{"id":2351,"date":"2018-04-27T20:00:22","date_gmt":"2018-04-27T18:00:22","guid":{"rendered":"http:\/\/www.anpive.org\/wordpress\/?p=2351"},"modified":"2018-04-28T01:07:42","modified_gmt":"2018-04-27T23:07:42","slug":"orazione-ufficiale-in-campo-del-ghetto-per-il-25-aprile-2018","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.anpive.org\/wordpress\/2018\/04\/27\/orazione-ufficiale-in-campo-del-ghetto-per-il-25-aprile-2018\/","title":{"rendered":"Orazione ufficiale in Campo del Ghetto per il 25 Aprile 2018"},"content":{"rendered":"<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignright size-full wp-image-2361\" src=\"http:\/\/www.anpive.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/IMG_8346.jpg\" alt=\"\" width=\"3456\" height=\"2304\" srcset=\"https:\/\/www.anpive.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/IMG_8346.jpg 3456w, https:\/\/www.anpive.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/IMG_8346-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.anpive.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/IMG_8346-768x512.jpg 768w, https:\/\/www.anpive.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/IMG_8346-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/www.anpive.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/IMG_8346-750x500.jpg 750w\" sizes=\"(max-width: 3456px) 100vw, 3456px\" \/><\/p>\n<p>Anche quest\u2019anno abbiamo concluso in questo spazio simbolico il nostro percorso.<br \/>\nUn percorso scandito da soste in cui abbiamo ricordato a noi stessi quanto dobbiamo a chi \u00e8 caduto nella lotta di Liberazione. Al loro ricordo aggiungo quello dei Partigiani che quest\u2019anno ci hanno lasciato: Adriana Martignoni, Alberto Ongaro, Miro Carlon.<br \/>\nIn questo luogo \u00e8 arrivato il nostro corteo a dire che tutto quello per cui&nbsp; i Partigiani hanno combattuto \u00e8 stato scritto nella nostra Costituzione, che \u00e8 il risultato della vittoria della solidariet\u00e0 tenace sul terreno di battaglia e della vittoria di tante diversit\u00e0, nei lavori della Costituente dell\u2019Italia democratica.<br \/>\nFascismo, antifascismo, inclusione, solidariet\u00e0, pace sono parole che non dobbiamo temere di pronunciare soprattutto oggi cercando, nel dirle, di eliminare ogni retorica, ma evidenziare la loro attualit\u00e0.<\/p>\n<p>A ottanta anni di distanza dall\u2019emanazione di quella negazione della civilt\u00e0 che furono le leggi razziste del 1938, il contesto storico fatto di guerre di imperialismo economico, terrorismo, austerit\u00e0, globalizzazione, migrazioni e paure indotte, pur se non sovrapponibile, produce le stesse tentazioni e fascinazioni: lo stesso richiamo alla difesa dei confini dall\u2019invasione dei profughi; l\u2019amplificazione della percezione di insicurezza giustifica l\u2019odio contro le diversit\u00e0, del colore della pelle o di idee, incoraggia le barriere, i muri, i respingimenti come alibi verso la difesa dei propri interessi. Nei razzismi di oggi, l\u2019arrivo di fuggitivi, esiliati, diseredati piuttosto che metterci di fronte ad una delle tante disapplicazioni della nostra Costituzione, diventa incitazione all\u2019antagonismo. Perch\u00e9 siamo invischiati in una societ\u00e0 che predica, programma e realizza un antagonismo in cui ognuno diventa un mezzo per isolare, per frantumare il sentire solidale e comunitario; una societ\u00e0 specchio di un\u2019economia che vuole l\u2019uno contrapposto all\u2019altro, visto come un avversario e un concorrente verso il quale abolire ogni premura.<\/p>\n<p>[embedyt] https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=oBeLZn_cfw4[\/embedyt]<\/p>\n<p>Siamo in questo Campo e le pietre d\u2019inciampo ci ricordano come la ferocia insensata del fascismo cerc\u00f2 i \u201cdiversi\u201d, casa per casa non risparmiando il cuore del Ghetto e la casa di riposo dove anziani, malati e disabili furono sequestrati e inviati allo sterminio. Molte furono le delazione, ma di quelle responsabilit\u00e0 ancora in tanta parte della memoria italiana restano colpevoli vuoti. Ma pi\u00f9 che le delazioni e l\u2019obbedienza cieca a leggi inumane, fu la diffusa posizione di indifferenza, di auto-assoluzione, il sentirsi svogliatamente impotenti e perci\u00f2 inerti nel mettere in dubbio le versioni ufficiali, l\u2019acquietamento di sentire l\u2019egoismo ed il disprezzo dell\u2019altro, come un diritto o addirittura come un cemento dello spirito patrio.<\/p>\n<p>Siamo in questo luogo simbolo della discriminazione, un luogo dove antifascismo, inclusione e solidariet\u00e0 si incontrano nel nome della libert\u00e0 di idee, di cultura, di sentire religioso; un luogo incompatibile con chi discrimina e preclude. Un luogo che, nella storia di segregazione e aggregazione della comunit\u00e0 che lo abita, ci ricorda come questa sia diventata ricchezza e trama della cultura della citt\u00e0, a dimostrazione che \u00e8 la diversit\u00e0 il motore della civilt\u00e0 e banco di prova dell\u2019uguaglianza.<br \/>\nQuesto luogo insegna che l\u2019altruismo deve tornare ad informare le nostre leggi.<br \/>\nChe il rispetto della legge non esime dalla critica e che esistono leggi buone o cattive a seconda che corrispondano o no alle indicazioni della Costituzione.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.anpive.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/IMG_8326.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignright size-full wp-image-2359\" src=\"http:\/\/www.anpive.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/IMG_8326.jpg\" alt=\"\" width=\"3456\" height=\"2304\" srcset=\"https:\/\/www.anpive.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/IMG_8326.jpg 3456w, https:\/\/www.anpive.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/IMG_8326-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.anpive.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/IMG_8326-768x512.jpg 768w, https:\/\/www.anpive.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/IMG_8326-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/www.anpive.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/IMG_8326-750x500.jpg 750w\" sizes=\"(max-width: 3456px) 100vw, 3456px\" \/><\/a>Chi \u00e8 in questo campo sta dicendo che ripudia il fascismo: quello combattuto dalle formazioni della Resistenza e quello presente oggi nelle istituzioni e negli Stati.<br \/>\nCome la Costituzione che ne \u00e8 in ogni punto il perfetto contrario \u00e8 nata dalla collaborazioni di forze e di istanze diverse tenute insieme dal sentire democratico e dalla chiusura ad ogni rinascita delle vessazioni sperimentate nel regime, cos\u00ec l\u2019antifascismo di oggi deve essere unitario per resistere alle suggestioni e alle minimizzazioni interessate che, per i numeri modesti raccolti da formazioni apertamente fasciste, vorranno disconoscerne il valore con l\u2019argomentazione strumentale che \u201cnon esiste pi\u00f9 il fascismo \u201c che invece si \u00e8 istituzionalizzato in altre forme.<br \/>\nA maggior ragione in questo momento in cui i riferimenti tradizionali nelle istituzioni si sono indeboliti dobbiamo cercare coordinamento con le forze pi\u00f9 vive della societ\u00e0, con i giovani, con gli studenti, anche loro sviati da una scuola che viene costretta ad abdicare al suo ruolo di formare coscienze civiche in armonia con la collettivit\u00e0, per produrre soggetti da aziendalizzare, in una spersonalizzazione funzionale al sistema economico. &nbsp;Con loro dobbiamo imparare a sintonizzarci con l\u2019ascolto attento delle loro priorit\u00e0.<\/p>\n<p>Il nostro antifascismo, al contempo dobbiamo rappresentarlo, oltre che come opposizione e conoscenza critica della storia, come il filo conduttore della nostra Costituzione; che non esisterebbe senza di quello.<br \/>\nOgni volta che ci rifacciamo alla Costituzione, stiamo dicendo che siamo antifascisti, un atteggiamento&nbsp; che quindi, prima di essere una negazione, \u00e8 l\u2019identit\u00e0 di noi cittadini di questa Repubblica creata sulla Resistenza.<\/p>\n<p>Ma questo Campo ci ammonisce soprattutto a non&nbsp; restare indifferenti: alle disuguaglianze ed alle discriminazioni; ma anche alla cultura della guerra contro la quale ci richiama la prescrizione ineludibile dell\u2019articolo 11: \u201cl\u2019Italia ripudia la guerra\u201d e che ci ricorda che le guerre sono sopraffazione e non mezzo di composizione dei contrasti.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignright size-full wp-image-2358\" src=\"http:\/\/www.anpive.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/IMG_8276.jpg\" alt=\"\" width=\"3456\" height=\"2304\" srcset=\"https:\/\/www.anpive.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/IMG_8276.jpg 3456w, https:\/\/www.anpive.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/IMG_8276-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.anpive.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/IMG_8276-768x512.jpg 768w, https:\/\/www.anpive.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/IMG_8276-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/www.anpive.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/IMG_8276-750x500.jpg 750w\" sizes=\"(max-width: 3456px) 100vw, 3456px\" \/><\/p>\n<p>Questo luogo ci invita a non restare indifferenti alla stessa cultura di solidariet\u00e0 cui ci richiamano l\u2019articolo 10 che impone di accogliere e dare asilo ai rifugiati e l\u2019articolo 8 che vuole applicata l\u2019uguaglianza ed il rispetto nei confronti di culture e confessioni, le pi\u00f9 diverse, che nell\u2019oggi sempre pi\u00f9 incrociano il nostro quotidiano.<\/p>\n<p>La suggestione di tutti questi temi ha certamente convinto i promotori della Mostra itinerante da poco inaugurata all\u2019M9 di Mestre, \u201cIl viaggio della Costituzione\u201d che presenta i 12 articoli fondamentali della Carta, a scegliere Venezia, in virt\u00f9 della sua storia di accogliente multiculturalit\u00e0, come la pi\u00f9 autorevole personificazione dello spirito dell\u2019articolo 8.<br \/>\nUn\u2019investitura che \u00e8 un riconoscimento e quindi un impegno a battersi per dimostrare di essere la pi\u00f9 coerente rappresentazione di quei principi di cos\u00ec alta umanit\u00e0.&nbsp;<\/p>\n<p>In questa importante iniziativa della Presidenza del Consiglio dei Ministri c\u2019\u00e8 un altro aspetto dalla grande forza educativa: ad ogni visitatore \u00e8 data la possibilit\u00e0 di apporre sul supporto digitale su cui \u00e8 trascritta la Carta Costituzionale, la propria firma; questa apparir\u00e0, in calce a quella dei tre firmatari della Costituzione all\u2019atto della promulgazione: Enrico De Nicola, Umberto Terracini, Alcide De Gasperi, nella copia che, in questa nuova forma, sar\u00e0 inviata a tutti i firmatari.<\/p>\n<p>Questa sottoscrizione diventa allora una presa d\u2019atto ed una condivisione non solo dei 12 articoli esposti nella mostra, ma anche di tutti quelli della seconda parte che dai primi discendono e che ad essi sono strettamente intrecciati.<br \/>\nNon solo: firmare la Carta significa anche un impegno per ciascuno, nel proprio quotidiano di semplice lavoratore o di rappresentante delle istituzioni, a conoscerla pi\u00f9 a fondo, a riconoscerla nelle leggi che ad essa si ispirano, a vigilare perch\u00e9 queste la rispettino e a sostenerla nella sua ancora molto incompleta attuazione.<\/p>\n<p>Quest\u2019atto di impegno civico mi porta a pensare che questa nostra celebrazione avviene a Venezia in una citt\u00e0 che \u00e8 per tutti sinonimo di cultura della bellezza; una bellezza che la nostra Carta non vuole fine a se stessa, ma occasione di crescita dell\u2019animo e generatrice di cultura; non bellezza esteriore da ostentare e da privatizzare, ma bellezza che attiri lo sguardo oltre le facciate, per diventare invito ad approfondire, a non restare in superficie.<br \/>\nIn una societ\u00e0 che predica, produce, vende immagini e superficialit\u00e0 e che non vuole l\u2019approfondimento e l\u2019impegno, Venezia con le tante anime dei suoi movimenti civici, pu\u00f2 e deve raccogliere questa sfida.<\/p>\n<p>A tutto questo ci richiama il 25 aprile a Venezia che \u00e8 quindi tante cose: festa della Liberazione, festa della Resistenza, festa dell\u2019antifascismo e della Costituzione, festa dei Partigiani combattenti ma anche dell\u2019unit\u00e0 di sigle e cittadini singoli, festa dell\u2019unit\u00e0 fra diversi.<\/p>\n<p>A questi richiami, aggiungo un\u2019ultima considerazione: in questo giorno in cui&nbsp;&nbsp; la laicit\u00e0 dell\u2019anniversario della Liberazione convive,&nbsp; con la ricorrenza del patrono e con la festa popolare del bocolo che ci ricorda il rispetto che dobbiamo a tutte le donne, riconosciamo l\u2019identit\u00e0 di Venezia: repubblicana, inclusiva, unitaria. Un\u2019identit\u00e0 che folclore e anacronismi non possono mettere in discussione.<br \/>\nL\u2019augurio dell\u2019Anpi \u00e8 che l\u2019impegno all\u2019unit\u00e0 nella Costituzione antifascista di questa mattina, continui con convinzione e coerenza, gi\u00e0 da quando ci lasciamo, per questa intera giornata e per tutti i giorni dell\u2019anno.<\/p>\n<hr \/>\n<p><a href=\"http:\/\/www.anpive.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/Orazione-del-25-aprile-2018-dal-Campo-del-Ghetto.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Scarica il testo in pdf<\/a><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.rainews.it\/dl\/rainews\/TGR\/media\/ven-25-Aprile-Venezia-tra-antifascismo-e-bene-comune-e2e298df-94d2-47f3-946e-97117f0fe4c8.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Guarda il servizio TGR<\/a><\/p>\n<hr \/>\n<p><strong>Rassegna stampa:<a href=\"http:\/\/www.anpive.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/La-Nuova-26-aprile-2018.jpg\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignright wp-image-2363 size-full\" title=\"La Nuova Venezia, 26 aprile 2018\" src=\"http:\/\/www.anpive.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/La-Nuova-26-aprile-2018.jpg\" alt=\"La Nuova Venezia 26 aprile 2018\" width=\"1558\" height=\"1656\" srcset=\"https:\/\/www.anpive.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/La-Nuova-26-aprile-2018.jpg 1558w, https:\/\/www.anpive.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/La-Nuova-26-aprile-2018-282x300.jpg 282w, https:\/\/www.anpive.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/La-Nuova-26-aprile-2018-768x816.jpg 768w, https:\/\/www.anpive.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/La-Nuova-26-aprile-2018-963x1024.jpg 963w\" sizes=\"(max-width: 1558px) 100vw, 1558px\" \/><\/a><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.anpive.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/gazzettino-26-aprile-2018.jpg\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignright wp-image-2354 size-full\" title=\"Il Gazzettino, 26 aprile 2018\" src=\"http:\/\/www.anpive.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/gazzettino-26-aprile-2018.jpg\" alt=\"Il Gazzettino, 26 aprile 2018\" width=\"1174\" height=\"502\" srcset=\"https:\/\/www.anpive.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/gazzettino-26-aprile-2018.jpg 1174w, https:\/\/www.anpive.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/gazzettino-26-aprile-2018-300x128.jpg 300w, https:\/\/www.anpive.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/gazzettino-26-aprile-2018-768x328.jpg 768w, https:\/\/www.anpive.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/gazzettino-26-aprile-2018-1024x438.jpg 1024w\" sizes=\"(max-width: 1174px) 100vw, 1174px\" \/><\/a><a href=\"http:\/\/www.anpive.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/Il-Corriere-del-Veneto-26-aprile-2018.jpg\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><br \/>\n<img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"wp-image-2355 size-full aligncenter\" title=\"Il Corriere del Veneto, 26 aprile 2018\" src=\"http:\/\/www.anpive.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/Il-Corriere-del-Veneto-26-aprile-2018.jpg\" alt=\"Corriere del Veneto, 26 aprile 2018\" width=\"568\" height=\"1228\" srcset=\"https:\/\/www.anpive.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/Il-Corriere-del-Veneto-26-aprile-2018.jpg 568w, https:\/\/www.anpive.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/Il-Corriere-del-Veneto-26-aprile-2018-139x300.jpg 139w, https:\/\/www.anpive.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/Il-Corriere-del-Veneto-26-aprile-2018-474x1024.jpg 474w\" sizes=\"(max-width: 568px) 100vw, 568px\" \/><\/a><\/p>\n<hr \/>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Anche quest\u2019anno abbiamo concluso in questo spazio simbolico il nostro percorso. Un percorso scandito da soste in cui abbiamo ricordato a noi stessi quanto dobbiamo a chi \u00e8 caduto nella lotta di Liberazione. Al loro ricordo aggiungo quello dei Partigiani che quest\u2019anno ci hanno lasciato: Adriana Martignoni, Alberto Ongaro, Miro Carlon. 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