per la continuità di alleanze <strong>contronatura</strong>.</p>
<p>I disvalori della passate stagioni berlusconiane mai rinnegati e mai combattuti veramente, si ripropongono nella continuità: si depenalizzano reati fiscali e si approvano procedure di ostacolo ai controlli, si propongono limitazione del diritto di cronaca, si colonizza l&#8217;informazione pubblica e si<br />
condiziona la grande stampa; non si parla di mafia se non per propagandarne il volto buono a Porta a Porta e si riforma la Costituzione in senso autocratico con il sostegno di pregiudicati.<br />
Altro settore in crisi è la scuola un’istituzione che dovrebbe costruire il futuro cittadino “attivo”, consapevole e vigile e che invece, è sempre più indirizzata a produrre personale da aziendalizzare e sempre meno polo di riferimento per l&#8217;educazione dei giovani (la spesa pubblica scenderà per i prossimi 15 anni, lo dice il Documento di programmazione economica e finanziaria. L’inversione di rotta si avrà tra 20 anni. Secondo l’Istat, l’Italia è il Paese che spende meno in istruzione rispetto agli altri Stati europei membri in rapporto al proprio Pil).<br />
Si realizza così, quella strategia di autoritarismo strisciante che sia avvia col togliere fondi alla scuola pubblica, sempre più priva di mezzi e di spazi adeguati, così’ come già nel 1950 Calamandrei denunciava.</p>
<p>La ricerca ed il sostegno a politiche che perseguano la pace nasce dal dovere di coniugare l’art. 11 con il 4 e con l’articolo 2.</p>
<p>Legata al tema della pace c’è la grande questione accoglienza e solidarietà.</p>
<p>A riguardo voglio ricordare la vicenda di 73 bambini ebrei in fuga che trovarono rifugio a Nonantola in provinca di Modena, un paese intero si fece solidale pur nella coscienza dei rischi e nella paura di ritorsioni, delazioni, costi di una solidarietà coraggiosa; costi che oggi nei confronti di ogni profugo nessuno è disposto ad affrontare a meno che, come in “mafia capitale” la loro accoglienza non possa diventare occasione di affari sconfinati ed indegni.</p>
<p>Il tema dell’accoglienza richiama i fallimenti dell’Europa: un’Europa nata per realizzare una democrazia che governa i beni comuni e che fatica sempre più ad opporsi al risorgere di un imperialismo predatorio.</p>
<p>Se non si tiene ben presente questa deviazione, non si capiscono le connessioni tra le sue politiche i flussi migratori e gli estremismi fanatici e l’insieme di interrogativi che in forme differenti questi ci propongono.<br />
Un’Europa che in questa veste, non riesce ad essere il riferimento per le rivendicazioni dei diritti umani soprattutto in medio oriente, che fallisce nel perseguimento della pace, perché anche questa, alla fine, è un ostacolo ai guadagni scandalosamente spropositati del grande capitale sovranazionale.<br />
I fattori di rischio principali sono infatti, le grandi disuguaglianze economiche che è ipocrita proporre di risolvere imprenditorialmente, atteso che l’imprenditoria non può e non deve essere il surrogato delle iniziative politiche dei governi e delle politiche di solidarietà; atteso che anche i grandi piani di salvezza e di solidarietà si realizzano con apporti imprenditoriali che alla fine perpetuano le minorità e quindi le subalternità economiche delle società che si vorrebbe aiutare rendendole autonome.<br />
La soluzione che dovremmo auspicare richiede coraggiose posizioni contro lo sfruttamento del terzo mondo.</p>
<p>Problematiche riguardanti giustizia e criminalità organizzata che è criminalità di sistema.</p>
<p>Un sistema funzionale alla gestione del potere che spesso è solo apparentemente istituzionale, mentre nel profondo è intrecciato ed intercambiabile con quello criminale.<br />
Si è istituzionalizzata la criminalità organizzata.<br />
“<em>Mafia Capitale</em>”. dimostra come la connessione tra politica e reali proprietari dei territori e di masse di elettori sia strettissima e reciprocamente incoraggiata.</p>
<p>Se consideriamo quanta difficoltà si fa a tutti i livelli a riconoscere l’anomalia di un parlamento in cui non “eccezioni”, ma quasi il 10 % dei rappresentanti ha problemi giudiziari, vediamo quanto anche in questo campo si sostituiscono prassi e consuetudini di comodo alle prescrizioni della Costituzione (penso all&#8217;articolo 54) con lo strumentale e distorto richiamo al “garantismo” che quell&#8217;articolo sabota. Sabotato anche con le negazioni agli arresti intervenendo indebitamente nel merito delle accuse laddove l’unica verifica che al potere legislativo spetta è la verifica di un eventuale “fumus persecutionis”.<br />
Una confusione di comodo tra reato e comportamento improprio.<br />
Ma l’evidenza di fatti che minano la fiducia o l’affidabilità o la reputazione di un rappresentante nelle istituzioni, non ha nulla a che fare con l’accertamento, fino al terzo grado di giudizio, del configurarsi di un reato.</p>
<p>Il Presidente Smuraglia fa ancora riferimento ad un clima berlusconiano che ha inciso profondamente nella mentalità e nel rispetto fra istituzioni e e poteri indipendenti.<br />
Purtroppo le conseguenze della continuità si vedono anche negli attacchi ai magistrati che, rivendicando il loro essere soggetti soltanto alla legge, si avvicinano ai comportamenti impropri dei politici.</p>
<p>Dobbiamo dire che proprio a quei magistrati che con sacrificio, coltivano l’indipendenza, spesso da parte delle istituzioni arriva solo disinteresse, silenzio o addirittura ostracismo. Penso a magistrati come Antonino Di Matteo, e al conflitto di attribuzione sollevato nei suoi confronti.<br />
Un magistrato che pur condannato a morte dalla mafia con il tritolo già pronto, continua scrupolosamente e coraggiosamente il suo lavoro difficile contro una mafia che sempre più scopertamente si fa rappresentanza politica.<br />
Un lavoro difficile sostenuto solo da tantissimi cittadini che, con le loro iniziative, gli hanno ottenuto il riconoscimento della cittadinanza onoraria di Milano di qualche giorno fa, dopo quella di Torino, Napoli, Bologna, Palermo, Messina, Modena e tante altre.<br />
Nel silenzio dei media.<br />
Cittadini che con le loro iniziative spesso riscattano le istituzioni e la politica e che in tante occasioni sono ripagati con il disconoscimento o con le cariche delle forze dell’ordine. Cittadini che spesso danno, dei doveri civici, esempi spesso più significativi di tanti rappresentanti delle istituzioni che, anche nelle pratiche più ordinarie e più doverose come quella del testimoniare, non sono modelli di spirito di uguaglianza ma di attaccamento a privilegi di ruolo, spesso autoritariamente imposti.</p>
<p>Questi cittadini attivi, consapevoli, responsabili sono e devono essere la componente costitutiva della nostra associazione e dimostrare che l’appartenenza all&#8217;ANPI, certificata dalla tessera, deve essere sentita, non come mera contribuzione pecuniaria, ma come un impegno nei confronti dei partigiani fondatori a rendicontare l’uso quotidiano di quel patrimonio ereditato.</p>
<p><strong>Gianluigi Placella</strong>, Presidente ANPI 7 Martiri di Venezia</p>
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		<item>
		<title>Il referendum sulle “trivellazioni”</title>
		<link>https://www.anpive.org/wordpress/2016/03/27/referendum-sulle-trivellazioni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 27 Mar 2016 10:21:33 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[In vista dell&#8217;appuntamento referendario del 17 Aprile sul rinnovo delle concessioni per le trivellazioni pubblichiamo due documenti che riteniamo utili  nella scelta di voto: un vademecum redatto dal Comitato per la Democrazia Costituzionale  e  l&#8217;opinione a proposito del referendum del Presidente dell&#8217;ANPI Carlo Smuraglia. In realtà ci sembrano evidenti le ragioni e la necessità di sostenere questo referendum: la salvaguardia <a href="https://www.anpive.org/wordpress/2016/03/27/referendum-sulle-trivellazioni/" rel="nofollow"><span class="sr-only">Leggi di piùIl referendum sulle “trivellazioni”</span>[&#8230;]</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" loading="lazy" class="alignleft size-full wp-image-1332" src="http://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2016/03/No-Triv-Sì.jpg" alt="No-Triv-Sì" width="290" height="397" srcset="https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2016/03/No-Triv-Sì.jpg 290w, https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2016/03/No-Triv-Sì-219x300.jpg 219w" sizes="(max-width: 290px) 100vw, 290px" />In vista dell&#8217;appuntamento referendario del 17 Aprile sul rinnovo delle concessioni per le trivellazioni pubblichiamo due documenti che riteniamo utili  nella scelta di voto: un vademecum redatto dal Comitato per la Democrazia Costituzionale  e  l&#8217;opinione a proposito del referendum del Presidente dell&#8217;ANPI Carlo Smuraglia.</p>
<p>In realtà ci sembrano evidenti le ragioni e la necessità di sostenere questo referendum: la salvaguardia dei nostri mari e un cambiamento drastico delle politiche energetiche di questo Paese ci appaiono già motivi sufficienti.</p>
<p>Dobbiamo pure non del tutto a margine constatare che l&#8217;invito da parte governativa all&#8217;astensione, dopo aver addirittura anticipato la data di convocazione, costituisce un tentativo di boicottaggio che umilia il diritto di voto dei cittadini e l&#8217;essenza della democrazia stessa.</p>
<p>Vogliamo anche ricordare che questo referendum è stato promosso da consigli regionali. Non esiste quindi un comitato promotore in grado di dar voce capillare alle ragioni del Sì e di mobilitare in tutto il Paese un&#8217;ampia e necessaria discussione come nel caso dei referendum costituzionali promossi attraverso la raccolta delle 500mila firme tra i cittadini. In ogni caso l’esito del referendum è condizionato al raggiungimento del quorum ed è quindi essenziale fare sapere che c’è  e quale è il suo significato. L&#8217;invito è quindi di non disertare le urne ma di esercitare il proprio diritto alla partecipazione democratica così come la nostra Costituzione sancisce.</p>
<p style="text-align: center;"><strong><a href="https://comitatodemocraziacostituzionale.files.wordpress.com/2016/03/referndum-vademecum-trive.pdf" target="_blank">LEGGI/SCARICA IL VADEMECUM</a></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il 17 aprile saremo chiamati ad esprimere il nostro voto sul referendum relativo alle trivelle. Non c’è stato naturalmente il tempo per sottoporre al Comitato Nazionale una decisione in proposito e il Comitato, già fissato per il 13 aprile, sarà troppo vicino alla data delle consultazioni.</p>
<p>Possiamo tuttavia fare qualche riflessione, più che sul merito, sulla sostanza della questione. Si chiedeva di abrogare la norma che permette alle attuali concessioni di ricercare ed estrarre petrolio entro le 12 miglia dalla costa. Gli originali quesiti sono stati falcidiati, residuando un solo quesito, giudicato ammissibile dalla Corte Costituzionale. E’ dunque su quest’ultimo che dovremo esprimerci, sapendo che si tratta di incidere su una disposizione che, seppure in qualche modo residuale rispetto a tutto il resto, è ugualmente assai importante, nel senso che si tratta di esprimersi sul punto se alla scadenza delle concessioni le trivelle dovranno fermarsi oppure esse potranno proseguire fino all’esaurimento del giacimento. Un quesito, dunque, di importanza rilevante. Ma prima ancora di entrare nel merito e decidere come votare, c’è il problema – essenziale – della partecipazione al voto.</p>
<p>Sotto questo profilo, è chiaro che non si possa consentire il fallimento del referendum, anche solo per la scarsa partecipazione dei cittadini. Il fallimento, foss’anche determinato da questo solo motivo, rischierebbe di danneggiare il referendum sulla riforma del Senato e sulla legge elettorale, consentendo a chi non ha interesse a questa forma di partecipazione popolare, di sostenere che i cittadini non sono interessati ai referendum, non hanno desiderio di votare e così via. Noi ci stiamo mobilitando, con tanti altri, per votare “NO” al futuro referendum sulla legge di riforma del Senato e per votare “SI” ai due quesiti che mirano ad eliminare le parti più pericolose e dannose della nuova legge elettorale. Dobbiamo convincere le cittadine e i cittadini, non solo della bontà delle nostre ragioni, ma anche della necessità di partecipare, esercitando così un potere attribuito al popolo proprio dalla nostra Costituzione.</p>
<p>Tutto ciò che può danneggiare la nostra campagna referendaria, va eliminato, prima di tutto partecipando al referendum già in atto, quello – appunto – sulle trivelle.</p>
<p>Ma voglio aggiungere qualcosa di più. Non posso dire come si dovrebbe votare, perché non c’è stato, come ho detto, un pronunciamento del Comitato Nazionale. Posso però dire, almeno, quello che penso io, liberi poi tutti di seguire il mio esempio o meno. Faccio un ragionamento estremamente semplice: questo referendum è stato chiesto da ben nove Regioni, anche con diverse coalizioni politiche. Possibile mai che ben nove Regioni agiscano d’impulso e senza oggettive ragioni, tali da unirle in un proposito unico (promuovere un referendum) anche se la loro direzione politica è diversa? Per me, che credo nella importanza di ogni manifestazione di volontà democratica, questo argomento è decisivo, al di là di ogni questione di merito. Del resto, se il Governo ha cercato di intervenire per vanificare il referendum, prima in via normativa e poi con la decisione di “promuovere” l’astensione, vuol dire, quantomeno, che questo referendum non è inutile e che esistono buone ragioni di fondo per partecipare.</p>
<p>Ci saranno, ovviamente, mille ragioni di merito, per decidere consapevolmente. Ognuno può rendersene conto, leggendo le pagine che un quotidiano nazionale (“la Repubblica” di domenica 20 marzo, pag. 16), prospetta su ognuna delle questioni che si pongono, le ragioni del “SI” (al quesito) e le ragioni del “NO”.</p>
<p>Per me, quella lettura è decisiva per convincersi della bontà delle ragioni dei sostenitori del referendum. Queste considerazioni, unite a quelle più generali cui ho accennato in precedenza, mi porteranno al seggio, il 17 aprile, prima di tutto per partecipare e poi per rispondere “SI” al quesito.</p>
<p>Si tratta, per le ragioni che ho esposto, di una semplice opinione che non vincola nessuno, né potrebbe farlo. E’ soltanto l’espressione di un convincimento, mi pare, sufficientemente motivato. Dopo di che, ognuno si regoli come ritiene giusto, ma partecipi al voto.</p>
<p>Carlo Smuraglia</p>
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		<title>Per uno Stato pienamente antifascista</title>
		<link>https://www.anpive.org/wordpress/2016/03/24/uno-pienamente-antifascista/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Mar 2016 11:31:03 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Presentato a Mattarella il documento su come difendere i valori della Resistenza 23 Marzo 2016 Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha ricevuto questa mattina al Quirinale il Prof. Carlo Smuraglia, Presidente A.N.P.I., e la Sen. Albertina Soliani, Presidente dell&#8217;Istituto Cervi. Nel corso dell&#8217;incontro è stato presentato al Presidente Mattarella un documento contenente indicazioni per <a href="https://www.anpive.org/wordpress/2016/03/24/uno-pienamente-antifascista/" rel="nofollow"><span class="sr-only">Leggi di piùPer uno Stato pienamente antifascista</span>[&#8230;]</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div id="article_title">
<h1><a href="http://www.anpi.it/articoli/1512/presentato-a-mattarella-il-documento-su-come-difendere-i-valori-della-resistenza" target="_blank">Presentato a Mattarella il documento su come difendere i valori della Resistenza</a></h1>
<p>23 Marzo 2016</p>
</div>
<div class="lead decorated-links"></div>
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<p><img decoding="async" loading="lazy" class="alignleft size-full wp-image-1324" src="http://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2016/03/anpi-cervi-mattarella.jpeg" alt="anpi-cervi-mattarella" width="480" height="323" srcset="https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2016/03/anpi-cervi-mattarella.jpeg 480w, https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2016/03/anpi-cervi-mattarella-300x202.jpeg 300w" sizes="(max-width: 480px) 100vw, 480px" />Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha ricevuto questa mattina al Quirinale il Prof. Carlo Smuraglia, Presidente A.N.P.I., e la Sen. Albertina Soliani, Presidente dell&#8217;Istituto Cervi. Nel corso dell&#8217;incontro è stato presentato al Presidente Mattarella un <a href="http://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2016/03/DOCUMENTO-ANPI-CERVI.pdf" target="_blank"><strong>documento</strong> </a>contenente indicazioni per la difesa dei valori della Resistenza e della democrazia.<br />
Roma, 22 marzo 2016</p>
<p><strong>Lettera del presidente nazionale dell&#8217;Anpi, Carlo Smuraglia, ai Presidenti dei Comitati provinciali e ai membri del Comitato nazionale</strong></p>
<p>Ieri mattina, assieme all&#8217;On. Albertina Soliani, Presidente dell&#8217;Istituto Alcide Cervi, siamo stati ricevuti dal Presidente della Repubblica, On. Sergio Mattarella, al quale abbiamo consegnato, illustrandolo, il <a href="http://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2016/03/DOCUMENTO-ANPI-CERVI.pdf" target="_blank">documento conclusivo</a> del Seminario intitolato “<a href="http://www.anpi.it/eventi/4136/per-uno-stato-pienamente-antifascista" target="_blank">Per uno Stato pienamente antifascista</a>”, tenuto a Gattatico, presso la sede del Cervi, il 9 gennaio scorso.</p>
<p>Il Seminario era stato contrassegnato da un dibattito ampio e approfondito soprattutto su ciò che le istituzioni potrebbero (e dovrebbero) fare per rafforzare il contrasto ai movimenti neofascisti che affollano il nostro Paese e, più ancora, la rete. Il documento che Albertina Soliani ed io stesso abbiamo redatto a conclusione del Seminario, esprime con nettezza la situazione di grave carenza delle Istituzioni di fronte ad un fenomeno che appare sempre più in contrasto con l&#8217;indirizzo democratico e antifascista della Costituzione; ed è corredato, il documento, da una serie di proposte, tutte facilmente realizzabili, per precisi interventi normativi ed istituzionali, anche sul terreno delle autonomie.</p>
<p>Il documento in questione sarà poi illustrato anche ai Presidenti delle due Camere, ed infine al Presidente del Consiglio. Ma dopo la presentazione al Capo dello Stato, esso può essere ormai pubblicato.</p>
<p>Su questo terreno non possono esserci né incertezze né esitazioni. Si tratta di contrastare, con tutti i mezzi e gli strumenti possibili, esclusa la violenza, un fenomeno che non solo è inaccettabile, costituendo un vero e proprio insulto alla memoria di quanti hanno combattuto e si sono sacrificati per la libertà e la democrazia, ma costituisce anche – come ci ammoniscono gli storici più avveduti – un pericolo per la stessa solidità delle istituzioni democratiche. Ma si tratta anche di insistere e premere, affinché le istituzioni svolgano fino in fondo il compito democratico loro affidato dalla Costituzione.</p>
<p>Invito dunque tutti a svolgere su di esso riflessioni e confronti, traendone spunto per le vostre iniziative, di cui l&#8217;ANPI deve essere sempre alla testa. Ne raccomando, vivamente, la più ampia diffusione.</p>
<p>Fraterni saluti,</p>
<p>Carlo Smuraglia</p>
<p>&nbsp;</p>
</div>
<p style="text-align: center;"><strong>scarica il <a href="http://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2016/03/DOCUMENTO-ANPI-CERVI.pdf" target="_blank">DOCUMENTO integrale</a> in pdf</strong></p>
<p style="text-align: center;">
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		<title>Comunicato di sezione</title>
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		<pubDate>Thu, 17 Sep 2015 10:04:06 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[L&#8217;Anpi Sette Martiri di Venezia condivide i contenuti espressi da Umberto Lorenzoni nell&#8217;orazione ufficiale tenuta in Pian Cansiglio Domenica scorsa, essendo tra l&#8217;altro gli stessi espressi in più occasioni dal nostro Presidente nazionale Carlo Smuraglia; esprime a Lorenzoni piena solidarietà e vicinanza per gli attacchi ricevuti a mezzo stampa; invita l&#8217;Anpi Provinciale di Venezia a <a href="https://www.anpive.org/wordpress/2015/09/17/comunicato-di-sezione/" rel="nofollow"><span class="sr-only">Leggi di piùComunicato di sezione</span>[&#8230;]</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2015/04/logo_21.png"><img decoding="async" loading="lazy" class="size-full wp-image-306 alignleft" src="http://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2015/04/logo_21.png" alt="logo anpi" width="220" height="102" /></a>L&#8217;Anpi Sette Martiri di Venezia condivide i contenuti espressi da Umberto Lorenzoni nell&#8217;orazione ufficiale tenuta in Pian Cansiglio Domenica scorsa, essendo tra l&#8217;altro gli stessi espressi in più occasioni dal nostro Presidente nazionale Carlo Smuraglia; esprime a Lorenzoni piena solidarietà e vicinanza per gli attacchi ricevuti a mezzo stampa; invita l&#8217;Anpi Provinciale di Venezia a discutere su legge elettorale, lavoro, riforma del Senato e scuola che sono i temi citati dal compagno Lorenzoni nella sua orazione.</p>
<p style="text-align: justify;">Il Comitato di Sezione.</p>
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		<title>Legge elettorale e correttezza politico-istituzionale</title>
		<link>https://www.anpive.org/wordpress/2015/05/09/legge-elettorale-e-correttezza-politico-istituzionale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 09 May 2015 14:15:27 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[L’ANPI di Venezia ritiene opportuno divulgare la nota del Presidente Carlo Smuraglia apparsa su ANPINEWS, in quanto essa offre una lettura istruttiva del percorso della legge elettorale appena entrata in vigore, il cosiddetto “Italicum”. Un appellativo che richiama purtroppo, funesti attentati, accrescendo i timori dei difensori della Costituzione che hanno visto nella fisionomia della legge, <a href="https://www.anpive.org/wordpress/2015/05/09/legge-elettorale-e-correttezza-politico-istituzionale/" rel="nofollow"><span class="sr-only">Leggi di piùLegge elettorale e correttezza politico-istituzionale</span>[&#8230;]</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" loading="lazy" class="  wp-image-306 aligncenter" src="http://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2015/04/logo_21.png" alt="logo anpi" width="319" height="148" /></p>
<p style="text-align: justify;">L’ANPI di Venezia ritiene opportuno divulgare la nota del Presidente Carlo Smuraglia apparsa su ANPINEWS, in quanto essa offre una lettura istruttiva del percorso della legge elettorale appena entrata in vigore, il cosiddetto “Italicum”. Un appellativo che richiama purtroppo, funesti attentati, accrescendo i timori dei difensori della Costituzione che hanno visto nella fisionomia della legge, un attentato ai suoi fondamenti ed un primo passo verso una sua demolizione spacciata per svecchiamento. La sezione 7 Martiri di Venezia sente di dover ringraziare il Presidente Smuraglia per un’analisi condivisa in ogni passaggio; ciò anche per aver sostenuto con convinzione gli appelli che da tanti soggetti dell’Associazione, da eminenti giuristi e da semplici cittadini venivano rivolti ai parlamentari e al primo ministro perché prendessero tutto il tempo necessario, prima di approvare una legge così importante e dagli aspetti preoccupanti. Una legge approvata con tempi acceleratissimi, una fretta assolutamente inopportuna anche in considerazione del fatto che si è portata l’approvazione a sovrapporsi ad una campagna elettorale che, sia a livello regionale che comunale, coinvolgerà milioni di italiani. Con convinzione, pertanto, sottoscriviamo tutte le considerazioni del Presidente Smuraglia facendo nostro anche l’auspicio finale su un intervento di reindirizzo della Corte Costituzionale. Sentiamo al contempo, di dover manifestare il rammarico che quella speranza porta con sé un elemento di turbamento, in quanto sperare in un respingimento della legge da parte della Consulta, significa immaginare una sconfessione della posizione del Presidente della Repubblica che ha, senza indugi, promulgato. Un sigillo finale che ha lasciato interdetti, sconcertati e delusi quanti di noi avevano sperato che il passaggio di filtro e di meditazione che è sua prerogativa, servisse a proporre una pausa nella frenesia di velocità e a riponderare i danni alla democrazia e alla partecipazione che tale legge porta con sé. A tutti i parlamentari che hanno detto sì a questa legge, l’ANPI 7 Martiri di Venezia ricorda che hanno ignorato i valori per cui hanno lottato e sofferto quei Partigiani che solo dieci giorni prima, nel settantesimo della Liberazione, in quella stessa Aula, hanno testimoniato la loro fede nella Costituzione e nella Democrazia. Per queste ragioni, l’ANPI Venezia ritiene che la scelta fatta da quei parlamentari rende incompatibile con i principi statutari, la loro permanenza nell’Associazione.</p>
<p>Il direttivo di sezione ANPI 7 Martiri</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Legge elettorale e correttezza politico-istituzionale</strong><br />
(Nota del Presidente ANPI Carlo Smuraglia, ANPI news n. 162 – 5/12 maggio 2015).</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2015/05/smuraglia.jpg"><img decoding="async" loading="lazy" class=" size-full wp-image-546 alignleft" src="http://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2015/05/smuraglia.jpg" alt="smuraglia" width="232" height="226" /></a>Scrivo queste note mentre sta per concludersi, alla Camera, la vicenda della legge elettorale. Ma posso permettermi di prescindere da quello che sarà l’esito finale, per anticipare la mia opinione e cioè che questa è e sarà, comunque, una brutta storia. Spieghiamoci subito; non esistono solo leggi “costituzionali “sul piano formale  e in senso stretto, così come non esiste una disciplina specifica del voto di fiducia, che esaurisca tutte le ipotesi possibili, così come, ancora, non sono vietati regolamenti di conti interni fra maggioranza ed ex maggioranze,  oppure nell’ambito di singoli partiti. La legalità, nel senso ampio dell’espressione, non è fatta solo di rispetto delle leggi, ma corrisponde ad una concezione assai più ampia, che comprende anche una buona dose di etica e di correttezza politica; naturalmente, sempre all’interno della ricerca, obbligatoria per coloro che dirigono governi e partiti, della realizzazione del bene comune. Una premessa necessaria per evitare una discussione inutile. Se mi chiedono se la legge elettorale corrisponde ad una riforma costituzionale in senso stretto, rispondo di no, anche se la “vicinanza” è facilmente percepibile. Se mi chiedono se sulla legge elettorale si può porre la fiducia, rispondo, sul piano formale, di si.<br />
Ma, come ho detto, non è questo (o solo questo) il problema. La legge elettorale è la più vicina al sistema costituzionale fra tutte le leggi; e soprattutto è la legge che detta le regole del gioco, quelle di base, che consentono agli elettori di esprimersi ed ai partiti di trarne le conseguenze.<br />
<span id="more-545"></span>Se questo è vero (e credo che nessuno ne possa dubitare), la legge elettorale va trattata col massimo rispetto, modificata  con oculatezza e approvata con maggioranze il più possibile qualificate, quasi come una legge costituzionale. Ed è chiaro che non è vietato, al Governo, di porre la fiducia sull’approvazione di una legge elettorale; ma è altrettanto evidente che a questa, un Governo, dovrebbe ricorrere come ad un estremo rimedio, quando non c’è altra soluzione o quando si rischierebbe di restare senza una valida legge elettorale. Nel nostro caso specifico, alcune cose saltano agli occhi e vanno subito ricordate:<br />
la nuova legge elettorale, dopo il pronunciamento della Corte Costituzionale che ha bocciato la precedente ( salvando, però, un sistema elettorale agibile) è stata approvata, per la prima volta, un anno fa, con una notevole maggioranza. Dopodiché, tutti si sono “pentiti” e hanno cominciato a parlarne male; ma non essendo sicuri di come riuscire a migliorarla, l’hanno accantonata per un anno, restando critici, tutti e dico tutti, compreso il Governo, che ne era il più tenace propugnatore. Passati alcuni mesi, il Presidente del Consiglio ha annunciato di aver cambiato idea: il premio di maggioranza doveva essere assegnato non ad una coalizione, ma ad una lista. Il perché, il Presidente del Consiglio non lo ha detto, ma appariva piuttosto chiaro che stava pensando ad un sistema bipolare, in cui uno dei due poli (presumibilmente il suo) dovesse vincere e quindi meritare il premio di maggioranza; così riferendosi  &#8211; in pratica &#8211; ad un Partito e, sicuramente, al suo.<br />
Poi ci furono alcune proposte di modifica, anche da parte delle opposizioni, per evitare i più clamorosi sospetti di incostituzionalità; ed alcune di queste furono accettate, non per benevolenza, ma perché tutti stavano già pensando al futuro di una simile legge quando fosse giunta al cospetto della Corte Costituzionale.<br />
Intanto si eleggeva il Presidente della Repubblica ed una componente della precedente “maggioranza”, si riteneva offesa (per il metodo) e passava all’opposizione. Ed allora, mentre molti insistevano per apportare quelle poche modifiche che apparivano necessarie  per restituire finalmente la parola ai cittadini, è sorta, in qualcuno, la voglia, non di ottenere l’approvazione di una buona legge elettorale, ma di mettere a posto, con un colpo solo, la nuova e la vecchia opposizione, magari regolando anche alcuni conti, all’interno del proprio partito.<br />
Di lì la fretta, il rifiuto di qualsiasi ulteriore trattativa, l’accelerazione impressa alla legge, nonostante non ce ne fosse alcun bisogno, visto che essa è destinata ad entrare in vigore nel luglio 2016; e perfino il ricorso al voto di fiducia, addirittura non necessario perché dai primi passi conclusivi della legge in aula, si deduceva con facilità che la maggioranza c’era, per farla passare così come era.<br />
Due o tre voti di fiducia, dunque, naturalmente approvati senza fatica da un Parlamento in parte rassegnato, in parte conformista e in parte “ricattato”, mentre la dissidenza si divideva, mantenendo, peraltro, tutte le proprie riserve, espresse in varie forme.<br />
Come finirà? c’è già quanto basta per osservare quanto accade con tristezza e preoccupazione. Sembra che si prescinda del tutto  dalle qualità che dovrebbe avere la legge elettorale, per pensare ad altro, tant’è che molti giornali, anche tra quelli più “insospettabili” hanno parlato di una “prova di forza”, di un regolamento di conti all’interno del Partito democratico, per schiacciare le minoranze, e così via.<br />
Ora, tutto questo che cosa ha a che fare con l’interesse comune, con quei comportamenti “politicamente corretti”, che tutti considerano necessari per far fronte all’anti-politica e restituire alla politica il suo vero ruolo di perseguimento, nelle forme previste dell’art. 49 della Costituzione, del bene comune? E’ corretto, politicamente, comportarsi così, con le regole del gioco?<br />
E’ corretto, politicamente, approfittare della legge elettorale per schiacciare le minoranze  e ridurre al silenzio le opposizioni? Io rispondo di no. Ed ho letto, con tristezza, una frase del Presidente del Consiglio che avrebbe commentato così l’esito positivo (per il Governo) dei voti di fiducia: “li abbiamo distrutti”.<br />
Se davvero si pensa così, se davvero non ci si preoccupa della (ormai prevedibile) approvazione della legge elettorale con una maggioranza, non solo ristretta, ma lontanissima da quella che meriterebbe una legge di simile rango, se davvero si antepone una battaglia interna ad un  partito, all’interesse del Paese di disporre di una legge elettorale valida, che consenta una vera rappresentanza dei cittadini, c’è davvero motivo non solo di tristezza, ma anche di preoccupazione.<br />
Qualcuno ci ha chiesto se non ritenevamo che fosse il caso di rivolgere un ultimo appello ai parlamentari per un libero voto di coscienza; io penso che una operazione simile, che abbiamo fatto più volte, noi ed altri, non si giustifichi più, perché se una buona parte dei parlamentari non si rende conto della serietà di ciò che sta accadendo o sottovaluta il  pericolo che ciò sta rappresentando, per quella corretta (politicamente) gestione della cosa pubblica, che invece sarebbe così necessaria in una fase delicata come quella che stiamo vivendo, non vedo come potremmo noi, legati ad antichi valori e seguaci fino all’ultimo non solo della legalità, ma anche della correttezza politica, trovare nuovi argomenti, capaci di imprimere un corso diverso a quella amara vicenda. Sarà la storia a giudicare; e speriamo che lo faccia in tempo utile.  Qualcuno, forse, penserà,  anche  tra di noi, che i nostri sono giudizi troppo severi. Ma io voglio richiamare qui una frase del Presidente Mattarella che (involontariamente) ci aiuta a specificare meglio in cosa debba consistere quella “coscienza critica” cui ci ha richiamato il Congresso, come uno dei nostri principali doveri. Ha detto il Presidente, in un’intervista al Corriere della Sera del 1 maggio (pagg. 2 e 3): “dobbiamo avere coraggio; se il pensiero critico è l’antidoto al conformismo ed alla passività, il coraggio è l’antidoto al pragmatismo furbo ma senza idee”. Noi respingiamo sia il conformismo, sia la passività, sia il pragmatismo senza idee; e non abbiamo mai mancato di coraggio. Per questo non ci piacciono il silenzio, l’inazione e sentiamo il dovere di esprimere con chiarezza il nostro pensiero.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Nota di aggiornamento:</strong> <em>Come si prevedeva, la legge elettorale è stata approvata con una maggioranza risicata e corrispondenti quasi ad un solo gruppo, con 61 voti contrarti e  tutte le opposizioni fuori dall’aula. “Missione compiuta”, ha commentato, soddisfatta , la Ministra Boschi. Contenta lei! A me sembra che si tratti, come già spiegato, di una brutta pagina conclusa con una altrettanto brutta e pericolosa legge e con un Parlamento “schierato” peggio che su una legge qualsiasi. Ha ragione chi parla di una “vittoria” del Presid ente del Consiglio,” su un cumulo di macerie.” Vedremo (forse) cosa ne penserà la Corte Cost ituzionale. La speranza è che, in qualche modo, questa legge venga fermata, proprio per la sua pericolosità.  </em></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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