{"id":56,"date":"2011-03-27T13:44:53","date_gmt":"2011-03-27T11:44:53","guid":{"rendered":"http:\/\/www.anpive.org\/wordpress\/?p=56"},"modified":"2015-05-13T12:01:37","modified_gmt":"2015-05-13T10:01:37","slug":"garbin","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.anpive.org\/wordpress\/2011\/03\/27\/garbin\/","title":{"rendered":"Sandro Gallo &#8220;Garbin&#8221;"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: left;\"><strong><span style=\"font-size: x-small;\"><span style=\"font-family: times new roman,times;\"><span style=\"font-size: medium;\">Sandro Gallo &#8220;Garbin&#8221;<\/span><\/span><\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><a href=\"http:\/\/www.anpive.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2011\/03\/garbin-f.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-full wp-image-479\" src=\"http:\/\/www.anpive.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2011\/03\/garbin-f.jpg\" alt=\"garbin f\" width=\"280\" height=\"300\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Nato a Venezia il 30 maggio 1914, qui frequenta il Liceo classico Marco Foscarini. E\u2019 proprio negli anni del liceo che matura l&#8217;avversione politica al fascismo, anche se al momento \u00e8 limitata al piano teorico. Come tanti giovani di allora, \u00e8 accanito lettore della grande letteratura russa e francese.<br \/>\nFra il 1936 e il 1938 porta a maturazione la sua critica al regime dittatoriale ed entra in relazione con i gruppi antifascisti veneziani, soprattutto intellettuali. Sono di allora le frequentazioni con i socialisti Giavi, Lombroso, Lo Prieno, Sullam, con l&#8217;azionista Zanon Dal Bo, con i comunisti Enrico Longobardi, Cal\u00f2, Maestro e tanti altri. Il loro luogo di incontro serale \u00e8 ai tavoli del caff\u00e8 \u00abPiccolo Lavena\u00bb. Sono, questi, gli anni del passaggio dalla cultura idealistica e illuministica a quella del materialismo storico: \u00e8 proprio in questo passaggio che matura in Sandro la decisione &#8211; nel &#8217;37 &#8211; di aderire al Pci.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Dopo la laurea in legge, nel 1936 si iscrive a filosofia, sempre a Padova. Patrocina da avvocato qualche piccola causa ma poi sceglie l&#8217;insegnamento: prima all&#8217;Istituto professionale di Pieve di Cadore e poi al Liceo scientifico G. B. Benedetti di Venezia, dove educa all&#8217;amore per la libert\u00e0 i suoi studenti.<br \/>\nCos\u00ec Ivone \u201cCesco\u201d Chinello ricorda il Gallo professore: \u201cIncontro Gallo, a 15 anni \u2013 nell&#8217;autunno del 1940 \u2013 come professore di storia e filosofia nel primo anno di liceo scientifico, al Benedetti di Venezia. \u00c8 anche il primo anno di guerra: a parte quelle in famiglia di solo mugugno, da lui sento le prime sconvolgenti parole di aperto e dichiarato antifascismo ed anche in tono irato. Era successo che gli studenti veneziani, come quelli di tutta Italia, avevano partecipato, durante le ore di scuola, a quelle che allora si chiamavano \u00abdimostrazioni\u00bb, per calli e campi, a favore della guerra e del regime ed anch&#8217;io vi avevo aderito. Tornati in classe, l&#8217;ultima ora, arrabbiatissimo, Gallo ci apostrofa aspramente \u2013 letteralmente: \u00abVoi giovani impacchettati di civilt\u00e0 moderna di re imperatori e di duci, fate le dimostrazioni per la guerra e io vi frego\u00bb \u2013 e ci interroga e, appunto, distribuisce tre e quattro a tutto spiano. Anch&#8217;io ho avuto il mio quattro in storia. Una lezione di vita: il brutto voto \u00e8 un bisogno di protesta e di reazione concreta del professore antifascista e insieme una forzatura pedagogica per noi studenti. \u00c8 infatti per merito di Gallo e di molti altri professori che il Benedetti diventer\u00e0 un vero e proprio centro di iniziativa antifascista. Quando sono arrestato dalla Gnr, nell&#8217;aprile del 1944, salvo uno, tutta la mia classe \u00e8 dichiaratamente antifascista: ai primi di ottobre 1943 avevamo persino organizzato una \u00abdimostrazione\u00bb \u2013 questa volta contro i tedeschi occupanti \u2013 in campo S.ta Giustina nella quale eravamo riusciti a coinvolgere gran parte delle classi.\u201d<br \/>\nNel &#8217;41 collabora attivamente alla ricostituzione dell&#8217;organizzazione comunista veneziana, diffondendo clandestinamente volantini e l&#8217;Unit\u00e0. Il 2 gennaio del &#8217;42 viene arrestato, insieme ai compagni Maestro e Sullam. Sono prima tradotti al carcere di Regina Coeli a Roma e poi deferiti alla Commissione provinciale presieduta dal Prefetto di Venezia che, il 27 febbraio 1942, li condanna a due anni di confino per \u00abscritte contro il regime e il capo del governo\u00bb. Gallo \u00e8 \u00abdestinato\u00bb ad Avezzano. In agosto per\u00f2 Gallo ed altri sono arrestati \u00abdall&#8217;O.V.R.A.-IV^ Zona\u00bb, ad Avezzano, perch\u00e9 avevano trovato modo, bench\u00e9 molti di essi si trovassero nelle condizioni di confinati od internati, di ascoltare radiocomunicazioni nemiche, in base alle quali svolgevano poi opera disfattista ed antifascista. Cos\u00ec Gallo ritorna a Regina Coeli per essere successivamente, con altri, inviato in quanto confinato, \u00abin colonia\u00bb a Tremiti. Qui prende contatti organici con l&#8217;organizzazione del Pci e quasi sicuramente fa conoscenza \u2013 pure l\u00ec confinato \u2013 con Omobono Tominez, futuro membro del Triunvirato insurrezionale Veneto (col nome di Antonio), con il quale avr\u00e0 stretti rapporti durante la lotta di liberazione.<br \/>\nViene \u201cliberato dal confino per fine periodo\u201d il 1 gennaio 1943, ammalato di pleurite. Tornato a Venezia riprende subito l&#8217;attivit\u00e0 cospirativa ed \u00e8 uno dei fondatori del \u2018Comitato di Unione antifascista\u2019 progenitore diretto del Cln. Fra marzo e aprile va in Cadore per riprendere le forze: \u00e8 ospite di fraterni amici di S. Vito di Cadore ai quali si lega molto, specie col patriarca della famiglia Angelo Uzi\u00e9l.<br \/>\nL&#8217;8 settembre lo trova ancora a Venezia: subito, su decisione del Pci, torna in Cadore per organizzare la resistenza armata. Sar\u00e0 il fondatore, l&#8217;organizzatore e il comandante della Brigata \u201cP. F. Calvi\u201d, inquadrata nella Divisione Garibaldi \u201cNino Nannetti\u201d, la quale operer\u00e0 in tutta la regione del Cadore, sulla destra Piave, da Selva a Vigo, Pieve, Cortina, Laggio, Auronzo, S. Stefano su per il passo Monte Croce Comelico, in Val Pusteria, sino a Brunico, con l&#8217;appoggio molto favorevole della popolazione. Il suo nome di battaglia \u00e8 Garbin.<br \/>\nE&#8217; l&#8217;organizzatore militare del Cadore per conto del Cln di Belluno, rappresentante del Pci nell&#8217;Esecutivo militare provinciale ed anche, per un certo periodo, responsabile del Pci per il Cadore. Tra la fine di luglio e i primi di settembre \u00e8 nominato comandante della divisione Nannetti.<br \/>\nIl 20 settembre, a Lozzo di Cadore, una pattuglia di 4 garibaldini guidata dal comandante Garbin, attacca a colpi di bombe a mano 3 autocarri tedeschi carichi di gendarmi. In seguito alla violenta reazione di armi automatiche avversarie 3 partigiani, fra cui il comandante Garbin, restano uccisi.<br \/>\nArturo Fornasier \u201cVolpe\u201d, unico dei compagni a salvarsi in quest\u2019ultima azione di Garbin, in un suo libro di memorie ricorda come in montagna, all\u2019inizio della Resistenza, incontra e riconosce il suo professore: \u00ab\u201cVolpe\u201d \u00e8 un cadorino che \u2013 fatta la guerra come alpino, tornato a casa dopo l&#8217;8 settembre \u2013 va in montagna e si imbatte al rifugio Titta Barba in un gruppo armato a cui si aggrega, all&#8217;inizio partecipando con il lavoro in cucina e la guardia. Appunto, una mattina \u00e8 di guardia \u00absul costone che si affaccia sull&#8217;orrido della valle d&#8217;Anfella\u00bb e, senza che se ne accorga,giunge Gallo che gli si siede accanto: \u00absolo disarmato, calzoni e maglione da alpinista, robusto nel corpo, dal volto severo e occhi indagatori\u00bb. Subito lo riconosce come il suo \u00absevero insegnante di italiano e di cultura militare\u00bb alla scuola professionale di Pieve. Parlano a lungo: le parole di Gallo sono \u00abpiane e semplici\u00bb per cui \u00abrimasi con lui, con il nome di battaglia \u2018Volpe\u2018 e lo vidi morire\u00bb. Aggiunge: \u00abci vollero la montagna e il dialogare con Garbin per farmi comprendere da quale parte doveva stare la mia generazione\u00bb.<br \/>\nNel dopoguerra, gli sar\u00e0 conferita la medaglia d&#8217;argento al valor militare alla memoria, mentre l\u2019Universit\u00e0 di Padova gli conceder\u00e0 la seconda laurea honoris causa: \u201cIn nome della legge \/ noi prof. Egidio Meneghetti \/ Rettore dell\u2019Universit\u00e0 di Padova \/ veduto \/ il Decreto L. L. 7 settembre 1944 n. 236 \/ volendo onorare la memoria di \/ Dr. Alessandro Gallo \/ figlio di Mario \/ nato a Venezia il 30 maggio 1914 \/ studente in questa Universit\u00e0 \/ lo abbiamo proclamato \/ Dottore \/ in Filosofia \/ Dato a Padova \/ add\u00ec 11 giugno dell\u2019anno MCMXLVII \/ Il Rettore\u201d.<\/p>\n<p>STATO DI SERVIZIO DI GALLO ALESSANDRO \u201cGARBIN \u201c<\/p>\n<p>rilasciato dal Comando della Brigata \u201cCalvi\u201d da Pieve di Cadore il 21-7-1945.<br \/>\n\u00abLa Brigata Calvi dichiara che il Dott. Gallo Alessandro (Garbin) fu l\u2019organizzatore militare del Cadore e l\u2019animatore della lotta antinazista dal novembre 1943\u00bb.<br \/>\n\u00abFondatore e primo Comandante della Brigata Calvi, esempio di assoluta dedizione all\u2019ideale patriottico e di costante eroismo nelle azioni pi\u00f9 audaci e pi\u00f9 efficaci, sempre personalmente condotte. (si trascrivono i brani che interessano l\u2019attivit\u00e0 svolta dalComandante Garbin, rilevati dalle relazioni inviate nell\u2019estate \u201944 dalla Brigata Calvi alla Divisione Nannetti)\u00bb.<br \/>\n\u00ab1 Giugno 1944. \u2013 Con una azione militare e politica che ebbe larga ripercussione nella zona, venivano fermate dai patrioti, al comando del compagno Garbin, due corriere che portavano i giovani della classe del 25 a Belluno provenienti dal Comelico. Undici di questi uomini si univano volontariamente ai partigiani, agli altri veniva data facolt\u00e0 di portarsi al loro paese o di presentarsi\u00bb.<br \/>\n\u00ab10 giugno 1944. \u2013 D\u2019accordo con il C.L.N. una squadra del distaccamento, comandata dal compagno Garbin, presenziava ad un comizio di 200 giovani in Auronzo in occasione della chiama delle 15 classi per il 12 del mese, dimostrando al popolo la connessione della lotta partigiana e politica. In serata i partigiani, scesi in paese per una dimostrazione di forza, disarmavano il presidio dei carabinieri e requisivano un camion\u00bb.<br \/>\n\u00ab27 luglio 1944. \u2013 19 garibaldini del distaccamento Bepi Striss al comando del compagno Garbin, con una marcia notturna di parecchie ore, si portava in territorio nemico in localit\u00e0 Dogana Vecchia, assalendo all\u2019alba il Posto di blocco dei gendarmi, bruciando la caserma, interrompendo le linee telefoniche. Divelgono inoltre la sbarra, presunto ed arbitrario confine d\u2019Italia. Da parte nemica sono risultate le seguenti perdite: 2 morti e 3 feriti. Da parte nostra nessuna perdita\u00bb.<br \/>\n\u00ab28 luglio 1944. \u2013 I 19 garibaldini del distaccamento Bepi Striss, sempre al comando del compagno Garbin, interrompono nuovamente in pi\u00f9 punti le linee telefoniche\u00bb.<\/p>\n<p>\u00ab4 settembre. \u2013 Il battaglione Bepi Striss, al comando del compagno Garbin, riesce ad interrompere le comunicazioni stradali e ferroviarie in localit\u00e0 \u201cla Cavallera\u201d fra Perarolo e Tai, per una larghezza di circa 30 metri. Il ripristino della linea ferroviaria richieder\u00e0 tre mesi di lavoro, mentre quello della rotabile \u00e8 avvenuto dopo venti giorni mediante gittamento di una passerella in ferro da parte dei tedeschi\u00bb.<br \/>\n\u00ab8 settembre. \u2013 Una pattuglia al comando del compagno Garbin interrompe le comunicazioni ferroviarie e stradali sul rio Rugnan. Nella stessa giornata la stessa pattuglia, comandata sempre dal compagno Garbin, attacca due sottufficiali tedeschi e 5 repubblicani che tentavano di passare l\u2019interruzione di Rugnan: 1 sottufficiale morto, l\u2019altro ferito e 5 repubblicani prigionieri. Da parte nostra nessuna perdita\u00bb.<\/p>\n<p>\u00ab9 settembre. \u2013 Una pattuglia del Btg. Striss, comandata dal compagno Garbin interrompe, con il brillamento di un ponte, la strada di Cibiana\u00bb.<\/p>\n<p>\u00ab15 settembre. \u2013 Una pattuglia di 3 uomini al comando del compagno Garbin attacca militari tedeschi e repubblicani intenti a procedere al ritiro del materiale telefonico tra Pieve di Cadore e Calalzo, ferendo gravemente un maresciallo tedesco e catturando 8 repubblicani con tutto il loro armamento\u00bb.<br \/>\n\u00ab20 settembre. \u2013 Una pattuglia di 4 garibaldini, comandata dal compagno Garbin attacca a colpi di bomba a mano tre autocarri tedeschi carichi di gendarmi. In seguito alla violenta reazione di armi automatiche avversarie 3 compagni, fra cui il comandante Garbin, restano uccisi\u00bb.<\/p>\n<p>\u00abTutti i garibaldini della Brigata \u00abCalvi\u00bb lo ricordano con fierezza ed orgoglio e guardano a Lui come luminoso esempio di Vero Italiano\u00bb.<\/p>\n<p>Il Commissario\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 IL Comandante<br \/>\nf.to Volpe\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 f.to Aldo<\/p>\n<p>Giovanna Zangrandi \u201cAnna\u201d, staffetta e combattente della Brigata \u201cP. F. Calvi\u201d, un anno dopo nel periodico Nuovo Cadore cos\u00ec scriveva dell\u2019ultima missione di Garbin:<br \/>\n\u00abIn quella tragica mattina era appostato con quattro compagni in posizione strategicamente sicurissima sopra il paese di Lozzo. Cantare di mitraglia dalle alture di Lorenzago avvis\u00f2 Garbin che si era col\u00e0 attaccato battaglia e subito divis\u00f2 con i suoi pochissimi, di impedire il passaggio ai tedeschi di rinforzo. Poi guard\u00f2 le case di Lozzo sottostanti e disse pensoso ai compagni: &#8211; No, attaccare qui, pu\u00f2 significare di far bruciare il paese. \u2013 E si spost\u00f2 in posizione scoperta. Alla curva tristemente nota comparve un autocarro carico di tedeschi, lo attacc\u00f2 con bombe a mano. Ne sopraggiunsero altri due.\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Garbin e i due compagni Lilli e Mingi caddero sotto i colpi di mitraglia.\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Accorsi al cimitero di Lozzo: ti ritrovammo Garbin tra i due fidi tuoi; ti ritrovammo cos\u00ec, con la bocca piena di sangue e gli occhi aperti e sereni che guardavano ancora lontano come quando ti incontravamo vivo per le valli e per le crode. Oltre la vita di oggi guardavano i tuoi occhi ancora, a quell\u2019altra vita che tu avevi sognato per il nostro popolo. E allora dalle tue labbra piene di sangue sentimmo uscire le parole che ci avevi detto un giorno sulle montagne: \u201c\u2026 un popolo libero\u2026 dignit\u00e0 di lavoro\u2026 uguaglianza e giustizia devono ritornare all\u2019Italia e al mondo intero\u2026 \u201d. Poi camminasti ancora con noi nelle nostre silenziose marce sotto le stelle e dall\u2019ombra ritornavano le tue parole ed erano vive. Viva \u00e8 sempre l\u2019idea ed in essa vivono gli uomini che la professano\u00bb.<\/p>\n<p>Sandro Gallo \u201cGarbin\u201d riposa insieme agli altri Caduti della Sua Brigata a San Francesco d\u2019Orsina, fra Calalzo e Pieve di Cadore, presso la Chiesa degli Alpini, nel monumento eretto ai Caduti della Brigata Garibaldina \u201cP. F. Calvi\u201d.<\/p>\n<p>Per onorarne la memoria il Comune di Venezia ha intitolato al suo nome la principale via del Lido, isola di Venezia dove Sandro Gallo \u00e8 cresciuto.<br \/>\nP A R T I G I A N I<br \/>\nNelle pieghe del tricolore,<br \/>\nche garrisce al vento<br \/>\nfesteggiando gioioso il riscatto della Patria<br \/>\ndall\u2019odiato oppressore,<br \/>\nsta scritto un nome di battaglia<br \/>\nche commuove ed esalta<br \/>\nla nostra grande famiglia<br \/>\nG A R B I N<br \/>\nComandante della Brigata \u00ab Calvi \u00bb<\/p>\n<p>Salutate questo nome<br \/>\nche ricorda<br \/>\nla nobile figura del combattente<br \/>\ncreatore e animatore del movimento<br \/>\nche visse, lott\u00f2 e mor\u00ec<br \/>\nper il sacro ideale della libert\u00e0,<br \/>\ncolla fede di un apostolo e l\u2019ardore di un martire,<br \/>\ncome doverosa riparazione<br \/>\nall\u2019oblio del tempo e degli uomini.<br \/>\nGli Amici del Cadore<\/p>\n<p>che seguirono l\u2019eroe nelle ansie della vigilia<br \/>\nnegli ardimenti della guerriglia<br \/>\ne nei pericoli del campo,<br \/>\nlo additano con fierezza ed orgoglio<br \/>\nall\u2019ammirazione di tutti.<\/p>\n<p>(Mons. Fiori, arciprete della Magnifica Comunit\u00e0 Cadorina nei giorni della Liberazione)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><span style=\"font-family: times new roman,times;\"><span style=\"font-size: small;\">\u00a0<\/span><\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sandro Gallo &#8220;Garbin&#8221; Nato a Venezia il 30 maggio 1914, qui frequenta il Liceo classico Marco Foscarini. E\u2019 proprio negli anni del liceo che matura l&#8217;avversione politica al fascismo, anche se al momento \u00e8 limitata al piano teorico. Come tanti giovani di allora, \u00e8 accanito lettore della grande letteratura russa e francese. Fra il 1936 <a href=\"https:\/\/www.anpive.org\/wordpress\/2011\/03\/27\/garbin\/\" rel=\"nofollow\"><span class=\"sr-only\">Leggi di pi\u00f9Sandro Gallo &#8220;Garbin&#8221;<\/span>[&hellip;]<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":479,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[1],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.anpive.org\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/56"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.anpive.org\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.anpive.org\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.anpive.org\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.anpive.org\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=56"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.anpive.org\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/56\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.anpive.org\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/media\/479"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.anpive.org\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=56"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.anpive.org\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=56"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.anpive.org\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=56"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}