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	<title>3 agosto &#8211; ANPI Venezia</title>
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	<description>Sezione 7 Martiri</description>
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		<title>Orazioni per il 79° Anniversario dell&#8217;eccidio dei Sette Martiri</title>
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		<pubDate>Sun, 06 Aug 2023 08:28:11 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Intervento di apertura di Nicola De Lorenzo Poz della Sezione &#8220;Sette Martiri&#8221; di Venezia Che valore ha la memoria della Resistenza 80 anni dopo la caduta del fascismo e l’inizio della guerra contro gli occupanti nazifascisti, che infuriò nel nostro paese negli ultimi due anni di guerra? Sono partito dal chiedermi cosa sia stata la <a href="https://www.anpive.org/wordpress/2023/08/06/orazioni-per-il-79-anniversario-delleccidio-dei-sette-martiri/" rel="nofollow"><span class="sr-only">Leggi di piùOrazioni per il 79° Anniversario dell&#8217;eccidio dei Sette Martiri</span>[&#8230;]</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_3560" style="width: 650px" class="wp-caption aligncenter"><img aria-describedby="caption-attachment-3560" decoding="async" class="wp-image-3560 size-large" src="https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2023/08/LocandinaExeB-724x1024.jpg" alt="" width="640" height="905" srcset="https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2023/08/LocandinaExeB-724x1024.jpg 724w, https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2023/08/LocandinaExeB-212x300.jpg 212w, https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2023/08/LocandinaExeB-768x1086.jpg 768w, https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2023/08/LocandinaExeB-1086x1536.jpg 1086w, https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2023/08/LocandinaExeB-1448x2048.jpg 1448w, https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2023/08/LocandinaExeB-scaled.jpg 1810w" sizes="(max-width: 640px) 100vw, 640px" /><p id="caption-attachment-3560" class="wp-caption-text">La Sezione ringrazia calorosamente Stefano Ghesini per la grafica del manifesto della commemorazione</p></div>
<p style="text-align: center;" align="CENTER"><strong>Intervento di apertura di Nicola De Lorenzo Poz della Sezione &#8220;Sette Martiri&#8221; di Venezia</strong></p>
<div id="attachment_3569" style="width: 482px" class="wp-caption alignleft"><img aria-describedby="caption-attachment-3569" decoding="async" loading="lazy" class="wp-image-3569" src="https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2023/08/04-e1691915184603-1024x804.jpg" alt="" width="472" height="371" srcset="https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2023/08/04-e1691915184603-1024x804.jpg 1024w, https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2023/08/04-e1691915184603-300x236.jpg 300w, https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2023/08/04-e1691915184603-768x603.jpg 768w, https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2023/08/04-e1691915184603-1536x1206.jpg 1536w, https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2023/08/04-e1691915184603.jpg 1630w" sizes="(max-width: 472px) 100vw, 472px" /><p id="caption-attachment-3569" class="wp-caption-text">Fotografia di Giorgio Molini</p></div>
<p style="text-align: left;" align="CENTER">Che valore ha la memoria della Resistenza 80 anni dopo la caduta del fascismo e l’inizio della guerra contro gli occupanti nazifascisti, che infuriò nel nostro paese negli ultimi due anni di guerra? Sono partito dal chiedermi cosa sia stata la Resistenza durante la Secondo Guerra Mondiale. La Resistenza è stata anche quella dei piccoli gesti, delle piccole azioni o non-azioni che negli anni, come una piccola goccia di acqua che scende costantemente hanno creato la consapevolezza che portò alla ribellione verso il regime fascista. A questo proposito vorrei leggere una riflessione tratta da “La banalità del male” di Hanna Arendt, nella quale si parla di piccoli gesti quotidiani di resistenza:</p>
<p style="text-align: left;" align="CENTER">
<em>E tutto sta a dimostrare che la coscienza in quanto tale era morta, in Germania, al punto che la gente non ricordava più di averla e non si rendeva conto che il nuovo &#8220;sistema di valori&#8221; tedesco non era condiviso dal mondo esterno. Naturalmente, questo non vale per tutti i tedeschi: ché ci furono anche individui che fin dall&#8217;inizio si opposero senza esitazione a Hitler e al suo regime. Nessuno sa quanti fossero (forse centomila, forse molti di più, forse molti di meno) poiché non riuscirono mai a far sentire la loro voce. Potevano trovarsi dappertutto, in tutti gli strati della popolazione, tra la gente semplice come tra la gente colta, in tutti i partiti e forse anche nelle file del partito nazista. Di pochissimi conosciamo il nome (&#8230;) . Alcuni erano uomini profondamente miti, come un artigiano &#8211; di cui ho sentito parlare &#8211; che preferì lasciar distruggere la sua attività indipendente e impiegarsi in una fabbrica come semplice operaio pur di non compiere la &#8220;piccola formalità&#8221; d&#8217;iscriversi al partito nazista; altri consideravano il giuramento una cosa seria e preferirono rinunziare, per esempio, alla carriera accademica anziché giurare fedeltà a Hitler. (&#8230;) La posizione di queste persone, che sul piano pratico non poterono mai far nulla, era molto diversa da quella dei cospiratori. Essi avevano conservato intatta la capacità di distinguere tra il bene ed il male, non avevano mai avuto &#8220;crisi di coscienza&#8221;; certo, potevano anche appartenere al movimento di resistenza, ma non è detto che fossero più numerose trai i congiurati che tra la gente comune. Non erano né eroi né santi, tacevano. Soltanto in un&#8217;occasione la presenza di questi elementi isolati e muti si manifestò in pubblico, in un atto disperato: fu quando due studenti dell&#8217;Università di Monaco, gli Scholl, fratello e sorella, influenzati dal loro insegnante Kurt Huber distribuirono i famosi manifestini i cui Hitler era finalmente definito quello che era: un &#8220;genocida&#8221;. </em></p>
<p style="text-align: left;" align="CENTER">
Gli ultimi partigiani ci stanno lasciando, alle nuove generazioni mancherà quindi la fortuna di conoscere le testimonianze dirette dalla loro viva voce. Ma le loro idee ed i loro racconti rimangono su questa terra. Deve rimanere il coraggio delle loro scelte, compiute in situazioni dove l&#8217;alternativa più semplice c&#8217;era eccome, ovvero lo schieramento con il regime e con i nazi-fascisti di Salò. Rimaniamo, noi tutti, decisi a portare avanti quegli ideali e a resistere ogni giorno della nostra vita.<br />
La Resistenza si coltiva ogni giorno, nelle piccole cose, rifiutando ciò che non è giusto, rifiutando l&#8217;indifferenza che nuoce ben più di altre cose. Abbiamo perciò il dovere di ribellarci a ciò che non è giusto, a ciò che tentano di imporci come migliore per noi. I problemi della nostra epoca vanno affrontati con coraggio e superando i muri intergenerazionali ed intersociali, tutti assieme, tenendoci idealmente per mano e difendendoci vicendevolmente. Non basta contrastare solamente la perdita di memoria, ma dobbiamo anche impegnarci per preservare la dignità, che è facile far svanire attraverso troppi “SÌ” incondizionati.<br />
Dobbiamo impegnarci in ogni nostro gesto a difendere la libertà della quale godiamo. È una promessa che dobbiamo fare a coloro che hanno lottato duramente per essa, a noi stessi e alle generazioni future.<br />
Viva i 7 Martiri, che camminano ancora ogni giorno nelle nostre coscienze!</p>
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<video class="wp-video-shortcode" id="video-3559-1" width="432" height="768" preload="metadata" controls="controls"><source type="video/mp4" src="https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2023/08/Orazione-Nicola-De-Lorenzo-Poz.mp4?_=1" /><a href="https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2023/08/Orazione-Nicola-De-Lorenzo-Poz.mp4">https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2023/08/Orazione-Nicola-De-Lorenzo-Poz.mp4</a></video></div>
<hr />
<p align="CENTER"><strong><span style="font-size: medium;">Intervento della Presidente ANPI &#8220;Sette Martiri&#8221;, Enrica Berti, alla commemorazione ufficiale<br />
in Riva Sette Martiri </span></strong><strong><span style="font-size: medium;">per il 79° dell&#8217;ECCIDIO DEI SETTE MARTIRI</span></strong></p>
<p><span style="font-size: medium;">Buongiorno alle autorità presenti, buongiorno a tutte e a tutti e grazie di essere qui.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Circa un mese fa, rientrando da Roma in treno, ho voluto leggere le schede e osservare i volti dei 335 trucidati alle Fosse Ardeatine.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Come già sottolineato sapientemente da Alessandro Portelli nell&#8217;intervento per la Festa della Repubblica di quest&#8217;anno a Roma, i 335 uomini che hanno condiviso quella tragica e orrenda morte, furono l&#8217;espressione di una compagine sociale, una comunità, che ancor oggi noi sentiamo di essere tale grazie anche al fatto che le &#8220;tappe della memoria come l&#8217;eccidio dei 13 Martiri (e dei 7 Martiri) [la] costruiscono&#8221;, come ci ha ricordato Marco Borghi sotto la lapide il 28 luglio scorso. </span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Dicevo, i 335 Martiri furono l&#8217;espressione di una comunità sociale che &#8211; ad ogni livello &#8211; si era resa conto che il ventennio aveva modificato la percezione dei valori umani: discriminazione, guerra, misoginia, razzismo &#8230; erano infatti divenuti valori di Stato che la società civile non poteva certo continuare a condividere.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">La comunità si ribellò nella sua interezza, la scheda di ogni martire ne riporta il ruolo sociale: imbianchini, avvocati, fabbri, notai, postini, generali dell&#8217;esercito regio, pastori, professori di liceo, meccanici, imprenditori, macellai, studenti &#8230; 10 i foresti e tra loro 3 nati a Berlino.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Due i veneziani: oltre a Manfredi Azzarita, anche Aldo Eluisi che all&#8217;età di 3 anni si era trasferito a vivere a Roma con la famiglia, fece il pittore e (iscritto al Partito d&#8217;Azione) fu uno dei primi a subire la ferocia fascista con una pugnalata alla schiena.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Ecco, per 4 ore ho osservato quei volti, quegli occhi, in foto scattate per un documento e quindi tutti loro si saranno messi l&#8217;abito &#8220;buono&#8221; e avevano magari fatto pure un passaggio dal barbiere, proprio come facciamo noi oggi. Scrutando quegli sguardi ho cercato di immaginare le loro emozioni, le loro gioie e le loro paure. Ho cercato di immaginare alcuni momenti del loro quotidiano, delle loro vite sacrificate per ciascuna e ciascuno di noi. Vite sacrificate per il Paese, sangue versato con cui è stata scritta la Costituzione che ancor oggi guida la nostra Repubblica e che non dobbiamo permettere di stravolgere.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Osservando quei volti, cercavo di intuire il loro ultimo pensiero prima di cadere sui corpi dei loro compagni di morte. Avranno avuto paura? Avranno pensato ai loro figli, alle mogli, alle madri &#8230; al Paese per cui si stavano sacrificando? Chi lo sa&#8230; </span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Noi però sappiamo bene quale fu l&#8217;ultimo pensiero di Alfredo Vivian su questa riva. Fu forse l&#8217;unico dei Sette Martiri che &#8211; avendo già avuto una condanna a morte per un soldato tedesco ucciso a Piazzale Roma qualche tempo prima &#8211; ebbe modo più volte di pensare alla sua fine e al senso che aveva voluto dare al suo agire da Combattente per la Libertà.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Sappiamo che Alfredo, reggendosi faticosamente in piedi per le torture subite, poco prima della scarica di pallottole urlò:</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">VIVA L&#8217;ITALIA LIBERA!</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Certo, LIBERA da una dittatura che seppe offrire al suo popolo solo odio, fame, distruzione e morte.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Certo, libera dal giogo nazifascista.</span></p>
<div id="attachment_3566" style="width: 465px" class="wp-caption alignleft"><img aria-describedby="caption-attachment-3566" decoding="async" loading="lazy" class="wp-image-3566" src="https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2023/08/03-768x1024.jpg" alt="" width="455" height="607" srcset="https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2023/08/03-768x1024.jpg 768w, https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2023/08/03-225x300.jpg 225w, https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2023/08/03.jpg 1086w" sizes="(max-width: 455px) 100vw, 455px" /><p id="caption-attachment-3566" class="wp-caption-text">Fotografia di Filippo Nappi</p></div>
<p><span style="font-size: medium;">E quando dico &#8220;giogo&#8221; intendo proprio quello strumento cui vengono legati i buoi, obbligati ad una direzione senza possibilità di cambiarla. Un &#8220;giogo&#8221; cui gli stessi fascisti si sottoposero poiché, incapaci di una propria autonomia di pensiero, vollero un capo che li guidasse a prescindere da ogni scelta.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Mi sono sempre chiesta come sia stato possibile che un popolo abbia potuto raggiungere un livello di disumanità (e indifferenza) tale, da perpetrare gli orrori che conosciamo e contribuire allo sterminio di milioni di persone. L&#8217;annullamento volontario del proprio pensiero è l&#8217;unica modalità che credo plausibile per ciò che accadde. </span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Non posso però nascondere che, quando la Presidente del Consiglio Meloni, a Cutro, ha chiesto ai sopravvissuti afghani (afghani, ci tengo a ricordarlo per riportarci alle immagini che nell&#8217;estate 2021 giungevano sui nostri schermi TV), ha chiesto ai sopravvissuti &#8220;conoscete i rischi legati alle traversate?&#8221; ho avvertito la stessa incredulità e imbarazzo di Guido che, nel film &#8220;la vita è bella&#8221;, vede crollare la speranza di salvezza per sé, sua moglie e suo figlio, quando il capitano medico nazista disperato gli chiede la soluzione di un indovinello. Vi ricordo le testuali parole &#8220;&#8230;aiutami, Guido, per amor del cielo! aiutami &#8230; non riesco a dormire&#8230;&#8221;.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">VIVA L&#8217;ITALIA LIBERA! urlò Vivian</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">LIBERA, ovvero composta da donne e uomini liberi. e ciò venne tradotto sapientemente dall&#8217;Assemblea Costituente negli artt. 1 e 4 della Costituzione.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Sandro Pertini (il nostro amatissimo Presidente) ripeteva con forza:&#8221;non si può considerare veramente libero un uomo che ha fame, che è nella miseria, che non ha lavoro, che è umiliato perché non sa come mantenere i suoi figli ed educarli&#8221;</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">LIBERTÀ</span><span style="font-size: medium;"> è lavoro.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">La libertà invocata da Vivian significava lavoro per tutte e tutti. Significava dignità nel compierlo e nella retribuzione. Per tale ragione dobbiamo pretendere con più forza lo STOP alle morti bianche (che sono, in realtà, omicidi legalizzati, lasciatemelo dire!); dobbiamo pretendere lo STOP al lavoro nero, riducendo la tassazione sul lavoro, con una reale lotta all&#8217;evasione fiscale che non si persegue certo con lo scudo fiscale per gli evasori e l&#8217;annullamento del reddito di cittadinanza!</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Dobbiamo pretendere con più forza la promulgazione della legge sul salario minimo garantito, che è una questione di civiltà e non di interesse di categoria. </span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Civiltà è Libertà.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">VIVA L&#8217;ITALIA LIBERA! urlò Vivian</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">LIBERA come scritto negli artt. 2 e 10 della Costituzione.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">&#8220;..tutela dei diritti inviolabili dell&#8217;uomo &#8230; adempimento di solidarietà politica, economica e sociale &#8230; lo straniero al quale sia impedito nel suo Paese l&#8217;effettivo esercizio delle libertà democratiche garantite dalla Costituzione Italiana, ha diritto di asilo nel territorio della Repubblica.&#8221;</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">E il 30 luglio scorso (e fu il 30 luglio di 79 anni fa il giorno in cui Bruno De Gasperi, Girolamo Guasto e Alfredo Gelmi vennero catturati in un bar di Venezia per la delazione di 3 donne) ci ritroviamo a sentire che più testimoni parlano di un &#8220;elicottero bianco con la coda rossa&#8221; che volava sopra il barcone naufragato poi davanti a Cutro.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Aliprando, Gino, Bruno, Alfredo, Luciano, Girolamo e Vivian hanno dato la vita perché il nostro Paese fosse in grado di rispettare la vita di chiunque. Di chiunque!</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">VIVA L&#8217;ITALIA LIBERA! urlò Vivian</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Un&#8217;Italia che non firmasse ipocriti accordi economici (è successo il 23 luglio scorso) con i Paesi da cui fuggono da morte certa i disperati che vedono in un viaggio pericoloso e angosciante l&#8217;unica possibilità di sopravvivenza. E per tale ragione racimolano ogni soldo di famiglia pagando cifre assurde per salire su un barcone. Solo 100,00 euro costa un traghetto da Tunisi a Civitavecchia e 200,00 euro un volo da Tunisi a Roma. Ma ci vuole il visto d&#8217;ingresso. Così si combattono davvero i trafficanti di esseri umani.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Ma il visto spesso non viene concesso neppure ai professionisti che provengono da Paesi africani! Per esempio Obioma Adesewa Okonkwo, avvocata nigeriana, e Amira Kobusingye, attivista per il clima di nazionalità ugandese, non hanno potuto partecipare come relatrici ad un Convegno in Costa Rica la prima e alla Conferenza sul cambiamento climatico a Bonn la seconda, perché non avevano ricevuto i visti chiesti mesi prima&#8230;.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">La questione delle tragedie in mare si potrebbe risolvere con una organizzazione e gestione dei flussi legali di ingresso, a livello europeo, certo. </span></p>
<div id="attachment_3567" style="width: 513px" class="wp-caption alignright"><img aria-describedby="caption-attachment-3567" decoding="async" loading="lazy" class="wp-image-3567" src="https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2023/08/02-1024x768.jpg" alt="" width="503" height="377" srcset="https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2023/08/02-1024x768.jpg 1024w, https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2023/08/02-300x225.jpg 300w, https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2023/08/02-768x576.jpg 768w, https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2023/08/02-1536x1152.jpg 1536w, https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2023/08/02-285x214.jpg 285w, https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2023/08/02.jpg 2000w" sizes="(max-width: 503px) 100vw, 503px" /><p id="caption-attachment-3567" class="wp-caption-text">Fotografia di Giorgio Molini</p></div>
<p><span style="font-size: medium;">Perché le migrazioni esistono da quando l&#8217;uomo è comparso sulla terra. Lo hanno così arricchito dal punto di vista genetico, culturale e sociale. Le migrazioni non si devono né possono fermare, nel 21° secolo si devono gestire per una questione di Civiltà, Umanità, Solidarietà, Giustizia e Diritto alla Vita.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">I trafficanti di esseri umani si combattono davvero lottando contro l&#8217;insorgere di guerre, non alimentandole con la fornitura di armi! Vendere armi ai Paesi che vivono in uno stato di guerra è incivile e disumano. È contro il diritto alla vita!</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">È davvero così difficile per chi sta guidando il Paese capire che la vita di una persona è quanto di più prezioso esista???</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Preziosa era la vita delle 17 Vittime della strage neofascista di Piazza Fontana del 1969.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Preziosa era la vita delle 85 Vittime della strage neofascista del 2 agosto di 43 anni fa. Preziosa era la vita della piccola Angela di 3 anni. 3 anni voglio ricordare ad una signora che si definisce donna, madre e cristiana e che ieri non si è recata alla Cerimonia di commemorazione della strage. Forse perché è consapevole che le elezioni politiche vinte dalle destre poco meno di un anno fa, l&#8217;hanno vista certo vittoriosa nella sua coalizione (il 26% del 44% ottenuto) anche grazie alla spaccatura del centro sinistra che comunque ha ottenuto la maggioranza dei voti e anche grazie al 40% di chi non si è recato ai seggi, o ha annullato la scheda o l&#8217;ha inserita &#8220;bianca&#8221; nell&#8217;urna.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">La signora &#8230; donna, madre e cristiana non si è recata ieri alla Cerimonia in Onore delle Vittime di una &#8220;strage di matrice neofascista con ignobili depistaggi&#8221; come ha sottolineato il Presidente Mattarella. Forse perché consapevole che 12 milioni di italiane e italiani hanno votato per il centro destra, ma 14 milioni hanno scelto liste di centro sinistra e 17 milioni hanno delegato a chi il voto lo ha espresso. Non si è recata forse perché consapevole che gran parte delle italiane e degli italiani ieri alle ore 10:25 erano col cuore ad ascoltare i nomi delle 85 Vittime, nomi incisi su 85 pietre d&#8217;inciampo, il cui significato noi conosciamo bene.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Vite Preziose.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Preziosa era la vita dei Martiri (credo sia giusto chiamarli così) delle stragi di capaci e Via d&#8217;Amelio del 1992.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Preziosa era la vita delle Vittime delle stragi mafiose del 1993: Georgofili, S.Giovanni in Laterano, Via Palestro, S.Giorgio in Velabro&#8230;</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">(Quando Vivian urlò VIVA L&#8217;ITALIA LIBERA! non poteva certo immaginare che un giorno, un Governo della Repubblica avrebbe proclamato il lutto nazionale per un individuo condannato in via definitiva per frode fiscale, un individuo amico fraterno di un certo Marcello Dell&#8217;Utri. A ciascuno di voi le riflessioni in merito.)</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Preziosa era la vita di Giulio Regeni e bene ha fatto Patrick Zaki a rifiutare il volo di Stato con cui, evidentemente il Governo italiano sperava di lavarsi un po&#8217; la coscienza.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Preziose sono le vite dei rifugiati curdi a cui la Svezia, svendendo la propria dignità ad Erdogan, non offrirà più un doveroso rifugio.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Preziose erano le vite di Sandro Pertini, Silvio Trentin e Gaetano Salvemini che ottennero asilo politico in Francia, Rita Levi Montalcini in Belgio &#8230; per citare alcuni nomi illustri&#8230;</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Preziosa era la vita di Leone Ginzburg, che morì a causa delle torture subite in carcere ma che disse al suo compagno di cella a Regina Coeli, Sandro Pertini: </span></p>
<p><span style="font-size: medium;">&#8220;NOI DOVREMO DIMENTICARE LE SOFFERENZE CHE STIAMO SUBENDO, PER EVITARE DI NUTRIRE ODIO VERSO IL POPOLO TEDESCO&#8221;.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Questa la lezione di civiltà e umanità che proprio oggi, e nei giorni a venire, abbiamo il dovere di ricordare senza però intiepidire la mente dall&#8217;indignazione e dalla ribellione quando ci rendiamo conto che si sta perpetrando un&#8217;ingiustizia, a qualunque livello essa avvenga. </span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Grazie dell&#8217;attenzione</span></p>
<div style="width: 432px;" class="wp-video"><video class="wp-video-shortcode" id="video-3559-2" width="432" height="768" preload="metadata" controls="controls"><source type="video/mp4" src="https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2023/08/Orazione_Enrica_Berti-1.mp4?_=2" /><a href="https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2023/08/Orazione_Enrica_Berti-1.mp4">https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2023/08/Orazione_Enrica_Berti-1.mp4</a></video></div>
<hr />
<p style="text-align: center;"><strong>L&#8217;intervento finale del Presidente di Municipalità Venezia-Murano-Burano, Marco Borghi</strong></p>
<div style="width: 432px;" class="wp-video"><video class="wp-video-shortcode" id="video-3559-3" width="432" height="768" preload="metadata" controls="controls"><source type="video/mp4" src="https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2023/08/Intervento-Marco-Borghi.mp4?_=3" /><a href="https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2023/08/Intervento-Marco-Borghi.mp4">https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2023/08/Intervento-Marco-Borghi.mp4</a></video></div>
<hr />
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Orazione in commemorazione dei Sette Martiri</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Aug 2022 15:43:17 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Buonasera a tutte e a tutti e grazie di essere qui, in questo luogo in cui sette antifascisti vennero uccisi per il loro desiderio di un Paese in cui vigessero Libertà e Giustizia Sociale. Tre erano giovani nati a Trento (De Gasperi e i due fratelli Gelmi); Girolamo Guasto era siciliano, di Agrigento; Armellini operò <a href="https://www.anpive.org/wordpress/2022/08/05/orazione-in-commemorazione-dei-sette-martiri/" rel="nofollow"><span class="sr-only">Leggi di piùOrazione in commemorazione dei Sette Martiri</span>[&#8230;]</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Garamond, serif;"><img decoding="async" loading="lazy" class=" wp-image-3444 alignright" src="https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2022/08/WhatsApp-Image-2022-08-05-at-10.14.56-1-1024x682.jpeg" alt="" width="470" height="313" srcset="https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2022/08/WhatsApp-Image-2022-08-05-at-10.14.56-1-1024x682.jpeg 1024w, https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2022/08/WhatsApp-Image-2022-08-05-at-10.14.56-1-300x200.jpeg 300w, https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2022/08/WhatsApp-Image-2022-08-05-at-10.14.56-1-768x512.jpeg 768w, https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2022/08/WhatsApp-Image-2022-08-05-at-10.14.56-1-1536x1023.jpeg 1536w, https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2022/08/WhatsApp-Image-2022-08-05-at-10.14.56-1-750x500.jpeg 750w, https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2022/08/WhatsApp-Image-2022-08-05-at-10.14.56-1.jpeg 1600w" sizes="(max-width: 470px) 100vw, 470px" />Buonasera a tutte e a tutti e grazie di essere qui, in questo luogo in cui sette antifascisti vennero uccisi per il loro desiderio di un Paese in cui vigessero Libertà e Giustizia Sociale.</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Garamond, serif;">Tre erano giovani nati a Trento (De Gasperi e i due fratelli Gelmi); Girolamo Guasto era siciliano, di Agrigento; Armellini operò nella nostra Regione, pur vercellese di origine; i due più &#8220;anziani&#8221; erano, Conti di Cavarzere (46 anni) e di Venezia Alfredo Vivian di 36 anni.</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Garamond, serif;">Vivian &#8211; portato qui in barella e nemmeno in grado di reggersi in piedi per le torture subite a scopo estorsivo (torture che non ebbero l&#8217;esito sperato dai nazifascisti poiché non tradì i suoi compagni e il suo ideale), all&#8217;ordine dato al plotone di esecuzione gridò VIVA L&#8217;ITALIA LIBERA! e tutti i presenti sentirono distintamente il suo grido di speranza e fiducia, che era un grido di vittoria.</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Garamond, serif;">Come l&#8217;altra sera, davanti alla lapide dei Tredici Martiri, ha sottolineato il Presidente della Municipalità di Venezia, Murano e Burano &#8211; Marco Borghi &#8211; le fucilazioni per rappresaglia se anche potevano apparire atti di forza, erano invece atti di debolezza, come ogni forma di violenza, che è sempre inaccettabile e disumana. Vivian quindi gridò la sua vittoria con quel VIVA L&#8217;ITALIA LIBERA! E non aveva torto. La vittoria giunse, i deboli erano i nazifascisti che soccombettero. Italia libera da ogni oppressione, umiliazione, sopruso, violenza, aggressività verso la persona umana. Italia libera per donne e uomini. Un&#8217;Italia il cui fondamento della convivenza civile fosse sancito nella Costituzione che ci hanno lasciato con una Responsabilità e un Carico di Lavoro che non è ancora stato svolto del tutto, anzi. Dopo 74 anni dalla sua entrata in vigore!</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Garamond, serif;">Vivian e tutti i nostri Martiri e le nostre Martiri pensavano ad un&#8217;Italia che ripudia la guerra (art. 11); Vivian e tutti i nostri Martiri e le nostre Martiri pensavano ad un&#8217;Italia che promuovesse cultura e ricerca scientifica e tecnica, che tutelasse il grande patrimonio artistico, storico e paesaggistico (art.9); Vivian e tutti i nostri Martiri e le nostre Martiri pensavano ad un&#8217;Italia che tutelasse le minoranze linguistiche (art. 6) e tutte le confessioni religiose (art. 8); Vivian e tutti i nostri Martiri e le nostre Martiri pensavano ad un&#8217;Italia in cui la persona si realizzasse soprattutto nel lavoro e nel quadro di un sistema garante di Libertà, Uguaglianza e Dignità (artt. 1-2-3-4). </span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Garamond, serif;"><img decoding="async" loading="lazy" class=" wp-image-3446 alignleft" src="https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2022/08/4f4b4645-2926-433e-be30-71396513e6e9-768x1024.jpg" alt="" width="364" height="486" srcset="https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2022/08/4f4b4645-2926-433e-be30-71396513e6e9-768x1024.jpg 768w, https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2022/08/4f4b4645-2926-433e-be30-71396513e6e9-225x300.jpg 225w, https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2022/08/4f4b4645-2926-433e-be30-71396513e6e9-1152x1536.jpg 1152w, https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2022/08/4f4b4645-2926-433e-be30-71396513e6e9.jpg 1200w" sizes="(max-width: 364px) 100vw, 364px" />&#8220;Dignità&#8221; che troppo spesso, ancor oggi la nostra società non riesce a tutelare verso quella parte di mondo femminile che ancora subisce orrori spesso in famiglia, spesso sotto gli occhi dei figli. Ecco perché l&#8217;ANPI ha voluto sostenere con forza la mostra &#8220;Il Vuoto&#8221; (nell&#8217;ambito di Rotta di Solidarietà) ai Magazzini del Sale – Sale Docks, in cui sono esposte opere donate alla cooperativa Iside, dai loro stessi autori e autrici, per finanziare con la vendita il &#8220;Progetto Kiki&#8221;, progetto che sostiene gli orfani di femminicidio. </span><span style="font-family: Garamond, serif;"><u>Orfani di femminicidio</u></span><span style="font-family: Garamond, serif;">. Io, confesso, non mi ero mai soffermata a riflettere su questa tragedia infantile.</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Garamond, serif;">Permettetemi quindi di leggere un brano, breve ma fondamentale per una riflessione oggi più che mai indispensabile: </span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Garamond, serif;">(&#8220;Quarto Stato&#8221;, in Ferite a morte di Serena Dandini, Rizzoli, Milano 2013)</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #202124;"><span style="font-family: arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">«</span></span></span><span style="font-family: Garamond, serif;">Noi siamo sempre stati di sinistra, mio nonno era partigiano e ha conosciuto i fratelli Cervi. Mia suocera l&#8217;hanno deportata nei campi di concentramento insieme ai genitori proprio durante l&#8217;ultimo rastrellamento, ancora due giorni e ce l&#8217;avrebbe fatta, ma il confine tra dannazione e salvezza è una linea così sottile che anch&#8217;io me la sono persa.</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Garamond, serif;">Mi potevo salvare, chi se l&#8217;aspettava che sarebbe andata a finire così.</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Garamond, serif;">Insieme le abbiamo fatte tutte le battaglie io e il Mario intendo, il mio compagno, tutte le lotte quelle giuste, il divorzio, l&#8217;aborto, i referendum, ci siamo fatti i picchetti contro la chiusura della fabbrica, anche sotto la neve e io sono molto freddolosa, ma la passione politica, si sa, scalda il cuore&#8230;</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Garamond, serif;">Scendevamo in piazza convinti e contenti: &#8220;La violenza vera sono fame e guerra / portate dai potenti della Terra&#8221;.</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Garamond, serif;">Ma poi a casa c&#8217;era sempre qualcosa che non andava. Non eravamo sposati, ma il Mario mi menava proprio come fossi sua moglie, uguale. </span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Garamond, serif;">Avevamo scelto la convivenza e la libertà, la sua di libertà, perché la mia strada era stretta e piena di ostacoli, chissà se Nilde e Palmiro dentro le mura di casa lo applicavano questo comunismo della guardia rossa che parte alla riscossa, noi anche se avevamo il ritratto di Togliatti sul comò sembravamo uguali a quegli altri, i nostri vicini alla cascina, pure lui sempre ad urlare, a comandare a bacchetta la Teresa, ma almeno sul comò avevano il ritratto di Mussolini, c&#8217;era un senso&#8230;</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Garamond, serif;">Io e la Teresa non eravamo amiche, ci incontravamo all&#8217;alimentari senza dirci niente, ma ci lanciavamo certi sguardi carichi che dicevano tutto. La Teresa è scappata col cognato, io son rimasta.</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Garamond, serif;">Quella sera in cucina mi ha schiacciato contro il frigo aperto che sentivo i brividi di freddo e di paura, mi ero scordata le birre nel cassetto dei surgelati e son scoppiate tutte. Mi ci ha ficcato con la testa per farmele vedere bene, lo diceva sempre che le cose andavano fatte a mestiere, come voleva lui, e io non ero mai all&#8217;altezza delle sue aspettative. Avevo pure lasciato il lavoro per accontentarlo ma non bastava mai, ero un&#8217;incapace, diceva, una pasticciona, lui invece era ordinato e preciso; mi ha segato con cura a piccoli pezzi, precisi, tutti uguali, e mi ha nascosto nel congelatore in cantina. </span></p>
<p><img decoding="async" loading="lazy" class=" wp-image-3447 alignright" style="font-family: Garamond, serif; text-align: justify;" src="https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2022/08/297282187_10224380071544046_7446639170421937311_n-1024x768.jpg" alt="" width="519" height="389" srcset="https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2022/08/297282187_10224380071544046_7446639170421937311_n-1024x768.jpg 1024w, https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2022/08/297282187_10224380071544046_7446639170421937311_n-300x225.jpg 300w, https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2022/08/297282187_10224380071544046_7446639170421937311_n-768x576.jpg 768w, https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2022/08/297282187_10224380071544046_7446639170421937311_n-1536x1152.jpg 1536w, https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2022/08/297282187_10224380071544046_7446639170421937311_n-285x214.jpg 285w, https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2022/08/297282187_10224380071544046_7446639170421937311_n.jpg 2048w" sizes="(max-width: 519px) 100vw, 519px" /></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Garamond, serif;">Non ho più fatto in tempo a fare la rivoluzione.</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Garamond, serif;">Io, che ho sempre avuto freddo, sin da quando ero piccola, finalmente non sentivo più niente. Ve lo giuro sul Partito comunista, quello di prima, naturalmente.</span><span style="color: #202124;"><span style="font-family: arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">»</span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Garamond, serif;">Ecco&#8230; Vivian e tutti i nostri Martiri e le nostre Martiri pensavano alla difesa della Dignità della persona (uomo o donna) e qui la dignità di lavoratrice e poi la vita sono state tolte dall&#8217;uomo con cui questa vittima condivise picchetti e lotte.</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Garamond, serif;">Ecco&#8230; bisogna distinguere le idee dagli Ideali, così bisogna distinguere tra parole e Fatti, il cui unico legame si chiama COERENZA!</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Garamond, serif;">Si sa, gli italiani hanno la memoria corta e l&#8217;ANPI ha il compito di far memoria non per esibire medaglieri e bandiere, non per crogiolarsi nel ricordo di un passato fine a se stesso, ma perché </span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Garamond, serif;">CHI NON HA MEMORIA NON HA FUTURO</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Garamond, serif;">e lo hanno capito bene i 13.000 iscritti in più entrati nel 2021 nella nostra Associazione che ha raggiunto i 137.000 soci. Lo hanno capito perché ci hanno visto al loro fianco nelle manifestazioni in difesa dei diritti fondamentali quali lo studio, la salute, il lavoro. Ci hanno visto al loro fianco per chiedere le dimissioni di amministratori con comportamenti anticostituzionali e disumani. Ci hanno visto al loro fianco a piangere uno studente morto di Alternanza Scuola Lavoro. Ci hanno visto al loro fianco a combattere progetti di violenza all&#8217;ambiente &#8230;</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Garamond, serif;">Insomma ci hanno visti al loro fianco per la difesa dei principi sanciti dalla Carta Costituzionale!</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Garamond, serif;">E ci vedono al loro fianco organizzazioni quali ad esempio Emergency che abbiamo sostenuto per una mostra da poco conclusasi in cui si ribadiva di resistere alla disumanizzazione delle guerre&#8230; con opere di donne (a sostegno delle donne afghane) che come Antigone hanno scelto di superare la logica amico-nemico e di non contrapporre Etica e Politica. Perché dovrebbero anzi procedere sempre insieme. E quante volte invece sentiamo parole cui non corrispondono i Fatti.</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Garamond, serif;">Ripensando al brano che vi ho letto poc&#8217;anzi &#8230; secondo voi quell&#8217;omicida era davvero anti-fascista??? o magari credeva solo di esserlo? Sono i Fatti, il quotidiano che identificano l&#8217;essenza umana di una persona, nel bene e nel male. Non le definizioni, gli appellativi. Chi è anti-fascista lo deve dimostrare con i Fatti. Se fascismo è oppressione, umiliazione, sopruso, aggressività, morte, violenza, urla disumane &#8230; l&#8217;anti-fascista non solo è contro ma non attua alcuno di tali comportamenti. </span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Garamond, serif;">Non la violenza (che ricordo ancora una volta è indice di debolezza) come quella operata da Forza Nuova nella sede della CGIL il 9 ottobre scorso. La nostra Costituzione è antifascista, nasce dalla Resistenza e nel nostro Paese il Parlamento non ha avuto la forza e la volontà di sciogliere un partito dichiaratamente fascista (e, lasciatemi dire, nemmeno l&#8217;unico). Questa è una vergogna! Questo è un Non-Fatto, dopo tante, troppe parole! Vergogna!!!</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Garamond, serif;"><img decoding="async" loading="lazy" class=" wp-image-3448 alignleft" src="https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2022/08/cdb54d6f-fad9-48f6-bffc-99f8e1e728bf-1024x768.jpg" alt="" width="477" height="358" srcset="https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2022/08/cdb54d6f-fad9-48f6-bffc-99f8e1e728bf-1024x768.jpg 1024w, https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2022/08/cdb54d6f-fad9-48f6-bffc-99f8e1e728bf-300x225.jpg 300w, https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2022/08/cdb54d6f-fad9-48f6-bffc-99f8e1e728bf-768x576.jpg 768w, https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2022/08/cdb54d6f-fad9-48f6-bffc-99f8e1e728bf-1536x1152.jpg 1536w, https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2022/08/cdb54d6f-fad9-48f6-bffc-99f8e1e728bf-285x214.jpg 285w, https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2022/08/cdb54d6f-fad9-48f6-bffc-99f8e1e728bf.jpg 1600w" sizes="(max-width: 477px) 100vw, 477px" />E oggi ci ritroviamo ad affrontare un 25 settembre che ci darà un Parlamento meno rappresentativo di prima, dove &#8211; purtroppo &#8211; il 70% dei votanti al referendum ha deciso di essere meno rappresentato, convinto da un Vice-Premier (Di Maio) che ribadiva di &#8220;togliere i privilegi ai politici per restituire al popolo&#8221; &#8230; che cosa??? Lo 0,007% della spesa pubblica?! E avere 600 tra deputati e senatori anziché 945?!</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Garamond, serif;">L&#8217;Art. 1 della Costituzione dice che la Sovranità appartiene al Popolo, ma il Popolo si è fatto scippare la sua rappresentanza popolare e ora si va al voto pure con una legge elettorale incostituzionale!</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Garamond, serif;">Il rischio di perdere ciò che il sangue di questi nostri Sette Martiri ci ha donato è grande, ma noi antifascisti di 3°, 4° e 5° generazione abbiamo un buon DNA. L&#8217;aumento notevole degli iscritti ANPI ha un solo netto significato: le posizioni che prendiamo sono più che mai condivise da un sempre maggior numero di donne e uomini, di ragazze e ragazzi. Tanti. Al Congresso nazionale di marzo scorso c&#8217;era davvero tanta gioventù, motivata e preparata. Tanta gioventù con incarichi istituzionali nell&#8217;associazione ai diversi livelli. Questi sono Fatti, Fatti di una associazione antifascista che oggi vede aumentare più che mai il proprio carico di lavoro, nell&#8217;evidenziare le incongruenze, le incoerenze proprie della classe politica e l&#8217;avanzare di un fascismo che abbiamo il dovere morale di combattere, con i Fatti. Non con la violenza. Solo così il popolo può valutare e riappropriarsi della propria sovranità.</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Garamond, serif;">Ma intanto noi &#8211; soci dell&#8217;ANPI e amici antifascisti &#8211; ribadiamo con forza la nostra fedeltà alla Costituzione sottolineando in ogni occasione l&#8217;incoerenza o la coerenza tra le parole e i fatti, tra il dire e il fare dei politici e di tutte le persone con ruoli che impongono loro il dovere di gestire il bene comune per il bene comune. Il bene comune per il bene comune! Trasformiamci in Sentinelle della Costituzione, raccomandiamo di andare a votare, spieghiamo l&#8217;importanza del voto e l&#8217;errore della delega della propria scelta ad altri, che voteranno! Convinciamo le persone a valutare e a scegliere in base ai fatti, non alle parole, soprattutto non a quelle sbraitate con aggressività, aggressività fascista. Spieghiamo loro che Presidenzialismo e Autonomia Differenziata scardinerebbero la Costituzione repubblicana!</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Garamond, serif;">Solo in questo modo onoreremo con il nostro comportamento, con il nostro quotidiano, il grido di Alfredo Vivian VIVA L&#8217;ITALIA LIBERA che nemmeno il fragore delle armi del plotone di esecuzione riuscì a coprire qui davanti 78 anni fa.</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Garamond, serif;">Grazie</span></p>
<p align="JUSTIFY"><strong><span style="font-family: Garamond, serif;">Enrica Berti, Presidente dell&#8217;ANPI &#8220;Sette Martiri&#8221; di Venezia</span></strong></p>
<p style="text-align: left;" align="RIGHT"><span style="color: #10131a;"><span style="font-family: Garamond, serif;">Venezia, 3 agosto 2022</span></span></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>77° Anniversario dell’Eccidio dei Sette Martiri</title>
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		<pubDate>Wed, 04 Aug 2021 18:06:40 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Come ogni anno, il 3 agosto, i veneziani ribadiscono la tradizione di una Città antifascista ricordando i Sette Martiri di Castello, quest&#8217;anno a causa delle restrizioni anti covid abbiamo dovuto rinunciare al tradizionale Percorso della Memoria e ogni celebrazione quindi si è svolta dal palco in Riva dei Sette Martiri presso la lapide in loro <a href="https://www.anpive.org/wordpress/2021/08/04/77-anniversario-delleccidio-dei-sette-martiri/" rel="nofollow"><span class="sr-only">Leggi di più77° Anniversario dell’Eccidio dei Sette Martiri</span>[&#8230;]</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" loading="lazy" class="aligncenter wp-image-3274 size-full" src="https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2021/08/copertina.jpg" alt="" width="1003" height="494" srcset="https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2021/08/copertina.jpg 1003w, https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2021/08/copertina-300x148.jpg 300w, https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2021/08/copertina-768x378.jpg 768w" sizes="(max-width: 1003px) 100vw, 1003px" /></p>
<div class="kvgmc6g5 cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql">Come ogni anno, il 3 agosto, i veneziani ribadiscono la tradizione di una Città antifascista ricordando i Sette Martiri di Castello, quest&#8217;anno a causa delle restrizioni anti covid abbiamo dovuto rinunciare al tradizionale Percorso della Memoria e ogni celebrazione quindi si è svolta dal palco in Riva dei Sette Martiri presso la lapide in loro ricordo.<br />
Di seguito riproponiamo il testo dell&#8217;orazione pronunciata dal Presidente di sezione.</div>
<div class="o9v6fnle cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql">IL PROGRAMMA :<br />
18.00 | Palco Riva dei Sette Martiri<br />
INTERVENTI COMMEMORATIVI<br />
Sono intervenuti il Presidente della sezione ANPI “Sette Martiri” Gianluigi Placella e per il Comune di Venezia l’Assessore all’urbanistica Massimiliano De Martin.<br />
A seguire: Presentazione del libro “I cerchi della memoria” di Maddalena Tiburzio.<br />
A margine della cerimonia sono stati distribuiti:<br />
RESISTENZA E FUTURO 2021 e a chiusura dell&#8217;iniziativa “Rotta Solidarietà in collaborazione ANPI “Sette Martiri” e Mediterranea il CATALOGO della Mostra Rotta solidarietà.</div>
<hr />
<p lang="it-IT">A settantasette anni anni di distanza anche la tragedia che commemoriamo oggi trova sempre meno testimoni diretti tra quanti furono costretti ad assistere alla fucilazione dei Sette Martiri.<br />
Tocca a noi che ci siamo incaricati di raccogliere, conservare e trasmettere il ricordo di quei fatti, riproporre l’abominio della rappresaglia, trovare ogni anno le parole per dire grazie ai caduti e aggiornare il senso di quel sacrificio.</p>
<p lang="it-IT">Nel momento del raccoglimento abbiamo ripassato i loro nomi, le loro provenienze: da Vercelli ad Agrigento, da Trento a Cavarzere, a Venezia; ribelli che, per vie diverse, si trovarono a partecipare ad azioni di lotta partigiana.</p>
<p lang="it-IT">Vorrei soffermarmi qualche minuto in più sul perché si trovarono a morire.</p>
<p lang="it-IT">Come tante altre vittime di rabbiose rappresaglie incivili in quella guerra che, di civile, per la parte nazifascista, non ebbe nulla, questi sette erano oppositori consapevoli della scelta di campo.<br />
Nel semplice supporto, nell’organizzazione e militanza o nella ribellione all’arruolamento nelle truppe dei torturatori, furono attivi in una lotta che era sì una guerra patriottica, ma anche una guerra per il cambiamento sociale.</p>
<p lang="it-IT"><img decoding="async" loading="lazy" class="alignright wp-image-3277" src="https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2021/08/230224201_4586039724774038_8437180093522393718_n.jpg" alt="" width="510" height="383" srcset="https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2021/08/230224201_4586039724774038_8437180093522393718_n.jpg 960w, https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2021/08/230224201_4586039724774038_8437180093522393718_n-300x225.jpg 300w, https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2021/08/230224201_4586039724774038_8437180093522393718_n-768x576.jpg 768w, https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2021/08/230224201_4586039724774038_8437180093522393718_n-285x214.jpg 285w" sizes="(max-width: 510px) 100vw, 510px" />Questa prospettiva era alla base della determinazione e della convinzione politica dei tanti che con la stessa intenzione combattevano i restauratori fascisti e gli invasori tedeschi.<br />
Su quelle finalità, trovo che la commemorazione di noi dell’Anpi debba soffermarsi a meditare, oggi più di ieri, perché spiega la strategia incalzante che vuole la Resistenza ignorata o accantonata o, ancora, resa insignificante; o anche colpevolizzata, demonizzata per essere “divisiva”; quando non addirittura spudoratamente omologata alle azioni di terrore e di rappresaglia della Guardia nazionale repubblicana e dei soldati nazisti.<br />
Questo impegno di propaganda denigratoria e antistorica del momento fondativo dello Stato in cui viviamo, si spiega perché è quella carica di tensione ideale verso una società senza sperequazioni, quell’idea di società comprensiva, libertaria, equa, democratica che la restaurazione, in corso da tempo, sta avversando.</p>
<p lang="it-IT">A maggior ragione dobbiamo ricordare quelle speranze e le conquiste successive, oggi, nella constatazione che il fascismo è intorno a noi, nei fatti si è re-insediato, ci assedia nuovamente.<br />
Che sia accaduto per valutazione superficiale, per disimpegno o per una precisa strategia permissiva che finge di non riconoscerlo nelle forme del terzo millennio, non modifica l’impellenza di prenderne atto.<br />
Perciò oltre all’impegno a proclamare la sua incompatibilità con la nostra democrazia, oltre a negarne il diritto di essere dove lo incontriamo ogni giorno (nelle violenze sui diversi, nelle ostentazioni di beneficenza, nelle demagogie che incoraggiano l’indisciplina per farsi invocare a mettere ordine), dobbiamo concentrarci sulle azioni che servano a togliergli lo spazio e che dimostrino il valore etico, politico e concreto dei principi della nostra Costituzione antifascista.</p>
<p lang="it-IT">Un’ altra riflessione che mi sento di proporre riguarda l’appartenenza politica di alcuni di questi caduti. Come sul travisamento della Resistenza, la restaurazione, in questi anni, ha distorto anche il significato di un’altra parola: comunista.</p>
<p lang="it-IT"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">È</span> giusto ricordarlo perché se oggi possiamo rievocare, in libertà, le nefandezze del fascismo, tanto merito lo ebbero le formazioni inquadrate o organizzate dal Partito Comunista cui appartenevano anche alcuni tra i martiri che commemoriamo oggi.<br />
Quello che, per il prezzo pagato in vite umane, fu definito da uno storico francese il partito dei fucilati.<br />
<span style="font-family: Times New Roman, serif;">È</span> quindi doveroso che l’Anpi, pur nel suo pluralismo, lo richiami in ogni occasione, dato che il termine comunista viene proposto strumentalmente come sinonimo di disfattismo antiliberista, di arretratezza sociale ed economica, di barbarie, affinché quel termine susciti vergogna; a questo fine accomunandolo e sovrapponendolo capziosamente alle deviazioni totalitaristiche dei gulag e delle epurazioni per omettere e far dimenticare gli apporti dei comunisti, nella lotta di Liberazione e la forza propulsiva delle loro rappresentanze nei portentosi cambiamenti sociali avvenuti in Italia negli anni ‘70.<br />
Una mistificazione cui ha corrisposto, in parallelo, lo sdoganamento del termine “fascismo” che circola come depurato da valenze indegne in quanto lo si riferisce a un sistema che, ci dicono, appartiene alla storia passata e che non esiste più.</p>
<p lang="it-IT">Sentiamo anche doveroso denunciare che quella omologazione tra comunismo e nazifascismo è stata raccolta e rilanciata purtroppo dal parlamento europeo in cui le nostre rappresentanze non hanno saputo fare opposizione, appiattendosi colpevolmente su una deliberazione che rinnega la storia della sinistra italiana e dell’antifascismo europeo e italiano.</p>
<p lang="it-IT"><img decoding="async" loading="lazy" class="aligncenter wp-image-3279 size-full" src="https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2021/08/229839709_4586040068107337_8156386186067821086_n.jpg" alt="" width="960" height="540" srcset="https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2021/08/229839709_4586040068107337_8156386186067821086_n.jpg 960w, https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2021/08/229839709_4586040068107337_8156386186067821086_n-300x169.jpg 300w, https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2021/08/229839709_4586040068107337_8156386186067821086_n-768x432.jpg 768w" sizes="(max-width: 960px) 100vw, 960px" /></p>
<p lang="it-IT">Questi sette martiri, anche da comunisti, erano convinti che il bene della comunità fosse superiore a quello dell’individuo singolo al punto da giustificare il sacrificio della vita. Un modo di sentire sempre più alieno nella nostra società occidentale sospinta alla frammentazione, all’individualismo, all’egoismo e perciò lontana da ogni sentire comunitario.<br />
A loro dobbiamo ribadire il nostro grazie e al contempo però guardarci dai ringraziamenti stereotipati per la libertà e la democrazia che le loro lotte ci hanno consegnato; per non pronunciare parole di circostanza che diventano alibi quando i valori di quel lascito li vediamo dissolversi nella degenerazione della dittatura della maggioranza e nei fraintendimenti di libertà delle piazze no vax.</p>
<p lang="it-IT">Anche il ricordo della ferocia dei metodi repressivi ha il suo perché in relazione alle preoccupazione sul presente: quella ferocia è facile da condannare come un eccesso irripetibile legato ad un sentire esecrabile appartenuto al passato; noi siamo comunque allarmati perché la ferocia è solo lo stadio ultimo di una costrizione progressiva del dissenso, della libertà di critica, della partecipazione delle minoranze al processo democratico. Senza riandare allo scempio della democrazia e delle persone del G8 di Genova 2001 che pure dobbiamo tenere presente come un monito, basta solo ripercorrere le immagini di certe piazze intolleranti e violente inneggianti ad una libertà fraintesa: sono segnali in cui la consuetudine con la democrazia, anche vicino a noi, sta per essere rimpiazzata con la consuetudine al pensiero unico, quello del dominatore, di fronte al quale i dissensi sono provocazioni da abbattere. La ferocia quindi è solo la risposta di grado più determinato nei confronti di una opposizione sempre più convinta e organizzata, in quanto, all’inizio, alla presa del potere basta anche solo l’intimidazione o l’esibirsi girando armati di pistola per ronde cittadine o ospedali.</p>
<p lang="it-IT">E l’Anpi che cosa può prospettarsi in questo periodo in cui l’antifascismo è colpevolizzato e il fascismo nei suoi gesti simbolici e nelle sue aggressioni è tollerato?<br />
Mentre si circondano e si transennano i manifestanti antifascisti e non quelli che resuscitano riti, parole d’ordine e violenze del fascismo? Quando un assessore alla cultura si fa vanto delle sue ascendenze fasciste mentre milita in un partito che ne ospita le discendenze? Contesti in cui si nomina ambasciatore della Repubblica antifascista un fascista dichiarato e violento? Tempi in cui il consenso crescente di cui gode un partito a forte radicamento fascista, erede del repubblichino MSI, basta a includerlo tra i possibili componenti di un governo di salvezza nazionale. Solo il calcolo elettoralistico di quel partito lo ha tenuto fuori da un governo, nel quale lo avrebbe pienamente depurato un giuramento “spergiuro” sulla Costituzione.<br />
E se si diffonde la tendenza all’uniformità dell’informazione non si profilano gli unanimismi dei regimi illiberali?<br />
Si svolgono processi gravissimi contro una mafia che contagia le istituzioni che pure sono trascurati dalla grande informazione a favore di cronache di criminalità quotidiana e poco si diffondono le denunce preoccupate di procuratori della repubblica e costituzionalisti sui pericoli insiti in riforme regressive e ingiuste.<br />
Quanto sta accadendo in Ungheria, in Polonia, in Slovenia con la persecuzione del giornalismo indipendente e con la magistratura sottomessa al governo (sottometterla al volere del parlamento non cambierebbe di molto la sostanza dell’attacco alla loro autonomia), può accadere anche a noi.<br />
E forse non manca molto, se ancora una volta, anche in questi giorni, la nostra Costituzione è sotto tiro e la nostra democrazia è a rischio. Sono scenari che devono allarmare come preliminari di una autocrazia dall’apparenza democratica. Tanto più se sfogliando gli articoli di una delle testate più padronali si legge che di fronte al persistere di critiche politiche all’interno del governo, “al Presidente della Repubblica non resterebbe che mettere su un governo elettorale, forse perfino militare, com’è accaduto con il generale Figliuolo per le vaccinazioni. A mali estremi, estremi rimedi”. L’insediamento di un governo militare lo si comincia a far passare come soluzione benefica e apportatrice di efficienza e ordine, come la cosa più naturale e auspicabile (Sorgi 29 luglio, La Stampa).</p>
<p lang="it-IT"><img decoding="async" loading="lazy" class="alignleft wp-image-3281 " src="https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2021/08/229847571_4586040514773959_3327459270923518511_n.jpg" alt="" width="510" height="287" srcset="https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2021/08/229847571_4586040514773959_3327459270923518511_n.jpg 960w, https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2021/08/229847571_4586040514773959_3327459270923518511_n-300x169.jpg 300w, https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2021/08/229847571_4586040514773959_3327459270923518511_n-768x432.jpg 768w" sizes="(max-width: 510px) 100vw, 510px" />Le preoccupazioni espresse devono farci tornare al frutto della quella lotta di Liberazione, la nostra Costituzione, raccogliendo il significato umano della rivolta dei Partigiani, di quella disciplina di sacrificio e di giustizia, necessaria in ogni epoca, quando i valori di base della fratellanza umana vengono messi sotto attacco.<br />
Ecco perché le esigenze di uguaglianza, di solidarietà, di giustizia devono farci essere presenti dove si agisce per ridurre le differenze sempre più dilatate in questo sistema economico che incoraggia il profitto ad ogni costo, perfino a scapito dell’ambiente che dovrebbe essere sentito invece come un bene comune e decisivo per la nostra sopravvivenza. Lo vediamo anche negli ambiti più vicini a noi, in una Venezia ridotta a “merce&#8221; dove ci si indirizza ancora una volta verso la concentrazione e la moltiplicazione dei privilegi. In una città in cui lo strapotere di capitali e capitalisti insofferenti alla partecipazione dei cittadini sa dove trovare corrispondenze, è doveroso tener presente che il capitale, quanto più è grande, meno vincoli pretende, tanto da godersi, come pochi altri, il privilegio di piena libertà nei regimi autocratici; e tra questi, il modello fascista resta sempre affidabile.</p>
<p lang="it-IT">Impegniamoci perciò a ricordare a ogni uditorio, che la nostra Costituzione indirizza verso una società solidale, una società fatta di persone che, pur nella fretta di tutti i nostri giorni cui la superficialità consumistica e i disagi della precarietà le costringono, trovino giusto soffermarsi sulle condizione di chi sta in fondo; una società di persone per le persone e non di individualità sconnesse, incattivite, in costante competizione reciproca, col perenne rifiuto del diritto dell’altro: che l’occasione sia il vaccino, un reddito di sopravvivenza garantito, il diritto all’asilo, lo ius soli, il diritto al lavoro dignitoso e protetto dal caporalato che schiavizza le persone come accade anche nell’imprenditoria veneta più celebrata, il diritto ad un lavoro in sicurezza e che non lasci nella povertà, ad una sanità accessibile, efficiente e gratuita, alla parificazione tra i generi, al rispetto per ogni diversità; in una parola al rispetto per ogni espressione della specificità della persona umana. Ecco perché riteniamo che l’Anpi debba essere un esempio di solidarietà.<br />
Soprattutto quando la solidarietà viene ostacolata e addirittura perseguita come un reato, in una Costituzione capovolta.</p>
<p lang="it-IT"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">È </span>quanto abbiamo fatto con Rotta Solidarietà, un progetto di straordinaria partecipazione che ha mobilitato le volontà più sane per sostenere le attività di chi salva i migranti in mare, come Mediterranea. A quanti hanno consentito, con la messa a disposizione delle loro opere, la realizzazione di questo progetto visionario, va il nostro sentito grazie.<br />
<span style="font-family: Times New Roman, serif;">È</span> una rotta, quella della solidarietà, contro corrente, difficile perché costa sacrifici, più dura di quella che a destra compatta intorno al privilegio, al vantaggio individuale, ma è quella che può restituire identità, dignità e consenso ad una nuova lotta partigiana.</p>
<p lang="it-IT">In questo cammino sul sentiero segnato dalla Costituzione è però, imprescindibile evitare le lotte separate, le rivendicazioni per gruppi, ritrovandoci tutti intorno alla parola d’ordine della dignità cui ogni umano ha diritto; senza distinzione di provenienza, di orientamento sessuale, religioso, richiamando la necessità di uno stato in questo senso interamente laico, perché solo la laicità garantisce il rispetto onnicomprensivo.<br />
Una società perciò agli antipodi di quella che si profila all’orizzonte e si è già realizzata, vicino a noi, nel contesto orientale dell’Europa.</p>
<p lang="it-IT">In questi tempi difficili, la memoria di protagonisti della Resistenza ci aiuta.<br />
Carla Capponi, medaglia d&#8217;oro al valor militare che partecipò a numerose azioni dei GAP, compresa quella di via Rasella, ricordava che : «Quando il partito ci diede il nome GAP, qualcuno di noi chiese che &#8220;gruppi di azione patriottica&#8221; venisse cambiato in &#8220;gruppi di azione partigiana&#8221;. Era una forma di settarismo. Quel patriottica ci sembrava nazionalismo, volevamo una definizione più di classe, più rivoluzionaria. Però ci convincemmo: la nostra era una guerra di liberazione nazionale, e la combattevano tutti. Era una riaffermazione del vero patriottismo, dell&#8217;unita popolare».<br />
Una citazione che ci richiama a tornare al sentire di gruppo, alle alleanze tra le forze sane del civismo, alle lotte unitarie di popolo, trasferendo così nella prassi il nostro antifascismo.<br />
Che poi è il “loro” antifascismo, quello dei caduti che ricordiamo oggi: quella tensione e quella azione che le condanne a morte hanno interrotto troppo presto e che, col loro esempio, stiamo negli anni imparando e confermando.<br />
In fondo, il nostro ritrovarci ogni anno, ha questo significato: verificare, al loro cospetto, se abbiamo imparato abbastanza, se abbiamo praticato secondo i loro intenti, il loro impegno, i loro proclami nel momento dell’addio alla vita</p>
<p lang="it-IT"><strong>Gianluigi Placella, Presidente della Sezione ANPI “Sette Martiri”</strong></p>
<hr />
<p><a href="https://www.facebook.com/events/374361264053909" target="_blank" rel="noopener noreferrer">L’evento su FB</a></p>
<p><a href="https://www.anpive.org/wordpress/2019/08/01/i-sette-martiri-di-castello/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Che cosa avvenne quel 3 agosto di 77 anni fa.</a></p>
<hr />
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
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		<title>I Sette Martiri di Castello</title>
		<link>https://www.anpive.org/wordpress/2019/08/01/i-sette-martiri-di-castello/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Aug 2019 07:38:14 +0000</pubDate>
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<figure class="wp-block-image"><img decoding="async" loading="lazy" width="703" height="1024" class="wp-image-2458" src="https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2018/08/IMG_7381-kopie-703x1024.jpg" sizes="(max-width: 703px) 100vw, 703px" srcset="https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2018/08/IMG_7381-kopie-703x1024.jpg 703w, https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2018/08/IMG_7381-kopie-206x300.jpg 206w, https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2018/08/IMG_7381-kopie.jpg 733w" alt="" /></figure>
<p><strong>3 AGOSTO 1944</strong> <br />In quei giorni dell’estate 1944 lungo l’allora Riva dell’Impero erano attraccati cacciatorpediniere e motovedette battenti la bandiera con la svastica. Nella notte dall’1 al 2 agosto, secondo la versione tedesca, era scomparsa una loro sentinella. Le autorità germaniche ritennero che si fosse verificato un “attentato” e ne addebitarono alla Resistenza la responsabilità. Ne seguì un’immediata rappresaglia. Vittime di questa spietata decisione furono sette detenuti politici rinchiusi da alcuni mesi nel carcere di Santa Maria Maggiore. Nel giro di poche ore furono scelti ad arbitrio di capi fascisti i nomi di coloro che, una volta consegnati ai tedeschi, sarebbero stati poi fucilati. Dal carcere di Santa Maria Maggiore e dalle “segrete” di Ca’ Littoria furono prelevati: Armellini Aliprando, Conti Gino, De Gasperi Bruno, Gelmi Alfredo, Gelmi Luciano, Guasto Girolamo, Vivian Alfredo. La loro sorte era ormai segnata.</p>
<figure class="wp-block-image"><a href="https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2019/08/Volantino-7-martiri-corretto.jpg"><img decoding="async" loading="lazy" class="aligncenter wp-image-3271 size-large" src="https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2019/08/Volantino-7-martiri-corretto-724x1024.jpg" alt="" width="640" height="905" srcset="https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2019/08/Volantino-7-martiri-corretto-724x1024.jpg 724w, https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2019/08/Volantino-7-martiri-corretto-212x300.jpg 212w, https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2019/08/Volantino-7-martiri-corretto-768x1086.jpg 768w, https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2019/08/Volantino-7-martiri-corretto-1086x1536.jpg 1086w, https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2019/08/Volantino-7-martiri-corretto.jpg 1240w" sizes="(max-width: 640px) 100vw, 640px" /></a></figure>
<p>All’alba del 3 agosto, alle ore 4.00, un gran numero di abitazioni civili comprese tra il ponte della Veneta Marina e Via Garibaldi fino a calle San Domenico vennero perquisite dai soldati tedeschi. Centotrentasei adulti, tra uomini e donne, furono costretti a  portarsi nella zona adiacente al ponte della Veneta Marina – mani in alto e faccia al muro – in attesa che fosse impartito loro l’ordine di voltarsi. Altre trecentocinquanta persone, compresi i ragazzi, furono obbligate a raggrupparsi nella stessa località. Giunsero i condannati  a morte. Lungo il tragitto erano stati confortati da don Marcello Dell’Andrea, cappellano del carcere di Santa Maria Maggiore, il quale aveva somministrato a sei di loro i sacramenti. Alfredo Vivian, che in passato aveva confidato ai suoi famigliari di “sentirsi cristiano a modo suo”, disse a don Marcello che “lui non era professante” e che chiedeva di essere capito. Sul posto erano stati eretti due pali. I prigionieri, legati fra loro, furono allineati su quel breve spazio. Vivian fu aiutato ad appoggiarsi sul fanale di destra, perché non si reggeva. Non era paura. A Ca’ Littoria i fascisti gli avevano bruciato i piedi. Un ufficiale tedesco lesse, di fronte alla popolazione presente, la sentenza di morte. In essa, tra l’altro, si diceva:”Il Comando Tedesco è venuto nella determinazione di applicare le rappresaglie di guerra, per cui in presenza vostra saranno adesso fucilate queste sette persone ree di atti terroristici, dopodiché tra voi prenderemo 150 ostaggi la cui sorte dipenderà dai risultati dell’inchiesta in corso”. Ultimi istanti di vita per i condannati. Don Marcello porse ai morituri il Crocifisso, che poi terrà levato in altro dietro il plotone di esecuzione. Un ordine. Alfredo Vivian gridò: “Viva l’Italia libera!”. Il fragore delle armi non riuscì a coprire la sua voce. Si spezzò la corda che teneva legati i condannati; i loro corpi rotolarono a terra. Poi il colpo di grazia agli agonizzanti. Erano le 6 del mattino.<br />Le cause che avevano provocato la morte di quel marinaio tedesco erano state di ben diversa origine. Nella notte dall’1 al 2 agosto a bordo di quelle navi si era festeggiato a lungo e un po’ tutto era finito in una solenne sbornia degli equipaggi. Gli abitanti delle case vicine furono tenuti svegli dagli schiamazzi fino a tarda notte. Durante quelle ore una sentinella ubriaca era caduta in acqua ed era affogata. Questo si saprà pochi giorni dopo l’avvenuta esecuzione, quando, ritrovato in laguna il corpo di quel marinaio, non verrà riscontrata su di esso alcuna ferita d’arma.<br />Così caddero questi nostri compagni per aver combattuto contro i fascisti e i tedeschi, per un’Italia libera e unita.<br />Vennero fatti assistere i residenti perché fosse di monito ad una zona, quella di Castello – per lo più abitata da operai arsenalotti – particolarmente ostile ai fascisti e ai nazisti. Proprio per il coinvolgimento della popolazione, il ricordo di questo eccidio è da sempre particolarmente sentito. La Sezione veneziana dell’Anpi venne chiamata “Sette Martiri”, così come a loro venne intitolata l’allora Riva dell’Impero.</p>
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		<title>Memorie partigiane e valori di pace da declinare al futuro</title>
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		<pubDate>Thu, 08 Sep 2016 09:09:56 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[&#8220;Oggi, anche in questo tribolato terzo millennio segnato da estremismi, instabilità e il ritorno di una certa xenofobia collettiva, la memoria partigiana fa sentire la sua indomita voce. Un valore contemporaneo con cui ribadire ogni giorno che democrazia e fascismo non potranno mai coesistere. Un valore, quello della lotta partigiana, da tenersi stretto e con <a href="https://www.anpive.org/wordpress/2016/09/08/memorie-partigiane-valori-pace-declinare-al-futuro/" rel="nofollow"><span class="sr-only">Leggi di piùMemorie partigiane e valori di pace da declinare al futuro</span>[&#8230;]</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Oggi, anche in questo tribolato terzo millennio segnato da estremismi, instabilità e il ritorno di una certa xenofobia collettiva, la memoria partigiana fa sentire la sua indomita voce. Un valore contemporaneo con cui ribadire ogni giorno che democrazia e fascismo non potranno mai coesistere. Un valore, quello della lotta partigiana, da tenersi stretto e con cui affrontare le tante sfide dell’era moderna.&#8221;</p>
<p>Un bellissimo reportage della cerimonia in ricordo dei Sette Martiri di Castello il 3 agosto: anche in quest&#8217;occasione il giornalista e fotografo Luca Ferrari ha seguito il corteo raccogliendo impressioni, storie, volti e momenti per raccontarne il significato storico e il senso civile.</p>
<p>Riportiamo qui il suo articolo in pdf per <a href="http://www.italoamericano.org/" target="_blank">L&#8217;Italo-Americano</a> e cogliamo l&#8217;occasione per esprimergli un sentito ringraziamento di tutta la Sezione.</p>
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<p class="gde-text"><a href="http://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2016/09/Partigiani-Luca-Ferrari.pdf" class="gde-link">Download (PDF, 1.92MB)</a></p></p>
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