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	<title>anniversario &#8211; ANPI Venezia</title>
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		<title>79° Anniversario dell’Eccidio dei Tredici Martiri di Ca&#8217; Giustinian – 28 luglio 2023</title>
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		<pubDate>Sun, 30 Jul 2023 14:01:42 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Il 28 luglio alle ore 10 presso il Cimitero di San Donà sono stati ricordati  i Tredici Martiri di Ca’ Giustinian. Sono intervenuti il Sindaco di San Donà di Piave, l&#8217;ANPI Sandonatese S. Trentin, l&#8217;ANPI &#8220;Sette Martiri&#8221; di Venezia, i famigliari dei Martiri. A Venezia, il pomeriggio alle 18 si è svolta in Calle dei <a href="https://www.anpive.org/wordpress/2023/07/30/79-anniversario-eccidio-dei-tredici-martiri/" rel="nofollow"><span class="sr-only">Leggi di più79° Anniversario dell’Eccidio dei Tredici Martiri di Ca&#8217; Giustinian – 28 luglio 2023</span>[&#8230;]</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" loading="lazy" class="aligncenter size-large wp-image-3546" src="https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2023/08/a164689b-d860-4a6b-9400-553e7552445f-724x1024.jpg" alt="" width="640" height="905" srcset="https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2023/08/a164689b-d860-4a6b-9400-553e7552445f-724x1024.jpg 724w, https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2023/08/a164689b-d860-4a6b-9400-553e7552445f-212x300.jpg 212w, https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2023/08/a164689b-d860-4a6b-9400-553e7552445f-768x1087.jpg 768w, https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2023/08/a164689b-d860-4a6b-9400-553e7552445f.jpg 848w" sizes="(max-width: 640px) 100vw, 640px" /></p>
<p>Il 28 luglio alle ore 10 presso il Cimitero di <strong>San Donà</strong> sono stati ricordati  <a href="https://www.anpive.org/wordpress/2020/07/25/i-tredici-martiri-di-ca-giustinian/" target="_blank" rel="noopener">i Tredici Martiri di Ca’ Giustinian</a>. Sono intervenuti il Sindaco di San Donà di Piave, l&#8217;ANPI Sandonatese S. Trentin, l&#8217;ANPI &#8220;Sette Martiri&#8221; di Venezia, i famigliari dei Martiri. <strong>A Venezia</strong>, il pomeriggio alle 18 si è svolta in Calle dei Tredici Martiri la cerimonia in ricordo delle vittime della rappresaglia fascista del 28 luglio 1944 con la deposizione di una corona d&#8217;alloro.<br />
Alla commemorazione, in rappresentanza dell’Amministrazione comunale, ha preso parte il presidente della Municipalità di Venezia Murano Burano, <strong>Marco Borghi</strong>, per l&#8217;ANPI sono intervenuti la presidente della sezione &#8220;Sette Martiri&#8221;, Enrica Berti, e il presidente dell’ANPI Sandonatese &#8220;Silvio Trentin&#8221;, Fabio Niero.</p>
<p>Pubblichiamo di seguito le orazioni tenute in rappresentanza della nostra Sezione la mattina da <strong>Nicola De Lorenzo Poz</strong> e il pomeriggio dalla presidente <strong>Enrica Berti</strong>.</p>
<hr />
<p><img decoding="async" loading="lazy" class=" wp-image-3549 alignleft" src="https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2023/08/363794315_6557875350914611_2141477134934218958_n.jpg" alt="" width="429" height="542" srcset="https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2023/08/363794315_6557875350914611_2141477134934218958_n.jpg 738w, https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2023/08/363794315_6557875350914611_2141477134934218958_n-237x300.jpg 237w" sizes="(max-width: 429px) 100vw, 429px" /></p>
<p>Provando a scrivere questo discorso mi sono chiesto che valore abbia la memoria nei nostri tempi. A volte, specialmente da un punto di vista esterno, queste cerimonie possono apparire inutili, e forse addirittura retoriche. Ed invece servono, per mantenere viva la memoria vera, che si fa attiva nelle azioni quotidiano di chiunque si impegni per perpetrarla. A questo proposito diceva Piero Calamandrei nel 1955 in un discorso agli studenti milanesi, parlando della Costituzione, che è uno dei frutti del periodo della Resistenza:</p>
<p>“Domandiamoci che cosa è per i giovani la Costituzione. Che cosa si può fare perché i giovani sentano la Costituzione come una cosa loro, perché sentano che nel difendere, nello sviluppare la Costituzione, continua, sia pure in forme diverse, quella Resistenza per la quale i loro fratelli maggiori esposero, e molti persero, la vita. (…) è<span style="color: #3d3b36;"><span style="font-family: Raleway, serif;"><span style="font-size: xx-small;"> </span></span></span>così bello, è così comodo! è vero? è così comodo! La libertà c&#8217;è, si vive in regime di libertà. C&#8217;è altre cose da fare che interessarsi alla politica! Eh, lo so anche io, ci sono&#8230; Il mondo è così bello vero? Ci sono tante belle cose da vedere, da godere, oltre che occuparsi della politica! E la politica non è una piacevole cosa. Però la libertà è come l&#8217;aria. Ci si accorge di quanto vale quando comincia a mancare, quando si sente quel senso di asfissia che gli uomini della mia generazione hanno sentito per vent&#8217;anni e che io auguro a voi giovani di non sentire mai. E vi auguro di non trovarvi mai a sentire questo senso di angoscia, in quanto vi auguro di riuscire a creare voi le condizioni perché questo senso di angoscia non lo dobbiate provare mai, ricordandovi ogni giorno che sulla libertà bisogna vigilare, vigilare dando il proprio contributo alla vita politica. (…) Quindi voi giovani alla Costituzione dovete dare il vostro spirito, la vostra gioventù, farla vivere, sentirla come vostra; metterci dentro il vostro senso civico, la coscienza civica; rendersi conto (questa è una delle gioie della vita), rendersi conto che nessuno di noi nel mondo non è solo, non è solo che siamo in più, che siamo parte, parte di un tutto, un tutto nei limiti dell&#8217;Italia e del mondo. Ora io ho poco altro da dirvi. In questa Costituzione c&#8217;è dentro tutta la nostra storia, tutto il nostro passato, tutti i nostri dolori, le nostre sciagure, le nostre gioie. (&#8230;) Quanto sangue, quanto dolore per arrivare a questa costituzione! Dietro ogni articolo di questa Costituzione, o giovani, voi dovete vedere giovani come voi caduti combattendo, fucilati, impiccati, torturati, morti di fame nei campi di concentramento, morti in Russia, morti in Africa, morti per le strade di Milano, per le strade di Firenze, che hanno dato la vita perché libertà e la giustizia potessero essere scritte su questa carta. Quindi, quando vi ho detto che questa è una carta morta, no, non è una carta morta, è un testamento, è un testamento di centomila morti. Se voi volete andare in pellegrinaggio nel luogo dove è nata la nostra Costituzione, andate nelle montagne dove caddero i partigiani, nelle carceri dove furono imprigionati, nei campi dove furono impiccati. Dovunque è morto un italiano per riscattare la libertà e la dignità, andate lì o giovani, col pensiero, perché li è nata la nostra Costituzione.”</p>
<p>Ancor oggi, 80 anni, dopo c’è chi sostiene che il fascismo sia stata una “dittatura gentile”, che non uccideva, rispettosa dei cittadini. Forse proprio perché ormai vi sono sempre meno persone che l’hanno vissuta e subita, queste narrazioni fanno presa. In un mondo dove si sta perdendo l’attenzione per la ricerca ed il piacere di documentarsi correttamente, a favore della semplicità di idee pre-confezionate da pseudo esperti eletti dal web. L’impegno di noi tutti dev’essere quello di opporsi alla perdita di memoria, di diffondere ciò che è stato e di raccontare le storie dei nostri 13 martiri e di tutti quelli che hanno perso la vita e hanno lottato per darci la libertà della quale godiamo ancor oggi e che dobbiamo impegnarci a difendere; come promessa a loro, a noi stessi ed alle generazioni future.</p>
<p><strong>Nicola De Lorenzo Poz &#8211; ANPI &#8220;Sette Martiri&#8221; di Venezia</strong></p>
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<hr />
<p>Buongiorno a tutte e a tutti e grazie di essere qui riuniti sotto questa lapide che ci ricorda il luogo dove 13 antifascisti alle ore 5:00 del 28 luglio del 1944 vennero trucidati in nome di una rappresaglia per un&#8217;azione partigiana che il 26 luglio fece saltare &#8211; con una carica di esplosivo &#8211; Ca&#8217; Giustinian, sede del comando provinciale della Guardia Nazionale repubblicana e di alcuni uffici di collegamento tedesco. A Ca&#8217; Giustinian vi erano i più spietati capi fascisti, persecutori di chi stava lottando per la libertà e l&#8217;indipendenza dal nazifascismo del nostro Paese.<br />
Per ordine dell&#8217;esecutivo militare del CLN di Venezia, il comando partigiano dimostrò che la Resistenza era una realtà viva ed efficiente. I 13 uomini (tutti i comunisti a parte Gusso del Partito d&#8217;Azione) avrebbero pagato con le torture e la vita la loro avversione al fascismo. Dal gennaio 1944 &#8211; quando vennero arrestati &#8211; subirono torture e sevizie di ogni genere.<br />
<img decoding="async" loading="lazy" class="wp-image-3553 alignright" src="https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2023/08/Tredici-Martiri-orazione.jpg" alt="" width="480" height="334" srcset="https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2023/08/Tredici-Martiri-orazione.jpg 996w, https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2023/08/Tredici-Martiri-orazione-300x209.jpg 300w, https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2023/08/Tredici-Martiri-orazione-768x534.jpg 768w" sizes="(max-width: 480px) 100vw, 480px" />Attilio di 22 anni<br />
Ernesto di 31 anni<br />
Stefano di 25 anni<br />
Giovanni di 35 anni<br />
Francesco, che &#8211; nonostante i suoi 18 anni &#8211; non tradì i compagni e disse al colonnello Morelli &#8220;fucilatemi pure, se volete, ma io non tradirò mai!&#8221;<br />
Enzo 31 anni, che durante le torture continuava a dire &#8220;sono antifascista e odio i tedeschi perché proteggono i fascisti &#8221;<br />
Gustavo 39 anni, che dal carcere incitava i compagni alla lotta e alla resistenza e li pregava di non curarsi della sua vita,<br />
Amedeo 39 anni catturato solo perché presero la moglie in ostaggio e lui si costituì. La vigliaccheria dei fascisti era così grande che, davanti alla forza morale di chi li contrastava, sapevano solo usare l&#8217;arma del ricatto sul sentimento dell&#8217;amore,<br />
Violante, 21 anni che ha lasciato due lettere, tra quelle che abbiamo dei condannati a morte per la Resistenza, e che stamattina ha letto il giovane Davide Bortolazzi, pronipote di Giodo, uno dei Martiri di Blessaglia. Vorrei leggervi quella scritta poco prima della fucilazione che, nello sconforto di una consapevolezza della vicina fine, esprime tutta la speranza per una lotta che vedrà presto la vittoria per la Libertà:</p>
<p><em>Carissimi tutti,</em></p>
<p><em>   anche questa volta spero farvi avere questa lettera la quale porti a voi il buon stato della mia salute e così vorrei sperare che altrettanto fosse di voi tutti.</em><br />
<em>   La nostra vita di prigionia è sempre la solita. Dico nostra perché siamo diversi compagni e ci rispettiamo come fratelli, dopo tanto tempo che siamo qui rinchiusi in codesta cella oscura che non vediamo luce da molto e molto tempo. Non vi posso nascondere che abbiamo anche qualche passatempo: come gioco di carte, dama ecc. però sempre clandestinamente, cioè con uno di noi sempre di guardia.</em><br />
<em>   Ciò nonostante, codesti piccoli passatempi tengo sempre nel mio cervello tanti e tanti pensieri che mi rattristano assai. Ma quando penso che siamo vicini molto vicini alla nostra ora, mi raccomando e son più che certo che tutti in quell&#8217;ora scatteranno in piedi, impugneranno qualsiasi arma e colui che non l&#8217;adopera sarà un vile ed un codardo. Nessun pretesto vale per mancanza di armi; armi ce ne sono per tutti, bambini, uomini e vecchi, tutti debbono collaborare per cacciare, una volta per sempre da questo suolo, il barbaro tedesco invasore ed il tiranno fascista, in modo che si cancelli, ed al più presto, la memoria ed il ricordo di codeste belve assetate ed affamate di carne umana.</em><br />
<em>   L&#8217;ora per noi (già me la sento) sta per arrivare. Sorte triste e crudele.</em><br />
<em>   Nessun essere umano può immaginare a quali patimenti e sofferenze noi siamo soggetti. Figuratevi che siamo rimasti, anzi ci hanno lasciato (i tiranni fascisti), per circa cinque giorni senza acqua. Da mangiare pochissimo. Acqua, acqua, ed un piccolo tozzo di pane.</em><br />
<em>   Comunque mi do sempre coraggio perché come ho accennato precedentemente siamo vicini, molto vicini.</em><br />
<em>   Digli, cara mamma ai miei compagni, che si tengano pronti ad ogni intervento e se occorre spargere anche del sangue per la libertà.</em><br />
<em>   Un bacio a Wally ed un abbraccio a voi tutti.</em><br />
<em>   Aff.mo figlio                                                      </em><br />
<em>      Violante</em></p>
<p><img decoding="async" loading="lazy" class=" wp-image-3554 alignleft" src="https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2023/08/IMG_7346-1024x765.jpg" alt="" width="447" height="334" srcset="https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2023/08/IMG_7346-1024x765.jpg 1024w, https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2023/08/IMG_7346-300x224.jpg 300w, https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2023/08/IMG_7346-768x574.jpg 768w, https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2023/08/IMG_7346-1536x1147.jpg 1536w, https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2023/08/IMG_7346-2048x1530.jpg 2048w, https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2023/08/IMG_7346-285x214.jpg 285w" sizes="(max-width: 447px) 100vw, 447px" />Giovanni di 20 anni, i compagni gli insegnarono in cella a leggere e scrivere perché anche questo era il senso della lotta per la Libertà: aspirare ad una società in cui tutte e tutti potessero avere la conoscenza e che l&#8217;articolo 34 della Costituzione detta.<br />
Venceslao 19 anni gappista<br />
Giovanni 39 anni<br />
Angelo di 48 anni, sotto tortura ripeteva &#8220;non so niente&#8221;.<br />
Anche dopo l&#8217;eccidio in questo luogo, nonostante la taglia di un milione sugli autori dell&#8217;attentato, non ci furono traditori.<br />
La Resistenza Veneziana non ha avuto traditori in quel tempo, e non deve averne oggi!<br />
Già, oggi dobbiamo continuare a sostenere quella lotta per la libertà di ieri, Libertà che ci è stata consegnata con la Costituzione e che dobbiamo continuare a difendere senza tregua. Maria Cervi, la più grande dei 10 nipoti che Alcide con le vedove dei suoi figli allevò nel rispetto e nella fede dei valori per cui i sette fratelli Cervi vennero uccisi, ripeteva sempre: &#8220;Nessuna conquista è per sempre: c&#8217;è sempre qualcuno che è interessato a toglierla. Per cui resistere non è solo un dovere ma è anche una necessità dei giovani d&#8217;oggi, altrimenti non si va avanti&#8221;.<br />
Oggi più che mai questa frase deve risuonare nella mente di ogni antifascista di buona volontà, perché non basta dichiararsi antifascisti ma è necessario agire di conseguenza, mantenendo la barra dritta e avendo come Faro cui dirigersi l&#8217;esempio dei tanti Martiri che questa luce ci hanno lasciato con loro sacrificio di sofferenza e sangue.<br />
Grazie</p>
<p><strong>Enrica Berti, Presidente della sezione ANPI &#8220;Sette Martiri&#8221; di Venezia</strong></p>
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<hr />
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<p><img decoding="async" loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-3548" src="https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2023/08/2023073101861302786.jpg" alt="" width="881" height="929" srcset="https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2023/08/2023073101861302786.jpg 881w, https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2023/08/2023073101861302786-284x300.jpg 284w, https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2023/08/2023073101861302786-768x810.jpg 768w" sizes="(max-width: 881px) 100vw, 881px" /></p>
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		<title>78° Anniversario dell&#8217;Eccidio dei Sette Martiri &#8211; 3 agosto 2022</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 01 Aug 2022 08:46:32 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Come ogni anno, il 3 agosto, i veneziani ribadiscono la tradizione di una Città antifascista ricordando i Sette Martiri di Castello, quest&#8217;anno dopo due anni di restrizioni anti covid ripercorrendo, seppur ridotto, il Percorso della Memoria partendo da via Garibaldi fino alla lapide in ricordo dei Sette Martiri, sotto alla quale è allestito il palco <a href="https://www.anpive.org/wordpress/2022/08/01/78-anniversario-delleccidio-dei-sette-martiri-3-agosto-2022/" rel="nofollow"><span class="sr-only">Leggi di più78° Anniversario dell&#8217;Eccidio dei Sette Martiri &#8211; 3 agosto 2022</span>[&#8230;]</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2022/08/7-martiri-2022-LOCANDINA.jpg" target="_blank" rel="noopener"><img decoding="async" loading="lazy" class="alignleft wp-image-3435" src="https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2022/08/7-martiri-2022-LOCANDINA-717x1024.jpg" alt="" width="454" height="648" srcset="https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2022/08/7-martiri-2022-LOCANDINA-717x1024.jpg 717w, https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2022/08/7-martiri-2022-LOCANDINA-210x300.jpg 210w, https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2022/08/7-martiri-2022-LOCANDINA-768x1097.jpg 768w, https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2022/08/7-martiri-2022-LOCANDINA.jpg 1050w" sizes="(max-width: 454px) 100vw, 454px" /></a></p>
<p>Come ogni anno, il 3 agosto, i veneziani ribadiscono la tradizione di una Città antifascista ricordando i Sette Martiri di Castello, quest&#8217;anno dopo due anni di restrizioni anti covid ripercorrendo, seppur ridotto, il Percorso della Memoria partendo da via Garibaldi fino alla lapide in ricordo dei Sette Martiri, sotto alla quale è allestito il palco per le orazioni e il concerto.</p>
<p>IL PROGRAMMA:</p>
<p>18.30 | Via Garibaldi ritrovo dei partecipanti<br />
18.45 | Il Silenzio di Ilic Fenzi – Inizio corteo<br />
19.00| Palco Riva dei Sette Martiri interventi commemorativi:<br />
&#8211; Enrica BERTI, Presidente della Sezione ANPI “Sette Martiri”<br />
&#8211; Deborah ONISTO, Consigliere del Comune di Venezia<br />
&#8211; Marco BORGHI, Presidente Municipalità di Venezia-Murano-Burano<br />
19.15/22:00 | Concerto del &#8220;3 AGOSTO&#8221; con la partecipazione di:<br />
&#8211; T-Byrd<br />
&#8211; Tia Balboni<br />
&#8211; Tania del Circo<br />
&#8211; The Mylfs<br />
(Ingresso libero)</p>
<hr />
<p style="text-align: center;"><a href="https://www.facebook.com/events/749587316382064/" target="_blank" rel="noopener">Segui l&#8217;evento su FB</a></p>
<hr />
<p><strong>3 AGOSTO 1944</strong></p>
<p><a href="https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2022/08/7-martiri-scaled.jpg" target="_blank" rel="noopener"><img decoding="async" loading="lazy" class="alignright wp-image-3438" src="https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2022/08/7-martiri-698x1024.jpg" alt="" width="424" height="622" srcset="https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2022/08/7-martiri-698x1024.jpg 698w, https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2022/08/7-martiri-205x300.jpg 205w, https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2022/08/7-martiri-768x1126.jpg 768w, https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2022/08/7-martiri-1047x1536.jpg 1047w, https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2022/08/7-martiri-1397x2048.jpg 1397w, https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2022/08/7-martiri-scaled.jpg 1746w" sizes="(max-width: 424px) 100vw, 424px" /></a>In quei giorni dell’estate 1944 lungo l’allora Riva dell’Impero erano attraccati cacciatorpediniere e motovedette battenti la bandiera con la svastica. Nella notte dall’1 al 2 agosto, secondo la versione tedesca, era scomparsa una loro sentinella. Le autorità germaniche ritennero che si fosse verificato un “attentato” e ne addebitarono alla Resistenza la responsabilità. Ne seguì un’immediata rappresaglia. Vittime di questa spietata decisione furono sette detenuti politici rinchiusi da alcuni mesi nel carcere di Santa Maria Maggiore. Nel giro di poche ore furono scelti ad arbitrio di capi fascisti i nomi di coloro che, una volta consegnati ai tedeschi, sarebbero stati poi fucilati. Dal carcere di Santa Maria Maggiore e dalle “segrete” di Ca’ Littoria furono prelevati: Armellini Aliprando, Conti Gino, De Gasperi Bruno, Gelmi Alfredo, Gelmi Luciano, Guasto Girolamo, Vivian Alfredo. La loro sorte era ormai segnata.</p>
<p>All’alba del 3 agosto, alle ore 4.00, un gran numero di abitazioni civili comprese tra il ponte della Veneta Marina e Via Garibaldi fino a calle San Domenico vennero perquisite dai soldati tedeschi. Centotrentasei adulti, tra uomini e donne, furono costretti a  portarsi nella zona adiacente al ponte della Veneta Marina – mani in alto e faccia al muro – in attesa che fosse impartito loro l’ordine di voltarsi. Altre trecentocinquanta persone, compresi i ragazzi, furono obbligate a raggrupparsi nella stessa località. Giunsero i condannati  a morte. Lungo il tragitto erano stati confortati da don Marcello Dell’Andrea, cappellano del carcere di Santa Maria Maggiore, il quale aveva somministrato a sei di loro i sacramenti. Alfredo Vivian, che in passato aveva confidato ai suoi famigliari di “sentirsi cristiano a modo suo”, disse a don Marcello che “lui non era professante” e che chiedeva di essere capito. Sul posto erano stati eretti due pali. I prigionieri, legati fra loro, furono allineati su quel breve spazio. Vivian fu aiutato ad appoggiarsi sul fanale di destra, perché non si reggeva. Non era paura. A Ca’ Littoria i fascisti gli avevano bruciato i piedi. Un ufficiale tedesco lesse, di fronte alla popolazione presente, la sentenza di morte. In essa, tra l’altro, si diceva:”Il Comando Tedesco è venuto nella determinazione di applicare le rappresaglie di guerra, per cui in presenza vostra saranno adesso fucilate queste sette persone ree di atti terroristici, dopodiché tra voi prenderemo 150 ostaggi la cui sorte dipenderà dai risultati dell’inchiesta in corso”. Ultimi istanti di vita per i condannati. Don Marcello porse ai morituri il Crocifisso, che poi terrà levato in altro dietro il plotone di esecuzione. Un ordine. Alfredo Vivian gridò: “Viva l’Italia libera!”. Il fragore delle armi non riuscì a coprire la sua voce. Si spezzò la corda che teneva legati i condannati; i loro corpi rotolarono a terra. Poi il colpo di grazia agli agonizzanti. Erano le 6 del mattino.<br />
Le cause che avevano provocato la morte di quel marinaio tedesco erano state di ben diversa origine. Nella notte dall’1 al 2 agosto a bordo di quelle navi si era festeggiato a lungo e un po’ tutto era finito in una solenne sbornia degli equipaggi. Gli abitanti delle case vicine furono tenuti svegli dagli schiamazzi fino a tarda notte. Durante quelle ore una sentinella ubriaca era caduta in acqua ed era affogata. Questo si saprà pochi giorni dopo l’avvenuta esecuzione, quando, ritrovato in laguna il corpo di quel marinaio, non verrà riscontrata su di esso alcuna ferita d’arma.<br />
Così caddero questi nostri compagni per aver combattuto contro i fascisti e i tedeschi, per un’Italia libera e unita.<br />
Vennero fatti assistere i residenti perché fosse di monito ad una zona, quella di Castello – per lo più abitata da operai arsenalotti – particolarmente ostile ai fascisti e ai nazisti. Proprio per il coinvolgimento della popolazione, il ricordo di questo eccidio è da sempre particolarmente sentito. La Sezione veneziana dell’Anpi venne chiamata “Sette Martiri”, così come a loro venne intitolata l’allora Riva dell’Impero.</p>
<hr />
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>73° anniversario dell&#8217;uccisione del comandante partigiano Sandro Gallo “Garbin”</title>
		<link>https://www.anpive.org/wordpress/2017/09/18/73simosandrogallo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 18 Sep 2017 18:37:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ANPI Venezia]]></category>
		<category><![CDATA[anniversario]]></category>
		<category><![CDATA[ANPI 7 Martiri]]></category>
		<category><![CDATA[comandante partigiano]]></category>
		<category><![CDATA[Garbin]]></category>
		<category><![CDATA[Lido di Venezia]]></category>
		<category><![CDATA[Sandro Gallo]]></category>
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					<description><![CDATA[Mercoledì 20 settembre &#124;&#160; Ore 11,00&#160;&#124;&#160; Municipio vecchio &#160;e &#160;Sala Consiliare &#124;&#160; Via Sandro Gallo&#160;&#124; Lido di Venezia&#160;&#124;&#160; Nel 73° anniversario dell&#8217;uccisione del comandante partigiano Sandro Gallo “Garbin” mercoledì 20 settembre alle 11,00 deporremo una corona sulla lapide nella strada a lui intitolata davanti al Municipio vecchio. Di seguito ci ritroveremo in Sala Consiliare dove <a href="https://www.anpive.org/wordpress/2017/09/18/73simosandrogallo/" rel="nofollow"><span class="sr-only">Leggi di più73° anniversario dell&#8217;uccisione del comandante partigiano Sandro Gallo “Garbin”</span>[&#8230;]</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_2099" style="width: 307px" class="wp-caption alignleft"><img aria-describedby="caption-attachment-2099" decoding="async" loading="lazy" class="wp-image-2099 " src="http://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2017/09/Gallo-Sandro-Garbin-kopie.jpg" alt="" width="297" height="483" srcset="https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2017/09/Gallo-Sandro-Garbin-kopie.jpg 370w, https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2017/09/Gallo-Sandro-Garbin-kopie-185x300.jpg 185w" sizes="(max-width: 297px) 100vw, 297px" /><p id="caption-attachment-2099" class="wp-caption-text">Gallo Sandro &#8220;Garbin&#8221;</p></div>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">Mercoledì 20 settembre</span> |&nbsp;<br />
<span style="color: #ff0000;">Ore 11,00</span>&nbsp;|&nbsp;<br />
<span style="color: #ff0000;">Municipio vecchio</span> &nbsp;e &nbsp;</strong><strong><span style="color: #ff0000;">Sala Consiliare</span> |&nbsp;<br />
</strong><strong><span style="color: #ff0000;">Via Sandro Gallo&nbsp;</span>|</strong><strong><br />
<span style="color: #ff0000;">Lido di Venezia</span></strong><strong>&nbsp;|&nbsp;</strong></p>
<p>Nel 73° anniversario dell&#8217;uccisione del comandante partigiano Sandro Gallo “Garbin” mercoledì 20 settembre alle 11,00 deporremo una corona sulla lapide nella strada a lui intitolata davanti al Municipio vecchio.<br />
Di seguito ci ritroveremo in Sala Consiliare dove il Presidente dell&#8217;ANPI &#8220;Sette Martiri&#8221; e il Presidente della Municipalità Danny Carella ne ricorderanno la figura e il valore alla presenza delle scuole e del pubblico. &nbsp;</p>
<p>La cittadinanza è invitata a partecipare.</p>
<hr />
<p><strong>Un ricordo di Ivone “Cesco” Chinello del Gallo professore:&nbsp;</strong></p>
<p>&#8220;Incontro Gallo, a 15 anni – nell&#8217;autunno del 1940 – come professore di storia e filosofia nel primo anno di liceo scientifico, al Benedetti di Venezia. È anche il primo anno di guerra: a parte quelle in famiglia di solo mugugno, da lui sento le prime sconvolgenti parole di aperto e dichiarato antifascismo ed anche in tono irato. Era successo che gli studenti veneziani, come quelli di tutta Italia, avevano partecipat<span class="text_exposed_show">o,&nbsp;</span><span class="text_exposed_show">durante le ore di scuola, a quelle che allora si chiamavano «dimostrazioni», per calli e campi, a favore della guerra e del regime ed anch&#8217;io vi avevo aderito. Tornati in classe, l&#8217;ultima ora, arrabbiatissimo, Gallo ci apostrofa aspramente – letteralmente: «Voi giovani impacchettati di civiltà moderna di re imperatori e di duci, fate le dimostrazioni per la guerra e io vi frego» – e ci interroga e, appunto, distribuisce tre e quattro a tutto spiano. Anch&#8217;io ho avuto il mio quattro in storia. Una lezione di vita: il brutto voto è un bisogno di protesta e di reazione concreta del professore antifascista e insieme una forzatura pedagogica per noi studenti. È infatti per merito di Gallo e di molti altri professori che il Benedetti diventerà un vero e proprio centro di iniziativa antifascista. Quando sono arrestato dalla Gnr, nell&#8217;aprile del 1944, salvo uno, tutta la mia classe è dichiaratamente antifascista: ai primi di ottobre 1943 avevamo persino organizzato una «dimostrazione» – questa volta contro i tedeschi occupanti – in campo S.ta Giustina nella quale eravamo riusciti a coinvolgere gran parte delle classi.&#8221;</span></p>
<p><a href="http://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2017/09/21616114_10211776156254041_3177003060247001112_n.jpg"><img decoding="async" loading="lazy" class="aligncenter wp-image-2105 size-full" src="http://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2017/09/21616114_10211776156254041_3177003060247001112_n.jpg" alt="" width="736" height="476" srcset="https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2017/09/21616114_10211776156254041_3177003060247001112_n.jpg 736w, https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2017/09/21616114_10211776156254041_3177003060247001112_n-300x194.jpg 300w" sizes="(max-width: 736px) 100vw, 736px" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img decoding="async" loading="lazy" class="alignleft wp-image-2098 " src="http://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2017/09/foto-28-e1505756426762-765x1024.jpg" alt="" width="298" height="399" srcset="https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2017/09/foto-28-e1505756426762-765x1024.jpg 765w, https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2017/09/foto-28-e1505756426762-224x300.jpg 224w, https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2017/09/foto-28-e1505756426762-768x1028.jpg 768w, https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2017/09/foto-28-e1505756426762.jpg 1936w" sizes="(max-width: 298px) 100vw, 298px" /></p>
<hr />
<p><strong>Sandro Gallo</strong> nasce a Venezia il 30 maggio 1914, si laurea in legge a Padova, patrocina alcune causa, ma segue la strada dell’insegnamento.&nbsp;<br />
Come insegnante all’Istituto Professionale di Pieve di Cadore, prima, e al Liceo Scientifico “Benedetti” di Venezia poi, educa i ragazzi ai valori di libertà, solidarietà e giustizia, tant’è che la sua classe veneziana diverrà una fucina di antifascisti, tra cui Cesco Chinello.</p>
<p>Nella seconda metà degli anni ’30, assieme ad altri (Giavi –<span class="text_exposed_show">&nbsp;Lombroso – Sullam – Maestro- Longobardi – Zanon dal Bo, per citarne alcuni), dà vita ai primi gruppi antifascisti che compiono varie azioni dimostrative contro il regime fascista.</span></p>
<p>Viene per questo arrestato e condannato dal Tribunale Speciale al carcere e poi al confino alle Tremiti.</p>
<p>Rientrato a Venezia, l’8 settembre il PCI (cui nel frattempo aveva aderito) lo manda in Cadore, dove aveva fatto il militare negli alpini e insegnato, ad organizzare il partito e la Resistenza per conto del CLN di Belluno.</p>
<p>Fonda la Brigata garibaldina “Pier Fortunato Calvi” che opererà in tutto il Cadore, sulla destra Piave, sino a Brunico. Dopo aver rifiutato più volte il comando della Divisione “Nino Nannetti”, a cui la Brigata “Calvi “ apparteneva, alla fine accetta.</p>
<p>Proprio mentre si stava recando a Belluno per questo motivo, affronta una colonna di nazisti che da Tai di Cadore si stava muovendo a rinforzo di loro reparti operanti a Lorenzago, cercando di rallentarla. Per non compromettere il sottostante paese di Lozzo, si sposta da una posizione strategicamente più sicura in un’altra più esposta.</p>
<p>Riesce nell’intento di fermare la colonna, ma viene ucciso.</p>
<p>Gli verrà conferita da medaglia d’argento al valore e, nell’immediato dopoguerra, il rettore dell’Università patavina, Egidio Meneghetti, gli conferirà la laurea honoris causa in filosofia, alla quale si era iscritto prima del suo impegno partigiano.</p>
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