{"id":3252,"date":"2021-05-06T22:06:43","date_gmt":"2021-05-06T20:06:43","guid":{"rendered":"https:\/\/www.anpive.org\/wordpress\/?p=3252"},"modified":"2021-05-06T22:14:26","modified_gmt":"2021-05-06T20:14:26","slug":"mario-bonifacio-ricorda-gianmario-vianello","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.anpive.org\/wordpress\/2021\/05\/06\/mario-bonifacio-ricorda-gianmario-vianello\/","title":{"rendered":"Mario Bonifacio ricorda Gianmario Vianello"},"content":{"rendered":"<div class=\"kvgmc6g5 cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql ii04i59q\">\n<div dir=\"auto\">\n<div class=\"kvgmc6g5 cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql ii04i59q\">\n<div dir=\"auto\">Oggi ricorrono 98 anni dalla nascita di Gianmario Vianello, partigiano, politico e poeta. Pubblico integralmente un lungo e appassionato ricordo, un racconto a mio avviso da leggere per meglio conoscere una personalit\u00e0 di spicco della nostra Citt\u00e0 e una persona, mio zio, che ho frequentato e conosciuto meglio insieme alla meravigliosa zia Alba negli anni della mia maturit\u00e0. Gianmario, nome di battaglia &#8220;Piero&#8221;, mi ha insegnato molto con stile, intelligenza, ironia. In foto Alba, Gianmario, Nilde Jotti e Palmiro Togliatti.<\/div>\n<div dir=\"auto\"><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div dir=\"auto\"><strong>Davide Federici<\/strong><\/div>\n<div dir=\"auto\">\n<hr \/>\n<\/div>\n<div dir=\"auto\">\n<div dir=\"auto\"><\/div>\n<div class=\"kvgmc6g5 cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql ii04i59q\">\n<div dir=\"auto\"><strong>GIAN MARIO VIANELLO politico e dirigente della Resistenza<i>*<\/i><\/strong><\/div>\n<div dir=\"auto\"><\/div>\n<\/div>\n<div class=\"o9v6fnle cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql ii04i59q\">\n<div dir=\"auto\">Mi trovo a sostituire il sen. Marcello Basso, presidente provinciale dell\u2019ANPI, che pi\u00f9 di me sarebbe stato adeguato a ricordare Gian Mario. Infatti per la sua statura intellettuale e politica avrebbe dovuto essere ricordato da qualcuno alla sua altezza come ad esempio dal sindaco di Venezia Massimo Cacciari che al suo funerale nominando anche altri grandi dirigenti della Resistenza e della politica come Momi Federici, Cesco Chinello e Gianni Pellicani aveva detto : \u201cPi\u00f9 ricordo questi amici pi\u00f9 dubito che saremo alla loro altezza\u201d.<\/div>\n<div dir=\"auto\">Anzitutto un breve cenno biografico su Gian Mario. Era del 1923 perci\u00f2 una delle classi pi\u00f9 disgraziate in quanto pi\u00f9 direttamente coinvolte nelle vicende della guerra e della Resistenza. Egli matura convinzioni antifasciste gi\u00e0 dai banchi della scuola. Questo non era ne semplice ne facile allora. Certamente dopo i 15-16 anni quando cominciavano ad affermarsi convinzioni personali e ci si addentrava nella cultura, parecchi giovani si accorgevano che quello che ci avevano insegnato nella scuola fascista suonava falso, e c\u2019era anche stanchezza per il cumulo di carnevalate alle quali dovevamo partecipare, ma non era facile sfuggire ai condizionamenti della propaganda imperante.<\/div>\n<div dir=\"auto\"><a href=\"https:\/\/www.anpive.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/182499007_10224797448665653_8379746455880259038_n.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"wp-image-3253 alignleft\" src=\"https:\/\/www.anpive.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/182499007_10224797448665653_8379746455880259038_n.jpg\" alt=\"\" width=\"495\" height=\"371\" srcset=\"https:\/\/www.anpive.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/182499007_10224797448665653_8379746455880259038_n.jpg 720w, https:\/\/www.anpive.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/182499007_10224797448665653_8379746455880259038_n-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.anpive.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/182499007_10224797448665653_8379746455880259038_n-285x214.jpg 285w\" sizes=\"(max-width: 495px) 100vw, 495px\" \/><\/a>Gian Mario matura convinzioni liberali richiamandosi all\u2019insegnamento di Croce , De Ruggero, ecc. Convinzioni liberali che per\u00f2 diventano idee comuniste soprattutto con la lettura del \u201cManifesto dei comunisti\u201d di Marx ed Engels del 1848. Per i giovani studenti che allora ebbero l\u2019occasione di incontrare quel testo esso risult\u00f2 illuminante e determinante. (Io lo ho trovato allora in appendice ad un testo di diritto costituzionale dell\u2019Universit\u00e0 di Padova . Conteneva le diverse Costituzioni di vari stati e per l\u2019Unione Sovietica , della quale evidentemente non avevano il testo della costituzione del 1936, avevano inserito il \u201cManifesto\u201d. Ovviamente quel testo me lo aveva prestato un \u201cvecchio\u201d comunista.)<\/div>\n<div dir=\"auto\">La maturazione in senso antifascista dei giovani sub\u00ec un\u2019 accelerazione con la constatazione del disastro della guerra che svel\u00f2 in pieno l\u2019inganno del fascismo che ci aveva fatto credere che eravamo i pi\u00f9 preparati, i pi\u00f9 forti, i pi\u00f9 potenti, i primi nel mondo, destinati a dominare il Mediterraneo \u201cMare nostrum\u201d, come Roma 2.000 anni prima aveva dominato il mondo allora conosciuto. Perci\u00f2 reazione alla criminale leggerezza con la quale il fascismo ci aveva portato in guerra , il cui andamento fa aprire gli occhi a quella generazione che era stata fascistizzata dalla scuola del regime.<\/div>\n<div dir=\"auto\">Gian Mario trova agganci con amici che la pensano come lui. Formano un gruppo che poi sar\u00e0 pronto ad entrare nella Resistenza. Si iscrive a Storia e Filosofia all\u2019Universit\u00e0 di Padova, anche lui va ad ascoltare le famose lezioni di Concetto Marchesi e partecipa alla storica manifestazione per l\u2019inaugurazione dell\u2019anno accademico 1943-44 quando gli studenti respingono il tentativo dei fascisti di impedire l\u2019intervento del Rettore.<\/div>\n<div dir=\"auto\">Le sue convinzioni si rafforzano anche durante i corsi estivi per diventare ufficiali di complemento, erano una specie di servizio di leva a rate, essi furono occasione importante di contatto e conoscenza con giovani di altre zone e che a loro volta avevano maturato idee antifasciste.<\/div>\n<div dir=\"auto\">Ripetiamo che la svolta decisiva nella sua maturazione politica fu la lettura del \u201cManifesto\u201d che lo induce a contattare Giuseppe Turcato allora uno degli organizzatori del movimento comunista clandestino a Venezia, particolarmente tra i giovani, anche se Turcato non era pi\u00f9 giovanissimo. (La figura di Turcato sar\u00e0 ricordata nel prossimo incontro di questa serie ed in questa sede tra due settimane.)<\/div>\n<div dir=\"auto\">Scrive Gian Mario : \u201c Dal 1944 al 1990, militando nel PCI in letterale continuit\u00e0 con l\u2019impegno nella Resistenza, sono stato parte attiva di quella strana creatura che era il PCI, che ha contribuito a fondare e far crescere una Italia democratica. Definiva il PCI \u201c strana creatura\u201d, con fisionomia unica, con riferimento ai partiti comunisti del resto d\u2019Europa e del mondo.<\/div>\n<div dir=\"auto\">Ricordo che quando negli anni recenti Gian Mario nominava il PCI aggiungeva sempre \u201cIl PCI era una cosa seria\u201d. Lo ripeteva spesso.<\/div>\n<div dir=\"auto\"><a href=\"https:\/\/www.anpive.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/183401043_10158365647217903_4418755300721114729_n.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\" wp-image-3254 alignleft\" src=\"https:\/\/www.anpive.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/183401043_10158365647217903_4418755300721114729_n.jpg\" alt=\"\" width=\"332\" height=\"412\" srcset=\"https:\/\/www.anpive.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/183401043_10158365647217903_4418755300721114729_n.jpg 500w, https:\/\/www.anpive.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/183401043_10158365647217903_4418755300721114729_n-242x300.jpg 242w\" sizes=\"(max-width: 332px) 100vw, 332px\" \/><\/a>All\u2019interno del PCI clandestino le cellule di giovani diventarono quasi tutte dei GAP, gruppi d\u2019azione partigiana e Gian Mario venne posto a capo di uno di questi . Scelse il nome di battaglia \u201c Piero\u201d in ricordo di Piero Martinetti. Aveva una particolare considerazione, quasi una devozione, per questo filosofo della natura e delle religioni oggi quasi dimenticato, si sentiva suo allievo, culturalmente affezionato. Ricordiamo che il docente universitario Piero Martinetti fu tra i pochi che nel 1931 rifiutarono di giurare fedelt\u00e0 al regime fascista e che in conseguenza dovettero abbandonare l\u2019insegnamento.<\/div>\n<div dir=\"auto\">Questi gappisti da lui comandati iniziarono con il lanciare volantini, poi con il disarmare dei fascisti di sera e proseguirono con il lancio di bombe , di notte, sulle caserme e sedi fasciste . Distrussero anche i registri di leva della capitaneria di porto. Mentre Turcato dirigeva allora la brigata \u201cBiancotto\u201d della quale faceva parte anche il GAP di Gian Mario, la responsabilit\u00e0 militare delle formazioni organizzate dal PCI in provincia era allora del fisico Ettore Pancini, nome di battaglia \u201cAchille\u201d, che nel dopoguerra diventer\u00e0 il maggiore studioso delle radiazioni cosmiche. Anche questa una grande figura un personaggio importante che meriterebbe essere ricordato (recentemente sono stati ritrovati negli archivi alcuni suoi manoscritti di comunicazioni, ordini, relazioni, di quel periodo.)<\/div>\n<div dir=\"auto\">I nazifascisti conoscevano soltanto il nome Achille ma non sapevano quale fosse la sua identit\u00e0 ed a Gian Mario che venne arrestato nel novembre 1944, come anche ad altri compagni veneziani arrestati in quel periodo, la prima cosa che chiedevano durante l\u2019interrogatorio era proprio \u201cChi \u00e8 Achille ?\u201d<\/div>\n<div dir=\"auto\">Gian Mario, comandante di un GAP , ancora in anni recenti manifestava una specie di senso di inferiorit\u00e0 rispetto ai partigiani di montagna, che mitizzava, tendendo a mettere in secondo piano , quasi come meno importante, l\u2019azione dei partigiani di citt\u00e0, la sua attivit\u00e0. Certamente non ne aveva motivo. Dico soltanto che il foglio matricolare di Gian Mario , cio\u00e8 la cartella personale di ogni soggetto alla leva conservata nei Distretti Militari , contiene una annotazione che da sola equivale ad una decorazione al valor militare e da la misura della sua forza d\u2019animo , una semplice annotazione : \u201cHa resistito alla tortura\u201d. Fu infatti torturato ma non fece il nome di Ettore Pancino ne il suo recapito che egli ben conosceva<\/div>\n<div dir=\"auto\">Fu rinchiuso nel carcere di S. Maria Maggiore come ostaggio , con la prospettiva di essere trucidato qualunque cosa fosse successa. Prelevato per essere fucilato, come in precedenza era successo ai 13 di Ca&#8217; Giustinian, ai 7 di Riva dell\u2019Impero e successivamente ad altri singoli. Tutti i compagni che sono stati incarcerati in quel periodo ricordavano la paura tremenda che li assaliva ogni qualvolta veniva aperta la porta della cella. Ed accanto a questa la paura per le conseguenze per le famiglie, il dispiacere per il dolore a loro arrecato .Mesi di terribile tensione nervosa.<\/div>\n<div dir=\"auto\">Alla fine della guerra ebbe occasione di anticipare in qualche modo la liberazione poich\u00e9 quando a fine aprile 1945 i tedeschi si recarono alle carceri per impadronirsi dei prigionieri politici questi riuscirono a respingerli con armi fornite da secondini che erano in collegamento col CLN di Venezia. Riacquista la libert\u00e0 e ripreso il collegamento con i suoi compagni riusc\u00ec cosi a partecipare a tutte le fasi dell\u2019Insurrezione, fin dal suo inizio.<\/div>\n<div dir=\"auto\">Da allora, dopo la liberazione, l\u2019impegno politico che si protrae praticamente per tutta la vita. Impegno tanto intenso che dovette venire a Venezia Giorgio Amendola nel 1948 per intimargli di sospendere momentaneamente l\u2019attivit\u00e0 politica e dedicare qualche mese alla preparazione della tesi e a laurearsi.<\/div>\n<div dir=\"auto\">A 30 anni divent\u00f2 segretario provinciale del PCI e segretario regionale fino al 1961: Delle sue realizzazioni \u00e8 da ricordare quella delle \u201c48 finestre sul Canal Grande\u201d, cio\u00e8 la sua idea e la sua azione per la riuscita iniziativa popolare di finanziamento per l\u2019acquisto di un palazzo quale sede adeguata e prestigiosa delle organizzazioni del PCI.<\/div>\n<div dir=\"auto\">Dal 1956 al 1959 fece parte del comitato di redazione della rivista \u201cRinascita \u201d allora prestigiosa non soltanto per la gente di sinistra ma da tutti considerata come una delle pi\u00f9 importanti riviste culturali italiane.<\/div>\n<div dir=\"auto\">Nel 1972, all\u2019epoca della rottura tra Unione Sovietica e Cina un incidente politico con Togliatti: un collaboratore del Comitato Regionale Veneto del PCI pubblic\u00f2 uno scritto che venne interpretato come filocinese. Sembra che la cosa venne risaputa a Mosca e ch ne parl\u00f2 anche la \u201cPravda\u201d. Della questione si interess\u00f2 Togliatti, che defin\u00ec Gian Mario : \u201cIl giovane Werther del Veneto\u201d , considerato responsabile di aver tollerato quella iniziativa. Gian Mario non era certamente tipo da porre censure e limitazioni ai suoi collaboratori. Venne rimosso da segretario del Comitato Regionale Veneto e sostituito dal qui presente Spartaco Marangoni.<\/div>\n<div dir=\"auto\">Poco dopo venne eletto deputato, incarico certamente ben diverso dal precedente a lui pi\u00f9 congeniale in quanto legato al territorio.<\/div>\n<div dir=\"auto\">Successivamente fu amministratore dell\u2019ACNIL (poi ACTV), della Biennale e Sovrintendente della Fenice.<\/div>\n<div dir=\"auto\">L\u2019ultimo incarico la presidenza provinciale dell\u2019ANPI e la nomina al Direttivo nazionale della stessa associazione.<\/div>\n<div dir=\"auto\">Chi era veramente Gian Mario?<\/div>\n<div dir=\"auto\">Io ebbi modo di conoscerlo nel 1975. Lavoravo all\u2019ACNIL ed egli era consigliere di amministrazione dell\u2019azienda. Quell\u2019anno mi impegnai per una iniziativa unitaria per le celebrazioni del trentennale della Liberazione. (All\u2019interno dell\u2019azienda c\u2019erano parecchi ex partigiani, anche non comunisti. Tra essi il pi\u00f9 prestigioso era Berto De Bei , condannato dal tribunale speciale fascista, commissario politico della brigata \u201cFerretto\u201d, segretario della sezione ANPI di Mestre che era in quei mesi impegnato nell\u2019organizzazione di quella che \u00e8 stata a Venezia la grande sfilata dei partigiani di tutto il Veneto di quel 25 aprile.<\/div>\n<div dir=\"auto\">Qui una parentesi. Tante volte abbiamo sentito parlare di vincitori e vinti , lasciando credere a discriminazioni verso questi. Nella mia vita di lavoro nell\u2019Azienda ho avuto a che fare con cinque direttori: ben 4 di essi avevano appartenuto a formazioni di Sal\u00f2 e questo non pes\u00f2 affatto sulla loro carriera. Berto De Bei che , ripeto, era il massimo esponente della Resistenza .and\u00f2 in pensione quale operaio di magazzino. Perci\u00f2 non parliamo di vincitori e vinti ma di chi ha combattuto per una causa giusta e chi per una causa sbagliata.<\/div>\n<div dir=\"auto\">Gian Mario partecipava attivamente ai lavori di questo comitato ed ebbi cos\u00ec modo di constatare l\u2019ascendente che aveva su tutti , non soltanto per la sua statura intellettuale e politica ma anche per il grande senso istituzionale e l\u2019eccezionale rispetto per gli avversari . Aveva profondamente introiettato , fatto propria, la lezione unitaria della Resistenza italiana. Non si stancava mai di mettere in primo piano l\u2019importanza dell\u2019unit\u00e0, dell\u2019aggancio con gli altri , di non essere autoreferenziali, di non considerare il PCI come qualcosa a se stante.<\/div>\n<div dir=\"auto\">Fino alla fine additava come decisiva per la democrazia la ricerca dell\u2019unit\u00e0 : \u201cUnit\u00e0 non solo tra le forze di sinistra ma anche con tutti i democratici.\u201d<\/div>\n<div dir=\"auto\">Dopo la sua elezione a Presidente provinciale dell\u2019ANPI ebbi con lui una maggiore frequentazione e con l\u2019 approfondimento della conoscenza un rafforzamento della mia stima. Colpiva sentirlo parlare degli ideali , con una passione che derivava da una profonda convinzione, partendo dalla storia del pensiero dai quali derivavano, esprimendo la sua grande cultura umanistica ma anche rivelando il lato poetico della sua personalit\u00e0 e soprattutto la sua grande umanit\u00e0.<\/div>\n<div dir=\"auto\">A proposito di Gian Mario poeta, che tale era veramente, vorrei leggere alcuni suoi versi che mi sono stati dati da Sua moglie, la cara Alba, che pur avendo ricevuto a breve distanza di tempo i due maggiori colpi che si possono ricevere nella vita, la perdita del marito e subito dopo quella del figlio, ha voluto essere oggi qui tra noi. Questa poesia \u00e8 stata ricordata dallo scrittore Alberto Ongaro in un bell\u2019articolo dedicato a Gian Mario, intitolato \u201cUn letterato con il carisma dell\u2019eroe\u201d pubblicato sul \u201cCorriere del Veneto\u201d del 22.5.08 che cos\u00ec la introduce : \u201c \u2026.Gianmario , consumate le qualit\u00e0 eroiche, aveva manifestato alte qualit\u00e0 letterarie che per sua scelta generosa sarebbero state sacrificate alla vita politica . Io conservo un reperto di quel suo periodo, una breve poesia che non esiste in nessun testo scritto \u201cPaese innamorato\u201d, quasi un annuncio del futuro tempo degli addii. La ricordo a memoria ed \u00e8 curioso che non l\u2019abbia mai dimenticata durante tutti questi anni.<\/div>\n<div dir=\"auto\">Eccola:<\/div>\n<div dir=\"auto\"><span style=\"color: #ffffff;\">o<\/span><\/div>\n<div dir=\"auto\" style=\"padding-left: 40px;\">Rechi sulle tue spalle fiori e prati terra amata<\/div>\n<div dir=\"auto\" style=\"padding-left: 40px;\">ove memoria aduna ampio giro di colli oltre le siepi.<\/div>\n<div dir=\"auto\" style=\"padding-left: 40px;\">Risali verdi declivi, risali declivi d\u2019autunno dove foglie e uccelli ruotano.<\/div>\n<div dir=\"auto\" style=\"padding-left: 40px;\">Alle lunari corna dei bovi pesa il carro sul sentiero<\/div>\n<div dir=\"auto\" style=\"padding-left: 40px;\">E il ramo spinge nell\u2019aria l\u2019umorosa gemma.<\/div>\n<div dir=\"auto\" style=\"padding-left: 40px;\">Addio, riposa in quiete<\/div>\n<div dir=\"auto\" style=\"padding-left: 40px;\">Riposa quieta memoria innamorata.<\/div>\n<div dir=\"auto\"><span style=\"color: #ffffff;\">o<\/span><\/div>\n<div dir=\"auto\">Era veramente un intellettuale prestato alla politica che in lui era sempre mediata dal rapporto umano : umanit\u00e0 innestata nella politica.<\/div>\n<div dir=\"auto\">Per lui l\u2019ideale non era mai qualcosa di astratto: dietro gli ideali vedeva la gente , vedeva i problemi, le sofferenze, i bisogni degli uomini. Questa politica praticata sul versante dei sentimenti lo rendeva vicino alla gente, pi\u00f9 credibile, pi\u00f9 comprensibile, pi\u00f9 convincente.<\/div>\n<div dir=\"auto\">Quando nel 2005 iniziammo le trasmissioni settimanali dell\u2019ANPI a Radio Cooperativa questa sua umanit\u00e0 emergeva in ogni suo intervento,. Gli ascoltatori ne ricavavano l\u2019impressione di un grande intellettuale ed erano quasi intimiditi dalla sua passione. lo dimostravano le telefonate in diretta (Una signora allora mi disse: \u201cDa come parla si sente che \u00e8 una persona buona\u201d).<\/div>\n<div dir=\"auto\">Noi che eravamo con lui nello studio eravamo incantati a vedere come parlava, sempre a braccio ma estremamente assorto, concentrato al massimo. Alcuni temi gli erano particolarmente cari, li toccava spesso : i problemi della pace, della libert\u00e0, della giustizia sociale, della democrazia, dell\u2019eguaglianza. Temi che trattava in modo profondo, partendo dalla storia della civilt\u00e0, dall\u2019insegnamento dei grandi filosofi e pensator. Temi toccati da punti di prospettiva alti. Veramente praticava la \u201cweltanschaung\u201d di stampo marxista, lo sforzo di innalzarsi a considerare i fenomeni a livello mondiale.<\/div>\n<div dir=\"auto\">Parlava del divenire della storia con larghezza di vedute ma anche con capacit\u00e0 di sintesi. Del nostro futuro, della compatibilit\u00e0 dello sviluppo economico con la difesa dell\u2019ambiente, dei problemi del nostro sistema sociale, della storia dei movimenti politici. In particolare ricordo la grande preoccupazione che aveva per i problemi dei giovani, del precariato, dell\u2019insicurezza del loro futuro, della loro necessit\u00e0 di avere una base economica certa per potersi creare una famiglia.<\/div>\n<div dir=\"auto\">Aggiornatissimo sulla politica corrente lasciavamo a lui le risposte ai quesiti degli ascoltatori sui temi di attualit\u00e0. Replicava sempre con il massimo rispetto per tutti anche quando qualche avversario non se lo meritava. Ed accanto alla profondit\u00e0 dei suoi discorsi la capacit\u00e0 di ascoltare, tutti, sempre, con estrema, concentrata, intensa attenzione. Il suo grande rispetto per gli altri lo si ritrovava in un concetto che ripeteva spesso: \u201c In ogni modo di pensare c\u2019\u00e8 della verit\u00e0.\u201d.<\/div>\n<div dir=\"auto\">Purtroppo Gian Mario ha lasciato poco di scritto. Di lui conservo, tra le cose care , le sue risposte ad una lunga intervista di Nello Ajello del 2006, intitolata \u201cCultura, politica, classe operaia\u201d, leggiamone un passo:<\/div>\n<div dir=\"auto\">\u201c\u2026 Questa \u00e8 cultura: larghezza di orizzonti, apertura mentale, capacit\u00e0 di precisa analisi, intelligenza della realt\u00e0. Cultura non \u00e8 tanto la quantit\u00e0 delle nozioni acquisite una volta per sempre ma \u00e8 la qualit\u00e0 delle relazioni che sai stabilire tre gli avvenimenti. Non \u00e8 un \u201cbagaglio aggiunto. E\u2019 capacit\u00e0 di cogliere i nessi tra le \u201ccose\u201d. \u00c8 intelligenza nel capire, acutezza nel comprendere, che pu\u00f2 essere anche in chi non ha sgobbato sui libri. Cultura \u00e8 e deve essere qualcosa di vivente, in continuo divenire in ciascuno di noi. Cultura \u00e8 ricerca della verit\u00e0, \u00e8 rispetto di chi la pensa diversamente. Concepire la diversit\u00e0 come un valore. Una tale cultura \u00e8 importante per chi fa politica. Altrimenti la politica \u2013 come \u00e8 oggi per molti \u201cpoliticanti\u201d al centro ed in provincia \u2013 decade in una pratica volgare e furba o diventa presunzione, conformismo\u2026..!\u201d<\/div>\n<div dir=\"auto\">Sono una trentina di pagine, oltre che rivelatrici della personalit\u00e0 di Gian Mario e del suo senso religioso della politica, importanti poich\u00e9 rappresentano una sintetica ed appassionata, critica e autocritica, rivisitazione della storia del PCI veneziano, veneto e nazionale e notevole per le riflessioni sul futuro della sinistra in Italia, Un testo che meriterebbe una ampia diffusione.<\/div>\n<div dir=\"auto\">Il tema della valutazione critica della storia del movimento operaio del novecento e delle prospettive dell\u2019espansione futura della democrazia \u00e8 stato preminente nell\u2019ultima fase della sua vita, peraltro rallegrata dalla grande vittoria al referendum per la difesa della nostra Costituzione, vittoria che lo aveva visto impegnato al massimo.<\/div>\n<div dir=\"auto\">Una rivisitazione della storia dei movimenti socialisti e comunisti del mondo, dello stalinismo, dell\u2019Armata Rossa che stronca la potenza della Wehmacht , il prezzo pagato dall\u2019Unione Sovietica per questa vittoria, la guerra fredda, la fine del \u201csocialismo reale\u201d, la fine del PCI il partito che pi\u00f9 di tutti aveva operato per la rinascita ed il rafforzamento della democrazia in Italia. Tutto con riflessioni e considerazioni profonde ed originali.<\/div>\n<div dir=\"auto\">Importanti le sue considerazioni sulla Chiesa sul suo grande peso ed influenza nella societ\u00e0 italiana. E\u2019 da ricordare in proposito il suo intervento sul \u201cGazzettino\u201d del 5.2.08 in merito alla polemica sul mancato intervento di papa Ratzinger all\u2019inaugurazione dell\u2019anno accademico dell\u2019Univerit\u00e0 di Roma. Un articolo di altissimo livello nel quale dimostrava come la Chiesa non pu\u00f2 far credere di essere discriminata o perseguitata in Italia.<\/div>\n<div dir=\"auto\">Come detto, guardava avanti, alle doverose e possibili correzioni di rotta che si prospettano alle forze che vogliono costruire un mondo migliore , alle quali intendeva lasciare un insegnamento, un messaggio. Ascoltiamo come concludeva un trasmissione sulla storia del partito comunista :<\/div>\n<div dir=\"auto\">\u201cMai pi\u00f9 partito unico , mai pi\u00f9 polizia di partito che prevalga sugli organi dello stato, mai pi\u00f9 un solo partito che comandi ! Assoluta indipendenza della Magistratura.<\/div>\n<div dir=\"auto\">Mai pi\u00f9 una ideologia imposta, nera, rossa o bianca, una ideologia imposta per tutti. Mai pi\u00f9 bavaglio sulla stampa. Indipendenza degli organi di comunicazione.\u201d<\/div>\n<div dir=\"auto\">Perci\u00f2 una persona che aveva fatto i conti fino in fondo, con il passato, con gli errori di un sistema. Ma accanto a questo la difesa di una storia, l\u2019esaltazione del lavoro e del sacrificio di generazioni di militanti, della funzione complessiva del PCI. La fedelt\u00e0 a quella storia.<\/div>\n<div dir=\"auto\">E qui una riflessione del grande intellettuale Claudio Magris su cosa dobbiamo salvare di quella esperienza:<\/div>\n<div dir=\"auto\">\u201cAnzitutto la qualit\u00e0 morale straordinaria di tantissime persone che hanno lottato, con sacrifici inenarrabili in nome del comunismo. Hanno realizzato un valore e dato un esempio che andrebbe raccolto anche da chi non \u00e8 d\u2019accordo con quegli obiettivi politici. Le risposte date dal comunismo in Europa sono fallite, ma le domande che esso ha posto con forza restano ineludibili e ad esse bisogner\u00e0 ancora tornare. La febbre di distruggere ogni aspetto del passato del comunismo, di negare qualsiasi significato alla sua esperienza mi sembra insensata.\u201d<\/div>\n<div dir=\"auto\">Quando sentiremo il presidente del consiglio Berlusconi, straparlare, come spesso fa , contro i comunisti italiani, lui che non \u00e8 degno neppure di nominarli. ricorderemo appunto la figura limpida, pulita , onesta di Gian Mario Vianello questo grande intellettuale, questo dirigente del PCI, ed accanto a lui quelle di tanti cari vecchi valorosi onesti compagni di base.<\/div>\n<div dir=\"auto\">Un ultima notazione su un aspetto di Gian Mario che me lo rendeva caro, che mi commuoveva : era l\u2019ultimo compagno che mi salutava col pugno.<\/div>\n<div dir=\"auto\"><span style=\"color: #ffffff;\">o<\/span><\/div>\n<\/div>\n<div dir=\"auto\" style=\"text-align: right;\"><strong>Mario Bonifacio<\/strong>, ANPI &#8220;Erminio Ferretto&#8221; di Mestre<\/div>\n<div dir=\"auto\"><span style=\"color: #ffffff;\">o<\/span><\/div>\n<\/div>\n<div dir=\"auto\">\n<div dir=\"auto\"><i>*<\/i>Iniziativa dell\u2019 \u201c Associazione culturale Armando Pizzinato\u201d<\/div>\n<div dir=\"auto\">\u00a0 VITE E VOLTI DELLA VENEZIA DI IERI<\/div>\n<div dir=\"auto\">\u00a0 Domenica 20 Sett. 2009 Centro Culturale Candiani Mestre<\/div>\n<\/div>\n<div dir=\"auto\"><span style=\"color: #ffffff;\">o<\/span><\/div>\n<div dir=\"auto\"><span style=\"color: #ffffff;\">o<\/span><\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Oggi ricorrono 98 anni dalla nascita di Gianmario Vianello, partigiano, politico e poeta. 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