{"id":3602,"date":"2024-01-27T13:18:43","date_gmt":"2024-01-27T12:18:43","guid":{"rendered":"https:\/\/www.anpive.org\/wordpress\/?p=3602"},"modified":"2024-01-30T13:31:22","modified_gmt":"2024-01-30T12:31:22","slug":"per-il-giorno-della-memoria-2024-di-lia-finzi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.anpive.org\/wordpress\/2024\/01\/27\/per-il-giorno-della-memoria-2024-di-lia-finzi\/","title":{"rendered":"Per il Giorno della Memoria 2024 di Lia Finzi"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: left;\" align=\"CENTER\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\" wp-image-3603 alignright\" src=\"https:\/\/www.anpive.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/Siamo-ancora-vive.jpg\" alt=\"\" width=\"397\" height=\"562\" srcset=\"https:\/\/www.anpive.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/Siamo-ancora-vive.jpg 509w, https:\/\/www.anpive.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/Siamo-ancora-vive-212x300.jpg 212w\" sizes=\"(max-width: 397px) 100vw, 397px\" \/>Pubblichiamo di seguito l&#8217;intervento introduttivo di Lia Finzi, Presidente emerita della nostra Sezione, in occasione della lettura teatrale &#8220;Siamo ancora vive!&#8221; di Ottavia Piccolo, uno dei contributi della sezione ANPI &#8220;Sette Martiri&#8221; insieme a <a class=\"x1i10hfl xjbqb8w x6umtig x1b1mbwd xaqea5y xav7gou x9f619 x1ypdohk xt0psk2 xe8uvvx xdj266r x11i5rnm xat24cr x1mh8g0r xexx8yu x4uap5 x18d9i69 xkhd6sd x16tdsg8 x1hl2dhg xggy1nq x1a2a7pz xt0b8zv x1fey0fg xo1l8bm\" tabindex=\"0\" role=\"link\" href=\"https:\/\/www.facebook.com\/rEsistenzeVeneto?__cft__[0]=AZUVX9-tzRpconLaugBFWZIqOEMYet_T8irXcDOUYFrEo82eCwwaQpXDSwd1RSiw4yFLjhaXW8L1zMg8pLzaOf20VABKX-9FV7s5bhZjsRCY1Np-5k8fiFRrPBNac8XI-2VVLsP7GKQTaS7ECbstZ-_MvFEknv6VMZZEcbDifF4SL33dDsSj_soWNMkBi7DnOMtgFGgXn2rggbBimOjqV3VH&amp;__tn__=-]K-y-R\"><span class=\"xt0psk2\">Resistenze-<\/span><\/a> per il Giorno della Memoria 2024, tenutasi gioved\u00ec 18 gennaio alle 17.00 nello Spazio <a class=\"x1i10hfl xjbqb8w x6umtig x1b1mbwd xaqea5y xav7gou x9f619 x1ypdohk xt0psk2 xe8uvvx xdj266r x11i5rnm xat24cr x1mh8g0r xexx8yu x4uap5 x18d9i69 xkhd6sd x16tdsg8 x1hl2dhg xggy1nq x1a2a7pz xt0b8zv x1fey0fg xo1l8bm\" tabindex=\"0\" role=\"link\" href=\"https:\/\/www.facebook.com\/emergencysedevenezia?__cft__[0]=AZUVX9-tzRpconLaugBFWZIqOEMYet_T8irXcDOUYFrEo82eCwwaQpXDSwd1RSiw4yFLjhaXW8L1zMg8pLzaOf20VABKX-9FV7s5bhZjsRCY1Np-5k8fiFRrPBNac8XI-2VVLsP7GKQTaS7ECbstZ-_MvFEknv6VMZZEcbDifF4SL33dDsSj_soWNMkBi7DnOMtgFGgXn2rggbBimOjqV3VH&amp;__tn__=-]K-y-R\"><span class=\"xt0psk2\">Emergency<\/span><\/a> alla Giudecca.<br \/>\nDi seguito un breve video di parte dell&#8217;intervento.<\/p>\n<p align=\"CENTER\"><span style=\"font-size: large;\"><b>Memoria 2024<\/b><\/span><\/p>\n<p align=\"CENTER\">Lia Finzi<\/p>\n<p>Dopo lo shock del 7 ottobre e la rabbia di Israele, la guerra continua. E siamo nella Giornata della Memoria: di fronte all\u2019annientamento di 6 milioni di Ebrei, di Zingari (Sinti e Rom), di Testimoni di Geova, di handicappati, di omosessuali, di politici. Da ricordare tutti quelli considerati diversi e per ci\u00f2 annientati.<\/p>\n<p>Il grande scrittore israeliano Abraham Yehoshua ha affermato: \u201c\u00e8 difficile la rappresentazione etica dello sterminio, \u00e8 un\u2019esperienza estrema a cui non si pu\u00f2 aggiungere nulla; difficile \u00e8 anche trovare la forma adatta per raccontare lo strazio delle vittime, ma Peter Weiss (1916-1982) scrittore e drammaturgo tedesco, ha trasformato quello strazio in un poema \u201cL\u2019istruttoria\u201d recitato in tutto il mondo.\u201d<\/p>\n<p>L\u2019opera \u201cL\u2019istruttoria\u201d \u00e8 basata sulle parole pronunciate nell\u2019aula di Francoforte durante il processo contro un gruppo di SS di Auschwitz, svoltosi dal 1963 al 1965. Parole dure, essenziali, cariche di forza indignata e dolorosa, che potrebbe essere recitata ancor oggi, cos\u00ec come oggi qui vengono lette le parole dell\u2019esperienza tragica nei campi di sterminio di un\u2019ebrea veneziana, una degli otto ebrei deportati e sopravvissuti, su 248 deportati da Venezia. Una tra i \u201csommersi e salvati\u201d di questa citt\u00e0.<\/p>\n<p>Primo Levi nel libro \u201cI sommersi e salvati\u201d (1986) scrisse parole chiare sulle testimonianze: \u201cAl di l\u00e0 della piet\u00e0 e dell\u2019indignazione che suscitano vanno lette con occhio critico. Per una conoscenza dei lager, i lager stessi non erano sempre un buon osservatorio. Poteva accadere che i prigionieri non sapessero neppure in quale punto d\u2019Europa si trovasse il lager in cui stavano\u201d.<\/p>\n<p>Cos\u00ec pu\u00f2 succedere oggi \u201cosservando\u201d il conflitto: di fronte all\u2019accusa a Israele per genocidio leggiamo che l\u2019osservatorio del CDEC documenta una nuova ondata di rancore contro gli Ebrei, un antisemitismo diffuso.<\/p>\n<p>L\u2019atto d\u2019accusa portato all\u2019AIA contro Israele apre, nel tentativo di tutelare la popolazione Palestinese di Gaza, il pericolo di disconoscere che la risposta israeliana all\u2019aggressione partita da Hamas ne \u00e8 la conseguenza. Ritorcendo la realt\u00e0 in antisemitismo presente in tutto il mondo.<\/p>\n<p>\u00c8 un sentimento che scorre nelle societ\u00e0 dalla Guerra dei Sei Giorni del 1967 alla strage di Sabra e Chatila del 1982 e che evita di fare delle analisi corrette sugli errori commessi.<\/p>\n<p>A Milano, vicino alla Stazione Centrale, accanto al Binario 21 dal quale i nazisti e i fascisti caricavano le vittime nei vagoni piombati diretti ai lager, vi \u00e8 sul muro del Memoriale della Sho\u00e0 una grande scritta: INDIFFERENZA, parola voluta, prevalentemente, dalla senatrice Liliana Segre.<\/p>\n<p>Certo non si pu\u00f2 e non si deve essere indifferenti di fronte agli ostaggi ebrei predati, uccisi, stuprati da Hamas e alle tante vittime palestinesi di Gaza, ma \u201cNon potr\u00e0 mai esserci sicurezza, per i palestinesi, per gli israeliani, per nessuno di noi, senza uguaglianza, diritti e libert\u00e0\u201d cos\u00ec afferma l\u2019appello di Emergency, Mediterranea, Laboratorio Ebraico Antinazista e Assopace Palestina. Appello al quale ha aderito anche l\u2019ANPI.<\/p>\n<p>Di sicuro l\u2019appello esprime una sensibilit\u00e0 culturale pacifista e non violenta, in lotta contro nazionalismo, razzismo e antisemitismo, nella convinzione che: \u201cla logica binaria, da una parte o dall\u2019altra, \u00e8 la trappola a cui \u00e8 necessario sottrarsi in questo momento\u201d. Cos\u00ec conclude l\u2019appello condiviso anche dall\u2019ANPI.<\/p>\n<p>Io sono certamente, vista l\u2019et\u00e0, una degli ultimi bambini e ragazzi cacciati dalle leggi fasciste, razziste, antiebraiche del 1938, dalla scuola pubblica. La storia parte da l\u00ec: la disoccupazione degli adulti, le offese, la fuga, le deportazioni, la guerra, le paure, il triste ritorno per i sopravvissuti.<\/p>\n<p>Si leggeranno brani del libro \u201cSiamo ancora vive\u201d di Amalia Navarro, grazie a Ottavia Piccolo e a Sandra Mangini. Storia di due sopravvissute dai campi di sterminio, due tra gli otto di Venezia ritornati.<\/p>\n<p>Il mio impegno pi\u00f9 importante negli anni del dopo Resistenza fino a oggi fu quello di andare nelle scuole a raccontare ai giovani la Storia. Far\u00f2 un esempio per ricordare i tanti incontri (dalle elementari, alle medie, ai licei): un anno l\u2019ANPI organizz\u00f2 con il Liceo Classico Franchetti di Mestre la visita al campo di Auschwitz. Due pullman da Mestre a Krak\u00f3w, in uno l\u2019amico e compagno Mario Bonifacio, nell\u2019altro io, come accompagnatori narranti in preparazione della visita. I ragazzi attenti e disciplinati facevano domande. Krak\u00f3w \u00e8 una citt\u00e0 interessante: il vecchio ghetto, l\u2019Universit\u00e0, il Museo, la Dama con l\u2019Ermellino di Leonardo da Vinci e altro\u2026 Poi l\u2019arrivo ad Auschwitz. Non vi racconter\u00f2 tutto quello che abbiamo visitato, le baracche, i resti dei forni crematori, i luoghi di \u201clavoro\u201d\u2026 Ma colp\u00ec i ragazzi in particolare la visita dei padiglioni di raccolta dei resti dei deportati: montagne di capelli, di occhiali, di gavette, di valige vuote e di scarpe. Tra queste c\u2019erano anche molte paia di scarpette da bambino. E per questo voglio leggervi la poesia di Joyce Lussu: \u201cUn paio di scarpette rosse\u201d.<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 un paio di scarpette rosse<\/p>\n<p>numero ventiquattro<\/p>\n<p>quasi nuove<\/p>\n<p>sulla suola interna si vede ancora la marca di fabbrica<\/p>\n<p>\u201cSchulze Monaco\u201d<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 un paio di scarpette rosse<\/p>\n<p>in cima a un mucchio di scarpette infantili<\/p>\n<p>a Buchenwald<\/p>\n<p>erano di un bambino di tre anni e mezzo<\/p>\n<p>chiss\u00e0 di che colore erano gli occhi<\/p>\n<p>bruciati nei forni<\/p>\n<p>Ma il suo pianto lo possiamo immaginare<\/p>\n<p>si sa come piangono i bambini<\/p>\n<p>anche i suoi piedini li possiamo immaginare<\/p>\n<p>Scarpe numero ventiquattro<\/p>\n<p>per l\u2019eternit\u00e0<\/p>\n<p>perch\u00e9 i piedini dei bambini morti non crescono<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 un paio di scarpette rosse<\/p>\n<p>a Buchenwald<\/p>\n<p>quasi nuove<\/p>\n<p>perch\u00e9 i piedini dei bambini morti<\/p>\n<p>non consumano le suole.<\/p>\n<p>Le classi terze del Liceo Classico Franchetti di Mestre, nel viaggio di ritorno non fecero domande sulla visita ad Auschwitz: si erano gi\u00e0 commossi sul posto e penso che non lo dimenticheranno mai pi\u00f9 quel viaggio. Certamente oggi non saranno indifferenti.<\/p>\n<p>Per concludere, condivido le parole di Liliana Segre dette durante una intervista. \u201cI giovani devono conoscere ci\u00f2 che \u00e8 realmente accaduto: \u00e8 l\u2019unico modo per porre un argine alla violenza presente e futura. Avverto questa urgenza da senatrice, ma anche da nonna\u201d.<\/p>\n<p>\u00c8 questo anche il mio intento e il mio impegno per il futuro (che mi resta).<\/p>\n<p><strong>Lia Finzi<\/strong><\/p>\n<div style=\"width: 480px;\" class=\"wp-video\"><!--[if lt IE 9]><script>document.createElement('video');<\/script><![endif]-->\n<video class=\"wp-video-shortcode\" id=\"video-3602-1\" width=\"480\" height=\"864\" preload=\"metadata\" controls=\"controls\"><source type=\"video\/mp4\" src=\"https:\/\/www.anpive.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/WhatsApp-Video-2024-01-18-at-18.22.30.mp4?_=1\" \/><a href=\"https:\/\/www.anpive.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/WhatsApp-Video-2024-01-18-at-18.22.30.mp4\">https:\/\/www.anpive.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/WhatsApp-Video-2024-01-18-at-18.22.30.mp4<\/a><\/video><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Pubblichiamo di seguito l&#8217;intervento introduttivo di Lia Finzi, Presidente emerita della nostra Sezione, in occasione della lettura teatrale &#8220;Siamo ancora vive!&#8221; di Ottavia Piccolo, uno dei contributi della sezione ANPI &#8220;Sette Martiri&#8221; insieme a Resistenze- per il Giorno della Memoria 2024, tenutasi gioved\u00ec 18 gennaio alle 17.00 nello Spazio Emergency alla Giudecca. 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