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	<title>Bruno Gamacchio &#8211; ANPI Venezia</title>
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	<title>Bruno Gamacchio &#8211; ANPI Venezia</title>
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		<title>L&#8217;intervento della Presidente ANPI &#8220;Sette Martiri&#8221; per il 25 aprile 2025</title>
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		<pubDate>Thu, 01 May 2025 18:14:03 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[L’intervento della Presidente dell’ANPI “Sette Martiri”, Enrica Berti, alla commemorazione ufficiale presso il Monumento alla Partigiana in Riva dei Partigiani per l&#8217;80° della LIBERAZIONE DAL NAZIFASCISMO Buongiorno a tutte e a tutti e grazie di essere qui, in questo giorno di ricorrenza importante perché 80 anni fa venne raggiunto un obbiettivo di umanità: l&#8217;obbiettivo della <a href="https://www.anpive.org/wordpress/2025/05/01/lintervento-della-presidente-anpi-sette-martiri-per-il-25-aprile-2025/" rel="nofollow"><span class="sr-only">Leggi di piùL&#8217;intervento della Presidente ANPI &#8220;Sette Martiri&#8221; per il 25 aprile 2025</span>[&#8230;]</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><strong>L’intervento della Presidente dell’ANPI “Sette Martiri”, Enrica Berti,<br />
alla commemorazione ufficiale presso il Monumento alla Partigiana<br />
in Riva dei Partigiani per l&#8217;80° della LIBERAZIONE DAL NAZIFASCISMO</strong></p>
<p><span style="font-size: large;"><img decoding="async" loading="lazy" class=" wp-image-3725 alignleft" src="https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2025/05/dal-palco-alla-Partigiana-768x1024.jpg" alt="" width="440" height="587" srcset="https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2025/05/dal-palco-alla-Partigiana-768x1024.jpg 768w, https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2025/05/dal-palco-alla-Partigiana-225x300.jpg 225w, https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2025/05/dal-palco-alla-Partigiana-1152x1536.jpg 1152w, https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2025/05/dal-palco-alla-Partigiana.jpg 1500w" sizes="(max-width: 440px) 100vw, 440px" />Buongiorno a tutte e a tutti e grazie di essere qui, in questo giorno di ricorrenza importante perché 80 anni fa venne raggiunto un obbiettivo di umanità: l&#8217;obbiettivo della PACE nel nostro Paese martoriato dopo 20 anni di un regime fascista che non si risparmiò nell&#8217;arroganza e nella brutalità di condotta e condusse il popolo nel lutto e nella tragedia.</span></p>
<p><span style="font-size: large;">L&#8217;obbiettivo della PACE si raggiunse con tanto dolore e tanto sangue (come ebbe a ribadire Piero Calamandrei nel 1955 agli studenti universitari), e per tale ragione certamente oggi è un giorno di festa grande, grandissima, la più importante della nostra Repubblica, ma una festa conscia di ciò che costò &#8230; e non abbiamo certo bisogno che ci venga imposta la sobrietà da nessuno: la nostra consapevolezza che alla gioia si mescolò anche allora &#8211; tra i combattenti &#8211; la tristezza e l&#8217;amarezza per i tanti e le tante giovani cadute nella lotta di Liberazione, ci impone da sempre la riflessione composta sulla scelta giusta che i martiri fecero edotti del rischio che la loro stessa vita avrebbe potuto interrompersi. La loro civile e ferma testimonianza di VITA e di PACE è un testamento che oggi più che mai dobbiamo difendere: la nostra Costituzione Antifascista. </span></p>
<p><span style="font-size: large;">Ieri mattina sono andata a parlare di partigiani, di ribelli, in una quinta della scuola primaria &#8220;Giustina Renier Michiel&#8221;. Sulle pareti del corridoio molti cartelloni relativi al programma scolastico svolto. Uno mi ha colpito particolarmente: c&#8217;erano le impronte delle mani dei bambini e delle bambine che disegnavano la silhouette di un cuore, e dentro c&#8217;era scritto:</span></p>
<p><span style="font-size: large;">USIAMO LE MANI PER FARE SOLO COSE BELLE</span></p>
<p><span style="font-size: large;">&#8230;E il mio pensiero non poteva non andare alla foto vincitrice del Premio Foto dell&#8217;Anno 2025 che ritrae Mahmoud, con sguardo spento e due moncherini al posto delle braccia, perse sotto un bombardamento a Gaza &#8230; </span></p>
<p><span style="font-size: large;">&#8230;E il mio pensiero non poteva non andare a quel papà con giubbino arancione di salvataggio che cerca di sostenere con le sue mani il figlio neonato tra le acque agitate del Mediterraneo &#8230;</span></p>
<p><span style="font-size: large;">&#8230;E il mio pensiero non poteva non andare a quella madre che corre tra le macerie di una città distrutta stringendo con forza e amore la manina della sua bimba di circa 10 anni&#8230;</span></p>
<p><span style="font-size: large;">Hanno ragione i bambini di VB della Michiel, le mani dovrebbero fare solo cose belle, accarezzare, cullare, donare, proteggere, salutare, abbracciare, dipingere, scrivere &#8230; azioni in cui l&#8217;umanità è tutto e dovrebbe essere l&#8217;unica espressione di ciascuno di noi. In tutto ciò che facciamo. Anche nei pensieri. Perché i pensieri umanamente positivi offrono azioni belle con le mani.</span></p>
<p><span style="font-size: large;">Pensate alle donne in attesa della figlia o del figlio. Fateci caso, spesso portano le mani sul grembo in segno di coccola, di amore, di protezione. Il grandissimo atto di generosità, che tutti e tutte coloro che morirono per raggiungere la PACE fecero, aveva un obbiettivo di vita importantissimo: con il loro sacrificio nutrirono &#8211; come la placenta per l&#8217;embrione &#8211; l&#8217;idea di uno Stato sociale libero, in cui Giustizia sociale, scuola, casa, lavoro, sanità sarebbero state garantite a tutti i cittadini. Lo nutrirono fino alla fine, alla Liberazione tanto attesa, poi, chi sopravvisse forgiò sapientemente due mani protettive che lo avrebbero cullato e fatto crescere: la Costituzione. </span></p>
<p><img decoding="async" loading="lazy" class=" wp-image-3724 alignright" style="font-size: large;" src="https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2025/05/deposizione-corona-704x1024.jpg" alt="" width="429" height="624" srcset="https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2025/05/deposizione-corona-704x1024.jpg 704w, https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2025/05/deposizione-corona-206x300.jpg 206w, https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2025/05/deposizione-corona-768x1118.jpg 768w, https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2025/05/deposizione-corona-1055x1536.jpg 1055w, https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2025/05/deposizione-corona.jpg 1148w" sizes="(max-width: 429px) 100vw, 429px" /></p>
<p><span style="font-size: large;">Costituzione Antifascista non ancora realizzata completamente perché in realtà il fascismo, diciamocelo una buona volta, dall&#8217;immediato dopoguerra, ha sempre lavorato dietro le quinte con i peggiori poteri forti presenti nello Stato per impedirne l&#8217;attuazione. Le stragi della destra coincisero sempre con momenti di traduzione in leggi di articoli della Carta Costituzionale: l&#8217;11 aprile scorso a Palermo il dott. Scarpinato, nel suo intervento all&#8217;iniziativa ANPI, ARCI e CGIL &#8220;La Destra e le Stragi. Una nuova Resistenza per la Costituzione e per la Pace&#8221;, ne ha tracciato una puntuale e triste descrizione da Portella della Ginestra alle stragi del 1992/93. Ed oggi più che mai siamo in una situazione di emergenza democratica. Abbiamo il dovere morale e civile di commemorare questi 80 anni dalla Liberazione con la consapevolezza che oggi il Governo, la Seconda carica dello Stato e la maggioranza di un Parlamento (oramai esautorato dal suo ruolo legislativo) sono gli eredi di quel fascismo combattuto e sconfitto con tanto coraggio dai padri e dalle madri della Repubblica. Dobbiamo essere consapevoli che oggi più che mai quelle mani forgiate che proteggono lo Stato democratico concepito dagli antifascisti, stanno per essere indebolite da riforme costituzionali, riforme sul premierato, riforme sulla magistratura e addirittura decreti legge sulla sicurezza (la cui urgenza e necessità è comprensibile solo nell&#8217;ovvio obbiettivo di cancellare qualsivoglia conflitto sociale, vera linfa della democrazia!). Tutte misure che cercano di minare e svilire ogni tutela dei cittadini stravolgendo l&#8217;ordine e puntando all&#8217;accentramento dei poteri. Storia già vista, che dobbiamo tutti insieme impedire, forti comunque di una carta costituzionale ancora in vigore che ci permette di sapere cosa e come difenderci dall&#8217;arroganza della destra. E non possiamo stare a guardare. Non trascurando di prestare attenzione in particolare all&#8217;art. 31 che dimostra come il decreto sia per di più pefettamente adatto a coprire i misteri di quelle stragi: quall&#8217;articolo prevede infatti condotte di reato &#8220;scriminabili&#8221; (non punibili) che includono &#8220;la direzione o organizzazione di associazioni con finalità di terrorismo anche internazionale o di eversione dell&#8217;ordine democratico, la detenzione di materiale con finalità di terrorismo, la fabbricazione o il possesso di materiali esplodenti&#8221;. Articolo fatto apposta per impedire le punizioni per gli autori di tali stragi politiche, del passato e quindi anche del futuro! Non possiamo no, stare a guardare! Ognuno di noi, come dimostrarono i combattenti per la Libertà, può dare il proprio contributo. Mobilitandoci e offrendo il nostro tempo alle giuste lotte di democrazia che già sono in corso &#8230; penso ai referendum sul lavoro e sulla cittadinanza cui siamo chiamati a votare l&#8217;8 e 9 giugno. Parliamone, confrontiamoci tra noi perché i giornali e i le fonti di informazione non sono liberi e non diffonderanno mai ciò che è contro l&#8217;interesse di chi li comanda. Questa è già una forma di lotta che ciascuno di noi ha il dovere di intraprendere. Solo così ha un senso trovarsi oggi davanti alla partigiana di Murer le cui mani legate sono un monito per chi non userà le proprie per fini democratici e civili nel rispetto dei martiri per la libertà che lei rappresenta. </span></p>
<p><span style="font-size: large;">Quelle mani legate &#8230; che non possono più &#8220;fare solo cose belle&#8221;. </span></p>
<p><span style="font-size: large;">Le mani di Mahmoud che non ci sono più &#8230; e non potranno più &#8220;fare solo cose belle&#8221;.</span></p>
<p><span style="font-size: large;">Le nostre mani, oggi libere di tracciare una x con la matita copiativa. Una delle &#8220;cose belle&#8221; che possiamo fare con le nostre mani.</span></p>
<p><span style="font-size: large;">Giuseppe Turcato (il comandante Marco della Brigata Biancotto) esattamente 30 anni fa ribadì che per i partigiani RESISTERE significava fare GUERRA ALLA GUERRA, per la PACE e la LIBERTA&#8217; di TUTTI I POPOLI. Tutti e per sempre. Per i partigiani RESISTERE significava combattere contro tutti i nemici dell&#8217;umanità, ieri. E oggi? Chi sono i nemici dell&#8217;umanità ? Sono coloro che ancora anelano alla guerra, alle armi, alle occupazioni illegali, ai soprusi, alla mancanza di rispetto del diritto internazionale. Chi nega l&#8217;orrore quotidiano che vediamo, chi è indifferente al grido di dolore di popoli oppressi e sottoposti a bombardamenti continui, non ha diritto di versare nemmeno una lacrima per la morte di Papa Francesco. Non finga un lutto quando le sue parole di PACE, le sue richieste di DISARMO fino al giorno prima di morire, le sue richieste di fermare i bombardamenti in Palestina, in Ucraina, nel Sud Sudan &#8230; nelle 53 guerre in corso in questo momento non sono state mai accolte, ma ignorate o addirittura &#8230; accolte con fastidio &#8230; </span></p>
<p><span style="font-size: large;"><img decoding="async" loading="lazy" class=" wp-image-3726 alignleft" src="https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2025/05/striscione-7-martiri-1024x768.jpg" alt="" width="512" height="384" srcset="https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2025/05/striscione-7-martiri-1024x768.jpg 1024w, https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2025/05/striscione-7-martiri-300x225.jpg 300w, https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2025/05/striscione-7-martiri-768x576.jpg 768w, https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2025/05/striscione-7-martiri-1536x1152.jpg 1536w, https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2025/05/striscione-7-martiri-285x214.jpg 285w, https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2025/05/striscione-7-martiri.jpg 1600w" sizes="(max-width: 512px) 100vw, 512px" />La PACE è sempre stato il pensiero ricorrente di tutte le partigiane e i partigiani: di Sandro Pertini, Piero Calamandrei, Umberto Terracini, Vittorio Foa &#8230; i nostri Bepi Turcato, Agostino Zanon Dal Bo, Franco Arcalli, Giordano Gamacchio, Rino Borgato, Sofia Gobbo, Mario Osetta, Cesco Chinello, Adriana Martignoni, Mario Dalla Venezia, Maria Rosa Zomaro, Alberto Durante, il Sindaco Galantuomo, Titta Gianquinto cui a marzo la città di Trapani ha intitolato una via e che ci fa grande onore come veneziani&#8230; tutti loro hanno sempre e solo avuto un pensiero che era quello della PACE. E oggi, in questo ultimi mesi, l&#8217;Europa si impegna e indirizza gli Stati membri verso il riarmo! Il vero riarmo sta nell&#8217;investire i soldi per una struttura sociale ed economica che possa offrire a tutti i cittadini europei un livello di vita equo. Non nel sostenere l&#8217;industria delle armi! Quali &#8220;cose belle&#8221; si possono fare con le armi?! Nessuna. Proprio nessuna.</span></p>
<p><span style="font-size: large;">Gino Strada, ricevendo il Premio Nobel Alternativo 2015, ribadì con forza che &#8220;la maggior sfida dei prossimi decenni consisterà nell&#8217;immaginare, progettare e implementare le condizioni che permettano di ridurre il ricorso alla forza e alla violenza di massa fino alla completa disapplicazione di questi metodi. La guerra, come le malattie letali, deve essere prevenuta e curata. La violenza non è la medicina giusta: non cura la malattia, uccide il paziente.&#8221;</span></p>
<p><span style="font-size: large;">L&#8217;antifascismo è contro la guerra ed anela alla PACE, la violenza non fa parte della natura antifascista. Questo ci hanno insegnato i combattenti per la Libertà. Questo deve essere il nostro faro quotidiano nelle piccole e grandi azioni che possiamo perpetrare. Se ognuno di noi agirà in tal senso, riusciremo davvero nell&#8217;auspicio che il generale Mark Clark &#8211; comandante del gruppo delle Armate Alleate in Italia &#8211; il 3 maggio 1945 fece. Cito: &#8220;Invio ai cittadini di Venezia le mie congratulazioni per l&#8217;insurrezione, coronata da pieno successo, che ha portato alla liberazione della città dalla morsa e dal controllo degli invasori. (&#8230;) La vostra città è stata liberata dall&#8217;interno, da forze armate del C.V.L., con l&#8217;aiuto e l&#8217;incoraggiuamento dell&#8217;intera popolazione. La zona del porto e i servizi pubblici di Venezia sono intatti (&#8230;). La città di Venezia avrà certamente una parte notevole nella ricostruzione di un&#8217;Italia libera e indipendente&#8221;. </span></p>
<p><span style="font-size: large;">Ricordiamocelo, tutti i giorni. Oggi più che mai.</span></p>
<p><span style="font-size: large;">VIVA LA LIBERTA&#8217;</span></p>
<p><span style="font-size: large;">VIVA LA PACE TRA I POPOLI </span></p>
<p><span style="font-size: large;">VIVA L&#8217;ITALIA ANTIFASCISTA!</span></p>
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<p>L&#8217;intervento della Presidente ANPI &#8220;Sette Martiri&#8221;, Enrica Berti</p>
<hr />
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<p>Bella Ciao finale cantata da Gualtiero Bertelli</p>
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		<title>Venezia, il percorso della Memoria</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Apr 2015 07:21:33 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[È il 25 aprile 2015, il 70° anniversario della Liberazione dal nazifascismo. Viaggio lungo il percorso della Memoria, a Venezia, in ricordo dell&#8217;eccidio di Cannaregio. di Luca Ferrari, luca.goestowest@gmail.com giornalista/fotoreporter – content writer dal blog The Way of the Miles dello stesso autore in L&#8217;Italo-Americano: Il percorso della Memoria: Venezia ricorda l&#8217;eccidio di Cannaregio Le Brigate Nere <a href="https://www.anpive.org/wordpress/2015/04/28/venezia-percorso-della-memoria/" rel="nofollow"><span class="sr-only">Leggi di piùVenezia, il percorso della Memoria</span>[&#8230;]</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>È il <b>25 aprile</b> 2015, il 70° anniversario della <b>Liberazione</b> dal nazifascismo. Viaggio lungo il <b>percorso della Memoria</b>, a <b>Venezia</b>, in ricordo dell&#8217;<em><strong>eccidio di Cannaregio</strong></em>.</p>
<hr />
<div id="post-body-6094942144427285489" class="post-body entry-content">di <b><a href="https://plus.google.com/111197175343632669086/posts">Luca Ferrari</a></b>, luca.goestowest@gmail.com<br />
<i>giornalista/fotoreporter – content writer<br />
</i>dal blog <a href="http://thewayofthemiles.blogspot.cz/2015/04/venezia-il-percorso-della-memoria.html" target="_blank">The Way of the Miles<br />
</a>dello stesso autore in <a href="http://www.italoamericano.org/story/2015-4-30/percorso-memoria" target="_blank">L&#8217;Italo-Americano</a>: <strong></strong><strong><a href="http://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2016/04/LItalo-Americano-Leccidio-di-Cannaregio.pdf" target="_blank">Il percorso della Memoria: Venezia ricorda l&#8217;eccidio di Cannaregio<br />
</a></strong></p>
<hr />
</div>
<div class="post-body entry-content"></div>
<div class="post-body entry-content">Le Brigate Nere si organizzarono presto. Uno dei loro era stato assassinato <i>e bisognava fargliela pagare</i>. A tutti, senza distinzione. Comunisti, cattolici, liberali o agnostici. La rappresaglia scattò secondo il modello 1-10: per ogni morto nazifascista, 10 uccisi tra le file del nemico. Oggi, nel 2015, a settant&#8217;anni dalla <b>Liberazione</b> del 25 aprile 1945, <b>Venezia </b>ricorda l&#8217;<b>eccidio di Cannaregio</b> con il <b>percorso della Memoria</b>. Un evento organizzato da <a href="http://www.iveser.it/"><u><b>IVESER &#8211; Istituto veneziano per la storia della Resistenza e della società contemporanea</b></u></a>, in collaborazione con <b>ANPI</b> &#8211; <b>Associazione Nazionale Partigiani d&#8217;Italia</b>, <b>Comune</b> <b>di Venezia, ANPPIA, FIAPP </b>e<b> Comunitá Ebraica</b>.</div>
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<p>Venezia, <b>25 aprile 2015</b>. Non sono neanche le 10 del mattino quando una folla sempre più numerosa si sta radunando in <i>campiello</i><b> Bruno Crovato</b>, dedicato a uno dei caduti del suddetto massacro. Fu il primo, nel cuore della notte, ad andare ad aprire alla porta ai suoi assassini. Ciò che si trovò davanti infatti non fu un pellegrino o un amico, ma una pistola (nera) che lo colpì a morte senza nessuna pietà. Al centro del campo ci sono l&#8217;antifascista <b>Carlo Bullado</b> e <b>Bruno Gamacchio </b>(Partigiano Bianco), con l&#8217;<b>ANPI &#8211; Associazione Nazionale Partigiani d&#8217;Italia</b>.</p>
<p>Il <b>25 aprile</b> a <b>Venezia</b> è sempre un giorno speciale. Non solo si celebra la festa della <b>Liberazione dal nazifascismo</b> ma è anche il giorno del patrono <b>San Marco</b>, durante il quale i maschietti regalano alla propria amata un bocciolo (<i>bocolo</i>) di rosa. Ma in questo giorno di memoria e amore, c&#8217;è stato spazio anche per l&#8217;ignoranza. Sfruttando la storia di una città aperta, orde senza il benché minimo straccio di ideologia hanno sventolato la bandiera del leone di San Marco commentando con <b>volgarità</b> e <b>becera inciviltà </b>il<b> </b>passaggio dei <b>partigiani</b> e i festeggiamenti della <b>Liberazione</b>.</p>
<p>Passano gli anni eppure sono tanti gl&#8217;italiani che ancora rimpiangono il duce <b>Benito Mussolini</b>. Ne vanno fieri. Lo ostentano con penosa tracotanza. <i><b>Un insulto all&#8217;Italia, alla Costituzione e ai più basilari diritti dell&#8217;Uomo</b></i>. Tralasciando questa degenerazione di sostenitori di morte, si comincia con la prima posa di fiori sopra la lapide di <b>Bruno Crovato</b>, preceduta da l&#8217;<b>inno di Mameli </b>e la partigiana <i><b>Bella ciao</b></i>, suonate e cantate dal <b>coro 25 Aprile </b>insieme ai presenti.</p>
<p>Adolescenti e anziani. Genitori e bambini piccoli. Ci sono tutti a vivere il percorso della Memoria. Abbandonato il primo campiello, si prosegue verso per la seconda commemorazione, presso il <i>ponte dei Sartori</i>, davanti alla lapide in memoria di <b>Luigi Borgato</b>. È poi la volta di <b>Giuseppe Tramontin</b> (si prese anche lui una pallottola alla testa ma si salvò) in <i>calle Priuli</i>, quindi in <i>Fondamenta S. Felice</i> per <b>Ubaldo Belli</b>, in <i>calle Colombina</i> per <b>Piero Favretti</b>, in <i>campiello del Magazin</i> per <b>Augusto Picutti</b> e in <i>corte Correr</i> per il <b>Capitano Manfredi Azzarita</b>, originario di Cannaregio e ma perito nell&#8217;<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Eccidio_delle_Fosse_Ardeatine"><b>eccidio delle Fosse Ardeatine</b></a>.</p>
<p>Dopo aver percorso per calli e lungo tutta la<i> Strada Nuova</i>, il corteo si dirige verso il <b>ghetto ebraico,</b> nel cui <i>campo del Ghetto Novo</i> ogni anno si celebra la <b>Festa della Liberazione</b>. Prima di entrarvi però, c&#8217;è un&#8217;ultima lapide verso cui rivolgere i propri pensieri. Quella di <b>Adolfo Ottolenghi</b>, rabbino capo di Venezia, prelevato dai nazifascisti ormai malato e anziano, e mandato a morire nel <b>campo di sterminio di Auschwitz</b>.</p>
<p>Le guerre non si sono fermate con la fine della II Guerra Mondiale. Sono continuate in modi ancor più subdoli. Almeno un giorno l&#8217;anno qualcuno (più di) ripensa a quel giorno. Un momento storico in cui la tirannia nazista finì nel fango, strozzata dal suo stesso sangue che tanto aveva orrendamente versato in tutta Europa. Una parte d&#8217;Italia si ribellò a quel giogo. Loro, i <b>partigiani</b>. Orgoglio di una nazione ancor oggi laconicamente divisa.</p>
<p>Non è un giorno come gli altri il <b>25 aprile</b>, a Venezia, come in tutto il resto della penisola. Se ne facciano una ragione quei politici (tanti) e quelle persone che vorrebbero riscrivere la Storia. Non accadrà. L&#8217;Italia si è sollevata al nazifascismo e ha reagito. <i>Cessa il vento, calma è la bufera/ Torna a casail fiero partigian/; sventolando la rossa sua bandiera; vittoriosa, al fin liberi siam!</i> Qui, da Venezia, buon <b>25 aprile </b>e <b>buona festa della Liberazione</b> a tutti.</p>
<p><b><i>W la Libertà. W la Resistenza. W l&#8217;Italia libera e unita.</i></b></p>
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<td><a href="http://4.bp.blogspot.com/-AhnB-Woq7sk/VT3JD7sXvYI/AAAAAAAAK4o/ttdrgRHHMKo/s1600/Venezia_il_percorso_della_memoria.jpg"><img decoding="async" src="https://4.bp.blogspot.com/-AhnB-Woq7sk/VT3JD7sXvYI/AAAAAAAAK4o/ttdrgRHHMKo/s1600/Venezia_il_percorso_della_memoria.jpg" border="0" /></a></td>
</tr>
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<td class="tr-caption">Venezia, <i>campiello Bruno Crovato</i> – l’antifascista <b> Carlo Bullado</b> © Luca Ferrari</td>
</tr>
</tbody>
</table>
</div>
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<td><a href="http://2.bp.blogspot.com/-Uu8BHSskDjk/VT3JWVZUzZI/AAAAAAAAK4w/dU5Qs26DmWU/s1600/Venezia_il_percorso_della_memoria_01.jpg"><img decoding="async" src="http://2.bp.blogspot.com/-Uu8BHSskDjk/VT3JWVZUzZI/AAAAAAAAK4w/dU5Qs26DmWU/s1600/Venezia_il_percorso_della_memoria_01.jpg" border="0" /></a></td>
</tr>
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<td class="tr-caption">Venezia, campiello B. Crovato – i fiori sulla lapide di <b>Bruno Crovato</b> © Luca Ferrari</td>
</tr>
</tbody>
</table>
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<tbody>
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<td><a href="http://1.bp.blogspot.com/-zOyU7Rvycf8/VT3JWoFT5AI/AAAAAAAAK40/_vholBeK0Ek/s1600/Venezia_il_percorso_della_memoria_02.jpg"><img decoding="async" src="http://1.bp.blogspot.com/-zOyU7Rvycf8/VT3JWoFT5AI/AAAAAAAAK40/_vholBeK0Ek/s1600/Venezia_il_percorso_della_memoria_02.jpg" border="0" /></a></td>
</tr>
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<td class="tr-caption">Venezia, campiello B. Crovato – <b>ANPI</b> presente © Luca Ferrari</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<table class="tr-caption-container" cellspacing="0" cellpadding="0" align="center">
<tbody>
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<td><a href="http://1.bp.blogspot.com/-TT8KEGGRdNE/VT3JWjUon0I/AAAAAAAAK44/JD2PCLcUBqw/s1600/Venezia_il_percorso_della_memoria_03.jpg"><img decoding="async" src="http://1.bp.blogspot.com/-TT8KEGGRdNE/VT3JWjUon0I/AAAAAAAAK44/JD2PCLcUBqw/s1600/Venezia_il_percorso_della_memoria_03.jpg" border="0" /></a></td>
</tr>
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<td class="tr-caption">Venezia, campiello B. Crovato – si ascolta l’<b>inno di Mameli e Bella ciao </b>© Luca Ferrari</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<table class="tr-caption-container" cellspacing="0" cellpadding="0" align="center">
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<td><a href="http://4.bp.blogspot.com/-UlJtKjJa0KA/VT3JXSmsLYI/AAAAAAAAK5Y/OpZIJK5iOsw/s1600/Venezia_il_percorso_della_memoria_04.jpg"><img decoding="async" src="http://4.bp.blogspot.com/-UlJtKjJa0KA/VT3JXSmsLYI/AAAAAAAAK5Y/OpZIJK5iOsw/s1600/Venezia_il_percorso_della_memoria_04.jpg" border="0" /></a></td>
</tr>
<tr>
<td class="tr-caption"><span data-offset-key="bft6q-0-0" data-reactid=".25.1:4.0.$right.0.0.0.0.1.0.0.1.0.0.$bft6q.0:$bft6q-0-0"><span data-reactid=".25.1:4.0.$right.0.0.0.0.1.0.0.1.0.0.$bft6q.0:$bft6q-0-0.0">Venezia, il corteo si muove lungo il <b>percorso della Memoria</b> © Luca Ferrari</span></span></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<table class="tr-caption-container" cellspacing="0" cellpadding="0" align="center">
<tbody>
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<td><a href="http://1.bp.blogspot.com/-z0qJXCaFvbA/VT3JXnWCqiI/AAAAAAAAK5A/bCK8lB9mmKM/s1600/Venezia_il_percorso_della_memoria_05.jpg"><img decoding="async" src="http://1.bp.blogspot.com/-z0qJXCaFvbA/VT3JXnWCqiI/AAAAAAAAK5A/bCK8lB9mmKM/s1600/Venezia_il_percorso_della_memoria_05.jpg" border="0" /></a></td>
</tr>
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<td class="tr-caption">Venezia, lapide in memoria di <b>Luigi Borgato </b>© Luca Ferrari</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<table class="tr-caption-container" cellspacing="0" cellpadding="0" align="center">
<tbody>
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<td><a href="http://3.bp.blogspot.com/-hJTrrZNWNVg/VT3JYMjhZVI/AAAAAAAAK5M/noRDk4ONkqc/s1600/Venezia_il_percorso_della_memoria_06.jpg"><img decoding="async" src="http://3.bp.blogspot.com/-hJTrrZNWNVg/VT3JYMjhZVI/AAAAAAAAK5M/noRDk4ONkqc/s1600/Venezia_il_percorso_della_memoria_06.jpg" border="0" /></a></td>
</tr>
<tr>
<td class="tr-caption">Venezia, lapide in memoria di <b>Giuseppe Tramontin </b>© Luca Ferrari</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<table class="tr-caption-container" cellspacing="0" cellpadding="0" align="center">
<tbody>
<tr>
<td><a href="http://3.bp.blogspot.com/-yRZKr5PA8Qk/VT3JY3kBSvI/AAAAAAAAK5U/jd_Z-msnnW8/s1600/Venezia_il_percorso_della_memoria_07.jpg"><img decoding="async" src="http://3.bp.blogspot.com/-yRZKr5PA8Qk/VT3JY3kBSvI/AAAAAAAAK5U/jd_Z-msnnW8/s1600/Venezia_il_percorso_della_memoria_07.jpg" border="0" /></a></td>
</tr>
<tr>
<td class="tr-caption">Venezia, il corteo lungo il <b>Percorso della Memoria </b>© Luca Ferrari</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<table class="tr-caption-container" cellspacing="0" cellpadding="0" align="center">
<tbody>
<tr>
<td><a href="http://4.bp.blogspot.com/-zPVw3K1zqWI/VT3JZ1VgmFI/AAAAAAAAK50/TzeWrfi_fZ4/s1600/Venezia_il_percorso_della_memoria_08.jpg"><img decoding="async" src="http://4.bp.blogspot.com/-zPVw3K1zqWI/VT3JZ1VgmFI/AAAAAAAAK50/TzeWrfi_fZ4/s1600/Venezia_il_percorso_della_memoria_08.jpg" border="0" /></a></td>
</tr>
<tr>
<td class="tr-caption">Venezia, lapide in memoria di <b>Piero Favretti</b> © Luca Ferrari</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<table class="tr-caption-container" cellspacing="0" cellpadding="0" align="center">
<tbody>
<tr>
<td><a href="http://4.bp.blogspot.com/-f32x_9gt2LM/VT3Jat91rCI/AAAAAAAAK5s/F9bN5qndvok/s1600/Venezia_il_percorso_della_memoria_09.jpg"><img decoding="async" src="http://4.bp.blogspot.com/-f32x_9gt2LM/VT3Jat91rCI/AAAAAAAAK5s/F9bN5qndvok/s1600/Venezia_il_percorso_della_memoria_09.jpg" border="0" /></a></td>
</tr>
<tr>
<td class="tr-caption">Venezia, lapide in memoria del Capitano <b>Manfredi Azzarita </b>© Luca Ferrari</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<table class="tr-caption-container" cellspacing="0" cellpadding="0" align="center">
<tbody>
<tr>
<td><a href="http://2.bp.blogspot.com/-aFobTjWsAMs/VT3JbY6Rt_I/AAAAAAAAK5o/EpJpDvVm33U/s1600/Venezia_il_percorso_della_memoria_10.jpg"><img decoding="async" src="http://2.bp.blogspot.com/-aFobTjWsAMs/VT3JbY6Rt_I/AAAAAAAAK5o/EpJpDvVm33U/s1600/Venezia_il_percorso_della_memoria_10.jpg" border="0" /></a></td>
</tr>
<tr>
<td class="tr-caption">Venezia, lapide in memoria del rabbino <b>Adolfo Ottolenghi</b> © Luca Ferrari</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<table class="tr-caption-container" cellspacing="0" cellpadding="0" align="center">
<tbody>
<tr>
<td><a href="http://4.bp.blogspot.com/-6OCOEue_mW8/VT3Jcdffj5I/AAAAAAAAK6A/nJQ9l0AkeV4/s1600/Venezia_il_percorso_della_memoria_11.jpg"><img decoding="async" src="http://4.bp.blogspot.com/-6OCOEue_mW8/VT3Jcdffj5I/AAAAAAAAK6A/nJQ9l0AkeV4/s1600/Venezia_il_percorso_della_memoria_11.jpg" border="0" /></a></td>
</tr>
<tr>
<td class="tr-caption">Venezia, <b>campo del Ghetto Novo</b> © Luca Ferrari</td>
</tr>
</tbody>
</table>
</div>
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