<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>staffetta &#8211; ANPI Venezia</title>
	<atom:link href="https://www.anpive.org/wordpress/tag/staffetta/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.anpive.org/wordpress</link>
	<description>Sezione 7 Martiri</description>
	<lastBuildDate>Tue, 27 Feb 2018 16:24:30 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.2.7</generator>

<image>
	<url>https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2016/02/cropped-12524310_1103202296391149_8192097337098509289_n-32x32.jpg</url>
	<title>staffetta &#8211; ANPI Venezia</title>
	<link>https://www.anpive.org/wordpress</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>Per Adriana Martignoni, partigiana.</title>
		<link>https://www.anpive.org/wordpress/2018/02/27/adriana-martignoni-partigiana/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 27 Feb 2018 16:13:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La Resistenza a Venezia]]></category>
		<category><![CDATA[Adriana Martignone]]></category>
		<category><![CDATA[ANPI 7 Martiri]]></category>
		<category><![CDATA[Gazzettino]]></category>
		<category><![CDATA[Gianluigi Placella]]></category>
		<category><![CDATA[IVESER]]></category>
		<category><![CDATA[La Nuova]]></category>
		<category><![CDATA[Liberazione]]></category>
		<category><![CDATA[Luigi Martignoni]]></category>
		<category><![CDATA[partigiana]]></category>
		<category><![CDATA[Partito D'Azione]]></category>
		<category><![CDATA[rEsistenze]]></category>
		<category><![CDATA[staffetta]]></category>
		<category><![CDATA[Venezia]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.anpive.org/wordpress/?p=2245</guid>

					<description><![CDATA[Sono qui per portare ad Adriana Martignoni, ad Agostino e Pierluigi, l’affetto della Sezione Sette Martiri alla quale si è sempre sentita orgogliosa di appartenere e di cui aveva da poco ricevuto la tessera del 2018, regalandomi un sorriso di soddisfazione e di riconoscenza. Soprattutto, però, oggi tengo fede ad un impegno che mi aveva <a href="https://www.anpive.org/wordpress/2018/02/27/adriana-martignoni-partigiana/" rel="nofollow"><span class="sr-only">Leggi di piùPer Adriana Martignoni, partigiana.</span>[&#8230;]</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" loading="lazy" class="alignleft wp-image-2246" src="http://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2018/02/Adriana-4-1024x566.jpg" alt="" width="439" height="243" srcset="https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2018/02/Adriana-4-1024x566.jpg 1024w, https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2018/02/Adriana-4-300x166.jpg 300w, https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2018/02/Adriana-4-768x424.jpg 768w, https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2018/02/Adriana-4.jpg 1352w" sizes="(max-width: 439px) 100vw, 439px" />Sono qui per portare ad Adriana Martignoni, ad Agostino e Pierluigi, l’affetto della Sezione Sette Martiri alla quale si è sempre sentita orgogliosa di appartenere e di cui aveva da poco ricevuto la tessera del 2018, regalandomi un sorriso di soddisfazione e di riconoscenza.<br />
Soprattutto, però, oggi tengo fede ad un impegno che mi aveva richiesto in uno degli ultimi nostri incontri, dei tanti che, da vicino di casa, ho avuto il privilegio di avere con lei: raccontarla con le mie parole; saranno brevi, per il rispetto che devo al suo carattere schivo, ma spero che siano quelle che lei si aspetta di sentire.</p>
<p>Per 30 anni Adriana è stata semplicemente una vicina gentile e riservata, innamorata della musica e della pittura, premurosa verso la mia famiglia ed affettuosa verso i miei piccoli di allora. Anche lei, come tanti protagonisti dell’esperienza penosa degli anni della lotta di Liberazione, ha aspettato a lungo prima di sentirsi pronta e di risolversi al racconto per dare, come un nuovo dovere, il suo contributo alla conoscenza di quegli anni in cui ogni sussulto di dignità veniva perseguito e violentato.<br />
Una volta poi che è stata convinta del valore educativo delle sue testimonianze, ci ha messo a parte dei suoi ricordi, nitidi e consapevoli, rievocando con semplicità, la “normalità” del suo lavoro prezioso di staffetta, affidabile, disinvolta e, incredibilmente, in quelle circostanze, persino fiduciosa nell’uomo. Ci ha raccontato le ansie e le preoccupazioni, ma anche la spigliatezza dei suoi comportamenti durante gli interrogatori, le perquisizioni, la detenzione. Una sicurezza nell’agire che le derivava dalla certezza semplice di dove è collocato il giusto.&nbsp;</p>
<div id="attachment_2247" style="width: 492px" class="wp-caption alignright"><img aria-describedby="caption-attachment-2247" decoding="async" loading="lazy" class=" wp-image-2247" src="http://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2018/02/Adriana-Martignoni-con-il-padre-1945.jpg" alt="" width="482" height="318" srcset="https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2018/02/Adriana-Martignoni-con-il-padre-1945.jpg 980w, https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2018/02/Adriana-Martignoni-con-il-padre-1945-300x198.jpg 300w, https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2018/02/Adriana-Martignoni-con-il-padre-1945-768x506.jpg 768w" sizes="(max-width: 482px) 100vw, 482px" /><p id="caption-attachment-2247" class="wp-caption-text">Adriana con il padre Luigi nei giorni della Liberazione a Venezia</p></div>
<p>Una disinvoltura che era l’altra faccia, del suo ritegno a dirsi protagonista, del pudore a consumare i suoi dolori nel suo intimo, senza ostentarli. Ha cercato in tutta la sua vita Giampaolo, il fratello giovanissimo perduto dopo la fuga, da Partigiano, verso le formazioni del Grappa e che non ha più ritrovato. Uno strazio silenzioso, appartato che è stato la trama del suo quotidiano: la ricerca tenace di tutta una vita che l’ha portata ad intravvedere quella stessa giovinezza distrutta nella sua pienezza, nei giovani del suo presente sui quali, in ogni occasione, incoraggiava ad investire, considerandoli sempre molto più coscienti di quel che comunemente vedeva concedere.<br />
Un desiderio costante di risposte che ha saputo reindirizzare sull&#8217;interpretazione della nostra epoca, rievocando le speranze concepite nelle angustie della sua storia partigiana e cercando i segnali della loro realizzazione. Sempre, con la piena coscienza e consapevolezza verso gli accadimenti dell’oggi che sapeva descriverci con le parole precise del suo linguaggio senza età, nitido e rigoroso, senza rimpianti e sempre al servizio della comprensione.<br />
Nella sorpresa di essere diventato un suo interlocutore, ho conosciuto la sua mite determinazione, la generosità nel donare la sua preziosa confidenza, la fiduciosa apertura che riponeva nel confronto; anche verso le domande senza risposte. Infatti oscurità, incertezze, dubbi non hanno mai affievolito, bensì sempre rinforzato l’impegno a cercare.</p>
<p>Perciò oggi mi conforta salutare in lei la staffetta che porta il suo ultimo messaggio, la parola d’ordine che, per una volta, ha potuto svelare: la risposta sta nel continuare a farsi domande.</p>
<p>Un ultimo pensiero che propongo per aver goduto del privilegio della sua amicizia e del suo affetto: immaginare che oggi Adriana sarebbe felice di sapere che, nel congedarci da lei, la salutiamo assieme a Giampaolo, accomunandolo nel commiato e negli onori che lei ha meritato anche per lui.</p>
<p><strong>Gianluigi Placella, presidente sez. ANPI &#8220;Sette Martiri&#8221;</strong></p>
<hr />
<p>Adriana Martignoni nasce a Venezia nel 1920. Il padre Luigi, originario di Roverbella (MN), ingegnere navale, è tra i fondatori del Partito d&#8217;Azione, il suo studio a San Simeon diventa il punto d&#8217;incontro degli azionisti locali. Adriana viene coinvolta con compiti di staffetta. Il suo ruolo diventa importante dopo l&#8217;8 settembre, quando Luigi, ricercato, fugge a Roma. Durante una perquisizione Adriana e il fratello Gianpaolo vengono arrestati e tenuti in carcere per dieci giorni. Dopo la guerra è attiva nel Partito d&#8217;Azione e nell&#8217;Unione Donne Italiane.</p>
<p style="text-align: center;">[embedyt] https://www.youtube.com/watch?v=qDdfUsgz_Kg[/embedyt]</p>
<hr />
<p><a href="http://iveser.it/index.php?option=com_content&amp;task=view&amp;id=1910&amp;Itemid=13" target="_blank" rel="noopener">Il ricordo di Maria Teresa Sega e dell&#8217;IVESER dedicato ad Adriana Martignoni.</a></p>
<p><strong>Sulla stampa:</strong></p>
<div id="attachment_2249" style="width: 832px" class="wp-caption alignleft"><img aria-describedby="caption-attachment-2249" decoding="async" loading="lazy" class="size-full wp-image-2249" src="http://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2018/02/Gazzettino-funerale-Adriana-Martignoni-27-febbraio.jpg" alt="" width="822" height="559" srcset="https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2018/02/Gazzettino-funerale-Adriana-Martignoni-27-febbraio.jpg 822w, https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2018/02/Gazzettino-funerale-Adriana-Martignoni-27-febbraio-300x204.jpg 300w, https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2018/02/Gazzettino-funerale-Adriana-Martignoni-27-febbraio-768x522.jpg 768w" sizes="(max-width: 822px) 100vw, 822px" /><p id="caption-attachment-2249" class="wp-caption-text">Il Gazzettino, 27 febbraio 2018</p></div>
<p><img decoding="async" loading="lazy" class="size-full wp-image-2248" src="http://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2018/02/Nuova-22-febbraio-2018.jpg" alt="" width="882" height="960" srcset="https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2018/02/Nuova-22-febbraio-2018.jpg 882w, https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2018/02/Nuova-22-febbraio-2018-276x300.jpg 276w, https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2018/02/Nuova-22-febbraio-2018-768x836.jpg 768w" sizes="(max-width: 882px) 100vw, 882px" /></p>
<p>La Nuova, 22 febbraio 2018</p>
<div id="attachment_2250" style="width: 880px" class="wp-caption alignleft"><img aria-describedby="caption-attachment-2250" decoding="async" loading="lazy" class="size-full wp-image-2250" src="http://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2018/02/Gazzettino-22-febbraio-2018.jpg" alt="" width="870" height="960" srcset="https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2018/02/Gazzettino-22-febbraio-2018.jpg 870w, https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2018/02/Gazzettino-22-febbraio-2018-272x300.jpg 272w, https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2018/02/Gazzettino-22-febbraio-2018-768x847.jpg 768w" sizes="(max-width: 870px) 100vw, 870px" /><p id="caption-attachment-2250" class="wp-caption-text">Il Gazzettino, 22 febbraio 2018</p></div>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>L’onorevole Tina</title>
		<link>https://www.anpive.org/wordpress/2016/11/03/lonorevole-tina/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 03 Nov 2016 21:28:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ANPI Venezia]]></category>
		<category><![CDATA[ANPI 7 Martiri]]></category>
		<category><![CDATA[commissione]]></category>
		<category><![CDATA[Costituzione]]></category>
		<category><![CDATA[donna]]></category>
		<category><![CDATA[Gabriella]]></category>
		<category><![CDATA[IVESER]]></category>
		<category><![CDATA[ministro]]></category>
		<category><![CDATA[P2]]></category>
		<category><![CDATA[pace]]></category>
		<category><![CDATA[resistenza]]></category>
		<category><![CDATA[rEsistenze]]></category>
		<category><![CDATA[staffetta]]></category>
		<category><![CDATA[Tina Anselmi]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.anpive.org/wordpress/?p=1678</guid>

					<description><![CDATA[. Tina Anselmi è mancata nella sua casa di Castelfranco il 1° novembre. La si ricorda ora come “madre della Repubblica”, prima donna ministro, presidente della Commissione d’inchiesta sulla Loggia massonica P2, determinata a portare alla luce i responsabili di attentato alla democrazia, punita per questo con l’emarginazione politica. Noi vogliamo ricordare la Tina che <a href="https://www.anpive.org/wordpress/2016/11/03/lonorevole-tina/" rel="nofollow"><span class="sr-only">Leggi di piùL’onorevole Tina</span>[&#8230;]</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" loading="lazy" class="alignleft wp-image-1684 size-full" src="http://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2016/11/fotohome1T1.jpg" alt="fotohome1t1" width="1280" height="540" srcset="https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2016/11/fotohome1T1.jpg 1280w, https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2016/11/fotohome1T1-300x127.jpg 300w, https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2016/11/fotohome1T1-768x324.jpg 768w, https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2016/11/fotohome1T1-1024x432.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<p><span style="color: #ffffff;">.</span><br />
Tina Anselmi è mancata nella sua casa di Castelfranco il 1° novembre.<br />
La si ricorda ora come “madre della Repubblica”, prima donna ministro, presidente della Commissione d’inchiesta sulla Loggia massonica P2, determinata a portare alla luce i responsabili di attentato alla democrazia, punita per questo con l’emarginazione politica.</p>
<p>Noi vogliamo ricordare la Tina che abbiamo conosciuto e le parole che ci ha lasciato come un’eredità che ci arricchisce :<br />
la bambina “sbrodolata e colorata di rosso” che affondava felice il viso dentro il cocomero tagliato a metà dalla nonna;<br />
la studentessa che dopo aver visto i partigiani impiccati agli alberi a Bassano durante il rastrellamento del Grappa (ottobre ’44) si convince che è giusto disubbidire a una legge ingiusta;<br />
la sedicenne che sceglie, con la sua amica dell’Azione cattolica Marcella, la Resistenza, perché non si può stare a guardare, bisogna agire per cambiare:<br />
<em>“la spinta a cambiare questo corso degli avvenimenti era molto forte, prevaleva sulla paura e su altre considerazioni”.<br />
</em>la staffetta Gabriella che macina chilometri in bicicletta e gira con una pistola sperando di non doverla usare;<br />
la ragazza diciassettenne che tratta la resa con i tedeschi ed è in prima fila il giorno della Liberazione a Castelfranco, accanto al suo comandante e ai comandi alleati;<br />
la giovane maestra e sindacalista delle operaie delle filande trevigiane;<br />
la politica, eletta in Parlamento nel 1968 grazie alle elettrici:<br />
“<em>la ragazza del ‘43 aveva percorso una lunga strada ed era giunta nel luogo dove si tutela e si costruisce la libertà”.</em></p>
<p>Deputata e poi prima donna ministro, conserva la sua vitalità, la coerenza ai suoi valori, l’integrità morale e la capacità di ascolto, anche, e soprattutto, quando gestisce il potere.<br />
Portano la sua firma riforme che hanno cambiato l’Italia e avviato lo stato sociale.</p>
<p><a href="http://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2016/11/liliana-saporetti-e-tina-anselmi-1945.jpeg"><img decoding="async" loading="lazy" class="alignleft wp-image-1687 size-full" src="http://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2016/11/liliana-saporetti-e-tina-anselmi-1945.jpeg" alt="liliana-saporetti-e-tina-anselmi-1945" width="502" height="324" srcset="https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2016/11/liliana-saporetti-e-tina-anselmi-1945.jpeg 502w, https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2016/11/liliana-saporetti-e-tina-anselmi-1945-300x194.jpeg 300w" sizes="(max-width: 502px) 100vw, 502px" /></a>Tina Anselmi non è diventata la prima donna Presidente della Repubblica, come giovani di sinistra volevano; non è diventata senatrice a vita, né Presidente della Regione Veneto. La sua coerenza, sincerità, rigore etico, passione politica autentica l&#8217;hanno resa invisa a molti, anche dentro il suo partito, la DC.</p>
<p>Non si è risentita per questo, ha cominciato a girare per le scuole a incontrare bambini e ragazzi, diventando  testimone della scelta resistenziale e dei suoi valori:<br />
<em>“Dobbiamo vigilare perché prevalga una lettura della vita del nostro paese nella direzione di una affermazione ulteriore di questi valori, non di una regressione. È difficile combattere contro le attuali forme di evasione, di fuga dalla realtà, di disimpegno che, se non contrastate, finirebbero per ridurre il valore della Resistenza”.</em></p>
<p>È stata nominata vicepresidente dell’Istituto nazionale per la storia del movimento di Liberazione, fondatrice e  presidente onoraria dell’associazione per la memoria e la storia delle donne in Veneto rEsistenze.</p>
<p>È intervenuta pubblicamente riaffermando sempre la continuità tra scelta resistenziale e impegno politico:<br />
<em>“Ho vissuto la scelta resistenziale come un impegno per la libertà, come una presenza di pace, anche se ho fatto azioni di guerra…. Lottare per la libertà ci ha dato la spinta per impegnarci in politica…”</em><em> </em></p>
<p><em>“La nostra storia ci dovrebbe insegnare che la democrazia è un bene delicato, fragile, deperibile, una pianta che attecchisce solo in certi terreni, precedentemente</em> <em>concimati, attraverso la responsabilità di tutto un popolo. Dovremmo riflettere sul fatto che la democrazia non è solo libere elezioni, non è solo progresso economico. È giustizia, è rispetto della dignità umana, dei diritti delle donne. È tranquillità per i vecchi e speranza per i figli. È pace.”</em><em> </em></p>
<p>Voce critica della politica, ci ha esortato a guardare avanti:<br />
<em>“vivendo la libertà, non come dono, ma come impegno costante&#8230; Vivendo il potere non come privilegio di pochi, ma come espressione di responsabilità e di etica. Vivendo la partecipazione non come discriminante tra generazioni, ma come collante tra vecchi, adulti e giovani, fidandoci di questi perché il futuro appartiene a loro.”</em></p>
<p><strong>GRAZIE TINA</strong><br />
rEsistenze – Iveser – Anpi 7 Martiri, Venezia</p>
<table border="0" align="center">
<tbody>
<tr align="center">
<td align="center"><img decoding="async" loading="lazy" class="jce_tooltip" title="logo_resistenze-rossoverde.jpeg" src="http://iveser.it/images/stories/articoli/varie/loghi/logo_resistenze-rossoverde.jpeg" alt="logo_resistenze-rossoverde.jpeg" width="143" height="59" /></td>
<td><img decoding="async" loading="lazy" class="jce_tooltip" title="logo_iveser.png" src="http://iveser.it/images/stories/articoli/varie/loghi/logo_iveser.png" alt="logo_iveser.png" width="150" height="69" /></td>
<td><img decoding="async" loading="lazy" class="jce_tooltip" title="anpi_-_logo_alta_definizione.jpg" src="http://iveser.it/images/stories/articoli/varie/loghi/anpi_-_logo_alta_definizione.jpg" alt="anpi_-_logo_alta_definizione.jpg" width="121" height="54" /></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<hr />
<h6 style="text-align: justify;"><img decoding="async" loading="lazy" class="alignright wp-image-1683 size-full" src="http://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2016/11/tinaanselmi.jpg" alt="tinaanselmi" width="235" height="283" />Tina Anselmi nasce a Castelfranco Veneto nel 1927. E&#8217; la primogenita di quattro figli.<br />
Il padre, aiuto farmacista, è socialista e subisce le violenze squadriste. La madre aiuta la nonna a gestire un’osteria.<br />
Tina frequenta prima il Ginnasio a Castelfranco, poi l&#8217;Istituto Magistrale a Bassano. Fin da giovanissima è attiva nell’Azione cattolica femminile.<br />
A sedici anni e mezzo, tramite l’amica Marcella Dallan, entra in contatto con Gino Sartor e diventa staffetta della Brigata autonoma “Cesare Battisti” e poi del Comando Regionale del Corpo Volontari della Libertà. Aderisce alla Democrazia Cristiana nel dicembre ‘44.<br />
Dopo la guerra si laurea in Lettere all’Università Cattolica di Milano e diventa insegnante di ruolo nella scuola elementare. Dal 1945 al 1948 è dirigente del Sindacato Tessili e dal 1948 al 1955 del Sindacato Insegnanti elementari.<br />
Dal 1958 al 1964 è incaricata nazionale delle giovani della Democrazia cristiana  e in tale veste partecipa  ai Congressi mondiali dei giovani. Vicedelegata nazionale delle donne della Dc, al Congresso di Monaco del 1967 è eletta membro del Comitato Direttivo dell&#8217;Unione Femminile Europea, di cui dal 1963 diventa vicepresidente e poi Presidente della Commissione Politica. Nel 1959 è eletta membro del Consiglio Nazionale della Dc.<br />
E&#8217; eletta per la prima volta alla Camera dei deputati il 19 maggio 1968 e riconfermata fino al 1992, nel Collegio Venezia-Treviso. Nel 1974 è Sottosegretario al Ministero del lavoro nel V governo Rumor e nel IV e V governo Moro. Nel 1976 è  nominata Ministro del Lavoro e nel 1978 Ministro della Sanità. Come ministro ha portato ad approvazione leggi significative che hanno attuato lo stato sociale e la parità uomo-donna: la legge sul lavoro a domicilio; la legge di tutela della lavoratrice madre; la ricongiunzione dei periodi contributivi nelle pensioni; la legge sulla parità nel lavoro; la legge quadro sulla formazione professionale; la legge 833 che istituisce il servizio sanitario nazionale; la legge 180 sulla riforma psichiatrica; ha firmato la 194, legge sull’interruzione volontaria della gravidanza, pur non condividendola.<br />
Dal 1981 al 1985  presiede la Commissione parlamentare d’inchiesta sulla loggia massonica P2 di Gelli.<br />
E&#8217; Presidente della Commissione Pari Opportunità presso la Presidenza del Consiglio e partecipa, in rappresentanza dell’Italia, alla Conferenza Mondiale delle Donne promossa dall’ONU a Città del Messico (1975), Nairobi (1985), Pechino (1995), aprendo la strada ad una più forte presenza delle donne nella società e nelle istituzioni.<br />
Presiede il Comitato italiano per la FAO.<br />
Presiede la Commissione d’inchiesta sull&#8217;operato dei soldati italiani in Somalia (1977). Nel 1998 è nominata presidente della Commissione nazionale sulle conseguenze delle leggi razziali per la comunità ebraica italiana.</h6>
<p>Profilo a cura di Maria Teresa Sega</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
