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	<title>fascismo &#8211; ANPI Venezia</title>
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	<title>fascismo &#8211; ANPI Venezia</title>
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		<title>MAI PIU&#8217; FASCISMO E NAZISMO</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Mar 2021 10:10:58 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[]]></description>
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<div dir="ltr">
<div class="gmail_default">
<div class="gmail_default">La nostra Sezione partecipa ai banchetti organizzati&nbsp;dallo Spi e dal PD di Venezia per la raccolta di firme per la legge di iniziativa popolare di cui trovate la locandina in allegato.&nbsp;</div>
<div class="gmail_default">Sarà&nbsp;anche il modo per continuare la campagna di tesseramenti ANPI 2021 partita con soddisfazione e trenta nuovi iscritti, domenica&nbsp;28 febbraio in Campo&nbsp;Santa Margherita</div>
<div class="gmail_default">&nbsp;</div>
<div class="gmail_default">I banchetti si terranno:</div>
<div class="gmail_default">
<ul>
<li>sabato 6 marzo a Castello, in Via Garibaldi all&#8217;angolo di Corte Nova dalle 10 alle 13&nbsp;</li>
<li><span style="font-family: verdana, sans-serif;">martedì 9 marzo al&nbsp;Lido di Venezia nella piazzetta in Riviera Corinto all’angolo con Via Rodi, (area mercatino) dalle ore 9:00 alle ore 12:30</span></li>
<li><span style="font-family: verdana, sans-serif;">mercoledì 10 marzo dalle 16 alle 19 davanti al bar Palanca, dalle 18 alle 19,30 nei pressi dell&#8217;imbarcadero</span></li>
<li><span style="font-family: verdana, sans-serif;">venerdì 12 marzo dalle 9 alle 12 al mercato di Sacca Fisola</span></li>
</ul>
<p><img decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-3164" src="https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2021/03/Locandina-legge-Stazzema.jpg" alt="" width="362" height="512" srcset="https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2021/03/Locandina-legge-Stazzema.jpg 362w, https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2021/03/Locandina-legge-Stazzema-212x300.jpg 212w" sizes="(max-width: 362px) 100vw, 362px" /></p>
</div>
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		<item>
		<title>Orazione per i Sette Martiri</title>
		<link>https://www.anpive.org/wordpress/2019/08/04/orazione-per-i-sette-martiri/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 04 Aug 2019 09:44:19 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[accoglienza]]></category>
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					<description><![CDATA[Ringraziamo Nicola De Lorenzo Poz per le riprese e Antonio Beninati per il montaggio.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<div id="attachment_2673" style="width: 583px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2019/08/67739379_413995099219029_1272499630420000768_n-1.jpg"><img aria-describedby="caption-attachment-2673" decoding="async" loading="lazy" class="wp-image-2673" src="https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2019/08/67739379_413995099219029_1272499630420000768_n-1.jpg" alt="" width="573" height="322" srcset="https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2019/08/67739379_413995099219029_1272499630420000768_n-1.jpg 576w, https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2019/08/67739379_413995099219029_1272499630420000768_n-1-300x169.jpg 300w" sizes="(max-width: 573px) 100vw, 573px" /></a><p id="caption-attachment-2673" class="wp-caption-text">Foto di Valentina La Gorga</p></div>
<p>Davanti a questi Martiri che ogni anno ricordiamo, dobbiamo, una volta di più, soffermarci sul senso del loro sacrificio, per coglierlo e rapportarlo all’oggi; considerare la loro opposizione a una organizzazione della società fondata sul pensiero unico, il sospetto, la delazione, l’odio per il diverso; e ancora: sul conformismo, sull’indifferenza e sul farsi valore dell’obbedienza cieca e totale, sul disinteresse per ogni autonomia di pensiero e sul disvalore di ogni posizione critica e di ogni dubbio: credere, obbedire, combattere.<br />E per stringersi a combattere c’è bisogno del nemico. E se il nemico non c’è, bisogna crearlo.</p>
<p>Pensiamo a cosa rappresentano oggi questi sette Martiri: sono la dimostrazione della brutalità di un potere cieco di fronte alle istanze dei cittadini.<br />Tanti esempi di questa brutalità abbiamo sotto gli occhi nelle cronache dei nostri giorni, anche recenti ed anche a noi molto vicine, in cui la volontà e le ragioni della popolazione locale vengono ignorate, derise, calpestate, sopraffatte da istituzioni arroganti, beffarde e violente. E succube di interessi economici distruttivi. Un potere economico che, come sempre, è dalla parte del più forte: lo vediamo nel Mose, nelle grandi navi in laguna, nei progetti faraonici sull’aeroporto, in quello della sublagunare che vediamo riaffiorare e nelle tante grandi opere devastanti e utili solo ai promotori e alla corte di politici che le sostengono. Progetti nei quali la sapienza e le argomentazione dei cittadini che pure la Costituzione invita a partecipare e a farsi sentire, vengono perseguitate e criminalizzate. A favore degli interessi di un capitale che dice lavoro e pensa profitto; quel capitale che volendo agire senza ostacoli, nel fascismo trova il suo storico riferimento.</p>
<p>C’è invece un vitale bisogno di una libera impresa sensibile ai bisogni sociali, che condivida e sostenga l’idea di una società resa più giusta anche col suo apporto; un’impresa che non pensi di realizzarsi nel suo avido vantaggio sconnesso dalla comunità cui appartiene e anzi spesso fatto a suo danno, che si lavi la coscienza del suo cinismo incolpando le inefficienze e le lentezza del controllo politico; c’è bisogno, all’opposto, di un’imprenditoria che, guidata dallo spirito sociale dell’articolo 41 della Costituzione, si faccia sostenitrice di quel vero progresso che è l’abolizione delle disuguaglianze.</p>
<p>Invece abbiamo intorno a noi, in uno Stato che ha progressivamente abbandonato il suo ruolo di fornitore di servizi essenziali, una società in cui cresce l’indifferenza verso la sorte dell’altro, anche il più vicino a noi, che vuole la sopravvivenza per merito, abbandonando l’idea che si possa far conto sull’aiuto dell’altro. Un contesto che ti rinfaccia che, se non ce la fai, sei un disadatto e bisogna dirtelo a muso duro, farsi un vanto nel chiedere la tua espulsione dal contesto. Diventare indifferenti non basta più, bisogna essere feroci, dichiararlo e fregiarsene pubblicamente come una nuova identità. Un’investitura che viene concessa dal nuovo profeta, untore della peste dell’odio.</p>
<div id="attachment_2668" style="width: 384px" class="wp-caption alignright"><a href="https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2019/08/67812976_1287709288057393_5779606081407811584_n.jpg"><img aria-describedby="caption-attachment-2668" decoding="async" loading="lazy" class="wp-image-2668" src="https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2019/08/67812976_1287709288057393_5779606081407811584_n.jpg" alt="" width="374" height="550" srcset="https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2019/08/67812976_1287709288057393_5779606081407811584_n.jpg 415w, https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2019/08/67812976_1287709288057393_5779606081407811584_n-204x300.jpg 204w" sizes="(max-width: 374px) 100vw, 374px" /></a><p id="caption-attachment-2668" class="wp-caption-text">Foto di Serena Ragno</p></div>
<p>Perciò, per il totalitarismo che non tollera le differenze e il dissenso, il modo migliore per annullarli è accorpare tutti in una classe unica di consumatori uniformati.</p>
<p>Proprio considerando le tante disuguaglianze della nostra società, nel commemorare oggi i caduti su questa riva 75 anni fa, come anche quelli di Ca’ Giustinian commemorati 6 giorni fa, non è ammissibile che si confonda pìetas e giudizio storico. Se la pietà verso i morti è un segno di civiltà, il rispetto per loro non può e non deve essere usato per legittimare e incoraggiare il riemergere e il diffondersi di un’idea infame quale è il fascismo. Se pure si assolvono gli uomini perché nella scelta difficile hanno obbedito a ordini superiori, con le stesse ragioni i mandanti e soprattutto le loro idee, devono essere condannati senza appello e condannati, di conseguenza, quanti, quelle idee, nel pozzo torbido del passato, vanno a recuperare.<br />Quanto fascismo ormai ci circondi, è evidente a tutti e basta una citazione che trovo chiarissima nella sua sinteticità: “<strong><em>Il fascismo è il risultato di problemi sociali a cui viene risposto con la creazione di nemici fittizi</em></strong>”.<br />Noi sappiamo che a questo si opponevano quei sette giustiziati, ognuno secondo le sue attitudini; per questo furono sacrificati come esempio per la popolazione.</p>
<p>Per noi, invece, sono l’esempio di quale disumana crudeltà realizzi la politica che fomenta e diffonde la paura, l’insicurezza, l’ebbrezza della giustizia fatta in proprio, il rifiuto del diverso e oggi, il cinismo dei respingimenti.<br />Ed è allora contro la rete della socialità che si rivolge la violenza dei proclami e dei provvedimenti della politica. Ma, dietro quel livore, è sempre più scoperta la strumentalità di questa ossessione; infatti senza rievocare ogni giorno il pericolo del nemico, il consenso crollerebbe.<br />Ecco allora quel decreto sicurezza che criminalizza la fragilità e sopprime la contestazione civile.</p>
<p>Ma, in parallelo, la diffusione della paura usa anche armi più sottili: l’insicurezza percepita, pur essendo soggettiva, finisce per valere più dei fatti, delle statistiche e dei numeri che dicono che l’Italia è uno dei paesi più sicuri. E’ un capovolgimento paradossale che, però, dal punto di vista della propaganda ministeriale, è necessario perché, mentre i numeri e i fatti non sono manipolabili, le percezioni possono essere indotte, modellate, instradate: basta una buona conoscenza delle tecniche comunicative, il supporto immancabile di media amici, la pubblicità commerciale, tutti a proporre in pieno accordo che è cittadino a pieno titolo solo chi può ostentare i simboli dell’alienazione consumistica, il suo buon diritto di identificare sé stesso con l’oggetto di culto. Suggestioni pervasive che ci fanno arrivare alla convinzione che chi è dentro questi scenari è un cittadino modello, gli altri sono da escludere.</p>
<p>Se quindi è vero che le dittature si preparano il terreno prima creando il nemico e poi fomentando la paura del suo arrivo, incoraggiando l’indifferenza e sostenendola, se vogliamo scongiurare nuovi regimi, nuove dittature, nuovi ventennî, è sulla sollecitudine e il riconoscimento dell’altro che dobbiamo fondare, definire e praticare il nostro antifascismo.</p>
<p>Il ricordo di queste sette vite stroncate ci insegna come contraddire la religione dell’individualismo che annulla le reti di relazioni e ci lascia isolati e deboli di fronte al potere che ci vuole cortigiani in cerca di un principe, di un boss, di un capitano a cui chiedere sopravvivenza e senso.<br />Ad un’idea di società più inclusiva, più variegata, più sollecita, questi Martiri hanno sacrificato la vita e sulla loro visione altruista è stata costruita la nostra Costituzione antifascista.</p>
<p><a href="https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2019/08/67939435_2351352541771448_4647615627471618048_n.jpg"><img decoding="async" loading="lazy" class=" wp-image-2670 alignleft" src="https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2019/08/67939435_2351352541771448_4647615627471618048_n.jpg" alt="" width="401" height="530" srcset="https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2019/08/67939435_2351352541771448_4647615627471618048_n.jpg 650w, https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2019/08/67939435_2351352541771448_4647615627471618048_n-227x300.jpg 227w" sizes="(max-width: 401px) 100vw, 401px" /></a>In definitiva la domanda che come Anpi dobbiamo farci è a chi parlare, di che cosa e come parlare.<br />Col presupposto che, mai come in questo momento, forse più ancora che cercare di risvegliare consapevolezza, dobbiamo noi tutti riconoscere quanto sia prioritario l’ascolto, perché i tanti che sono oppressi dal disagio del quotidiano fanno ancora più fatica a dedicarsi alla messa in pratica di ideali che, solo in tempi lunghi, potranno trasformarsi in opportunità. E tuttavia ci confortano i tanti giovani che pur nelle angustie di un futuro incerto e di un presente fatto di precarietà e sfruttamento, riescono a coltivare la passione civile e la partecipazione.</p>
<p>In conseguenza di tutte queste considerazioni, l’Anpi deve parlare a chi non sa che esiste una Costituzione e, in ogni occasione, rimarcare che, pur esistendo essa formalmente, resta largamente inapplicata: nell’economia, nella socialità, nelle relazioni internazionali; non deve stancarsi di spiegare qual’è il significato di quella Carta e perché è utile che esista e come la sua persistente disapplicazione porti alla fine della democrazia.<br />Dobbiamo saper dire che ancor prima del giudizio della Corte costituzionale, ce lo dicono la nostra educazione al rispetto della persona e della dignità, l’umanesimo connaturato al nostro essere italiani che i respingimenti sono contrari alla nostra Carta; la stessa che ci dice anche che l’economia che crea posti di lavoro, ma uccide con gli infortuni e con l’avvelenamento del territorio è la sua negazione, che l’impresa che riduce a gusci vuoti le città e a promotori finanziari i suoi residenti la trasgredisce ogni giorno.</p>
<p>A questa partecipazione che fa rete e risveglia la solidarietà dobbiamo tornare e rieducarci alla pietà per i tanti esseri umani che quotidianamente annegano nel Mediterraneo, rifiutare la paura dell’altro e l’indifferenza, l’egoismo, il cinismo, per far sì che le dittature che questi Martiri hanno contrastato, anche nelle nuove forme di oggi vengano sconfitte.</p>
<p><strong>Gian Luigi Placella</strong><br /><strong>Presidente della sezione ANPI &#8220;Sette Martiri&#8221;</strong></p>
<p>Venezia, 3 agosto 2019</p>



<hr class="wp-block-separator"/>



<p>[embedyt] https://www.youtube.com/watch?v=-ELtqmpYX6U[/embedyt]</p>



<p>Ringraziamo Nicola De Lorenzo Poz per le riprese e Antonio Beninati per il montaggio.</p>



<hr class="wp-block-separator"/>



<p><a href="https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2019/08/Articolo-Nuova-Venezia.jpg"><img decoding="async" loading="lazy" class="alignright size-full wp-image-2677" src="https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2019/08/Articolo-Nuova-Venezia.jpg" alt="" width="2243" height="1597" srcset="https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2019/08/Articolo-Nuova-Venezia.jpg 2243w, https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2019/08/Articolo-Nuova-Venezia-300x214.jpg 300w, https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2019/08/Articolo-Nuova-Venezia-768x547.jpg 768w, https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2019/08/Articolo-Nuova-Venezia-1024x729.jpg 1024w" sizes="(max-width: 2243px) 100vw, 2243px" /></a></p>
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			</item>
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		<title>Ancora una volta non si tratta di “goliardate”</title>
		<link>https://www.anpive.org/wordpress/2018/12/06/ancora-una-volta-non-si-tratta-di-goliardate/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 06 Dec 2018 22:54:52 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ancora una volta non si tratta di “goliardate” ma di passi meditati per spacciare come cosa ordinaria e lecita la rievocazione di simboli e figure di un regime criminale. Queste esibizioni in Italia sono reato e certamente la magistratura farà la sua parte. Ma nello stesso momento in cui, come cittadini e come rappresentanti dell’Anpi, <a href="https://www.anpive.org/wordpress/2018/12/06/ancora-una-volta-non-si-tratta-di-goliardate/" rel="nofollow"><span class="sr-only">Leggi di piùAncora una volta non si tratta di “goliardate”</span>[&#8230;]</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2016/03/Logo-Sezione-7-Martiri.jpg"><img decoding="async" loading="lazy" class="wp-image-1321 aligncenter" src="http://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2016/03/Logo-Sezione-7-Martiri.jpg" alt="" width="230" height="158" srcset="https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2016/03/Logo-Sezione-7-Martiri.jpg 960w, https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2016/03/Logo-Sezione-7-Martiri-300x206.jpg 300w, https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2016/03/Logo-Sezione-7-Martiri-768x527.jpg 768w" sizes="(max-width: 230px) 100vw, 230px" /></a></p>
<p>Ancora una volta non si tratta di “goliardate” ma di passi meditati per spacciare come cosa ordinaria e lecita la rievocazione di simboli e figure di un regime criminale. Queste esibizioni in Italia sono reato e certamente la magistratura farà la sua parte.</p>
<p>Ma nello stesso momento in cui, come cittadini e come rappresentanti dell’Anpi, segnaliamo la gravità della vera portata di tali azioni, richiamiamo le istituzioni dello Stato a dire che il fascismo è non solo illegale, ma anche un attentato, una minaccia alla Repubblica italiana basata sulla Costituzione antifascista.</p>
<p>Nella nostra città, al nostro fianco, anche quest’anno, le istituzioni dello Stato rappresentate dal Sindaco hanno preso la parola il 25 aprile, giorno che ricorda la liberazione dal fascismo e l’inizio della stagione di democrazia in Italia. Educativo e pieno di significato, sarebbe il ritiro della licenza al gondoliere amante del fascio. Ci aspettiamo, comunque che, di fronte a questi episodi, chi ha voce più alta di noi se ne dissoci e li condanni, dichiarando inammissibile, in Italia e a Venezia, la riproposizione di una mentalità intollerante, basata sulla sopraffazione e la violenza, incompatibile con i nostri fondamenti democratici. Non dirlo in queste occasioni è sconfessare la Costituzione Italiana.</p>
<p>ANPI &#8220;Sette Martiri&#8221;, Venezia</p>
<hr />
<p><a href="https://corrieredelveneto.corriere.it/venezia-mestre/cronaca/18_dicembre_06/gondola-l-effige-duce-bufera-web-bruciatela-aaac3a2a-f974-11e8-b32d-f3e6e15a2762.shtml" target="_blank" rel="noopener">Il Corriere del Veneto</a></p>
<p><a href="https://nuovavenezia.gelocal.it/venezia/cronaca/2018/12/06/news/gondola-con-look-fascista-1.30005498?fbclid=IwAR2Ya3EeYSzc9GTAQxHab2lXgGVZBEVezY02thK7577Ee-Gq1aMW3x9Rhuk" target="_blank" rel="noopener">La Nuova Venezia</a></p>
<p><a href="https://www.repubblica.it/cronaca/2018/12/06/foto/venezia_gondola_con_il_profilo_di_mussolini_la_foto_diventa_virale_e_solleva_polemiche-213590269/1/?ref=RHPPBT-BH-I0-C4-P9-S1.4-T1#1" target="_blank" rel="noopener">La Repubblica</a></p>
<p><a href="https://www.ilmessaggero.it/italia/gondola_fascista_fascio_gondoliere_duce-4155455.html" target="_blank" rel="noopener">Il Messaggero</a></p>
<hr />
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Il fascismo non è ancora sepolto. Comunicato sui fatti di Fermo.</title>
		<link>https://www.anpive.org/wordpress/2016/07/21/sui-fatti-fermo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 Jul 2016 10:35:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ANPI Venezia]]></category>
		<category><![CDATA[ANPI 7 Martiri]]></category>
		<category><![CDATA[ANPI Nazionale]]></category>
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		<category><![CDATA[Fermo]]></category>
		<category><![CDATA[razzismo]]></category>
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					<description><![CDATA[Il Direttivo della Sezione ANPI 7 Martiri di Venezia, riunitosi il 16 luglio u. s. ha espresso la propria preoccupazione per il continuo aggravarsi del clima razzista e sessista nel nostro Paese. La punta dell’iceberg è l’uccisione da parte di un estremista di destra di un profugo nigeriano perché difese la moglie Chimiary dalle offese <a href="https://www.anpive.org/wordpress/2016/07/21/sui-fatti-fermo/" rel="nofollow"><span class="sr-only">Leggi di piùIl fascismo non è ancora sepolto. Comunicato sui fatti di Fermo.</span>[&#8230;]</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" loading="lazy" class="alignleft wp-image-1531 " src="http://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2016/02/cropped-12524310_1103202296391149_8192097337098509289_n-300x300.jpg" alt="cropped-12524310_1103202296391149_8192097337098509289_n.jpg" width="259" height="259" srcset="https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2016/02/cropped-12524310_1103202296391149_8192097337098509289_n-300x300.jpg 300w, https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2016/02/cropped-12524310_1103202296391149_8192097337098509289_n-150x150.jpg 150w, https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2016/02/cropped-12524310_1103202296391149_8192097337098509289_n-250x250.jpg 250w, https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2016/02/cropped-12524310_1103202296391149_8192097337098509289_n-174x174.jpg 174w, https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2016/02/cropped-12524310_1103202296391149_8192097337098509289_n-270x270.jpg 270w, https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2016/02/cropped-12524310_1103202296391149_8192097337098509289_n-192x192.jpg 192w, https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2016/02/cropped-12524310_1103202296391149_8192097337098509289_n-180x180.jpg 180w, https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2016/02/cropped-12524310_1103202296391149_8192097337098509289_n-32x32.jpg 32w, https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2016/02/cropped-12524310_1103202296391149_8192097337098509289_n.jpg 512w" sizes="(max-width: 259px) 100vw, 259px" />Il Direttivo della Sezione ANPI 7 Martiri di Venezia, riunitosi il 16 luglio u. s. ha espresso la propria preoccupazione per il continuo aggravarsi del clima razzista e sessista nel nostro Paese. La punta dell’iceberg è l’uccisione da parte di un estremista di destra di un profugo nigeriano perché difese la moglie Chimiary dalle offese razziste e sessiste dell’assassino fascista. Questi episodi ci confermano nella convinzione che nostro compito fondamentale educativo è quello di diffondere nelle scuole la conoscenza della Costituzione come antidoto a tali deviazioni. Nel condividere il comunicato della Segreteria Nazionale al riguardo, chiediamo al Direttivo Nazionale di attivarsi con iniziative specifiche che coinvolgano tutte le Sezioni italiane per mettere in atto una forte mobilitazione contro i fascismi. Vogliamo ricordare anche come, in deliranti interventi sui social, si sono ripetuti pesanti considerazioni ed indegni insulti contro Chimiary perché di colore e perché donna. Per queste ragioni e affinché non sia vanificato l’impegno di tanti volontari che si spendono perché le intolleranze verso il diverso abbiano sempre meno spazio, chiediamo anche che la stessa fermezza e severità sia espressa verso tutti i responsabili, quando analoghe manifestazioni di sentimenti razzisti, provenienti da figure istituzionali, non solo non vengono stigmatizzate nei consessi più alti, ma addirittura in essi minimizzate e coperte per malinteso spirito di corpo, quando non per inammissibili ragioni di opportunità politica. Sono questi gli esempi più deleteri che rischiano di vanificare ogni iniziativa di sensibilizzazione e di educazione che indirizziamo ai giovani perché sappiano dire ancora una volta NO! No ai soprusi, alle violenze, al femminicidio, sempre più frequenti nel nostro Paese dove l’impegno morale è sempre meno rispettato.</p>
<p><strong>La Segreteria ANPI 7 Martiri</strong></p>
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<p><a href="http://www.anpi.it/articoli/1572/teniamo-occhi-e-coscienza-ben-aperti-il-fascismo-non-e-ancora-definitivamente-sepolto" target="_blank"><strong>Il testo dei comunicati della Segreteria nazionale ANPI e dell&#8217;ANPI di Fermo</strong></a></p>
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<p>L&#8217;ANPI Nazionale, nel condividere le preoccupazioni espresse nel tempestivo comunicato dell&#8217;ANPI provinciale di Fermo, si stringe con immensa tristezza al dolore di Chimiary per la perdita del suo caro Emmanuel. Una vicenda inquietante che conferma quanto occorra tenere occhi e coscienza ben aperti dinanzi ad un fenomeno che non cessa di mostrarsi vitale e diffuso: il razzismo. Facciamo appello alla magistratura affinché si faccia rapidamente giustizia e alle forze dell&#8217;ordine affinché si vigili con maggiore intensità sull&#8217;incolumità dei nostri fratelli migranti. Il Paese ha bisogno di una rinnovata e piena stagione di diritti e convivenza civile. Di una incisiva e operativa stagione di memoria attiva: il fascismo, di cui il razzismo è chiara espressione, non è ancora definitivamente sepolto. L&#8217;orrore di Fermo è lì ad attestarlo.</p>
<p>LA SEGRETERIA NAZIONALE ANPI</p>
<p>Roma, 8 luglio 2016</p>
<hr />
<p>L&#8217;ANPI apprende con dolore e sgomento dell&#8217;inaudita aggressione subita da due cittadini nigeriani, ospiti del Centro di accoglienza per i rifugiati presso il Seminario arcivescovile di Fermo ad opera di due cosiddetti “cittadini italiani”, noti da tempo alle forze dell&#8217;ordine come ultras ed elementi della “destra” fascista.</p>
<p>Emmanuel e Chimiary sono nostri fratelli e compagni, vittime delle persecuzioni e delle guerre civili nel loro paese, vittime della violenza fascista e razzista in Italia.</p>
<p>Sono stati oltraggiati e pestati da due stupidi pericolosi sicari generati da un clima di intolleranza, di paura e d&#8217;odio innescato volutamente da quanti pensano di far leva sulle angosce e i timori della gente in difficoltà per avvantaggiarsene politicamente ed economicamente.</p>
<p>Fermo è stata ed è una città civile, aperta al confronto col mondo, luogo di incontri e di cultura. I cittadini fermani devono scuotersi dalla tentazione di sottovalutare i rischi che forme sempre più subdole e diffuse di razzismo comportano per la tenuta della convivenza civile. Siamo noi italiani che, in forza della nostra storia, della Resistenza che ci ha restituito libertà e dignità umana e civile, della nostra Costituzione, dobbiamo isolare e zittire quanti vanno blaterando di invasioni, di islamizzazioni, di tsunami migratorio ecc.. Spetta a noi usare la ragione, capire quali sono i problemi veri, trovare le soluzioni migliori per tutti.</p>
<p>Non possiamo permettere che la violenza stravolga il volto pacifico e democratico di questa città.</p>
<p>L&#8217;ANPI aderisce alla fiaccolata promossa dalla Caritas questa sera alle 21 presso il Seminario Arcivescovile di Fermo, ed invita tutti i suoi aderenti a parteciparvi, insieme a tutta la popolazione fermana.</p>
<p>Fermo, li 06-07-2016</p>
<p>Il presidente del</p>
<p>Comitato provinciale ANPI di Fermo</p>
<p>Carlo Bronzi</p>
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