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	<title>Mario Bonifacio &#8211; ANPI Venezia</title>
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	<title>Mario Bonifacio &#8211; ANPI Venezia</title>
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		<title>Tutti a casa?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 Sep 2023 19:52:52 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Rivisitazione, con uno sguardo inconsueto, degli avvenimenti dell’8 settembre 1943. Traendo spunto da alcune considerazioni di Mario Bonifacio, un testimone dell’epoca. Un titolo di questo genere può far tornare alla memoria il famoso film interpretato da Alberto Sordi, nei panni di un ufficiale dell’esercito italiano all’indomani della dichiarazione d’armistizio effettuata da Badoglio per radio, con <a href="https://www.anpive.org/wordpress/2023/09/08/tutti-a-casa/" rel="nofollow"><span class="sr-only">Leggi di piùTutti a casa?</span>[&#8230;]</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h4 style="text-align: center;"><strong>Rivisitazione, con uno sguardo inconsueto, degli avvenimenti dell’8 settembre 1943.</strong><br />
<strong>Traendo spunto da alcune considerazioni di Mario Bonifacio, un testimone dell’epoca.</strong></h4>
<p>Un titolo di questo genere può far tornare alla memoria il famoso film interpretato da Alberto Sordi, nei panni di un ufficiale dell’esercito italiano all’indomani della dichiarazione d’armistizio effettuata da Badoglio per radio, con cui iniziano le riprese del film.</p>
<p>Lo sguardo, in questa occasione, riprende quello del soldato, completamente disorientato di fronte agli eventi di quei giorni. Unici nella loro dimensione: è la storia dello sfacelo, della completa dissoluzione, in men che non si dica, di un’organizzazione (quella militare) che era stata preparata per vincere, per primeggiare su altri popoli e che invece aveva sostanzialmente collezionato solo inesorabili sconfitte.</p>
<p>Dal punto di vista bellico, quella dell’8 settembre fu molto più di una disfatta: fu l’antitesi della presunta efficienza militare. Lo stereotipo che “favoleggia” soldati preparatissimi che impartiscono ordini che sembrano rispettabili solo per il tono perentorio con cui vengono pronunciati lascia spazio, in questo caso, a tentennamenti, segreti di Pulcinella, direttive mai indicate, mancanza di chiarimenti ai vertici militari italiani, mal interpretazioni e bisticci con gli alleati angloamericani per decidere la data della dichiarazione e per realizzare le conseguenti azioni concordate. La mancata difesa della capitale, delle caserme, degli insediamenti delle truppe italiane (ahimè) di<br />
occupazione nei territori dove erano collocate segnò l’inesorabile fine di un esercito nato male (è l’esercito dell’impero fascista), per fare male (stretto alleato dell’esercito più crudele del ‘900), finito male (con la fuga a Brindisi per difendere re e governo).</p>
<p>Insomma, l’8 settembre fu l’atto conclusivo del disfacimento completo dei sogni di gloria di poco più di un manipolo di fanatici in camicia nera e di un’intera classe dirigente monarchico, fascista e militarista.</p>
<p>Questo dal punto di vista militare.</p>
<p>A me però interessa di più l’ambito civile, il punto di domanda nel titolo non è casuale. Fu davvero un “tutti a casa”?</p>
<p><img decoding="async" loading="lazy" class=" wp-image-3580 alignright" src="https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2023/09/Mario-Bonifacio-Bill-768x1024.jpg" alt="" width="467" height="623" srcset="https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2023/09/Mario-Bonifacio-Bill-768x1024.jpg 768w, https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2023/09/Mario-Bonifacio-Bill-225x300.jpg 225w, https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2023/09/Mario-Bonifacio-Bill-1152x1536.jpg 1152w, https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2023/09/Mario-Bonifacio-Bill.jpg 1536w" sizes="(max-width: 467px) 100vw, 467px" />E qui mi avvalgo del necessario contributo di un testimone diretto di quelle vicende. <strong>Mario Bonifacio</strong> quell’anno era poco più che un ragazzo di Pirano d’Istria, cresciuto in fretta a causa di quella guerra mondiale, la seconda subita dalla sua gente nell’arco di poco meno di trent’anni. La sua gente, che si è sempre contraddistinta per essere estremamente pacifica. Mario era cresciuto culturalmente attraverso i libri della Biblioteca Civica consigliati da Italo Terrazzer, suo vicino di casa e convinto antifascista.</p>
<p>“<em>Noi sapevamo che non avevamo risorse per continuare la guerra, eravamo allo stremo” sostiene Mario Bonifacio, “la nostra aviazione era ormai inesistente, gli alleati bombardavano quello che volevano: ponti, strade, ferrovie, fabbriche e città (c’era già stato il primo bombardamento di Roma)</em>”.</p>
<p>“<em>Del momento della dichiarazione ricordo l’esultanza della gente. La Pace era in testa alle nostre aspettative, soprattutto per la fine delle privazioni e la fine dei tanti lutti che colpivano i nostri ragazzi!</em>”</p>
<p>“<em>Siamo andati a dormire contenti e ci siamo svegliati con le cannonate che sentivamo a Trieste, che parevano fuori di casa nostra, erano per la nave che stava uscendo dal porto per andare a concentrarsi a Malta, seguendo l’ordine indicato dalla Marina militare. In quella nave, affondata nel golfo di Trieste, sono morti una sessantina di nostri giovani. Era il 9 settembre; in una notte i tedeschi avevano già occupato la città di Trieste. Per noi è stata una delusione enorme, proprio un risveglio amaro. È stato come nella canzone “Bella ciao”: “Una mattina mi son svegliato e ho trovato l’invasor</em>”.</p>
<p>Già. Quello stesso invasore che fino al giorno prima … eravamo noi! I tedeschi si aspettavano da un momento all’altro che l’Italia si togliesse dalla guerra (qualcuno sostiene che ci usassero dal punto di vista militare come “ruota di scorta”, come hanno dimostrato in modo lampante con la repubblica di Salò). I tedeschi sapevano già da tempo che l’esercito italiano non poteva più reggere; certamente perché impreparato (pur con tutta la “fuffa” dichiarata a vanvera per anni dai fascisti); certamente perché mal equipaggiato (e questo è inspiegabile, degno di inefficienza proverbiale); ma soprattutto perché poco motivato e questo, vien da dire per fortuna, visto che della motivazione a invadere, a devastare, ad opprimere si può fare decisamente a meno.</p>
<p>Fatto sta che, per un periodo variabile in relazione alle diverse zone d’Italia, abbiamo provato l’ebrezza di rimanere senza esercito. E, a quanto pare, non ce la siamo cavata per niente male, vista la mobilitazione popolare che è andata a prendere forma. Quella stessa che ha condotto un sempre più importante numero di persone a prendere consapevolmente posizione e a decidere di far parte della Resistenza.</p>
<p><img decoding="async" loading="lazy" class="size-full wp-image-3584 alignleft" src="https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2023/09/Bonifacio_Mario.jpg" alt="" width="243" height="349" srcset="https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2023/09/Bonifacio_Mario.jpg 243w, https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2023/09/Bonifacio_Mario-209x300.jpg 209w" sizes="(max-width: 243px) 100vw, 243px" />Sì, Mario Bonifacio sostiene che la resistenza sia nata proprio l’8 settembre. “<em>Nelle nostre zone e in tutta Italia la società civile si è spesa in modo entusiasmante per aiutare i soldati allo sbaraglio, soprattutto dando vestiti vecchi &#8211; anche stracciati – in modo che non andassero in giro in divisa, perché che sarebbero subito stati catturati dai tedeschi. Sono stati dei veri atti di solidarietà nei confronti di questi ragazzi, spontanei e sinceri. Le mamme dicevano: come io aiuto questi, qualche altra mamma aiuterà il mio. E questo era già un atto di disobbedienza di massa, era già andare contro ai nazisti, i quali avevano messo i bandi ai muri, scrivendo che non bisognava aiutare i militari, i quali dovevano presentarsi ai vicini comandi tedeschi. È già l’inizio della Resistenza</em>”. Anche Anna Bravo, storica contemporanea da poco scomparsa, è di questa opinione; ritiene che l’inizio della Resistenza fu senza armi. Sostiene anche che la Resistenza nonviolenta in Italia fosse una realtà autonoma dalla lotta armata, indipendente da direttive politiche, praticata da moltissime donne.</p>
<p>Già. E qui si apre un capitolo sul riconoscimento dell’azione di forze umane non armate, azione perlopiù disconosciuta, non vista perché non guardata. Noi siamo, e lo dice un convinto antimilitarista, figli di un filone storiografico tradizionale, persistente e inamovibile &#8211; praticamente un pensiero unico – che fa capo all’idea che le svolte decisive della storia siano compiute con la forza delle armi. A questa “mancanza” di considerazione, di seria ricerca, di studio approfondito, in Italia si dedica in particolare Enrico Peyretti, intellettuale e attivista per la pace e la nonviolenza, ritenendo necessarie la ricerca e la rivelazione delle realtà di lotte nonviolente da intercettare nella Storia, non nell’utopia.</p>
<p>Peyretti ha svolto un’accurata ricerca di situazioni di resistenza civile che sono state numerose e determinanti per l’esito positivo della Resistenza italiana all’oppressione nazi-fascista. Tra questi, un racconto di Lydia Menapace, nota staffetta partigiana, che ha riportato l’episodio dello sciopero alle Fonderie Sant’Andrea a cui ha partecipato<br />
attivamente nel 1944. Uno dei numerosi scioperi che in Italia e in Europa sono stati determinanti, per numero di adesioni, per la qualità del segnale politico, per la ritrovata unità di intenti del mondo operaio, per l’incertezza provocata all’esercito occupante. Per comprenderne meglio la portata di queste forme di protesta non dimentichiamo che lo sciopero era vietato per legge durante il fascismo: chi scioperava o tentava di organizzare uno sciopero era licenziato e finiva anche sotto processo. Durante la guerra, con le fabbriche militarizzate peggio che mai, sotto i nazisti era un crimine senza speranza. Questi scioperi, in varie zone d’Italia, cominciarono prima dell’8 settembre 1943 (di rilevante importanza politica quelli del marzo ’43 che contribuirono alla caduta del regime il 25 luglio) e si fermarono solo nella primavera del 1945. Si tratta di una forma di resistenza delicata e difficile, condotta “sul filo del<br />
rasoio”: dosare il sabotaggio per impedire la chiusura delle fabbriche. Questo per parlare di una sola delle diverse forme di resistenza civile sviluppatesi in quel periodo.</p>
<p>Riguardo alla loro efficacia, Stefano Piziali (1) , riferisce la testimonianza di Sir Liddell Hart, uno dei maggiori strateghi inglesi: «Interrogando alcuni generali tedeschi, dopo la seconda guerra mondiale, ho avuto l’occasione di raccogliere le loro impressioni sull’effetto delle diverse forme di resistenza che avevano incontrato nei paesi occupati. (…) La loro testimonianza mostrava anche l’efficacia della resistenza nonviolenta. Appariva ancora più chiaramente che essi non erano capaci di affrontarla. Erano degli esperti della violenza, preparati ad affrontare avversari che utilizzassero la violenza. Di fronte ad altre forme di resistenza, essi si trovavano sconcertati, e questo quanto più i mezzi impiegati acquisivano un carattere sottile e nascosto. Si sentivano più a loro agio quando vedevano la resistenza diventare violenta e in modo particolare quando la resistenza non armata si congiungeva alla guerriglia; allora era assai più facile per loro intraprendere una spietata repressione e colpire le due forme di lotta contemporaneamente».</p>
<p>Torniamo a Mario Bonifacio, a cui ho potuto chiedere il parere riguardo a questa considerazione di Ercole Ongaro (2), storico contemporaneo: “L’essenza della resistenza è il suo essere una rivolta civile, morale e politica, non un fenomeno militare. L’uso delle armi dopo l’8 settembre ’43 fu strumentale, non fondativo. Fu contingente, non essenziale, legato cioè al preciso momento storico, con una guerra in atto. Affermare il valore della resistenza non armata ci permette di portare in primo piano il protagonismo della popolazione. Che fu sorprendente, imprevedibile, straordinario. […] Ciò che prima era considerato subalterno … rispetto al ruolo delle formazioni partigiane, acquisisce un valore in sé, un significato più profondo. Quindi anche gesti compiuti da persone comuni disobbedendo a leggi e ordinanze dei poteri nazifascisti, hanno in sé un potenziale di rivolta, di contestazione dell’autorità costituita, di difesa del senso del vivere dal valore immenso. Questa è l’essenza della Resistenza”.</p>
<p><img decoding="async" loading="lazy" class=" wp-image-3583 alignright" src="https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2023/09/Mario-Bonifacio-Cansiglio.jpg" alt="" width="381" height="433" srcset="https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2023/09/Mario-Bonifacio-Cansiglio.jpg 475w, https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2023/09/Mario-Bonifacio-Cansiglio-264x300.jpg 264w" sizes="(max-width: 381px) 100vw, 381px" /></p>
<p>Mario mi ha così risposto: “<em>Condivido largamente questa impostazione. In effetti fu così: la parte meno importante è stata quella militare, anche se in quel momento si sentiva l’obbligo morale di dare una mano a quella lotta che era una lotta europea, generale, contro il nazismo che voleva dominare il mondo. Però era più importante la rivolta morale. C’è stato anche qualcuno che, pur convinto della necessità di prendere le armi, e dare anche questo contributo di forza, si rifiutò di farlo. Per esempio Toni Adami, che fu l’organizzatore della Brigata Mazzini, operante nella zona di Valdobbiadene. Lui era l’organizzatore della Brigata, ma non toccò mai un’arma. In tanti avevano questa coscienza, che era necessario farlo ma non si sentivano di forzarsi a prendere le armi. C’è stato anche questo nella Resistenza. Però la forza che sentivamo era l’appoggio della popolazione. […] Direi che questa è stata la grande </em><em>forza della Resistenza: l’appoggio della gente ha significato molto e dare un aiuto ai partigiani, accoglierne qualcuno nel fienile, dargli da mangiare un po’ di polenta, significava rischiare la vita. E questo è avvenuto tante volte</em>”. L’arresto, la deportazione, la perdita del lavoro, la casa e il raccolto bruciati, l’uccisione. “<em>Questo era il rischio che correvano i molti che aiutavano, eppure l’aiuto c’è stato. Perché senza l’aiuto della gente un movimento di resistenza non può esistere e neppure nascere, sorgere. E non l’aiuto solo di una parte della popolazione, ma della maggioranza della gente</em>”.</p>
<p>L’intervista a Mario Bonifacio è poi proseguita toccando diversi ambiti di quel periodo e di quello contemporaneo: i cambiamenti (“el rebalton”) tanto auspicati in quel 25 luglio e poi l’8 settembre 1943 e la sopravvivenza alla sconfitta da parte del fascismo anche dopo la Liberazione; le azioni di resistenza civile in Istria; le aspettative rivolte<br />
all’ONU nel dopoguerra per una nuova gestione universale dei conflitti; le preoccupazioni riguardanti la guerra russo &#8211; ucraina e la vicinanza ideale a chi oggi &#8211; russo e/o ucraino &#8211; decide di non combattere con le armi quella guerra, andando incontro alle conseguenze del caso. Quanto emerso dalle sapienti considerazioni di Mario Bonifacio avrebbe meritato la stesura di uno scritto molto più lungo di quanto riportato in queste righe. Intanto ci limitiamo a questo.</p>
<p>Di certo in questa occasione, io ho potuto verificare che il novero delle azioni non armate compiute efficacemente dalla popolazione civile in condizioni anche molto difficili durante l’occupazione nazifascista in Italia, è numerosissimo, almeno quanto quello delle iniziative preparate militarmente. Raffaele Barbiero (3) ha cercato di<br />
riassumerle in queste categorie: 1. boicottaggio sociale e psicologico; boicottaggio economico; boicottaggio del ricostituito esercito fascista; boicottaggio del lavoro; 2. sabotaggio, cioè centinaia di casi di danneggiamento di attrezzature e strutture legate all’attività bellica: interruzione di linee di comunicazione, sconvolgimento della segnaletica stradale, deturpamento dei bandi affissi, falsificazione di timbri e tessere, macchine industriali smontate e nascoste per sottrarle ai tedeschi, sabotaggio delle trebbiatrici (per impedire il prelievo del grano), sabotaggio delle<br />
difese antiaeree tedesche; 3. scioperi e manifestazioni: in Emilia-Romagna, nei 600 giorni di occupazione tedesca, si ebbero 171 giornate di scioperi operai e contadini, o manifestazioni di protesta. Quindi, ogni tre giorni di occupazione, uno fu di protesta popolare e ciò impegnava continuamente ingenti forze dei nazifascisti nel tentativo di bloccarla; 4. comunicazione e propaganda; 5. azioni di sostegno alla Resistenza e ai resistenti.</p>
<p>Ce n’è abbastanza per dimostrare come l’intervento civile sia stato assolutamente determinante per le sorti della Resistenza.</p>
<p>Una considerazione di Angela Dogliotti (4) mi ha particolarmente colpito: “Se la resistenza civile si è fatta strada in tanti casi di conflitto, di occupazione e di oppressione, spesso in modo spontaneo, privo di guida e preparazione, quanto potrebbe essere più efficace se si riuscisse a ragionare a livello politico di alternative alla guerra, predisponendo in tempo di pace i mezzi [anche finanziari (5)] non armati e nonviolenti e le condizioni per realizzarle?”</p>
<p>Cosa stiamo aspettando?</p>
<p><strong>Loris Trevisiol<br />
</strong>(operatore sociale, appassionato di teatro civile e autore di racconti storici reinterpretati per il teatro)</p>
<hr />
<p>(1) Stefano Piziali, autore del fascicolo “Resistenza non armata nella Bergamasca 1943-1945”, edito da Eirene, Centro<br />
Studi per la Pace di Bergamo e Mir, Padova 1984)<br />
(2) Tratto dall’articolo “Camminare l’antifascismo: la memoria come ribellione all’ordine delle cose” di Lorenzo<br />
Guadagnucci<br />
(3) Autore del fascicolo “Resistenza nonviolenta a Forlì” Edizioni La Meridiana, Molfetta 1992<br />
(4) Intervista ad Angela Dogliotti “La resistenza civile vince la guerra” di Maurizio Gelatti<br />
(5) N.d.R.</p>
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		<title>Mercoledì 6 Ottobre 2021 &#8211; Centro Culturale Candiani &#8211; Partigiani del Grappa &#8211; Il rastrellamento nazifascista del settembre 1944</title>
		<link>https://www.anpive.org/wordpress/2021/09/28/mercoledi-6-ottobre-2021-centro-culturale-candiani-partigiani-del-grappa-il-rastrellamento-nazifascista-del-settembre-1944/</link>
		
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		<pubDate>Tue, 28 Sep 2021 20:03:38 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[mercoledì&#8217; 6 ottobre 2021 &#8211; ore 17.30-19.30 presso il Centro Candiani di Mestre della graphic novel &#8221; Partigiani del Grappa &#8211; Il rastrellamento nazifascista del settembre 1944&#8243; di Sonia Residori e Filippo Simioni, un incontro con gli Autori destinato in particolare ai docenti degli istituti superiori di Mestre e Venezia promosso dalla Sezione E. Ferretto di Mestre con la collaborazione della <a href="https://www.anpive.org/wordpress/2021/09/28/mercoledi-6-ottobre-2021-centro-culturale-candiani-partigiani-del-grappa-il-rastrellamento-nazifascista-del-settembre-1944/" rel="nofollow"><span class="sr-only">Leggi di piùMercoledì 6 Ottobre 2021 &#8211; Centro Culturale Candiani &#8211; Partigiani del Grappa &#8211; Il rastrellamento nazifascista del settembre 1944</span>[&#8230;]</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2021/09/locandina-Residori-graphic-novel.pdf"><img decoding="async" loading="lazy" class="aligncenter size-large wp-image-3297" src="https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2021/09/locandina-Residori-graphic-novel-724x1024.jpg" alt="" width="640" height="905" srcset="https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2021/09/locandina-Residori-graphic-novel-724x1024.jpg 724w, https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2021/09/locandina-Residori-graphic-novel-212x300.jpg 212w, https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2021/09/locandina-Residori-graphic-novel-768x1086.jpg 768w, https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2021/09/locandina-Residori-graphic-novel-1086x1536.jpg 1086w, https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2021/09/locandina-Residori-graphic-novel-1448x2048.jpg 1448w, https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2021/09/locandina-Residori-graphic-novel-scaled.jpg 1810w" sizes="(max-width: 640px) 100vw, 640px" /></a></p>
<p><span style="font-family: Calibri Light, sans-serif;"><span><span style="color: #222222;"><b>mercoledì&#8217; 6 ottobre 2021 &#8211; ore 17.30-19.30 </b></span><span style="color: #222222;">presso il Centro Candiani di Mestre della graphic novel &#8221; </span><span style="color: #222222;"><b>Partigiani del Grappa &#8211; Il rastrellamento nazifascista del settembre 1944&#8243; </b></span><span style="color: #222222;">di </span><span style="color: #222222;"><b>Sonia Residori e Filippo Simion</b></span><span style="color: #222222;">i, un incontro con gli Autori destinato in particolare ai docenti degli istituti superiori di Mestre e Venezia </span><span style="color: #222222;">promosso dalla Sezione E. Ferretto di Mestre con la collaborazione della Sezione Sette Martiri di Venezia</span><span style="color: #222222;">. La presentazione al Candiani  sarà seguita, da incontri on line degli autori con gli studenti e le studentesse dei vari istituti, al momento circa venti classi quinte.</span><span style="color: #444444;">D</span><span style="color: #222222;">ei 70 posti della sala conferenze, resteranno disponibili circa 40 per il pubblico. </span></span></span><span style="color: #444444;"><span style="font-family: Calibri Light, sans-serif;"><span>C</span></span></span><span style="color: #444444;"><span style="font-family: Calibri Light, sans-serif;"><span>hi fosse interessato a partecipare alla presentazione </span></span></span><span style="color: #444444;"><span style="font-family: Calibri Light, sans-serif;"><span>può contattare la segreteria della Sezione di Mestre all’indirizzo: <a href="mailto:anpimestre@gmail.com" target="_blank" rel="noopener">anpimestre@gmail.com</a></span></span></span></p>
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		<title>Mario Bonifacio ricorda Gianmario Vianello</title>
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		<pubDate>Thu, 06 May 2021 20:06:43 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="kvgmc6g5 cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql ii04i59q">
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<div dir="auto">Oggi ricorrono 98 anni dalla nascita di Gianmario Vianello, partigiano, politico e poeta. Pubblico integralmente un lungo e appassionato ricordo, un racconto a mio avviso da leggere per meglio conoscere una personalità di spicco della nostra Città e una persona, mio zio, che ho frequentato e conosciuto meglio insieme alla meravigliosa zia Alba negli anni della mia maturità. Gianmario, nome di battaglia &#8220;Piero&#8221;, mi ha insegnato molto con stile, intelligenza, ironia. In foto Alba, Gianmario, Nilde Jotti e Palmiro Togliatti.</div>
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<div dir="auto"><strong>Davide Federici</strong></div>
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<div dir="auto"><strong>GIAN MARIO VIANELLO politico e dirigente della Resistenza<i>*</i></strong></div>
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<div dir="auto">Mi trovo a sostituire il sen. Marcello Basso, presidente provinciale dell’ANPI, che più di me sarebbe stato adeguato a ricordare Gian Mario. Infatti per la sua statura intellettuale e politica avrebbe dovuto essere ricordato da qualcuno alla sua altezza come ad esempio dal sindaco di Venezia Massimo Cacciari che al suo funerale nominando anche altri grandi dirigenti della Resistenza e della politica come Momi Federici, Cesco Chinello e Gianni Pellicani aveva detto : “Più ricordo questi amici più dubito che saremo alla loro altezza”.</div>
<div dir="auto">Anzitutto un breve cenno biografico su Gian Mario. Era del 1923 perciò una delle classi più disgraziate in quanto più direttamente coinvolte nelle vicende della guerra e della Resistenza. Egli matura convinzioni antifasciste già dai banchi della scuola. Questo non era ne semplice ne facile allora. Certamente dopo i 15-16 anni quando cominciavano ad affermarsi convinzioni personali e ci si addentrava nella cultura, parecchi giovani si accorgevano che quello che ci avevano insegnato nella scuola fascista suonava falso, e c’era anche stanchezza per il cumulo di carnevalate alle quali dovevamo partecipare, ma non era facile sfuggire ai condizionamenti della propaganda imperante.</div>
<div dir="auto"><a href="https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2021/05/182499007_10224797448665653_8379746455880259038_n.jpg"><img decoding="async" loading="lazy" class="wp-image-3253 alignleft" src="https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2021/05/182499007_10224797448665653_8379746455880259038_n.jpg" alt="" width="495" height="371" srcset="https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2021/05/182499007_10224797448665653_8379746455880259038_n.jpg 720w, https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2021/05/182499007_10224797448665653_8379746455880259038_n-300x225.jpg 300w, https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2021/05/182499007_10224797448665653_8379746455880259038_n-285x214.jpg 285w" sizes="(max-width: 495px) 100vw, 495px" /></a>Gian Mario matura convinzioni liberali richiamandosi all’insegnamento di Croce , De Ruggero, ecc. Convinzioni liberali che però diventano idee comuniste soprattutto con la lettura del “Manifesto dei comunisti” di Marx ed Engels del 1848. Per i giovani studenti che allora ebbero l’occasione di incontrare quel testo esso risultò illuminante e determinante. (Io lo ho trovato allora in appendice ad un testo di diritto costituzionale dell’Università di Padova . Conteneva le diverse Costituzioni di vari stati e per l’Unione Sovietica , della quale evidentemente non avevano il testo della costituzione del 1936, avevano inserito il “Manifesto”. Ovviamente quel testo me lo aveva prestato un “vecchio” comunista.)</div>
<div dir="auto">La maturazione in senso antifascista dei giovani subì un’ accelerazione con la constatazione del disastro della guerra che svelò in pieno l’inganno del fascismo che ci aveva fatto credere che eravamo i più preparati, i più forti, i più potenti, i primi nel mondo, destinati a dominare il Mediterraneo “Mare nostrum”, come Roma 2.000 anni prima aveva dominato il mondo allora conosciuto. Perciò reazione alla criminale leggerezza con la quale il fascismo ci aveva portato in guerra , il cui andamento fa aprire gli occhi a quella generazione che era stata fascistizzata dalla scuola del regime.</div>
<div dir="auto">Gian Mario trova agganci con amici che la pensano come lui. Formano un gruppo che poi sarà pronto ad entrare nella Resistenza. Si iscrive a Storia e Filosofia all’Università di Padova, anche lui va ad ascoltare le famose lezioni di Concetto Marchesi e partecipa alla storica manifestazione per l’inaugurazione dell’anno accademico 1943-44 quando gli studenti respingono il tentativo dei fascisti di impedire l’intervento del Rettore.</div>
<div dir="auto">Le sue convinzioni si rafforzano anche durante i corsi estivi per diventare ufficiali di complemento, erano una specie di servizio di leva a rate, essi furono occasione importante di contatto e conoscenza con giovani di altre zone e che a loro volta avevano maturato idee antifasciste.</div>
<div dir="auto">Ripetiamo che la svolta decisiva nella sua maturazione politica fu la lettura del “Manifesto” che lo induce a contattare Giuseppe Turcato allora uno degli organizzatori del movimento comunista clandestino a Venezia, particolarmente tra i giovani, anche se Turcato non era più giovanissimo. (La figura di Turcato sarà ricordata nel prossimo incontro di questa serie ed in questa sede tra due settimane.)</div>
<div dir="auto">Scrive Gian Mario : “ Dal 1944 al 1990, militando nel PCI in letterale continuità con l’impegno nella Resistenza, sono stato parte attiva di quella strana creatura che era il PCI, che ha contribuito a fondare e far crescere una Italia democratica. Definiva il PCI “ strana creatura”, con fisionomia unica, con riferimento ai partiti comunisti del resto d’Europa e del mondo.</div>
<div dir="auto">Ricordo che quando negli anni recenti Gian Mario nominava il PCI aggiungeva sempre “Il PCI era una cosa seria”. Lo ripeteva spesso.</div>
<div dir="auto"><a href="https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2021/05/183401043_10158365647217903_4418755300721114729_n.jpg"><img decoding="async" loading="lazy" class=" wp-image-3254 alignleft" src="https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2021/05/183401043_10158365647217903_4418755300721114729_n.jpg" alt="" width="332" height="412" srcset="https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2021/05/183401043_10158365647217903_4418755300721114729_n.jpg 500w, https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2021/05/183401043_10158365647217903_4418755300721114729_n-242x300.jpg 242w" sizes="(max-width: 332px) 100vw, 332px" /></a>All’interno del PCI clandestino le cellule di giovani diventarono quasi tutte dei GAP, gruppi d’azione partigiana e Gian Mario venne posto a capo di uno di questi . Scelse il nome di battaglia “ Piero” in ricordo di Piero Martinetti. Aveva una particolare considerazione, quasi una devozione, per questo filosofo della natura e delle religioni oggi quasi dimenticato, si sentiva suo allievo, culturalmente affezionato. Ricordiamo che il docente universitario Piero Martinetti fu tra i pochi che nel 1931 rifiutarono di giurare fedeltà al regime fascista e che in conseguenza dovettero abbandonare l’insegnamento.</div>
<div dir="auto">Questi gappisti da lui comandati iniziarono con il lanciare volantini, poi con il disarmare dei fascisti di sera e proseguirono con il lancio di bombe , di notte, sulle caserme e sedi fasciste . Distrussero anche i registri di leva della capitaneria di porto. Mentre Turcato dirigeva allora la brigata “Biancotto” della quale faceva parte anche il GAP di Gian Mario, la responsabilità militare delle formazioni organizzate dal PCI in provincia era allora del fisico Ettore Pancini, nome di battaglia “Achille”, che nel dopoguerra diventerà il maggiore studioso delle radiazioni cosmiche. Anche questa una grande figura un personaggio importante che meriterebbe essere ricordato (recentemente sono stati ritrovati negli archivi alcuni suoi manoscritti di comunicazioni, ordini, relazioni, di quel periodo.)</div>
<div dir="auto">I nazifascisti conoscevano soltanto il nome Achille ma non sapevano quale fosse la sua identità ed a Gian Mario che venne arrestato nel novembre 1944, come anche ad altri compagni veneziani arrestati in quel periodo, la prima cosa che chiedevano durante l’interrogatorio era proprio “Chi è Achille ?”</div>
<div dir="auto">Gian Mario, comandante di un GAP , ancora in anni recenti manifestava una specie di senso di inferiorità rispetto ai partigiani di montagna, che mitizzava, tendendo a mettere in secondo piano , quasi come meno importante, l’azione dei partigiani di città, la sua attività. Certamente non ne aveva motivo. Dico soltanto che il foglio matricolare di Gian Mario , cioè la cartella personale di ogni soggetto alla leva conservata nei Distretti Militari , contiene una annotazione che da sola equivale ad una decorazione al valor militare e da la misura della sua forza d’animo , una semplice annotazione : “Ha resistito alla tortura”. Fu infatti torturato ma non fece il nome di Ettore Pancino ne il suo recapito che egli ben conosceva</div>
<div dir="auto">Fu rinchiuso nel carcere di S. Maria Maggiore come ostaggio , con la prospettiva di essere trucidato qualunque cosa fosse successa. Prelevato per essere fucilato, come in precedenza era successo ai 13 di Ca&#8217; Giustinian, ai 7 di Riva dell’Impero e successivamente ad altri singoli. Tutti i compagni che sono stati incarcerati in quel periodo ricordavano la paura tremenda che li assaliva ogni qualvolta veniva aperta la porta della cella. Ed accanto a questa la paura per le conseguenze per le famiglie, il dispiacere per il dolore a loro arrecato .Mesi di terribile tensione nervosa.</div>
<div dir="auto">Alla fine della guerra ebbe occasione di anticipare in qualche modo la liberazione poiché quando a fine aprile 1945 i tedeschi si recarono alle carceri per impadronirsi dei prigionieri politici questi riuscirono a respingerli con armi fornite da secondini che erano in collegamento col CLN di Venezia. Riacquista la libertà e ripreso il collegamento con i suoi compagni riuscì cosi a partecipare a tutte le fasi dell’Insurrezione, fin dal suo inizio.</div>
<div dir="auto">Da allora, dopo la liberazione, l’impegno politico che si protrae praticamente per tutta la vita. Impegno tanto intenso che dovette venire a Venezia Giorgio Amendola nel 1948 per intimargli di sospendere momentaneamente l’attività politica e dedicare qualche mese alla preparazione della tesi e a laurearsi.</div>
<div dir="auto">A 30 anni diventò segretario provinciale del PCI e segretario regionale fino al 1961: Delle sue realizzazioni è da ricordare quella delle “48 finestre sul Canal Grande”, cioè la sua idea e la sua azione per la riuscita iniziativa popolare di finanziamento per l’acquisto di un palazzo quale sede adeguata e prestigiosa delle organizzazioni del PCI.</div>
<div dir="auto">Dal 1956 al 1959 fece parte del comitato di redazione della rivista “Rinascita ” allora prestigiosa non soltanto per la gente di sinistra ma da tutti considerata come una delle più importanti riviste culturali italiane.</div>
<div dir="auto">Nel 1972, all’epoca della rottura tra Unione Sovietica e Cina un incidente politico con Togliatti: un collaboratore del Comitato Regionale Veneto del PCI pubblicò uno scritto che venne interpretato come filocinese. Sembra che la cosa venne risaputa a Mosca e ch ne parlò anche la “Pravda”. Della questione si interessò Togliatti, che definì Gian Mario : “Il giovane Werther del Veneto” , considerato responsabile di aver tollerato quella iniziativa. Gian Mario non era certamente tipo da porre censure e limitazioni ai suoi collaboratori. Venne rimosso da segretario del Comitato Regionale Veneto e sostituito dal qui presente Spartaco Marangoni.</div>
<div dir="auto">Poco dopo venne eletto deputato, incarico certamente ben diverso dal precedente a lui più congeniale in quanto legato al territorio.</div>
<div dir="auto">Successivamente fu amministratore dell’ACNIL (poi ACTV), della Biennale e Sovrintendente della Fenice.</div>
<div dir="auto">L’ultimo incarico la presidenza provinciale dell’ANPI e la nomina al Direttivo nazionale della stessa associazione.</div>
<div dir="auto">Chi era veramente Gian Mario?</div>
<div dir="auto">Io ebbi modo di conoscerlo nel 1975. Lavoravo all’ACNIL ed egli era consigliere di amministrazione dell’azienda. Quell’anno mi impegnai per una iniziativa unitaria per le celebrazioni del trentennale della Liberazione. (All’interno dell’azienda c’erano parecchi ex partigiani, anche non comunisti. Tra essi il più prestigioso era Berto De Bei , condannato dal tribunale speciale fascista, commissario politico della brigata “Ferretto”, segretario della sezione ANPI di Mestre che era in quei mesi impegnato nell’organizzazione di quella che è stata a Venezia la grande sfilata dei partigiani di tutto il Veneto di quel 25 aprile.</div>
<div dir="auto">Qui una parentesi. Tante volte abbiamo sentito parlare di vincitori e vinti , lasciando credere a discriminazioni verso questi. Nella mia vita di lavoro nell’Azienda ho avuto a che fare con cinque direttori: ben 4 di essi avevano appartenuto a formazioni di Salò e questo non pesò affatto sulla loro carriera. Berto De Bei che , ripeto, era il massimo esponente della Resistenza .andò in pensione quale operaio di magazzino. Perciò non parliamo di vincitori e vinti ma di chi ha combattuto per una causa giusta e chi per una causa sbagliata.</div>
<div dir="auto">Gian Mario partecipava attivamente ai lavori di questo comitato ed ebbi così modo di constatare l’ascendente che aveva su tutti , non soltanto per la sua statura intellettuale e politica ma anche per il grande senso istituzionale e l’eccezionale rispetto per gli avversari . Aveva profondamente introiettato , fatto propria, la lezione unitaria della Resistenza italiana. Non si stancava mai di mettere in primo piano l’importanza dell’unità, dell’aggancio con gli altri , di non essere autoreferenziali, di non considerare il PCI come qualcosa a se stante.</div>
<div dir="auto">Fino alla fine additava come decisiva per la democrazia la ricerca dell’unità : “Unità non solo tra le forze di sinistra ma anche con tutti i democratici.”</div>
<div dir="auto">Dopo la sua elezione a Presidente provinciale dell’ANPI ebbi con lui una maggiore frequentazione e con l’ approfondimento della conoscenza un rafforzamento della mia stima. Colpiva sentirlo parlare degli ideali , con una passione che derivava da una profonda convinzione, partendo dalla storia del pensiero dai quali derivavano, esprimendo la sua grande cultura umanistica ma anche rivelando il lato poetico della sua personalità e soprattutto la sua grande umanità.</div>
<div dir="auto">A proposito di Gian Mario poeta, che tale era veramente, vorrei leggere alcuni suoi versi che mi sono stati dati da Sua moglie, la cara Alba, che pur avendo ricevuto a breve distanza di tempo i due maggiori colpi che si possono ricevere nella vita, la perdita del marito e subito dopo quella del figlio, ha voluto essere oggi qui tra noi. Questa poesia è stata ricordata dallo scrittore Alberto Ongaro in un bell’articolo dedicato a Gian Mario, intitolato “Un letterato con il carisma dell’eroe” pubblicato sul “Corriere del Veneto” del 22.5.08 che così la introduce : “ ….Gianmario , consumate le qualità eroiche, aveva manifestato alte qualità letterarie che per sua scelta generosa sarebbero state sacrificate alla vita politica . Io conservo un reperto di quel suo periodo, una breve poesia che non esiste in nessun testo scritto “Paese innamorato”, quasi un annuncio del futuro tempo degli addii. La ricordo a memoria ed è curioso che non l’abbia mai dimenticata durante tutti questi anni.</div>
<div dir="auto">Eccola:</div>
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<div dir="auto" style="padding-left: 40px;">Rechi sulle tue spalle fiori e prati terra amata</div>
<div dir="auto" style="padding-left: 40px;">ove memoria aduna ampio giro di colli oltre le siepi.</div>
<div dir="auto" style="padding-left: 40px;">Risali verdi declivi, risali declivi d’autunno dove foglie e uccelli ruotano.</div>
<div dir="auto" style="padding-left: 40px;">Alle lunari corna dei bovi pesa il carro sul sentiero</div>
<div dir="auto" style="padding-left: 40px;">E il ramo spinge nell’aria l’umorosa gemma.</div>
<div dir="auto" style="padding-left: 40px;">Addio, riposa in quiete</div>
<div dir="auto" style="padding-left: 40px;">Riposa quieta memoria innamorata.</div>
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<div dir="auto">Era veramente un intellettuale prestato alla politica che in lui era sempre mediata dal rapporto umano : umanità innestata nella politica.</div>
<div dir="auto">Per lui l’ideale non era mai qualcosa di astratto: dietro gli ideali vedeva la gente , vedeva i problemi, le sofferenze, i bisogni degli uomini. Questa politica praticata sul versante dei sentimenti lo rendeva vicino alla gente, più credibile, più comprensibile, più convincente.</div>
<div dir="auto">Quando nel 2005 iniziammo le trasmissioni settimanali dell’ANPI a Radio Cooperativa questa sua umanità emergeva in ogni suo intervento,. Gli ascoltatori ne ricavavano l’impressione di un grande intellettuale ed erano quasi intimiditi dalla sua passione. lo dimostravano le telefonate in diretta (Una signora allora mi disse: “Da come parla si sente che è una persona buona”).</div>
<div dir="auto">Noi che eravamo con lui nello studio eravamo incantati a vedere come parlava, sempre a braccio ma estremamente assorto, concentrato al massimo. Alcuni temi gli erano particolarmente cari, li toccava spesso : i problemi della pace, della libertà, della giustizia sociale, della democrazia, dell’eguaglianza. Temi che trattava in modo profondo, partendo dalla storia della civiltà, dall’insegnamento dei grandi filosofi e pensator. Temi toccati da punti di prospettiva alti. Veramente praticava la “weltanschaung” di stampo marxista, lo sforzo di innalzarsi a considerare i fenomeni a livello mondiale.</div>
<div dir="auto">Parlava del divenire della storia con larghezza di vedute ma anche con capacità di sintesi. Del nostro futuro, della compatibilità dello sviluppo economico con la difesa dell’ambiente, dei problemi del nostro sistema sociale, della storia dei movimenti politici. In particolare ricordo la grande preoccupazione che aveva per i problemi dei giovani, del precariato, dell’insicurezza del loro futuro, della loro necessità di avere una base economica certa per potersi creare una famiglia.</div>
<div dir="auto">Aggiornatissimo sulla politica corrente lasciavamo a lui le risposte ai quesiti degli ascoltatori sui temi di attualità. Replicava sempre con il massimo rispetto per tutti anche quando qualche avversario non se lo meritava. Ed accanto alla profondità dei suoi discorsi la capacità di ascoltare, tutti, sempre, con estrema, concentrata, intensa attenzione. Il suo grande rispetto per gli altri lo si ritrovava in un concetto che ripeteva spesso: “ In ogni modo di pensare c’è della verità.”.</div>
<div dir="auto">Purtroppo Gian Mario ha lasciato poco di scritto. Di lui conservo, tra le cose care , le sue risposte ad una lunga intervista di Nello Ajello del 2006, intitolata “Cultura, politica, classe operaia”, leggiamone un passo:</div>
<div dir="auto">“… Questa è cultura: larghezza di orizzonti, apertura mentale, capacità di precisa analisi, intelligenza della realtà. Cultura non è tanto la quantità delle nozioni acquisite una volta per sempre ma è la qualità delle relazioni che sai stabilire tre gli avvenimenti. Non è un “bagaglio aggiunto. E’ capacità di cogliere i nessi tra le “cose”. È intelligenza nel capire, acutezza nel comprendere, che può essere anche in chi non ha sgobbato sui libri. Cultura è e deve essere qualcosa di vivente, in continuo divenire in ciascuno di noi. Cultura è ricerca della verità, è rispetto di chi la pensa diversamente. Concepire la diversità come un valore. Una tale cultura è importante per chi fa politica. Altrimenti la politica – come è oggi per molti “politicanti” al centro ed in provincia – decade in una pratica volgare e furba o diventa presunzione, conformismo…..!”</div>
<div dir="auto">Sono una trentina di pagine, oltre che rivelatrici della personalità di Gian Mario e del suo senso religioso della politica, importanti poiché rappresentano una sintetica ed appassionata, critica e autocritica, rivisitazione della storia del PCI veneziano, veneto e nazionale e notevole per le riflessioni sul futuro della sinistra in Italia, Un testo che meriterebbe una ampia diffusione.</div>
<div dir="auto">Il tema della valutazione critica della storia del movimento operaio del novecento e delle prospettive dell’espansione futura della democrazia è stato preminente nell’ultima fase della sua vita, peraltro rallegrata dalla grande vittoria al referendum per la difesa della nostra Costituzione, vittoria che lo aveva visto impegnato al massimo.</div>
<div dir="auto">Una rivisitazione della storia dei movimenti socialisti e comunisti del mondo, dello stalinismo, dell’Armata Rossa che stronca la potenza della Wehmacht , il prezzo pagato dall’Unione Sovietica per questa vittoria, la guerra fredda, la fine del “socialismo reale”, la fine del PCI il partito che più di tutti aveva operato per la rinascita ed il rafforzamento della democrazia in Italia. Tutto con riflessioni e considerazioni profonde ed originali.</div>
<div dir="auto">Importanti le sue considerazioni sulla Chiesa sul suo grande peso ed influenza nella società italiana. E’ da ricordare in proposito il suo intervento sul “Gazzettino” del 5.2.08 in merito alla polemica sul mancato intervento di papa Ratzinger all’inaugurazione dell’anno accademico dell’Univerità di Roma. Un articolo di altissimo livello nel quale dimostrava come la Chiesa non può far credere di essere discriminata o perseguitata in Italia.</div>
<div dir="auto">Come detto, guardava avanti, alle doverose e possibili correzioni di rotta che si prospettano alle forze che vogliono costruire un mondo migliore , alle quali intendeva lasciare un insegnamento, un messaggio. Ascoltiamo come concludeva un trasmissione sulla storia del partito comunista :</div>
<div dir="auto">“Mai più partito unico , mai più polizia di partito che prevalga sugli organi dello stato, mai più un solo partito che comandi ! Assoluta indipendenza della Magistratura.</div>
<div dir="auto">Mai più una ideologia imposta, nera, rossa o bianca, una ideologia imposta per tutti. Mai più bavaglio sulla stampa. Indipendenza degli organi di comunicazione.”</div>
<div dir="auto">Perciò una persona che aveva fatto i conti fino in fondo, con il passato, con gli errori di un sistema. Ma accanto a questo la difesa di una storia, l’esaltazione del lavoro e del sacrificio di generazioni di militanti, della funzione complessiva del PCI. La fedeltà a quella storia.</div>
<div dir="auto">E qui una riflessione del grande intellettuale Claudio Magris su cosa dobbiamo salvare di quella esperienza:</div>
<div dir="auto">“Anzitutto la qualità morale straordinaria di tantissime persone che hanno lottato, con sacrifici inenarrabili in nome del comunismo. Hanno realizzato un valore e dato un esempio che andrebbe raccolto anche da chi non è d’accordo con quegli obiettivi politici. Le risposte date dal comunismo in Europa sono fallite, ma le domande che esso ha posto con forza restano ineludibili e ad esse bisognerà ancora tornare. La febbre di distruggere ogni aspetto del passato del comunismo, di negare qualsiasi significato alla sua esperienza mi sembra insensata.”</div>
<div dir="auto">Quando sentiremo il presidente del consiglio Berlusconi, straparlare, come spesso fa , contro i comunisti italiani, lui che non è degno neppure di nominarli. ricorderemo appunto la figura limpida, pulita , onesta di Gian Mario Vianello questo grande intellettuale, questo dirigente del PCI, ed accanto a lui quelle di tanti cari vecchi valorosi onesti compagni di base.</div>
<div dir="auto">Un ultima notazione su un aspetto di Gian Mario che me lo rendeva caro, che mi commuoveva : era l’ultimo compagno che mi salutava col pugno.</div>
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<div dir="auto" style="text-align: right;"><strong>Mario Bonifacio</strong>, ANPI &#8220;Erminio Ferretto&#8221; di Mestre</div>
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<div dir="auto"><i>*</i>Iniziativa dell’ “ Associazione culturale Armando Pizzinato”</div>
<div dir="auto">  VITE E VOLTI DELLA VENEZIA DI IERI</div>
<div dir="auto">  Domenica 20 Sett. 2009 Centro Culturale Candiani Mestre</div>
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]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>L’Anpi &#8220;Sette Martiri&#8221; di Venezia per il Giorno della Memoria 2021</title>
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		<pubDate>Sat, 23 Jan 2021 09:55:00 +0000</pubDate>
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<div class="pin_event clearfix">Mercoledì 27 Gennaio 2021<br />ore 9.00</div>
<h1 class="title_large">Ca&#8217; Michiel dalle Colonne a Venezia: da Ca&#8217; Littoria a Ca&#8217; Matteotti</h1>
<div>&nbsp;</div>
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<p><strong><img decoding="async" loading="lazy" class=" wp-image-3098 alignright" src="https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2021/01/142105290_217711446669699_8146782365406760785_o-1-432x1024.jpg" alt="" width="300" height="711" srcset="https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2021/01/142105290_217711446669699_8146782365406760785_o-1-432x1024.jpg 432w, https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2021/01/142105290_217711446669699_8146782365406760785_o-1-127x300.jpg 127w, https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2021/01/142105290_217711446669699_8146782365406760785_o-1.jpg 442w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />Il video contiene unintervista allo storico dellIveser Giulio Bobbo realizzato nel corso del mese di gennaio 2021 nei luoghi storici di Ca Michiel dalle Colonne a Venezia, monumentale palazzo veneziano sul Canal Grande, appartenuto ad alcune tra le piú prestigiose famiglie patrizie veneziane della Serenissima, poi sede di Ca Littoria dal 19355 al 1945, e di Ca Matteotti tra il 195 e il 1954.</strong></p>
<p>A partire dal maggio 2009 l&#8217;edificio è la sede attuale del Segretariato regionale del MiBACT per il Veneto.</p>
<p>Saluti istituzionali RENATA CASARIN,&nbsp;Segretario regionale del MiBACT per il Veneto Dirigente MiBACT.</p>
<p>Storico dell&#8217;IVESER&nbsp; GIULIO BOBBO, autore del testo Da Ca&#8217; Littoria a Ca&#8217; Matteotti, 2006, Il Poligrafo, intervistato .</p>
<p>Funzionario promozione e comunicazione del Segretariato regionale del MiBACT per il Veneto ROMINA SIMONATO intervistatrice.</p>
<p>Autore del testo introduttivo al video e collaboratore all&#8217;Ufficio comunicazione del Segretariato regionale del MiBACT per il Veneto ANTONIO GIACOMINI.</p>
<p>ANPI Venezia Sezione Sette Martiri, autore e regista del video, ANTONIO BENINATI.</p>
<p>Anpi Venezia Sezione Sette Martiri, Presidente, aiuto regista GIANLUIGI PLACELLA.</p>
<div>
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<p>A cura di&nbsp;&nbsp;MiBACT_Segretariato regionale per il Veneto</p>
</div>
</div>
<div>
<div>
<p>In collaborazione con&nbsp; IVESER Venezia ed ANPI Venezia Sezione Sette Martiri</p>
<p>[embedyt] https://www.youtube.com/watch?v=lGojUR90QmU[/embedyt]</p>
</div>
</div>
<div><hr /></div>
<div>&nbsp;</div>
<div class="pin_event clearfix"><strong>Giovedì 28 Gennaio 2021<br /></strong>ore 10.00</div>
<h1 class="title_large">I giorni della Resistenza &#8211; Gli studenti incontrano le partigiane e i partigiani di Venezia e Mestre</h1>
<div class="clearfix"><strong style="font-size: inherit;">Aula Magna Ateneo veneto</strong></div>
</div>
<p><strong>ONLINE sul <a href="https://www.youtube.com/channel/UCwMadr5bP7l18eDJiU6u59Q" target="_blank" rel="noopener">canale YouTube dell&#8217;Ateneo Veneto</a></strong></p>
<p><a href="https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2021/01/I-giorni-della-Resistenza-foto.jpg"><img decoding="async" loading="lazy" class="alignleft size-medium wp-image-3072" src="https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2021/01/I-giorni-della-Resistenza-foto-300x181.jpg" alt="" width="300" height="181" srcset="https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2021/01/I-giorni-della-Resistenza-foto-300x181.jpg 300w, https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2021/01/I-giorni-della-Resistenza-foto-1024x619.jpg 1024w, https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2021/01/I-giorni-della-Resistenza-foto-768x464.jpg 768w, https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2021/01/I-giorni-della-Resistenza-foto.jpg 1167w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>Presentazione del progetto didattico di videoproduzione degli studenti del Liceo Classico-Artistico &#8220;Marco Polo&#8221; di Venezia realizzato nell&#8217;AS 2019-2020.</p>
<p>Proiezione del video con i momenti salienti delle interviste realizzate dai ragazzi a tre partigiani (<strong>G. Poci, G. Gamacchio, M. Bonifacio</strong>) e due partigiane (<strong>S. Gobbo, M.R. Zomaro</strong>).</p>
<p>Interventi di: Lara Bevilacqua, Rebecca Scarpa, Elia Cristofoli, Gabriele Pavanati (studenti Liceo Marco Polo)</p>
<p>Alessandra Faccioli e Antonio Beninati (insegnanti Liceo Marco Polo)</p>
<p>Gianluigi Placella, Presidente ANPI 7 Martiri, Venezia</p>
<p>Video-intervista conclusiva a Lia Finzi, vittima delle leggi razziali e insegnante del Convitto per orfani di partigiani e lavoratori “F. Biancotto” di Venezia.</p>
<p>[embedyt] https://www.youtube.com/watch?v=sNmYCwNKONo[/embedyt]</p>
<hr />
<div class="post_content_title clearfix">
<div class="pin_event clearfix"><strong>Giovedì 28 Gennaio 2021</strong><br />ore 18.30</div>
<h1 class="title_large">PUGNALI NERI Graphic Novel. Storia di reti di resistenza nel terrore delle leggi razziali nella Roma fascista del 1938</h1>
</div>
<p><strong>Dalla sede di Emergency di Venezia in diretta streaming su <a href="https://www.youtube.com/channel/UCimvpE1lw9M1MBXKUnB1W7Q" target="_blank" rel="noopener">youtube</a> e <a href="https://www.facebook.com/anpi7martiri" target="_blank" rel="noopener">facebook di ANPI </a>&#8220;Sette Martiri&#8221;</strong></p>
<p><img decoding="async" loading="lazy" class="wp-image-3077 alignright" src="https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2021/01/Locandina-28-gennaio-2021-FINALE-leggera-724x1024.jpg" alt="" width="300" height="425" srcset="https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2021/01/Locandina-28-gennaio-2021-FINALE-leggera-724x1024.jpg 724w, https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2021/01/Locandina-28-gennaio-2021-FINALE-leggera-212x300.jpg 212w, https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2021/01/Locandina-28-gennaio-2021-FINALE-leggera-768x1086.jpg 768w, https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2021/01/Locandina-28-gennaio-2021-FINALE-leggera-1086x1536.jpg 1086w, https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2021/01/Locandina-28-gennaio-2021-FINALE-leggera.jpg 1240w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />Presentazione del libro: PUGNALI NERI Graphic Novel. Storia di reti di resistenza nel terrore delle leggi razziali nella Roma fascista del 1938</p>
<p>Descrizione dell&#8217;opera, lettura di brani, proiezione delle tavole più significative, discussione con gli autori e i promotori</p>
<p>Saluti istituzionali di&nbsp;<strong>Diego Collovini</strong>-Presidente del Comitato Metropolitano di Venezia dell&#8217;Anpi,&nbsp;<strong>Gianluigi Placella, </strong>Presidente della Sezione Anpi &#8220;Sette Martiri&#8221; di Venezia,<strong>&nbsp;Mara Rumiz</strong>, Responsabile Sede Emergency Venezia.</p>
<p>Letture di <strong>David Angeli</strong></p>
<p>Presentazione dell&#8217;opera da parte degli autori:&nbsp;<strong>Marta Gerardi</strong>,&nbsp;<strong>Mario Spallino</strong>,&nbsp;<strong>Raul Pantaleo</strong>.</p>
<p>Anpi Sezione &#8220;Sette Martiri&#8221; di Venezia, Comitato Metropolitano di Venezia dell&#8217;Anpi, Emergency Sede di Venezia</p>
<p><a href="https://www.facebook.com/events/262556765288761" target="_blank" rel="noopener">L&#8217;evento FB</a></p>
<p><a href="https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2021/01/Locandina-28-gennaio-2021-FINALE-leggera.pdf" target="_blank" rel="noopener">Scarica la locandina</a></p>
<hr />
<p>Il 18 gennaio 2021 si è tenuta la conferenza stampa in streaming della presentazione del programma del&nbsp;Comune di Venezia&nbsp;alla commemorazione del&nbsp; Giorno della Memoria. Il Segretario&nbsp;Renata Casarin&nbsp;del MiBACT per il Veneto ha presentato il video “Ca’ Michiel dalle Colonne. Da Ca’ Littoria a Ca’ Matteotti” basato sul saggio omonimo di Giulio Bobbo storico di&nbsp;Iveser Venezia in collaborazione con ANPI &#8220;Sette Martiri&#8221;.<br />Di seguito l&#8217;intervento alla conferenza stampa del Presidente Gianluigi Placella e di Antonio Beninati della sezione ANPI &#8220;Sette Martiri&#8221;</p>
<div style="width: 640px;" class="wp-video"><!--[if lt IE 9]><script>document.createElement('video');</script><![endif]-->
<video class="wp-video-shortcode" id="video-3070-1" width="640" height="360" preload="metadata" controls="controls"><source type="video/mp4" src="https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2021/01/Presentazione-calendario-iniziative-Giorno-della-Memoria-2021-online-video-cutter.com_.mp4.mp4?_=1" /><a href="https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2021/01/Presentazione-calendario-iniziative-Giorno-della-Memoria-2021-online-video-cutter.com_.mp4.mp4">https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2021/01/Presentazione-calendario-iniziative-Giorno-della-Memoria-2021-online-video-cutter.com_.mp4.mp4</a></video></div>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Sulla Nuova Venezia l&#8217;intervento del Presidente Gianluigi Placella di cui riportiamo per esteso le parole:</strong></p>
<p><img decoding="async" loading="lazy" class="aligncenter wp-image-3082 size-full" src="https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2021/01/Sul-caso-Donazzan-ora-cala-il-gelo-tra-Zaia-e-la-storica-comunità-ebraica-e1611530963542.jpg" alt="" width="1267" height="918" srcset="https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2021/01/Sul-caso-Donazzan-ora-cala-il-gelo-tra-Zaia-e-la-storica-comunità-ebraica-e1611530963542.jpg 1267w, https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2021/01/Sul-caso-Donazzan-ora-cala-il-gelo-tra-Zaia-e-la-storica-comunità-ebraica-e1611530963542-300x217.jpg 300w, https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2021/01/Sul-caso-Donazzan-ora-cala-il-gelo-tra-Zaia-e-la-storica-comunità-ebraica-e1611530963542-1024x742.jpg 1024w, https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2021/01/Sul-caso-Donazzan-ora-cala-il-gelo-tra-Zaia-e-la-storica-comunità-ebraica-e1611530963542-768x556.jpg 768w" sizes="(max-width: 1267px) 100vw, 1267px" />Queste iniziative hanno lo scopo di tenere viva la consapevolezza dei crimini del nazifascismo, ma perché questa commemorazione non sia rituale, bisogna collegarla al presente e il presente è che, nell’imminenza del Giorno della Memoria, rappresentanti delle istituzioni esibiscono comportamenti che sotto una veste di leggerezza manifestano nostalgie apologetiche, riabilitando il fascismo e con ciò disconoscendo la Costituzione antifascista su cui hanno giurato.</p>
<p>E ancora più grave se si tratta di un assessore all’Istruzione che per il suo ruolo, incide nella formazione delle basi di conoscenza degli studenti e che pertanto dimostra la necessità che abbandoni quel ruolo, dando le dimissioni che anche la Sezione Sette Martiri, anche oggi, chiede formalmente.</p>
<p>La nostra associazione fa della conoscenza del fascismo il suo scopo e quanto abbiamo segnalato dimostra quanto è sempre più necessario che l’Anpi parli di quelle responsabilità nelle scuole. Solo attraverso un percorso di conoscenza si può distinguere la violenza della dittatura dalla libertà della democrazia.</p>
<p>Da questa amministrazione che ringraziamo per l’impegno così partecipe alla celebrazione del Giorno della Memoria e dal Sindaco che il 24 gennaio terrà il discorso commemorativo, ci aspettiamo che, dal richiamo alle aberrazioni di violenza contro popoli europei e africani che il fascismo ha perpetrato, ci arrivi chiaro il messaggio che la commemorazione dei martiri non può disgiungersi dalla condanna di chi, di quelle colpe, nella superficialità gaia di una canzone, vuole sorridere.</p>
<div class="o9v6fnle cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql ii04i59q">
<div dir="auto">Gianluigi Placella, Presidente della sezione ANPI &#8220;Sette Martiri&#8221;</div>
</div>
<div dir="auto">&nbsp;</div>
<div dir="auto"><hr /></div>
<p style="text-align: center;"><a href="https://www.comune.venezia.it/eventi-calendario" target="_blank" rel="noopener">Il calendario completo delle iniziative nel Comune di Venezia</a></p>
<p><a href="https://www.comune.venezia.it/eventi-calendario" target="_blank" rel="noopener"><img decoding="async" loading="lazy" class="aligncenter wp-image-3084 size-full" src="https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2021/01/GMLIve-1.png" alt="" width="620" height="520" srcset="https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2021/01/GMLIve-1.png 620w, https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2021/01/GMLIve-1-300x252.png 300w" sizes="(max-width: 620px) 100vw, 620px" /></a></p>
]]></content:encoded>
					
		
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			</item>
		<item>
		<title>6 giugno: incontro con le scuole per il progetto Cittadinanza consapevole</title>
		<link>https://www.anpive.org/wordpress/2018/06/05/6-giugno-incontro-con-le-scuole-per-il-progetto-cittadinanza-consapevole/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 Jun 2018 08:54:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ANPI Venezia]]></category>
		<category><![CDATA[ANPI Sette Martiri]]></category>
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		<category><![CDATA[Cittadinanza consapevole]]></category>
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		<category><![CDATA[scuola]]></category>
		<category><![CDATA[Venezia]]></category>
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					<description><![CDATA[Mercoledì 6 giugno alle ore 9,00 presso il Conservatorio &#8220;Benedetto Marcello&#8221; le scuole partecipanti al progetto ANPI &#8220;Sette Martiri&#8221; e ANPI &#8220;Erminio Ferretto&#8221;&#160;Per una&#160;cittadinanza consapevole&#160;​&#160;la Costituzione fa scuola​ presenteranno i risultati di un anno di lavoro&#160; degli studenti alla presenza del Presidente provinciale dell&#8217;ANPI di Venezia, Diego Collovini, di Mario Bonifacio &#8220;Bill&#8221;, partigiano,&#160;Mario Torcinovich in <a href="https://www.anpive.org/wordpress/2018/06/05/6-giugno-incontro-con-le-scuole-per-il-progetto-cittadinanza-consapevole/" rel="nofollow"><span class="sr-only">Leggi di più6 giugno: incontro con le scuole per il progetto Cittadinanza consapevole</span>[&#8230;]</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p align="justify"><a href="http://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2018/06/cittadinanza-consapevole-6-giugno.jpg"><img decoding="async" loading="lazy" class=" wp-image-2395 alignleft" src="http://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2018/06/cittadinanza-consapevole-6-giugno.jpg" alt="" width="345" height="488" srcset="https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2018/06/cittadinanza-consapevole-6-giugno.jpg 1240w, https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2018/06/cittadinanza-consapevole-6-giugno-212x300.jpg 212w, https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2018/06/cittadinanza-consapevole-6-giugno-768x1086.jpg 768w, https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2018/06/cittadinanza-consapevole-6-giugno-724x1024.jpg 724w" sizes="(max-width: 345px) 100vw, 345px" /></a><em>Mercoledì 6 giugno alle ore 9,00 presso il Conservatorio &#8220;Benedetto Marcello&#8221; le scuole partecipanti al progetto ANPI &#8220;Sette Martiri&#8221; e ANPI &#8220;Erminio Ferretto&#8221;&nbsp;<strong><span style="font-size: medium;">Per una&nbsp;</span><span style="color: #222222;"><span style="font-size: medium;">cittadinanza consapevole&nbsp;</span></span>​&nbsp;</strong><span style="font-size: medium;"><strong>la Costituzione fa scuola</strong>​ presenteranno i risultati di un anno di lavoro&nbsp; degli studenti alla presenza del Presidente provinciale dell&#8217;ANPI di Venezia, Diego Collovini, di Mario Bonifacio &#8220;Bill&#8221;, partigiano,&nbsp;Mario Torcinovich in rappresentanza della Sezione &#8220;E. Ferretto&#8221; di Mestre e Gianluigi Placella, Presidente della nostra sezione ANPI veneziana.</span></em></p>
<p align="justify">La cittadinanza è invitata a partecipare.</p>
<p align="justify"><a href="http://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2018/06/Locandina-6-giugno.pdf" target="_blank" rel="noopener">Scarica la locandina.</a></p>
<hr />
<p align="justify"><span style="color: #222222;"><span style="font-family: Calibri, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Il progetto&nbsp;</span><span style="color: #444444;">​</span><span style="color: #444444;"><span style="font-size: medium;">,​</span></span>&nbsp;<span style="font-size: medium;">promosso dalle sezioni ANPI di Venezia e Mestre, in continuità con quanto realizzato durante l&#8217;anno scolastico 2015/16, si&nbsp;propone di attuare un percorso di studio&nbsp;</span><span style="color: #444444;">​&nbsp;</span><span style="color: #444444;"><span style="font-size: medium;">al fine di&nbsp;</span></span><span style="font-size: medium;">promuovere la conoscenza dell&#8217;origine,&nbsp;</span><span style="color: #444444;">​</span><span style="color: #444444;"><span style="font-size: medium;">de​</span></span><span style="font-size: medium;">l significato profondo,&nbsp;</span><span style="color: #444444;">​</span><span style="color: #444444;"><span style="font-size: medium;">del&nbsp;</span></span><span style="font-size: medium;">lo spessore civico della&nbsp;</span><span style="color: #444444;">​​</span><span style="color: #444444;"><span style="font-size: medium;">C</span></span><span style="font-size: medium;">arta&nbsp;</span><span style="color: #444444;"><span style="font-size: medium;">C</span></span><span style="font-size: medium;">ostituzionale</span><span style="color: #444444;">​</span><span style="color: #444444;"><span style="font-size: medium;">.</span></span></span></span></p>
<p align="justify"><span style="color: #444444;"><span style="font-family: Calibri, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Il progetto che si rivolge alle classi ultime della scuola primaria e secondaria di primo e secondo ​grado,&nbsp;</span>​<span style="font-size: medium;">mira</span><span style="color: #222222;">&nbsp;</span><span style="color: #222222;"><span style="font-size: medium;">soprattutto a sviluppare negli&nbsp;</span></span>​<span style="font-size: medium;">/nelle​&nbsp;</span><span style="color: #222222;">&nbsp;</span><span style="color: #222222;"><span style="font-size: medium;">allievi&nbsp;</span></span>​<span style="font-size: medium;">/e​&nbsp;</span><span style="color: #222222;">&nbsp;</span><span style="color: #222222;"><span style="font-size: medium;">la consapevolezza di questi riferimenti così significativi per la nostra comunità nazionale. Da questa consapevolezza dovrebbe derivare la coscienza di essere soggetti responsabili nella società e cittadini/e attivi/e non solo nella pratica dell&#8217;osservanza delle regole, ma anche nella vigilanza sul rispetto di tali principi.</span></span></span></span></p>
<p style="text-align: center;" align="justify"><span style="color: #222222;"><span style="font-family: Calibri, sans-serif;"><span style="color: #444444;"><span style="font-size: medium;">[embedyt] https://www.youtube.com/watch?v=RQGxYyy2gxU[/embedyt]</span></span></span></span></p>
<p align="justify"><span style="color: #222222;"><span style="font-family: Calibri, sans-serif;"><span style="color: #444444;"><span style="font-size: medium;">Inoltre, s</span></span><span style="font-size: medium;">i ravvisa l&#8217;opportunità di risvegliare quel senso di partecipazione che fu caratteristica dei movimenti della società negli anni 70/80 e che si è progressivamente affievolito, se non del tutto spento</span><span style="color: #444444;">​</span><span style="color: #444444;"><span style="font-size: medium;">,​&nbsp;</span></span><span style="font-size: medium;">al giorno d&#8217;oggi.&nbsp;</span></span></span></p>
<p align="justify"><span style="color: #222222;"><span style="font-family: Calibri, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Il percorso didattico&nbsp;</span><span style="color: #444444;"><span style="font-size: medium;">p</span></span><span style="color: #444444;">​</span><span style="color: #444444;"><span style="font-size: medium;">uò fornire ​</span></span><span style="font-size: medium;">occasioni per ricordare come la Costituzione prevedesse ed incoraggiasse il contributo più ampio dei/delle cittadini/e, anche nell&#8217;interazione delle rappresentanze che compongono il mondo della scuola, sottolineando&nbsp;i contributi apportati alla società dal nuovo ruolo della donna, a partire dalla sua presenza nell&#8217;</span><span style="color: #444444;">​</span><span style="color: #444444;"><span style="font-size: medium;">A​</span></span><span style="font-size: medium;">ssemblea costituente.</span></span></span></p>
<p align="justify"><span style="color: #444444;">​<span style="font-family: Calibri, sans-serif;">Tale percorso&nbsp;<span style="color: #222222;"><span style="font-size: medium;">deve consentire la massima inclusione possibile, veicolando il messaggio che la cittadinanza italiana che pur ci caratterizza,&nbsp;</span></span>​&nbsp;<span style="font-size: medium;">è da intendere&nbsp;</span><span style="color: #222222;"><span style="font-size: medium;">come appartenenza alla comunità ampia e transnazionale della persona umana, per incoraggiare&nbsp;</span></span>​<span style="font-size: medium;">la concezione&nbsp;</span></span></span><span style="color: #222222;"><span style="font-family: Calibri, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">di un&#8217;identità planetaria.&nbsp;</span><span style="color: #444444;">​</span><span style="color: #444444;"><span style="font-size: medium;">Il punto di approdo della proposta progettuale,&nbsp;</span></span><span style="font-size: medium;">e&nbsp;</span><span style="font-size: medium;">cioè</span><span style="color: #444444;">​<span style="font-size: medium;">&nbsp;</span></span></span></span><span style="color: #222222;"><span style="font-family: Calibri, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">la manifestazione della consapevolezza della cittadinanza, rappresenta il&nbsp;</span><span style="color: #444444;">​</span><span style="color: #444444;"><span style="font-size: medium;">momento conclusivo e di verifica</span></span>&nbsp;<span style="font-size: medium;">del percorso&nbsp;</span><span style="color: #444444;">​&nbsp;</span><span style="color: #444444;"><span style="font-size: medium;">e costituirà un&#8217;importante&nbsp;</span></span><span style="font-size: medium;">occasione di&nbsp;</span></span></span><span style="color: #444444;">​<span style="font-family: Calibri, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">condivisione di valori e principi.</span></span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Calibri, sans-serif;"><span style="color: #222222;"><span style="font-size: medium;">Pertanto si ritiene che tali concetti siano riassumibili nelle seguenti parole chiave:&nbsp;</span></span><span style="color: #222222;"><span style="font-size: medium;"><b>consapevolezza, responsabilità, universalità</b></span></span><span style="color: #222222;"><span style="font-size: medium;">.</span></span></span></p>
<p align="justify"><span style="color: #222222;"><span style="font-family: Calibri, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">La durata del percorso formativo è dipendente dagli obblighi formativi assunti d</span><span style="color: #444444;"><span style="font-size: medium;">a</span></span><span style="font-size: medium;">i diversi docenti e prevede orientativamente un numero di ore quantificabili in 15 circa, distribuite nell&#8217;anno scolastic</span><span style="color: #444444;"><span style="font-size: medium;">​o, comprensive degli interventi di esperti/e&nbsp;</span></span><span style="color: #444444;">​</span><span style="color: #444444;"><span style="font-size: medium;">che, ​come in precedenza, hanno assicurato il loro contributo.</span></span></span></span></p>
<p align="justify"><span style="color: #444444;">​</span></p>
<hr />
<p align="justify">&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>A proposito di Giorno del Ricordo</title>
		<link>https://www.anpive.org/wordpress/2017/03/15/a-proposito-di-giorno-del-ricordo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Mar 2017 22:50:44 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Nell&#8217;ambito &#160;della ricorrenza del Giorno del Ricordo 2017 l&#8217;ANPI 7 Martiri, l&#8217;ANPI Erminio Ferretto di Mestre, l&#8217;istituto Iveser con il patrocinio della Municipalità di Mestre Carpenedo hanno voluto offrire al largo pubblico una conferenza&#160;&#160;sui drammi del confine orientale al Palazzo del Municipio di Mestre lunedì 13 febbraio. Il Giorno del Ricordo, è stato istituito con <a href="https://www.anpive.org/wordpress/2017/03/15/a-proposito-di-giorno-del-ricordo/" rel="nofollow"><span class="sr-only">Leggi di piùA proposito di Giorno del Ricordo</span>[&#8230;]</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" loading="lazy" class="alignleft wp-image-1917 " src="http://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2017/03/IL-GIORNO-DEL-RICORDO-MARIO-BONIFACIO-RACCONTA.jpg" width="421" height="596" srcset="https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2017/03/IL-GIORNO-DEL-RICORDO-MARIO-BONIFACIO-RACCONTA.jpg 1240w, https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2017/03/IL-GIORNO-DEL-RICORDO-MARIO-BONIFACIO-RACCONTA-212x300.jpg 212w, https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2017/03/IL-GIORNO-DEL-RICORDO-MARIO-BONIFACIO-RACCONTA-768x1086.jpg 768w, https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2017/03/IL-GIORNO-DEL-RICORDO-MARIO-BONIFACIO-RACCONTA-724x1024.jpg 724w" sizes="(max-width: 421px) 100vw, 421px" />Nell&#8217;ambito &nbsp;della ricorrenza del Giorno del Ricordo 2017 l&#8217;ANPI 7 Martiri, l&#8217;ANPI Erminio Ferretto di Mestre, l&#8217;istituto Iveser con il patrocinio della Municipalità di Mestre Carpenedo hanno voluto offrire al largo pubblico una conferenza&nbsp;&nbsp;sui drammi del confine orientale al Palazzo del Municipio di Mestre lunedì 13 febbraio.</p>
<p>Il Giorno del Ricordo, è stato istituito con legge 30 marzo 2004 n. 92, con la seguente motivazione:<br />
«La Repubblica riconosce il 10 febbraio quale &#8220;Giorno del ricordo&#8221; al fine di conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell&#8217;esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra e della più complessa vicenda del confine orientale »</p>
<p>Come ANPI crediamo fermamente che &nbsp;i tragici fatti del confine orientale non possano essere compresi senza una completa e veritiera ricostruzione del contesto storico in cui sono avvenuti. Il contributo di Mario Bonifacio&nbsp;è tanto più prezioso in quanto&nbsp;si trova a unire la competenza di chi a tali avvenimenti ha dedicato solidi studi alla testimonianza diretta del partigiano e figlio di quelle terre in una voce sola.</p>
<p>Mario Bonifacio introduce l&#8217;argomento&nbsp;narrando infatti alcune vicende vissute di persona negli anni della seconda guerra mondiale per&nbsp;ripercorre poi la storia del confine orientale e dei popoli che hanno vissuto in quelle terre, dimostrando la complessità della vicenda, le diverse responsabilità degli attori politici e militari che si sono susseguiti dalla prima guerra mondiale al secondo dopoguerra e la necessità che italiani, sloveni e croati possano oggi proseguire nella ricostruzione di una memoria comune, che ricordi le sofferenze di tutti e non più fondata su anacronistiche rivendicazioni e sullo spirito di vendetta, ma solo sulla convivenza pacifica.</p>
<p>Riteniamo quindi utile se non doveroso mettere a disposizione le riprese della conferenza nonché le due relazioni a cui Bonifacio fa riferimento durante il suo intervento:</p>
<p>[embedyt] http://www.youtube.com/watch?v=3i_qZSwz_-M[/embedyt]</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>[embedyt] http://www.youtube.com/watch?v=r9-0cTO_2sM[/embedyt]</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://anpi.it/media/uploads/patria/2008/1/00_SPECIALE_FOIBE.pdf" target="_blank"><i>Relazioni&nbsp;italo-slovene 1880-1956 </i></a>(Relazione della Commissione&nbsp;storico-culturale italo-slovena,&nbsp;<i>Koper-Capodistria, 25 luglio 2000)</i></p>
<p><em><a href="http://www.anpi.it/media/uploads/files/2017/01/Il_confine_italo-sloveno._Analisi_e_riflessioni.pdf" target="_blank">Il confino Italo-Sloveno, Analisi e riflessioni</a></em> (Documento conclusivo del&nbsp;seminario promosso dall’ANPI nazionale il 16 gennaio 2016 a Milano).</p>
<hr />
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>30 settembre &#8211; Spartaco, un veneziano volontario nella Guerra di Spagna.</title>
		<link>https://www.anpive.org/wordpress/2016/09/23/30-settembre-anpi-al-forte-marghera-riscoprire-la-storia-un-partigiano/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Sep 2016 16:46:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ANPI Venezia]]></category>
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					<description><![CDATA[Nell&#8217;80°anniversario della Guerra civile spagnola le sezioni ANPI Erminio Ferretto di Mestre e 7 Martiri di Venezia insieme all&#8217;Istituto Veneziano per la Storia della Resistenza e della Società Contemporanea Iveser vogliono commemorare l&#8217;evento offrendo al largo pubblico una serie di iniziative, mostre, convegni e spettacoli per ricordare, ricostruire e restituire significato a quello che di fatto <a href="https://www.anpive.org/wordpress/2016/09/23/30-settembre-anpi-al-forte-marghera-riscoprire-la-storia-un-partigiano/" rel="nofollow"><span class="sr-only">Leggi di più30 settembre &#8211; Spartaco, un veneziano volontario nella Guerra di Spagna.</span>[&#8230;]</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2016/09/VolantinoExe.jpg" target="_blank"><img decoding="async" loading="lazy" class="alignleft wp-image-1618" src="http://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2016/09/VolantinoExe.jpg" alt="volantinoexe" width="262" height="371" srcset="https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2016/09/VolantinoExe.jpg 794w, https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2016/09/VolantinoExe-212x300.jpg 212w, https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2016/09/VolantinoExe-768x1086.jpg 768w, https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2016/09/VolantinoExe-724x1024.jpg 724w" sizes="(max-width: 262px) 100vw, 262px" /></a>Nell&#8217;80°anniversario della Guerra civile spagnola le sezioni <a href="https://www.facebook.com/ANPI-Mestre-Erminio-Ferretto-211397282374285/" target="_blank">ANPI Erminio Ferretto</a> di Mestre e <a href="https://www.facebook.com/ANPI-7-Martiri-Venezia-254939611217426/?ref=aymt_homepage_panel" target="_blank">7 Martiri di Venezia</a> insieme all&#8217;Istituto Veneziano per la Storia della Resistenza e della Società Contemporanea <a href="http://iveser.it/index.php" target="_blank">Iveser</a> vogliono commemorare l&#8217;evento offrendo al largo pubblico una serie di iniziative, mostre, convegni e spettacoli per ricordare, ricostruire e restituire significato a quello che di fatto fu il primo scontro tra forze nazi-fasciste e l&#8217;antifascismo europeo.</p>
<p>Il primo appuntamento il 30 settembre al Forte Marghera con lo spettacolo &#8220;<a href="https://www.youtube.com/watch?v=UTjDNdY4eW4" target="_blank">Spartaco 1944, Storia di un rivoluzionario</a>&#8221; del gruppo <a href="https://www.facebook.com/FioridiBakunin/" target="_blank">I Fiori di Bakunin</a> un&#8217;inedita forma di musica cantautoriale e teatro civile.</p>
<p>A introdurre lo spettacolo e aprire le commemorazioni gli interventi di Giulio Bobbo dell&#8217;Iveser (La Guerra di Spagna), Mario Bonifacio &#8220;Bill&#8221; dell&#8217;ANPI Erminio Ferretto di Mestre (Come venne seguita la guerra nelle nostre terre) e Stefano Ghesini (La scoperta di un combattente volontario dimenticato).</p>
<p><a href="http://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2016/09/VolantinoExe.pdf" target="_blank">Scarica il volantino in pdf</a></p>
<hr />
<p>Nel 1997 il Comune pubblicò un libretto dell&#8217;ANPI Mestre sul sessantesimo della guerra di Spagna nel quale venivano elencate le succinte biografie di 39 veneziani e mestrini volontari antifascisti tratte dai 21 volumi del &#8220;Casellario Politico Centrale &#8221; editi dall&#8217;ANPPIA.</p>
<p>Uno di questi concittadini era <a href="http://ita.anarchopedia.org/Mario_Betto" target="_blank">Mario Betto</a> del quale in precedenza non si aveva notizia (non compare nelle elencazioni di &#8220;Venezia nella Resistenza&#8221; di Turcato e Zanon Dal Bo) , non si conosceva l&#8217;odissea politica che lo porta da Venezia alla Spagna e si viene unicamente a sapere che è morto da partigiano in Friuli.</p>
<p>Una figura dimenticata, anche dalla Resistenza friulana, sulla cui riscoperta si trova ad avere parte centrale il sito web dell&#8217;Anpi provinciale di Venezia, all&#8217;epoca curato da Stefano Ghesini. Questi viene contattato tramite la rete da Sergi Martì Betto, un nipote, figlio di una figlia barcellonese di Mario, alla ricerca delle tracce del nonno.<br />
<a href="http://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2016/09/I-veneziani-volontari-antifascisti-in-spagna.pdf" target="_blank"><img decoding="async" loading="lazy" class="alignright wp-image-1634" src="http://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2016/09/00-copertina.jpg" alt="00-copertina" width="266" height="466" srcset="https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2016/09/00-copertina.jpg 500w, https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2016/09/00-copertina-171x300.jpg 171w" sizes="(max-width: 266px) 100vw, 266px" /></a>Viene interessa l&#8217;ANPI di Udine che rimanda a quella di Pordenone in quanto Betto risultava caduto a Barcis. L&#8217;ANPI di Pordenone inizia a fare ricerche sul veneziano venuto a combattere e morire in quella provincia e porta in luce la vicenda ormai dimenticata di questo &#8220;spagnolo&#8221;.</p>
<p>Dapprima iniziatore della Resistenza nella Bassa Pordenonese, nome di battaglia &#8220;Spartaco&#8221;,  nei GAP, poi combattente nella brigata &#8220;Ippolito Nievo&#8221;.  Fa una fine eroica il 23 ottobre 1944 quando nel corso dell&#8217;attacco tedesco si offre di minare la galleria di ponte Antoi sulla strada della Valcellina che porta alla piana di Barcis.  I tedeschi arrivano nella galleria prima del previsto e non è possibile azionare la miccia . Betto fa scappare il suo compagno e fa saltare l&#8217;esplosivo rimanendo sepolto.<br />
Un Pietro Micca partigiano.</p>
<p>La biografia che risultava dalla ricerca era di evidente interesse per le associazioni culturali di quella zona, che hanno messo una notevole mole di notizie in rete, ed un gruppo teatrale &#8220;I fiori di Bakunin&#8221;,  ha elaborato uno spettacolo  intitolato &#8220;Spartaco 1944  &#8211; Viaggio di un rivoluzionario&#8221;  visto in tante città italiane ed anche a Parigi.</p>
<p><strong>Mario Bonifacio</strong></p>
<p><a href="http://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2016/09/I-veneziani-volontari-antifascisti-in-spagna.pdf" target="_blank">Scarica gratuitamente &#8220;I veneziani volontari antifascisti in Spagna&#8221;</a></p>
<hr />
<h2><span style="color: #800000;">Intervista a Sergi Martì Betto, nipote di Mario Betto, di Stefano Ghesini</span></h2>
<p><strong>Sergi, hai voglia di dirmi chi ti ha trasmesso la memoria di tuo nonno Mario e come ti è stato descritto?</strong><br />
In casa non si parlava molto di mio nonno, ma accadeva che di tanto in tanto arrivasse un riconoscimento alle sue azioni di combattente. Tanti anni fa mi è venuta voglia di conoscere la sua storia e ho deciso di indagare, all’inizio chiedendo in famiglia e poi avviando ricerche in internet. Cercando nei vari siti italiani e contattando via email persone che mi hanno aiutato molto. Sono riuscito, oltre a farmi dei nuovi amici, a rintracciare le informazioni che cercavo. Con pazienza ho rimesso insieme alcune tessere della sua vita e delle sue azioni da partigiano. Fino a scoprire che gli era stata conferita una medaglia di bronzo, come eroe della resistenza, che il console d’Italia mi ha consegnato a Barcellona.</p>
<p><strong><img decoding="async" loading="lazy" class="alignleft wp-image-1626 size-full" src="http://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2016/09/Mario_Betto.jpg" alt="mario_betto" width="182" height="558" srcset="https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2016/09/Mario_Betto.jpg 182w, https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2016/09/Mario_Betto-98x300.jpg 98w" sizes="(max-width: 182px) 100vw, 182px" />Sai come ha conosciuto tua nonna? Se avevano gli stessi ideali e frequentavano gli stessi ambienti?</strong><br />
I miei bisnonni ospitavano mio nonno in casa, come molti civili usavano fare con i combattenti durante la guerra. Così si conobbero lui e mia nonna e in seguito nacque mia madre, che non lo ha mai conosciuto dato che gli eventi successivi allontanarono mio nonno da Barcellona.</p>
<p><strong>Cosa sai della sua vita a Barcellona e nella Spagna di quei tempi?</strong><br />
Di quel periodo non so molto, a casa si preferiva non parlarne. So che mia nonna e mio nonno furono incarcerati nella prigione del Montjuic, che la nonna fu risparmiata e mandata a casa perché aveva mia madre appena nata in braccio. Ma ho solo informazioni vaghe, dato che in casa si preferiva non parlare dell’argomento.</p>
<p><strong>Quegli ideali che lui aveva, hanno causato qualche problema alla tua famiglia durante il regime di Franco?</strong><br />
C’erano restrizioni e divieti, si doveva stare attenti a quello che si diceva. Il regime franchista era particolarmente rigido coi catalani, dato che la Catalogna è una regione che da sempre persegue un’autonomia culturale e politica. Non si poteva parlare catalano, ma solo spagnolo, come accadeva anche nei Paesi<br />
Baschi, a Valencia e nelle isole Baleari. A scuola si insegnava solo lo spagnolo e c’era molto controllo sociale. Questo portava le famiglie ad essere caute e a non parlare di argomenti che potevano causare problemi. Comunque, problemi derivanti direttamente dalla militanza di mio nonno non ne abbiamo avuti.</p>
<p><strong>Hai voglia di raccontare in breve qualche aneddoto che lo riguarda?</strong> <strong>Qualche storia che ti è stata raccontata?</strong><br />
Non ho nessuna storia da raccontare, come ti dicevo non se ne parlava volentieri, c’era un alone di vergogna attorno alla sua ﬁgura e mio nonno è passato velocemente rispetto alla vita che è venuta dopo. Ho più volte chiesto informazioni, ma non mi è mai stato detto nulla di signiﬁcativo.</p>
<p><strong>Sergi, dimmi a quale fazione politica apparteneva e dove ha combattuto la guerra civile.</strong><br />
Durante la guerra civile, col nome di battaglia &#8220;Spartaco&#8221;, mio nonno Mario Betto Formentini, ha combattuto nella brigata Dimitrov e poi Garibaldi e ﬁnalmente nel “battaglione dei miliziani rossi spagnoli comandato dal famoso Carlo Penchienati. Ha combattuto nella battaglia di Jarama nel 1937, nella battaglia dell&#8217;Ebro 1938 dove è stato ferito e portato in ospedale a Benicasim con il grado di Tenente. Dal 31 ottobre 1937, era nei ranghi nella 12° brigata.</p>
<p><strong>Come si pone la Spagna di oggi rispetto ai protagonisti di parte repubblicana di quella guerra? Sono secondo te abbastanza riconosciuti, o la gente preferisce dimenticare la storia come spesso avviene, per esempio, in Italia?</strong><br />
Le persone che hanno sofferto il tormento di una guerra, cercano di dimenticare il passato. In Spagna non esiste un’associazione come l’ANPI, diffusa in tutto il paese, che ha lo scopo di mantenere la memoria della resistenza. Di fatto quindi, non si parla molto della guerra. A mio avviso, per certi versi, il nostro paese non è molto diverso dai tempi di Franco. Abbiamo dei cattivi politici, contro i quali, continuiamo la “battaglia repubblicana” per ottenere una repubblica catalana indipendente dalla monarchia spagnola.</p>
<p><strong><a href="http://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2016/09/19-julio-1936.jpg"><img decoding="async" loading="lazy" class="alignright wp-image-1620 " src="http://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2016/09/19-julio-1936.jpg" alt="19-julio-1936" width="327" height="480" srcset="https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2016/09/19-julio-1936.jpg 654w, https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2016/09/19-julio-1936-204x300.jpg 204w" sizes="(max-width: 327px) 100vw, 327px" /></a>È rimasta traccia, nella memoria collettiva e nelle celebrazioni del tuo paese, delle brigate internazionali venute a combattere al ﬁanco dell’esercito repubblicano?</strong><br />
Il governo di destra spagnolo tende a non commemorare i Repubblicani. Ma la Catalogna invece ne ricorda la memoria, con manifestazioni e ricorrenze.<br />
Tuttavia non sono a conoscenza di celebrazioni dedicate alle Brigate Internazionali. Anche se penso che dovremmo essere loro riconoscenti. Li considero eroi venuti a combattere contro la dittatura e molti sono morti per i loro ideali.</p>
<p><strong>Gli italiani, come tuo nonno, che hanno aderito alle brigate internazionali, si sono trovati di fronte anche il nemico di casa loro. Nella Spagna e nella Catalogna di oggi, secondo te, l’immagine dei volontari italiani, è riconosciuta? Oppure parlando di “italiani” la gente è più portata a pensare al luogo comune dell’alleanza che Mussolini offrì a Franco?</strong><br />
Credo che i combattenti internazionali italiani non siano stati riconosciuti come meriterebbero. Il ricordo di Mussolini invece è ancora vivo, tutti sanno che era alleato di Franco. Mentre dei volontari italiani al ﬁanco della repubblica, ben pochi sanno qualcosa. Come ho detto prima, le persone preferiscono dimenticare e non pensare.</p>
<p><strong>In Italia le vicende della resistenza, dividono ancora oggi in favorevoli e contrari. Nonostante la legittimazione della lotta di liberazione, c’è sempre chi vorrebbe affossarne la memoria. Ti risulta che anche in Spagna e in Catalogna, ci siano ancora forti divisioni sull’argomento della guerra civile?</strong><br />
In questo momento storico, c’è un forte movimento per l’autonomia della Catalogna e questo contrasto con il centralismo spagnolo è molto ideologicizzato. La divisione tra destra e sinistra è animata anche dall’istanza dell’autonomia catalana e in questo c’è uno schierarsi anche a livello storico. Come ho detto prima, le brigate repubblicane vengono celebrate in Catalogna, non in Spagna.</p>
<p><strong>Inﬁne Sergi. Cosa sai della famiglia di origine di Mario? Hai avuto informazioni della famiglia veneziana dove è nato e cresciuto? Sai dirmi qualcosa di suo fratello Ulderico Betto, venuto anch’esso a combattere per la Repubblica?</strong><br />
Tutto quello che so della famiglia di mio nonno, sono le informazioni che ho raccolto nel corso degli anni. I suoi genitori si chiamavano Giuseppe Betto e Rosa Formentini, vivevano a Venezia. Nel 1923 sono emigrati a Thiais in Francia, vicino a Parigi. So che Mario aveva due fratelli, Alberto e Ulderico. Il primo è nato il 25/09/1893 a Venezia e ha sposato Bellini Giselda il 13/5/1919/ a Pordenone. Il secondo è nato il 1/3/1898 a Venezia e sposò Maria Canton il 24/08/1928 a Montagnana. Sono molto felice di avere, da pochi giorni trovato e contattato una nipote di Alberto, a Thiais. E’ un nuovo tassello che mi aiuterà a conoscere meglio il ramo francese della famiglia di mio nonno. Anche Alberto e Ulderico erano militanti comunisti e combattenti in Spagna e sono rientrati in Francia dopo la disfatta.<br />
Ringrazio tutti voi per l’interesse che manifestate per mio nonno, per la mia famiglia italiana e per gli eventi della guerra civile. Il vostro interesse è un onore per me.</p>
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		<title>25 GENNAIO &#8211; CONGRESSO DI SEZIONE</title>
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		<pubDate>Mon, 01 Feb 2016 12:20:29 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Saluti: Municipalità Venezia-Murano- Burano (Andrea Martini), Municipalità del lido (Benny Carella), FIAP GL (Andrea Milner), ANPPIA (Renato Jona), IVESER (Marco Borghi), rEsistenze (Maria Teresa Sega) ANPI Sezione Mestre Erminio Ferretto (Mario Bonifacio), giustifico Maria Teresa Sega impegnata oggi in una scuola con Vera Jarach madre di una desparecida di Plaza de Mayo. Salutiamo e ringraziamo <a href="https://www.anpive.org/wordpress/2016/02/01/1251/" rel="nofollow"><span class="sr-only">Leggi di più25 GENNAIO &#8211; CONGRESSO DI SEZIONE</span>[&#8230;]</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" loading="lazy" class="wp-image-1252 alignleft" src="http://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2016/02/12524310_1103202296391149_8192097337098509289_n.jpg" alt="12524310_1103202296391149_8192097337098509289_n" width="279" height="279" srcset="https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2016/02/12524310_1103202296391149_8192097337098509289_n.jpg 693w, https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2016/02/12524310_1103202296391149_8192097337098509289_n-150x150.jpg 150w, https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2016/02/12524310_1103202296391149_8192097337098509289_n-300x300.jpg 300w, https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2016/02/12524310_1103202296391149_8192097337098509289_n-250x250.jpg 250w, https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2016/02/12524310_1103202296391149_8192097337098509289_n-174x174.jpg 174w" sizes="(max-width: 279px) 100vw, 279px" />Saluti:<br />
Municipalità Venezia-Murano- Burano (Andrea Martini), Municipalità del lido (Benny Carella), FIAP GL (Andrea Milner), ANPPIA (Renato Jona), IVESER (Marco Borghi), rEsistenze (Maria Teresa Sega) ANPI Sezione Mestre Erminio Ferretto (Mario Bonifacio), giustifico Maria Teresa Sega impegnata oggi in una scuola con Vera Jarach madre di una desparecida di Plaza de Mayo. Salutiamo e ringraziamo il garante del Congresso Diego Collovini.</p>
<p><strong>La relazione del presidente di sezione uscente Lia Finzi</strong></p>
<p>Cari amici e compagni,<br />
va letto il documento nazionale per il 16° Congresso con molta attenzione perché è estremamente importante in questo momento politico in cui dobbiamo discutere nei congressi di Sezione dei vari comuni della provincia e in tutta Italia la realtà in cui viviamo.<br />
Per iniziare vogliamo valutare alcuni provvedimenti legislativi assunti dal Governo che preoccupano l&#8217;ANPI, preoccupazioni espresse anche dal Presidente Nazionale Smuraglia, noto ed esperto magistrato, con posizioni che condividiamo. Per questo vi invito a leggere il documento nazionale ed ANPI News.<br />
L&#8217;ANPI, è noto, ma va ripetuto, non è un&#8217;associazione partitica, però è un&#8217;associazione che si occupa di politica (anche di politica), nel rispetto della Costituzione nata dalla Resistenza. La mia relazione vuole rimarcare, con alcune sottolineature, alcuni punti della documentazione nazionale per esprimere con chiarezza il nostro pensiero.<br />
Il Governo sta proseguendo l&#8217;iter per la riforma costituzionale, mercoledì scorso il voto del Senato sul decreto legislativo sulle riforme costituzionali ha dato il via libera con 180 SI&#8217;, ma la maggioranza di governo non avrebbe raggiunto il tetto minimo di voti senza l&#8217;aiuto di 22 senatori esterni alla maggioranza e non sarebbe passato il decreto legge, quindi senza l&#8217;appoggio dei verdiniani, di 3 tosiani e di 2 berlusconiani, appunto. E questo ci preoccupa.</p>
<p><div id="attachment_1254" style="width: 465px" class="wp-caption alignright"><img aria-describedby="caption-attachment-1254" decoding="async" loading="lazy" class="wp-image-1254 " src="http://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2016/02/01.jpg" alt="01" width="455" height="268" srcset="https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2016/02/01.jpg 870w, https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2016/02/01-300x177.jpg 300w, https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2016/02/01-768x452.jpg 768w" sizes="(max-width: 455px) 100vw, 455px" /><p id="caption-attachment-1254" class="wp-caption-text">L&#8217;apertura dei lavori</p></div></p>
<p>Il Governo esercita l&#8217;iniziativa legislativa che potrebbe anche essere ammissibile per “talune “ leggi costituzionali come, ad esempio, quelle di approvazione degli statuti delle Regioni, ma non per quello di revisione dei principi costituzionali. Tra questi non rientrano certamente le modalità di elezione del Senato.<br />
Ci si rende conto che in gioco c&#8217;è lo stravolgimento del ruolo e delle funzioni del Senato?<br />
La presentazione alla Camera di emendamenti sull&#8217;articolo 2 del disegno di legge costituzionale ha la conseguenza che, nel futuro articolo 57 della Costituzione, i nuovi senatori, pur non essendo eletti direttamente, saranno eletti dai consigli regionali; “in conformità alle scelte degli elettori” è stato detto. L&#8217;alternativa è: o l&#8217;elezione da parte dei consigli regionali sarà meramente riproduttiva della volontà degli elettori e, quindi, inutile, oppure se ne distaccherà e allora sarà illegittima.<br />
Cosa diranno i costituzionalisti di tutto il mondo?<br />
Un simile errore non può essere perdonato in un regolamento; ancor meno in una legge, ma, assolutamente, ingiustificabile in una Costituzione.<br />
Mi trovo d&#8217;accordo con la Carlassare, con Rodotà ed altri importanti giuristi e costituzionalisti che dicono: “Per effetto di questa riforma il Senato non sarà più elettivo”. Ci hanno detto che sarebbero state abolite le Provincie e, invece, i cittadini sono stati privati del diritto di eleggere i Consigli Provinciali.<br />
La legge elettorale, poi, non prevede preferenze e assegna un premio esagerato. Una lista può andare al ballottaggio anche se al primo turno ottiene solo il 20% Ricordate la “Legge Truffa del 1953? Qualcuno è anziano come me e la ricorda certamente. “Via Ruini dal Senato” urlavamo nelle manifestazioni. Ma, almeno, con la “Legge Truffa” il premio di maggioranza andava a chi aveva ottenuto il 50%. E, se nessuno l&#8217;avesse ottenuto, il premio non sarebbe stato assegnato. No comment! A voi il giudizio. Ecco perché sono sorti i comitati del NO.</p>
<p><div id="attachment_1256" style="width: 452px" class="wp-caption alignleft"><img aria-describedby="caption-attachment-1256" decoding="async" loading="lazy" class=" wp-image-1256" src="http://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2016/02/03-Il-saluto-di-Mario-Bonifacio-Bill-alla-Sezione-ANPI-di-Venezia.jpg" alt="Il saluto di Mario Bonifacio &quot;Bill&quot; della Sezione ANPI Erminio Ferretto di Mestre" width="442" height="266" srcset="https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2016/02/03-Il-saluto-di-Mario-Bonifacio-Bill-alla-Sezione-ANPI-di-Venezia.jpg 857w, https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2016/02/03-Il-saluto-di-Mario-Bonifacio-Bill-alla-Sezione-ANPI-di-Venezia-300x181.jpg 300w, https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2016/02/03-Il-saluto-di-Mario-Bonifacio-Bill-alla-Sezione-ANPI-di-Venezia-768x462.jpg 768w" sizes="(max-width: 442px) 100vw, 442px" /><p id="caption-attachment-1256" class="wp-caption-text">Il saluto di Mario Bonifacio &#8220;Bill&#8221; della Sezione ANPI Erminio Ferretto di Mestre</p></div></p>
<p>La crisi della nostra società è dovuta anche ad un vuoto di idee che va colmato, ad una grave mancanza di partecipazione e di dibattito; occorre pertanto partire dallo stato sociale, dalla dignità e dai diritti dei cittadini. Vanno, ad esempi, sostenuti alcuni diritti tuttora in discussione: – diritti civili: unioni civili, adozioni per coppie gay (uno Stato laico non può subire le interferenze del Vaticano) – rispettare lo IUS SOLI (per gli stranieri nati in Italia) – prima o poi dovrà venire all&#8217;attenzione l&#8217;eutanasia<br />
Da molti anni si dibatte come rendere più vicini scuola e lavoro per realizzare l&#8217;idea che dal lavoro si debba trarre anche felicità, concetto che Primo Levi (mi torna in mente in questi giorni della Memoria) aveva evidenziato, in modo forse unico, nella “Chiave a stella”, dove scriveva: “Se si escludono istanti prodigiosi e singoli che il destino ci può donare, l&#8217;amare il proprio lavoro (che purtroppo è privilegio di pochi) costituisce la migliore approssimazione alla felicità sulla terra. Ma questa è una verità che non molti conoscono”. Certo se pensiamo che il 50% dei laureati non trova lavoro nel nostro Paese. Nella sua monumentale semplicità, l&#8217;operaio Faussone della “Chiave a stella” è ancora validissimo quello che dice: “Avere padronanza di un mestiere è una delle grandi soddisfazioni che la vita offre”. Anche per questo una società di disoccupati è una società infelice.<br />
La Buona Scuola non può essere un&#8217;azienda, ma deve essere una comunità educante. Non può e non deve passare il progetto contenuto nella “Buona Scuola” di legare il destino delle scuole agli sponsor privati. Occorre effettuare percorsi scolastici fatti di creatività e rigore, di studi umanistici e scientifici che puntino alla educazione della mente più che ad un addestramento teso ad una rapida spendibilità lavorativa del titolo di studio (ovviamente se e quando si trova lavoro).</p>
<p><div id="attachment_1258" style="width: 473px" class="wp-caption alignright"><img aria-describedby="caption-attachment-1258" decoding="async" loading="lazy" class=" wp-image-1258" src="http://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2016/02/05-Andrea-Milner-FIAP.jpg" alt="L'intervento di Andrea Milner della FIAP di Venezia" width="463" height="328" srcset="https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2016/02/05-Andrea-Milner-FIAP.jpg 756w, https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2016/02/05-Andrea-Milner-FIAP-300x213.jpg 300w" sizes="(max-width: 463px) 100vw, 463px" /><p id="caption-attachment-1258" class="wp-caption-text">L&#8217;intervento di Andrea Milner della FIAP di Venezia</p></div></p>
<p>I tragici fatti di Parigi del 13 novembre u.s. ci pongono di fronte al grave pericolo di una guerra totale. E&#8217; valido l&#8217;appello di Tonolo, nostro compagno, presidente di Mirano, per far firmare i Sindaci su un testo dei Sindaci di Hiroshima e Nagasaki per prendere posizione per evitare che si costruiscano bombe all&#8217;idrogeno, atomiche (come è successo in questi giorni in Corea del Nord). Con i compagni della Sezione di Mestre abbiamo chiesto un incontro su questi temi al Sindaco, ma Brugnaro non ci ha ancora risposto, volevamo sollecitarlo a firmare l&#8217;appello contro le bombe. Ci riusciremo? Occorre trovare l&#8217;unità dei popoli e dei governi del mondo per respingere ogni tentativo di approfittare di una situazione drammatica per alimentare razzismi e paure di sempre. Noi dell&#8217;ANPI che ci battiamo per il rispetto dei valori della Costituzione, vogliamo che si utilizzino le risorse finanziarie anziché per gli armamenti, perché sia fatto quanto possibile per l&#8217;Italia e per l&#8217;Europa per le necessità dei cittadini più deboli e per realizzare l&#8217;idea di un mondo senza discriminazioni e senza guerre. E&#8217; questo che dobbiamo augurarci soprattutto per le giovani generazioni.<br />
Ai paesi del terrore l&#8217;Italia ha venduto armi per miliardi di euro e si sa, secondo importanti studi economici, che tra il 2010 e il 2014, sono state autorizzate esportazioni al Nord Africa e al Medio Oriente di bombe ed aerei per quasi 18 miliardi di euro. E questo mentre molti giovani che amano la cultura, la ricerca,gli studi, sono costretti a lasciare l&#8217;Italia per lavorare e costruire il loro avvenire.<br />
La Costituzione sancisce chiaramente i diritti degli uomini e delle donne e ci dà la speranza che, se rispettata, può garantire la sicurezza contro tutti gli attacchi terroristici, tutte le guerre e contro l&#8217;odio dilagante. Non è vendendo armi ai paesi ove vige il terrore o, ancor peggio, partecipando a guerre che si ottiene la pace. La Francia credeva forse che, intervenendo in Libia, Mali, Siria avrebbe potuto combattere a distanza quando la guerra ce l&#8217;aveva in casa? Tutto ciò lo abbiamo scritto anche in una lettera portata a mano alla famiglia Solesin, ai genitori di Valeria, sottolineando inoltre anche il valore della loro dignitosa laicità.<br />
I pericoli non vengono da quelli che arrivano, se e quando arrivano, nei gommoni e nelle carrette del mare, a causa della guerra e della fame; sono pericolosi razzisti guerrafondai quelli che si permettono di affermare che tra i migranti (donne, bambini, giovani che rifiutano la guerra) vi sarebbero i responsabili del terrorismo. Va letto l&#8217;articolo 11 della Costituzione, perché una saggia lettura dello stesso dà, a chi vuole governare nell&#8217;interesse del popolo e della pace le indicazioni per coniugare l&#8217;articolo 11 con gli articoli 2 e 4 che affermano che il lavoro e la dignità delle persone non devono produrre morte né essere conseguenti a guerre.</p>
<p><div id="attachment_1259" style="width: 327px" class="wp-caption alignleft"><img aria-describedby="caption-attachment-1259" decoding="async" loading="lazy" class="wp-image-1259" src="http://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2016/02/06-Il-presidente-della-municipalitá-Venezia-Murano-Burano.jpg" alt="06" width="317" height="423" srcset="https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2016/02/06-Il-presidente-della-municipalitá-Venezia-Murano-Burano.jpg 720w, https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2016/02/06-Il-presidente-della-municipalitá-Venezia-Murano-Burano-225x300.jpg 225w" sizes="(max-width: 317px) 100vw, 317px" /><p id="caption-attachment-1259" class="wp-caption-text">Il presidente della municipalità Venezia-Murano-Burano Giovanni Andrea Martini</p></div></p>
<p>Certo sarebbe necessaria un&#8217;analisi più profonda ed una conoscenza storica più qualificata perché va ricordato che la smisurata e millenaria prevaricazione dei popoli europei e dell&#8217;America sul resto dell&#8217;umanità è sicuramente un elemento di inevitabile oggettivo rancore da parte dei popoli sottomessi. Di queste prepotenze e sopraffazioni si è reso responsabile l&#8217;uomo bianco e ne va tenuto conto. Ricordiamo la storia delle deportazioni schiaviste degli africani, il genocidio dei nativi americani, la sistematica predazione coloniale; sono tragedia storiche che non possono essere occultate o dimenticate.<br />
Ovviamente tutto ciò non giustifica il radicalismo islamista, espresso col terrorismo e la violenza. Non è solo una vecchia dialettica tra colonizzatori e colonizzati, tra predatori e depredati. Non è in gioco solo la supremazia occidentale intesa come dominio economico. In tutto il mondo è in itinere la caduta della struttura patriarcale e tribale delle società umane in favore di una concezione dei diritti umani e dei doveri fondata sull&#8217;individuo. Maschio o femmina non fa differenza. E&#8217; una tale rivoluzione, questa della autodeterminazione della donna, che al confronto ogni rivoluzione economico-politica è poca cosa. E questa rivoluzione è odiata e combattuta dal radicalismo islamista non soltanto in funzione antieuropea, ma in funzione antimondiale, antiumana. Non basta quindi analizzare i misfatti dell&#8217;Occidente per analizzare il radicalismo islamista. Va riconosciuta la volontà tanto odiata dall&#8217;ISIS, delle donne di ogni latitudine di vivere come persone e non come proprietà dei maschi. Anche qui nascono il terrore e la violenza. Ad esempio: la violenza sulle donne a Colonia non si capisce se si cade nell&#8217;islamofobia, nella sottovalutazione della gravità dell&#8217;episodio.<br />
Questa analisi, tutto ciò che ho detto brevemente va messo nel documento nazionale. E&#8217; una lacuna che va colmata. Vi sembra che possa bastare sottolineare la validità dell&#8217;organizzazione del Coordinamento Nazionale<br />
delle donne dell&#8217;ANPI senza questa analisi sulla realtà attuale?<br />
Voglio terminare questa relazione con le proposte per il nostro impegno nei confronti dei problemi di Venezia, città metropolitana. Dopo la sconfitta elettorale non sono emerse prese di posizione e manifestazioni per far partecipare la cittadinanza ad un programma che contrasti il padronismo di Brugnaro. Solo poche assemblee, settoriali, o per rivendicazioni sindacali.<br />
Eppure problemi ve ne sono: – tentativo della giunta di togliere le deleghe alla Municipalità – sono state invalidate delibere su importanti servizi con un vero atto dittatoriale da chi non conosce i problemi delle varie realtà territoriali, negando il vero decentramento – va garantito l&#8217;allontanamento delle grandi navi dal bacino di San Marco dal canale della Giudecca e dalla laguna – inoltre occorre un&#8217;industria turistica sostenibile e qualificata – occorre una rivitalizzazione urbana – un trasporto pubblico efficiente – rivedere il welfare, valorizzando la sanità ed i servizi.<br />
L&#8217;ANPI è attenta e, per le sue competenze, può intervenire (o dovrebbe) come chiedono i veneziani dopo il fallimento del MOSE e la perdita del Comune, su questioni di grande importanza per la città di mare e la città di terra, su lavoro, Porto Marghera, grandi navi che vanno allontanate dal porto croceristico di Venezia, senza l&#8217;escavo di altri canali, portandole fuori dalle bocche di porto.<br />
Venezia centro storico è rimasta con un esiguo numero di abitanti (84.405 comprese isole Lido e Pellestrina), una metà circa degli abitanti della terraferma (179.631), ma è un importante capoluogo per tradizioni, cultura e storia, temi nodali per tutta l&#8217;area metropolitana.<br />
Se Brugnaro ha vinto è perché ha intercettato voti anche da una parte dell&#8217;elettorato di centrosinistra con lusinghe e promesse, non certo per il suo eloquio culturale o per la sua conoscenza del valore della città, ad eccezione del valore pecuniario della stessa, di cui è consapevole.<br />
Noi dell&#8217;ANPI 7 Martiri abbiamo più tesserati, in base al numero di abitanti, rispetto alla terraferma ed è da rilevare che sempre il Centro Storico non ha deluso nel corso degli anni, anche nei risultati elettorali. Perciò bisogna attivarsi per il futuro.</p>
<p><div id="attachment_1257" style="width: 478px" class="wp-caption alignright"><img aria-describedby="caption-attachment-1257" decoding="async" loading="lazy" class=" wp-image-1257" src="http://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2016/02/04.jpg" alt="La relazione della vice presidente e tesoriera Serena Ragno" width="468" height="312" srcset="https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2016/02/04.jpg 798w, https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2016/02/04-300x200.jpg 300w, https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2016/02/04-768x512.jpg 768w, https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2016/02/04-750x500.jpg 750w" sizes="(max-width: 468px) 100vw, 468px" /><p id="caption-attachment-1257" class="wp-caption-text">La relazione della vice presidente e tesoriera Serena Ragno</p></div></p>
<p>Per finire, vediamo le priorità della nostra Sezione 7 Martiri nel formulare un piano di lavoro per il 2016:<br />
– Tesseramento e bilancio: relazionerà subito dopo, Serena Ragno che ha seguito con estrema competenza questo importante settore – Fissare un patto con altre associazioni democratiche e antifasciste per diffondere attivamente i valori della Resistenza e della Costituzione (ANPI Mestre già in atto, ANPPIA FIAP, SPI, IVESER, rEsistenze ed altre eventuali). – Proponiamo di continuare la pubblicazione su Facebook e cartaceo ogni 6 mesi, di “Resistenze e Futuro” ed anche di dotarci di una rassegna stampa per una completa informazione sulla cronaca locale.</p>
<p>Voglio ricordare cose concluse positivamente: – Concorso con il Comune su “Venezia liberata” per il 70.mo, seguito da Antonio Beninati e Serena Ragno<br />
– DVD e Mostra sui ragazzi orfani dei Partigiani del Biancotto seguito da Maria Teresa Sega, Lia Finzi e la regista Manuela Pellarin – Realizzazione del 3° libro di Giuseppe Turcato seguito e curato da Giulio Bobbo<br />
Dopo il bell&#8217;incontro per il tesseramento 2016 con gli studenti del Liceo Guggenheim, seguito da Gianluigi Placella, Antonio Beninati ha realizzato un video dell&#8217;intera giornata con alcune riduzioni da proiettare il 25 aprile in incontri con la scuola, alla presenza dei nostri partigiani.<br />
Subito dopo il Congresso bisogna partire con impegno, su un progetto importante da effettuare con le scuole che hanno aderito numerose allo stesso. Entro giugno, molti giovani e ragazzi si appresteranno a pronunciare, partendo dalla Costituzione, la “Dichiarazione di cittadinanza consapevole”. L&#8217;iniziativa merita una spiegazione dettagliata che, dopo la relazione di Serena Ragno, sarà fatta da Gianluigi Placella che ha ideato e proposto il progetto.<br />
Vi invitiamo a partecipare alla Giornata della Memoria organizzata dalla Sezione 7 Martiri e da IVESER, rEsistenze, e il Liceo Guggenheim di Venezia per il 28 gennaio, giovedì prossimo.<br />
Ricordiamo inoltre la “Mappa della Memoria”: 267 tappe interattive a cura dell&#8217;IVESER; non ci sarà la targa a Sergio Scarpa “Marinaretto” perché non siamo ancora riusciti a concludere l&#8217;iter sulla sua casa a Cannaregio. Vorrei terminare sottolineando un nostro preciso impegno: la Corte Costituzionale finalmente a ranghi completi, operazione che non è stata facile da conquistare, dovrà affrontare decisioni particolarmente delicate. Credo che potrà contare sul nostro appoggio, appoggio certamente condiviso da chi attribuisce il massimo rispetto al prestigioso lavoro della Corte e assicuriamo che vigileremo sull&#8217;autonomia e sull&#8217;indipendenza della stessa, necessarie per la solidità del sistema costituzionale e della stessa democrazia.<br />
Naturalmente dobbiamo continuare a garantire che l&#8217;Italia sia e possa continuare ad essere antifascista. Noi tutti dell&#8217;ANPI troveremo attività pratiche valide per riaffermare il ruolo delle istituzioni democratiche per contrastare i movimenti ed i partiti di destra e per impedire iniziative neofasciste, sempre più pericolose.<br />
Per fare tutto ciò, per realizzare tutto questo programma occorre più partecipazione dei Compagni nelle iniziative che metteremo in atto e nella costruzione delle stesse, non potendo bastare l&#8217;impegno di quanti, sempre gli stessi, si sono spesi fino ad oggi.<br />
Affrontiamo il Congresso discutendo e facendo proposte. Dopo la relazione amministrativa di Serena e dopo la relazione di Gianluigi sulla “Dichiarazione di cittadinanza consapevole”, affronteremo il dibattito. Poi procederemo all&#8217;elezione del nuovo direttivo e dei delegati al Congresso Provinciale.<br />
Buon lavoro a tutti</p>
<p>Lia Finzi, presidente Sezione ANPI 7 Martiri, Venezia</p>
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		<title>Progetto di cittadinanza consapevole</title>
		<link>https://www.anpive.org/wordpress/2015/12/05/progetto-cittadinanza-consapevole/</link>
		
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		<pubDate>Sat, 05 Dec 2015 11:26:15 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[La cittadinanza consapevole sarà alla base di un progetto scolastico promosso in collaborazione fra l&#8217;Associazione nazionale partigiani d&#8217;Italia (Anpi) e la dirigenza scolastica provinciale. Un protocollo d&#8217;intesa finalizzato a far conoscere nelle scuole del veneziano i valori, gli articoli e i fondamenti della Costituzione, per giungere, a conclusione dell&#8217;anno scolastico, ad una comune dichiarazione di <a href="https://www.anpive.org/wordpress/2015/12/05/progetto-cittadinanza-consapevole/" rel="nofollow"><span class="sr-only">Leggi di piùProgetto di cittadinanza consapevole</span>[&#8230;]</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" loading="lazy" class="alignleft wp-image-1321" src="http://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2016/03/Logo-Sezione-7-Martiri.jpg" alt="Logo Sezione 7 Martiri" width="229" height="157" srcset="https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2016/03/Logo-Sezione-7-Martiri.jpg 960w, https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2016/03/Logo-Sezione-7-Martiri-300x206.jpg 300w, https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2016/03/Logo-Sezione-7-Martiri-768x527.jpg 768w" sizes="(max-width: 229px) 100vw, 229px" />La cittadinanza consapevole sarà alla base di un progetto scolastico promosso in collaborazione fra l&#8217;Associazione nazionale partigiani d&#8217;Italia (Anpi) e la dirigenza scolastica provinciale. Un protocollo d&#8217;intesa finalizzato a far conoscere nelle scuole del veneziano i valori, gli articoli e i fondamenti della Costituzione, per giungere, a conclusione dell&#8217;anno scolastico, ad una comune dichiarazione di &#8220;cittadinanza consapevole&#8221;. Insomma, se cittadini italiani si diventa per nascita, l&#8217;Anpi, attraverso incontri e grazie al lavoro dei docenti nei diversi istituti, intende rendere informati gli studenti sui tratti fondamentali e condivisi dell&#8217;essere comunità, proprio grazie alle motivazioni che hanno condotto alla nostra Costituzione. Il progetto è stato presentato ieri mattina nell&#8217;aula magna del liceo artistico &#8220;Guggenheim&#8221;, presenti allievi e docenti dell&#8217;istituto, unitamente a rappresentanze di altre scuole veneziane. L&#8217;incontro è iniziato con la lettura di un passo significativo di Piero Calamandrei (fra i padri della Costituzione) inerente la scuola, definita organo vitale e centrale della democrazia. In seguito, la dirigente del &#8220;Guggenheim&#8221;, Isabella Albano, si è domandata quali entusiasmi siano rimasti nel mondo della scuola pubblica dopo le ideologie del Sessantotto, tali da far entrare fra i banchi forme democratiche come le assemblee ed i consigli di classe e di istituto. Lia Finzi e Gianluigi Placella, per l&#8217;Anpi, hanno ribadito la necessità che la scuola permanga inclusiva e che nessuno possa decidere senza la partecipazione della gente. Infine l&#8217;ex partigiano Marino Bonifacio ha ricordato come nei territori progressivamente liberati, la Resistenza avesse come primo obiettivo il far ripartire l&#8217;istruzione.<br />
<b>Tullio Cardona</b></p>
<p><a href="http://www.ilgazzettino.it/pay/venezia_pay/la_cittadinanza_consapevole_sar_224_base_di_un_progetto_scolastico_promosso-1415485.html" target="_blank">Il Gazzettino &#8211; Venerdì 4 Dicembre 2015</a></p>
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