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	<title>Tredici Martiri &#8211; ANPI Venezia</title>
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	<title>Tredici Martiri &#8211; ANPI Venezia</title>
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		<title>Orazione per i Tredici Martiri di Ca’ Giustinian – 28 luglio 2026</title>
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		<pubDate>Thu, 30 Jul 2026 08:22:31 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[L&#8217;intervento della Presidente della sezione ANPI &#8220;Sette Martiri&#8221;, Enrica Berti, alla commemorazione ufficiale nel Laboratorio delle Arti di Ca&#8217; Giustinian per l&#8217;82° dell&#8217;eccidio dei Tredici Martiri Buongiorno a tutte e a tutti e grazie di essere qui, in una dimora storica tra le più rappresentative dello stile tardo gotico veneziano, che oggi ospita gli Uffici <a href="https://www.anpive.org/wordpress/2026/07/30/orazione-per-i-tredici-martiri-di-ca-giustinian-28-luglio-2026/" rel="nofollow"><span class="sr-only">Leggi di piùOrazione per i Tredici Martiri di Ca’ Giustinian – 28 luglio 2026</span>[&#8230;]</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p align="JUSTIFY"><strong><span style="font-size: large;">L&#8217;intervento della Presidente della sezione ANPI &#8220;Sette Martiri&#8221;, Enrica Berti, alla commemorazione ufficiale nel Laboratorio delle Arti di Ca&#8217; Giustinian per l&#8217;82° dell&#8217;eccidio dei Tredici Martiri</span></strong></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: large;"><a href="https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2026/08/749652202_1458608109634406_2427003185181314152_n.jpg"><img decoding="async" loading="lazy" class="alignleft wp-image-3805" src="https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2026/08/749652202_1458608109634406_2427003185181314152_n.jpg" alt="" width="462" height="654" srcset="https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2026/08/749652202_1458608109634406_2427003185181314152_n.jpg 509w, https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2026/08/749652202_1458608109634406_2427003185181314152_n-212x300.jpg 212w" sizes="(max-width: 462px) 100vw, 462px" /></a>Buongiorno a tutte e a tutti e grazie di essere qui, in una dimora storica tra le più rappresentative dello stile tardo gotico veneziano, che oggi ospita gli Uffici della Biennale di Venezia (che ringrazio di cuore per la squisita ospitalità).</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: large;">E Biennale di Venezia per tutto il mondo significa Arte, Luce, Bellezza e Cultura Internazionale. </span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: large;">Oggi però in questo luogo ricordiamo sangue, dolore e lutto. </span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: large;">Il 28 luglio infatti è una data che ci riporta al 1944, il secondo tragico evento di quell&#8217;estate di sangue in cui il nazifascismo cercò di sradicare le convinzioni antifasciste e annientare &#8211; non riuscendoci &#8211; i combattenti per la Resistenza. </span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: large;">Già, perché questo palazzo meraviglioso fu anche la sede del Comando Provinciale della Guardia Nazionale Repubblicana, dell&#8217;Ufficio Politico Investigativo del regime fascista, degli Uffici di collegamento tedeschi e fu anche luogo di tortura. </span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: large;">La mattina del 26 luglio 1944, vi fu l&#8217;esplosione di una bomba proprio qui, a Ca&#8217; Giustinian. Quindi una rappresaglia.</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: large;">Fu una rappresaglia temuta fin da quando i carcerati a Santa Maria Maggiore ebbero notizia dell&#8217;esplosione e lo scrisse il partigiano Sandrinelli (al secolo Giuseppe Gaddi) sul prezioso libro &#8220;1943-1945 VENEZIA NELLA RESISTENZA&#8221;, che la Sezione Anpi &#8220;Sette Martiri&#8221;, che mi onoro di presiedere, ha ripubblicato in copia anastatica per farne anche omaggio alle biblioteche scolastiche veneziane, affinché la memoria della storia recente della propria città sia ancora e sempre a disposizione per le nuove generazioni.</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: large;"><img decoding="async" loading="lazy" class="alignright wp-image-3806" src="https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2026/08/759269009_17959668915171956_5606365389950699968_n-768x1024.jpg" alt="" width="448" height="597" srcset="https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2026/08/759269009_17959668915171956_5606365389950699968_n-768x1024.jpg 768w, https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2026/08/759269009_17959668915171956_5606365389950699968_n-225x300.jpg 225w, https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2026/08/759269009_17959668915171956_5606365389950699968_n-1152x1536.jpg 1152w, https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2026/08/759269009_17959668915171956_5606365389950699968_n.jpg 1440w" sizes="(max-width: 448px) 100vw, 448px" />Ci racconta Sandrinelli mentre condivideva con i 13 martiri la reclusione a Santa Maria Maggiore :&#8221;(&#8230;) la rappresaglia non sarebbe mancata, ma chi avrebbe colpito? Non mancavano fra di noi uomini coraggiosi, consapevoli, eppure quel giorno anche la loro voce tremava. Tremava per l&#8217;angoscia che crea una situazione di attesa in momenti così tragici. Ognuno più che a se stesso pensava alla famiglia lontana, agli amici, ai compagni che gli stavano accanto. (&#8230;) Al primo piano un giovane che era stato &#8220;isolato&#8221;e non poteva dialogare, cantava, alla finestra, canzoni libertarie. Era Francesco Biancotto&#8230;&#8221;</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: large;">Francesco aveva 18 anni da poco compiuti, era un falegname, comunista, appartenente ai GAP (Gruppi d&#8217;Azione Partigiana). Il colonnello Morelli (comandante della GNR) quando lo interrogò, sperava di far leva sulla sua giovane età, ma Francesco rispose testuali parole: &#8220;Fucilatemi pure, se volete, ma io non tradirò mai i miei compagni&#8221;. Ancora Sandrinelli ci racconta che mentre i martiri scendevano le scale del carcere per salire sul motoscafo che li condurrà qui dove ci troviamo ora, &#8220;(&#8230;) Biancotto canta Bandiera Rossa sottovoce e il carceriere lo zittisce (&#8230;).&#8221; </span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: large;">Ecco, ogni anno, quando si avvicina il 28 luglio, leggo questo capitolo, vivendo totale empatia verso questi padri della Patria che non hanno potuto vedere il loro sogno realizzato, ma che hanno contribuito a costruirlo ed ottenerlo. </span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: large;">Questa volta però è stato diverso. Mi ha colpito particolarmente la forza morale del giovanissimo Francesco, la sua maturità, il suo senso di Fraternità verso i compagni di lotta. Quella Fraternità che &#8211; come ha sottolineato sabato sera durante il dibattito prima di mangiare in 650 la pastasciutta antifascista in Campo Junghans il Prof. Francesco Clementi &#8211; è il terzo valore fondamentale della Repubblica Francese e che trova un po&#8217; sbiadita rispetto ai proclami di Libertà e Uguaglianza. </span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: large;">Io invece penso di no. </span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: large;">Credo che quella sospensione di democrazia che ci fu a Genova, 25 anni fa, dove il governo italiano dimostrò al mondo intero che il movimento nato a Seattle due anni prima &#8211; che promuoveva lo slogan &#8220;un altro mondo è possibile&#8221; &#8211; faceva paura. </span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: large;">Tanta paura. E quando si prova paura, la si trasforma in attacco e violenza. </span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: large;">Aveva infatti ragione quell&#8217;enorme Rete di associazioni, movimenti e gruppi di protesta (il Genova Social Forum) sul futuro che doveva essere diverso da come lo stavano &#8220;programmando&#8221; gli 8 potenti della terra. I No Global avrebbero sicuramente offerto ad ogni Paese di appartenenza di quei 200.000 cittadini e cittadine del mondo, i nuovi e le nuove dirigenti politici che vennero invece massacrati psicologicamente e talmente abusati e abusate, violate e violati nei diritti umani che quel luglio 2001 segnò uno spartiacque nelle legittime lotte civili che ogni popolo ha il dovere di sostenere quando la vita non offre più dignità.</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: large;">Era una battaglia in difesa della Libertà e dell&#8217;Uguaglianza dei popoli con la forza della Fraternità.</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: large;">Le nuove generazioni sanno bene cosa fu quel G8 a Genova.</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: large;">Ma non si sono fatte intimorire. </span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: large;">Forse è difficile per loro comprendere appieno l&#8217;orrore e la paura di chi vi partecipò.</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: large;">Forse è difficile come lo è per noi quando leggiamo l&#8217;orrore e la paura di chi visse durante il ventennio fascista. </span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: large;">Ma i giovani sono assetati di sapere, di con-dividere, studiano e capiscono che bisogna rialzare la testa, insieme. In fraternità.</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: large;">Scendono in piazza ogniqualvolta l&#8217;umanità perde il senso della sua natura, diventa disumana. </span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: large;">Scendono in piazza i giovani! </span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: large;">Organizzano e affollano cortei per difendere il diritto alla vita in Palestina e condannare il genocidio di cui ci stiamo macchiando tutti. </span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: large;">L&#8217;elenco sarebbe lungo, lunghissimo. </span></p>
<div id="attachment_3808" style="width: 521px" class="wp-caption alignleft"><img aria-describedby="caption-attachment-3808" decoding="async" loading="lazy" class=" wp-image-3808" src="https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2026/08/756894628_17959668933171956_8285144628267803637_n-806x1024.jpg" alt="" width="511" height="650" srcset="https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2026/08/756894628_17959668933171956_8285144628267803637_n-806x1024.jpg 806w, https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2026/08/756894628_17959668933171956_8285144628267803637_n-236x300.jpg 236w, https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2026/08/756894628_17959668933171956_8285144628267803637_n-768x976.jpg 768w, https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2026/08/756894628_17959668933171956_8285144628267803637_n-1209x1536.jpg 1209w, https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2026/08/756894628_17959668933171956_8285144628267803637_n.jpg 1440w" sizes="(max-width: 511px) 100vw, 511px" /><p id="caption-attachment-3808" class="wp-caption-text">Da sinistra: Fabio Niero, presidente della sezione dell&#8217;ANPI &#8220;Silvio Trentin di San Donà di Piave, Marco Borghi, Presidente dell&#8217;Iveser, Marco Bellato, Vice Presidente del Consiglio Comunale di Venezia, Enrica Berti, Presidente dell&#8217;ANPI &#8220;Sette Martiri&#8221; e Giovanni Pelizzato, Presidente della Municipalità Venezia-Murano-Burano.</p></div>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: large;">Nonostante i cosiddetti DDL Sicurezza, che nulla hanno davvero a che fare con la sicurezza, bensì solo con la repressione! Perché la sicurezza la si ottiene offrendo alla cittadinanza ciò che la Costituzione della Repubblica Italiana sancisce: una casa, un lavoro, la salute, la dignità. </span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: large;">Pensando al sacrificio dei nostri 13 martiri non posso non tornare con la memoria alla tragedia avvenuta a Bologna. I giovani scendono in piazza per chiedere verità e giustizia sulla morte di persone fragili che non devono mai morire quando sono tra le mani delle forze dell&#8217;ordine. E permettetemi di sottolineare che ha ragione il Cardinale Zuppi quando ribadisce che la verità è nell&#8217;interesse proprio e primario delle forze dell&#8217;ordine. </span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: large;">Quelle che tutelano i cittadini, quelle che non li ammazzano.</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: large;">Ma i giovani non scendono solo in piazza a protestare. </span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: large;">No. </span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: large;">Le nuove generazioni si recano ai seggi elettorali quando capiscono che il loro voto può davvero fare la differenza e salvare la Costituzione scritta col sangue dei Martiri della Resistenza. </span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: large;">Le nuove generazioni organizzano la pastasciutta antifascista, perché sanno che in una piazza d&#8217;Italia vi fu un 25 luglio di grande festa, in cui una famiglia di contadini &#8211; che sarebbe passata alla storia del nostro Paese per il massacro di 7 fratelli &#8211; propose di festeggiare la fine della dittatura fascista per mano degli stessi gerarchi, con una pastasciutta! Le nuove generazioni sanno pure che papà Cervi ribadì a gran voce NESSUNA VENDETTA, SOLTANTO ALLEGRIA. Questo era il pensiero di chi aveva e avrebbe combattuto il fascismo. Che non fu un&#8217;ideologia. No. Fu un crimine. Come non smise mai di ricordarci il nostro caro Sandro Pertini.</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: large;">Se noi tutte e tutti siamo qui è certo per ricordare l&#8217;eccidio dei 13 Martiri, con la consapevolezza che il loro lascito fondamentale vive nelle lotte dei giovani e delle giovani dei nostri giorni, che ne conoscono la storia. Perché conoscere significa non essere sopraffatti da chi vorrebbe con arroganza avere il potere sulle menti. Questo è l&#8217;unico modo per essere davvero liberi e onorare la memoria del giovane Francesco Biancotto e dei 12 martiri che morirono con lui.</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: large;">Venezia, 28 luglio 2026</span></p>
<hr />
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<hr />
<p><a href="https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2026/08/Il-Gazzettino-29-luglio-13-martiri.jpg"><img decoding="async" loading="lazy" class="aligncenter wp-image-3809 size-large" src="https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2026/08/Il-Gazzettino-29-luglio-13-martiri-724x1024.jpg" alt="" width="640" height="905" srcset="https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2026/08/Il-Gazzettino-29-luglio-13-martiri-724x1024.jpg 724w, https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2026/08/Il-Gazzettino-29-luglio-13-martiri-212x300.jpg 212w, https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2026/08/Il-Gazzettino-29-luglio-13-martiri-768x1086.jpg 768w, https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2026/08/Il-Gazzettino-29-luglio-13-martiri-1086x1536.jpg 1086w, https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2026/08/Il-Gazzettino-29-luglio-13-martiri.jpg 1240w" sizes="(max-width: 640px) 100vw, 640px" /></a></p>
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		<title>Le orazioni per i Tredici Martiri di Ca&#8217; Giustinian &#8211; 28 luglio 2024</title>
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		<pubDate>Tue, 30 Jul 2024 18:55:42 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[L&#8217;intervento della Presidente dell&#8217;ANPI &#8220;Sette Martiri&#8221;, Enrica Berti alla commemorazione ufficiale nel Portego di Ca&#8217; Giustinian per l&#8217;80° dell&#8217;Eccidio dei Tredici Martiri Buongiorno a tutte e a tutti e grazie di essere qui. Il 25 luglio, per noi antifascisti giorno famoso, ho ricevuto una cortese lettera da parte del Sindaco Luigi Brugnaro che mi ringraziava <a href="https://www.anpive.org/wordpress/2024/07/30/le-orazioni-per-i-tredici-martiri-di-ca-giustinian-28-luglio-2024/" rel="nofollow"><span class="sr-only">Leggi di piùLe orazioni per i Tredici Martiri di Ca&#8217; Giustinian &#8211; 28 luglio 2024</span>[&#8230;]</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p align="JUSTIFY"><strong><span style="font-size: large;"><img decoding="async" loading="lazy" class="aligncenter size-large wp-image-3665" src="https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2024/11/Locandina-definitiva-724x1024.jpg" alt="" width="640" height="905" srcset="https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2024/11/Locandina-definitiva-724x1024.jpg 724w, https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2024/11/Locandina-definitiva-212x300.jpg 212w, https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2024/11/Locandina-definitiva-768x1086.jpg 768w, https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2024/11/Locandina-definitiva-1086x1536.jpg 1086w, https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2024/11/Locandina-definitiva.jpg 1240w" sizes="(max-width: 640px) 100vw, 640px" />L&#8217;intervento della Presidente dell&#8217;ANPI &#8220;Sette Martiri&#8221;, Enrica Berti alla commemorazione ufficiale nel Portego di Ca&#8217; Giustinian per l&#8217;80° dell&#8217;Eccidio dei Tredici Martiri</span></strong></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: large;">Buongiorno a tutte e a tutti e grazie di essere qui.</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: large;">Il 25 luglio, per noi antifascisti giorno famoso, ho ricevuto una cortese lettera da parte del Sindaco Luigi Brugnaro che mi ringraziava dell&#8217;invito a partecipare alla commemorazione di oggi, ma che si trovava costretto a declinare l&#8217;invito, essendosi però assicurato che la corona d&#8217;alloro a nome della Città di Venezia per ricordare l&#8217;eccidio di tredici vittime barbaramente uccise per rappresaglia dai nazifascisti il 28 luglio 1944, fosse posta. </span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: large;">Certo, fu una rappresaglia. Una rappresaglia temuta fin da quando i carcerati a Santa Maria Maggiore ebbero notizia della bomba fatta esplodere dai partigiani qui, il 26 mattina. Ce lo lasciò scritto il partigiano Sandrinelli (al secolo Giuseppe Gaddi) sul prezioso libro &#8220;1943-1945 VENEZIA NELLA RESISTENZA&#8221;. E nell&#8217;attesa di conoscere la sorte che li attendeva, ognuno raccontava la propria vita, gli affetti che l&#8217;avevano confortata, i sogni che non si sarebbero avverati per loro, ma per cui avevano lottato con tanta fede, guidati da un ideale di libertà, giustizia sociale e rispetto tra i popoli, per un ideale di PACE, perché la guerra è disumana. Al primo piano (racconta sempre il Sandrinelli) un giovane che non poteva dialogare perché era stato isolato cantava alla finestra canzoni libertarie: era Francesco Biancotto. </span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: large;">Poi, poco prima di mezzanotte, un tintinnio di chiavi. Alcune celle si aprirono e Giovanni Felisati davanti alla cella di Sandrinelli disse con voce triste: &#8220;Adio, compagno, gavemo perso la vita. I ne copa, i ne copa in tredese. Tuti quei del grupo de San Donà. Te racomando mia muger &#8230;&#8221;. Poi Levorin: &#8220;Muoio tranquillo&#8230; ho fatto il mio dovere&#8230;&#8221;. Peruch risucì a borbottare solo &#8220;&#8230;mia muger&#8221;. Biancotto cantava Bandiera Rossa sottovoce.</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: large;">Fu rappresaglia, sì, ma fascista, non nazifascista. Questa era la sede provinciale della Guardia Nazionale Repubblicana e la notte del 27 luglio, il colonnello Morelli e il capitano della GNR Zani decisero chi sarebbero stati i 13 detenuti politici condannati alla pena di morte mediante fucilazione alla schiena da un plotone di repubblichini. Lo ribadisco perché è giusto offrire le informazioni storiche corrette, laddove sia possibile sulla base di documentazioni certe. E lasciare il dubbio, laddove non sia possibile appurare la verità, laddove non ci sia certezza.</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: large;">Una cosa, invece, è certa. Tutte e tutti coloro che combatterono il fascismo e l&#8217;alleato nazista si assunsero la responsabilità della loro SCELTA fino alla morte. L&#8217;attenta lettura, non mi stancherò mai di ripeterlo, delle &#8220;Lettere dei condannati a morte della Resistenza&#8221; ci offre uno spaccato umano di dignità, di forza e di consapevolezza che rasenta l&#8217;eroicità. I Tredici Martiri e tutte e tutti coloro che lasciarono la vita per un ideale di società giusta, oggi più che mai ai nostri occhi sono eroine ed eroi, oggi più che mai perché ci troviamo talmente immersi nell&#8217;etere che a volte si perde la realtà del momento, il piacere del presente e la capacità di indignazione e ribellione. Poi, eventi bellici umanamente inammissibili, ci riportano alla realtà e allora le piazze si riempiono perché riemerge con forza l&#8217;umanità che c&#8217;è in ogni persona. </span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: large;"><img decoding="async" loading="lazy" class=" wp-image-3666 alignright" src="https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2024/11/453161915_916671850503485_6370922088742659275_n-550x1024.jpg" alt="" width="305" height="568" srcset="https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2024/11/453161915_916671850503485_6370922088742659275_n-550x1024.jpg 550w, https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2024/11/453161915_916671850503485_6370922088742659275_n-161x300.jpg 161w, https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2024/11/453161915_916671850503485_6370922088742659275_n-768x1429.jpg 768w, https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2024/11/453161915_916671850503485_6370922088742659275_n-826x1536.jpg 826w, https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2024/11/453161915_916671850503485_6370922088742659275_n.jpg 932w" sizes="(max-width: 305px) 100vw, 305px" />Davvero furono eroi ed eroine i combattenti per la libertà? Nelle interviste che si possono vedere sul sito dell&#8217;Anpi Nazionale &#8220;<a href="https://www.noipartigiani.it/">noipartigiani.it</a>&#8221; &#8211; il memoriale della resistenza italiana, più di 500 combattenti raccontano la LORO SCELTA con semplicità spiazzante, considerandosi anzi degli anti-eroi. Perchè fu una scelta semplicemente umana. Umanità che oggi dobbiamo tenere sempre viva, non solo nei grandi eventi. Umanità che dobbiamo rivitalizzare, perché il sacrificio di tanti nostri nonni, tra cui i tredici martiri che oggi ricordiamo con sincero affetto, non deve essere stato vano. Quindi ciascuno di noi, nel proprio quotidiano, deve farsi promotore di umanità, di dignità avendo come guida la frase di Teresa Noce &#8220;Imparare a dire di No!&#8221; in tutte le occasioni, grandi e piccole, al lavoro e passeggiando per strada, in cui abbiamo consapevolezza del perpetrarsi di un&#8217;azione disonesta, di un illecito: non voltiamoci dall&#8217;altra parte, non fingiamo di non avere visto. Furono questi i motori che spinsero tanti uomini e donne a combattere con ogni mezzo (purtroppo anche armi vere, loro malgrado) i soprusi della dittatura fascista. </span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: large;">Se oggi vogliamo davvero rendere omaggio sincero ai nostri Martiri che in tutta Italia sparsero il loro sangue dando vita alla Costituzione antifascista, dobbiamo continuare a difenderne i principi fondamentali. L&#8217;Anpi ha già dimostrato di sorvegliare con attenzione contenuti e conseguenze di riforme costituzionali, senza farsi influenzare dal soggetto che le promuove. L&#8217;Anpi ha sempre lavorato puntando alla richiesta di attuazione della Costituzione e sorvegliandone l&#8217;evoluzione, prevista peraltro già dai costituenti, consapevoli che una società si trasforma. Evoluzione, però, non stravolgimento. </span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: large;">Perché come ribadì Piero Calamandrei &#8220;la libertà è come l&#8217;aria, ci si accorge di quanto vale, quando comincia a mancare&#8221;.</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: large;">Non dimentichiamolo.</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: large;">Grazie dell&#8217;attenzione</span></p>
<hr />
<p><strong><span style="font-size: large;">L&#8217;intervento di Nicola De Lorenzo Poz dell&#8217;ANPI &#8220;Sette Martiri&#8221; alla commemorazione ufficiale presso il Cimitero di San Donà per l&#8217;80° dell&#8217;Eccidio dei Tredici Martiri</span></strong></p>
<p><span style="font-size: large;">Oggi ci troviamo a commemorare dei martiri di una guerra civile successa ottant’anni fa. Ormai la maggior parte dei partecipanti non esiste più, ma la memoria di quanto accaduto è ancora viva più che mai. Purtroppo di guerre ne è ancora pieno il mondo e la scelta che fecero le coraggiose persone che aderirono alla Resistenza è quanto mai attuale. Non era certamente la scelta più facile, era sicuramente la più pericolosa, ma ha portato alla libertà della quale godiamo ancora oggi. Ed allora mi sono chiesto cosa si provasse ad entrare nella Resistenza, a combattere, a dovere scappare. Combattere segna tutti e non è certo un’esperienza positiva. </span></p>
<p><span style="font-size: large;">Un libro molto bello che permette di capire quello stato d’animo è “Ci chiamavano banditi” nel quale Guido Petter, che salì in montagna a 17 anni, racconta la sua esperienza, con tutte le sue insicurezze. </span></p>
<p><span style="font-size: large;">Vorrei leggerne un passo a proposito dell’impiccagione di una spia catturata dalla sua banda partigiana:</span></p>
<p><img decoding="async" loading="lazy" class=" wp-image-3667 alignleft" src="https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2024/11/453064193_916671900503480_2657477041570137138_n-540x1024.jpg" alt="" width="340" height="645" srcset="https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2024/11/453064193_916671900503480_2657477041570137138_n-540x1024.jpg 540w, https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2024/11/453064193_916671900503480_2657477041570137138_n-158x300.jpg 158w, https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2024/11/453064193_916671900503480_2657477041570137138_n-768x1456.jpg 768w, https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2024/11/453064193_916671900503480_2657477041570137138_n-810x1536.jpg 810w, https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2024/11/453064193_916671900503480_2657477041570137138_n.jpg 932w" sizes="(max-width: 340px) 100vw, 340px" />“<span style="font-size: large;">Ma già le grida si interrompono, perché la corda afferrata con forza da tre o quattro si è tesa, l’uomo è stato staccato da terra, sale ondeggiando verso il ramo. Lo guardo con un’angoscia profonda. Vedo che si porta le mani al collo, nel disperato tentativo di allargare il nodo. (…) Ho negli occhi, e l’avrò per sempre, il movimento di quelle gambe, convulso e via via più lento, e poi l’immobilità di un corpo che dondola piano nel vento. (…) Ho bisogno di scrivere, per liberarmi di quell’emozione violenta. Scrivo una lettera al Comando , con un resoconto di ciò che ho visto. Voglio esprimere la mia ribellione per il modo in cui è stata data la morte ad un uomo.” – Nel frattempo entra nella stanza il comandante di Guido “Gli leggo la parte della lettera già scritta. Non è stato lui a dirmi che i partigiani devono essere migliori degli avversari? È degna di loro la scena alla quale ho assistito? Lui segue anche questa lettura quindi si toglie gli occhiali: “Nemo – dice poi.- Hai visto un’esecuzione, ed è diverso dal veder morire in combattimento. Un’esecuzione è sempre una cosa orribile. (…) La cosa orribile è l’impossibilità di difendersi di chi subisce l’azione. È questo che ti ha colpito, credo.” “Ed allora perché la condanna a morte, perché l’ammettiamo?” “Noi viviamo dentro alla guerra, te l’ho già detto. Quando verrà la pace potremmo fare in modo diverso, non ora. Non possiamo tenerci con noi le spie, e neppure lasciarle andare. Le spie sono il nostro maggior pericolo, dai tedeschi ci si può difendere, la spia ti colpisce alla schiena, non la conosci.”</span></p>
<p><span style="font-size: large;">Da questo estratto emerge la brutalità estrema della guerra. Imbracciare le armi porta solo violenza, e seppur in quel momento fosse l’unica alternativa possibile, molti partigiani ne sono consapevoli. Le regole di guerra sono brutali ed ingiuste, ma non si poteva non seguirle. La Resistenza è stata, specialmente per chi l’ha combattuta un periodo triste, pieno di debolezze dubbi, paure ed incertezze. I partigiani non erano eroi, avevano solamente avuto il coraggio e l’intelligenza di ribellarsi ad una dittatura che aveva gettato in vent’anni di baratro oscuro l’Italia. La Resistenza è riuscita a sfornare donne e uomini consapevoli del valore della libertà, e che seguendo questo faro hanno fondato il nostro Stato. Quello che siamo ora lo dobbiamo a loro, ma anche a tutti coloro che non sono riusciti a dare il loro contributo, ma sono morti nell’idea di libertà ed hanno donato la loro vita per questa causa, come i tredici martiri di Ca Giustinian. Quando, casualmente o meno, mi trovo davanti ad una delle tante targhe che commemorano morti della resistenza mi fermo a riflettere, ognuno di loro deve rappresentare un lumicino che ci guida in tutti i nostri passi. Nel nostro agire quotidiano non dobbiamo mai dimenticare che, seppur difficile, spesso bisogna andare contro corrente, senza fare finta che tutto vada bene. Vorrei ricordare i racconti del partigiano Falce, morto nei primo giorni di quest’anno, che nel 1943, nonostante fosse vietato, portò del cibo agli IMI provenienti dai Balcani chiusi in un bastimento a Venezia, oppure quelli del partigiano Bianco che, nonostante avesse un lavoro come motorista, collaborava con la resistenza attivamente a rischio della sua vita, oppure dei partigiani Bocia e Venezia che quindicenni andarono a combattere in Jugoslavia. Credo che il modo migliore di onorare la libertà che ci hanno donato, pagando un prezzo altissimo, sia quello di difenderla, con le unghie e con i denti, e di fare non le scelte più comode e semplici, ma quelle più giuste, sempre, ogni giorno della nostra vita. Ormai i partigiani non ci sono quasi più, sempre più allora è il momento di farli camminare accanto a noi in ogni azione e di farli rivivere e conoscere alle nuove generazioni, affinché ora più che mai imparino a resistere anche loro.</span></p>
<hr />
<p><a href="https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2024/11/gazzettino-13-Martiri.jpg"><img decoding="async" loading="lazy" class="aligncenter wp-image-3664 size-large" src="https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2024/11/gazzettino-13-Martiri-764x1024.jpg" alt="" width="640" height="858" srcset="https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2024/11/gazzettino-13-Martiri-764x1024.jpg 764w, https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2024/11/gazzettino-13-Martiri-224x300.jpg 224w, https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2024/11/gazzettino-13-Martiri-768x1030.jpg 768w, https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2024/11/gazzettino-13-Martiri.jpg 924w" sizes="(max-width: 640px) 100vw, 640px" /></a></p>
<hr />
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>79° Anniversario dell’Eccidio dei Tredici Martiri di Ca&#8217; Giustinian – 28 luglio 2023</title>
		<link>https://www.anpive.org/wordpress/2023/07/30/79-anniversario-eccidio-dei-tredici-martiri/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 30 Jul 2023 14:01:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ANPI Venezia]]></category>
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					<description><![CDATA[Il 28 luglio alle ore 10 presso il Cimitero di San Donà sono stati ricordati  i Tredici Martiri di Ca’ Giustinian. Sono intervenuti il Sindaco di San Donà di Piave, l&#8217;ANPI Sandonatese S. Trentin, l&#8217;ANPI &#8220;Sette Martiri&#8221; di Venezia, i famigliari dei Martiri. A Venezia, il pomeriggio alle 18 si è svolta in Calle dei <a href="https://www.anpive.org/wordpress/2023/07/30/79-anniversario-eccidio-dei-tredici-martiri/" rel="nofollow"><span class="sr-only">Leggi di più79° Anniversario dell’Eccidio dei Tredici Martiri di Ca&#8217; Giustinian – 28 luglio 2023</span>[&#8230;]</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" loading="lazy" class="aligncenter size-large wp-image-3546" src="https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2023/08/a164689b-d860-4a6b-9400-553e7552445f-724x1024.jpg" alt="" width="640" height="905" srcset="https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2023/08/a164689b-d860-4a6b-9400-553e7552445f-724x1024.jpg 724w, https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2023/08/a164689b-d860-4a6b-9400-553e7552445f-212x300.jpg 212w, https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2023/08/a164689b-d860-4a6b-9400-553e7552445f-768x1087.jpg 768w, https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2023/08/a164689b-d860-4a6b-9400-553e7552445f.jpg 848w" sizes="(max-width: 640px) 100vw, 640px" /></p>
<p>Il 28 luglio alle ore 10 presso il Cimitero di <strong>San Donà</strong> sono stati ricordati  <a href="https://www.anpive.org/wordpress/2020/07/25/i-tredici-martiri-di-ca-giustinian/" target="_blank" rel="noopener">i Tredici Martiri di Ca’ Giustinian</a>. Sono intervenuti il Sindaco di San Donà di Piave, l&#8217;ANPI Sandonatese S. Trentin, l&#8217;ANPI &#8220;Sette Martiri&#8221; di Venezia, i famigliari dei Martiri. <strong>A Venezia</strong>, il pomeriggio alle 18 si è svolta in Calle dei Tredici Martiri la cerimonia in ricordo delle vittime della rappresaglia fascista del 28 luglio 1944 con la deposizione di una corona d&#8217;alloro.<br />
Alla commemorazione, in rappresentanza dell’Amministrazione comunale, ha preso parte il presidente della Municipalità di Venezia Murano Burano, <strong>Marco Borghi</strong>, per l&#8217;ANPI sono intervenuti la presidente della sezione &#8220;Sette Martiri&#8221;, Enrica Berti, e il presidente dell’ANPI Sandonatese &#8220;Silvio Trentin&#8221;, Fabio Niero.</p>
<p>Pubblichiamo di seguito le orazioni tenute in rappresentanza della nostra Sezione la mattina da <strong>Nicola De Lorenzo Poz</strong> e il pomeriggio dalla presidente <strong>Enrica Berti</strong>.</p>
<hr />
<p><img decoding="async" loading="lazy" class=" wp-image-3549 alignleft" src="https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2023/08/363794315_6557875350914611_2141477134934218958_n.jpg" alt="" width="429" height="542" srcset="https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2023/08/363794315_6557875350914611_2141477134934218958_n.jpg 738w, https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2023/08/363794315_6557875350914611_2141477134934218958_n-237x300.jpg 237w" sizes="(max-width: 429px) 100vw, 429px" /></p>
<p>Provando a scrivere questo discorso mi sono chiesto che valore abbia la memoria nei nostri tempi. A volte, specialmente da un punto di vista esterno, queste cerimonie possono apparire inutili, e forse addirittura retoriche. Ed invece servono, per mantenere viva la memoria vera, che si fa attiva nelle azioni quotidiano di chiunque si impegni per perpetrarla. A questo proposito diceva Piero Calamandrei nel 1955 in un discorso agli studenti milanesi, parlando della Costituzione, che è uno dei frutti del periodo della Resistenza:</p>
<p>“Domandiamoci che cosa è per i giovani la Costituzione. Che cosa si può fare perché i giovani sentano la Costituzione come una cosa loro, perché sentano che nel difendere, nello sviluppare la Costituzione, continua, sia pure in forme diverse, quella Resistenza per la quale i loro fratelli maggiori esposero, e molti persero, la vita. (…) è<span style="color: #3d3b36;"><span style="font-family: Raleway, serif;"><span style="font-size: xx-small;"> </span></span></span>così bello, è così comodo! è vero? è così comodo! La libertà c&#8217;è, si vive in regime di libertà. C&#8217;è altre cose da fare che interessarsi alla politica! Eh, lo so anche io, ci sono&#8230; Il mondo è così bello vero? Ci sono tante belle cose da vedere, da godere, oltre che occuparsi della politica! E la politica non è una piacevole cosa. Però la libertà è come l&#8217;aria. Ci si accorge di quanto vale quando comincia a mancare, quando si sente quel senso di asfissia che gli uomini della mia generazione hanno sentito per vent&#8217;anni e che io auguro a voi giovani di non sentire mai. E vi auguro di non trovarvi mai a sentire questo senso di angoscia, in quanto vi auguro di riuscire a creare voi le condizioni perché questo senso di angoscia non lo dobbiate provare mai, ricordandovi ogni giorno che sulla libertà bisogna vigilare, vigilare dando il proprio contributo alla vita politica. (…) Quindi voi giovani alla Costituzione dovete dare il vostro spirito, la vostra gioventù, farla vivere, sentirla come vostra; metterci dentro il vostro senso civico, la coscienza civica; rendersi conto (questa è una delle gioie della vita), rendersi conto che nessuno di noi nel mondo non è solo, non è solo che siamo in più, che siamo parte, parte di un tutto, un tutto nei limiti dell&#8217;Italia e del mondo. Ora io ho poco altro da dirvi. In questa Costituzione c&#8217;è dentro tutta la nostra storia, tutto il nostro passato, tutti i nostri dolori, le nostre sciagure, le nostre gioie. (&#8230;) Quanto sangue, quanto dolore per arrivare a questa costituzione! Dietro ogni articolo di questa Costituzione, o giovani, voi dovete vedere giovani come voi caduti combattendo, fucilati, impiccati, torturati, morti di fame nei campi di concentramento, morti in Russia, morti in Africa, morti per le strade di Milano, per le strade di Firenze, che hanno dato la vita perché libertà e la giustizia potessero essere scritte su questa carta. Quindi, quando vi ho detto che questa è una carta morta, no, non è una carta morta, è un testamento, è un testamento di centomila morti. Se voi volete andare in pellegrinaggio nel luogo dove è nata la nostra Costituzione, andate nelle montagne dove caddero i partigiani, nelle carceri dove furono imprigionati, nei campi dove furono impiccati. Dovunque è morto un italiano per riscattare la libertà e la dignità, andate lì o giovani, col pensiero, perché li è nata la nostra Costituzione.”</p>
<p>Ancor oggi, 80 anni, dopo c’è chi sostiene che il fascismo sia stata una “dittatura gentile”, che non uccideva, rispettosa dei cittadini. Forse proprio perché ormai vi sono sempre meno persone che l’hanno vissuta e subita, queste narrazioni fanno presa. In un mondo dove si sta perdendo l’attenzione per la ricerca ed il piacere di documentarsi correttamente, a favore della semplicità di idee pre-confezionate da pseudo esperti eletti dal web. L’impegno di noi tutti dev’essere quello di opporsi alla perdita di memoria, di diffondere ciò che è stato e di raccontare le storie dei nostri 13 martiri e di tutti quelli che hanno perso la vita e hanno lottato per darci la libertà della quale godiamo ancor oggi e che dobbiamo impegnarci a difendere; come promessa a loro, a noi stessi ed alle generazioni future.</p>
<p><strong>Nicola De Lorenzo Poz &#8211; ANPI &#8220;Sette Martiri&#8221; di Venezia</strong></p>
<div style="width: 640px;" class="wp-video"><video class="wp-video-shortcode" id="video-3545-2" width="640" height="360" preload="metadata" controls="controls"><source type="video/mp4" src="https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2023/08/Orazione-di-Nicola-De-Lorenzo-Poz.mp4?_=2" /><a href="https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2023/08/Orazione-di-Nicola-De-Lorenzo-Poz.mp4">https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2023/08/Orazione-di-Nicola-De-Lorenzo-Poz.mp4</a></video></div>
<hr />
<p>Buongiorno a tutte e a tutti e grazie di essere qui riuniti sotto questa lapide che ci ricorda il luogo dove 13 antifascisti alle ore 5:00 del 28 luglio del 1944 vennero trucidati in nome di una rappresaglia per un&#8217;azione partigiana che il 26 luglio fece saltare &#8211; con una carica di esplosivo &#8211; Ca&#8217; Giustinian, sede del comando provinciale della Guardia Nazionale repubblicana e di alcuni uffici di collegamento tedesco. A Ca&#8217; Giustinian vi erano i più spietati capi fascisti, persecutori di chi stava lottando per la libertà e l&#8217;indipendenza dal nazifascismo del nostro Paese.<br />
Per ordine dell&#8217;esecutivo militare del CLN di Venezia, il comando partigiano dimostrò che la Resistenza era una realtà viva ed efficiente. I 13 uomini (tutti i comunisti a parte Gusso del Partito d&#8217;Azione) avrebbero pagato con le torture e la vita la loro avversione al fascismo. Dal gennaio 1944 &#8211; quando vennero arrestati &#8211; subirono torture e sevizie di ogni genere.<br />
<img decoding="async" loading="lazy" class="wp-image-3553 alignright" src="https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2023/08/Tredici-Martiri-orazione.jpg" alt="" width="480" height="334" srcset="https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2023/08/Tredici-Martiri-orazione.jpg 996w, https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2023/08/Tredici-Martiri-orazione-300x209.jpg 300w, https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2023/08/Tredici-Martiri-orazione-768x534.jpg 768w" sizes="(max-width: 480px) 100vw, 480px" />Attilio di 22 anni<br />
Ernesto di 31 anni<br />
Stefano di 25 anni<br />
Giovanni di 35 anni<br />
Francesco, che &#8211; nonostante i suoi 18 anni &#8211; non tradì i compagni e disse al colonnello Morelli &#8220;fucilatemi pure, se volete, ma io non tradirò mai!&#8221;<br />
Enzo 31 anni, che durante le torture continuava a dire &#8220;sono antifascista e odio i tedeschi perché proteggono i fascisti &#8221;<br />
Gustavo 39 anni, che dal carcere incitava i compagni alla lotta e alla resistenza e li pregava di non curarsi della sua vita,<br />
Amedeo 39 anni catturato solo perché presero la moglie in ostaggio e lui si costituì. La vigliaccheria dei fascisti era così grande che, davanti alla forza morale di chi li contrastava, sapevano solo usare l&#8217;arma del ricatto sul sentimento dell&#8217;amore,<br />
Violante, 21 anni che ha lasciato due lettere, tra quelle che abbiamo dei condannati a morte per la Resistenza, e che stamattina ha letto il giovane Davide Bortolazzi, pronipote di Giodo, uno dei Martiri di Blessaglia. Vorrei leggervi quella scritta poco prima della fucilazione che, nello sconforto di una consapevolezza della vicina fine, esprime tutta la speranza per una lotta che vedrà presto la vittoria per la Libertà:</p>
<p><em>Carissimi tutti,</em></p>
<p><em>   anche questa volta spero farvi avere questa lettera la quale porti a voi il buon stato della mia salute e così vorrei sperare che altrettanto fosse di voi tutti.</em><br />
<em>   La nostra vita di prigionia è sempre la solita. Dico nostra perché siamo diversi compagni e ci rispettiamo come fratelli, dopo tanto tempo che siamo qui rinchiusi in codesta cella oscura che non vediamo luce da molto e molto tempo. Non vi posso nascondere che abbiamo anche qualche passatempo: come gioco di carte, dama ecc. però sempre clandestinamente, cioè con uno di noi sempre di guardia.</em><br />
<em>   Ciò nonostante, codesti piccoli passatempi tengo sempre nel mio cervello tanti e tanti pensieri che mi rattristano assai. Ma quando penso che siamo vicini molto vicini alla nostra ora, mi raccomando e son più che certo che tutti in quell&#8217;ora scatteranno in piedi, impugneranno qualsiasi arma e colui che non l&#8217;adopera sarà un vile ed un codardo. Nessun pretesto vale per mancanza di armi; armi ce ne sono per tutti, bambini, uomini e vecchi, tutti debbono collaborare per cacciare, una volta per sempre da questo suolo, il barbaro tedesco invasore ed il tiranno fascista, in modo che si cancelli, ed al più presto, la memoria ed il ricordo di codeste belve assetate ed affamate di carne umana.</em><br />
<em>   L&#8217;ora per noi (già me la sento) sta per arrivare. Sorte triste e crudele.</em><br />
<em>   Nessun essere umano può immaginare a quali patimenti e sofferenze noi siamo soggetti. Figuratevi che siamo rimasti, anzi ci hanno lasciato (i tiranni fascisti), per circa cinque giorni senza acqua. Da mangiare pochissimo. Acqua, acqua, ed un piccolo tozzo di pane.</em><br />
<em>   Comunque mi do sempre coraggio perché come ho accennato precedentemente siamo vicini, molto vicini.</em><br />
<em>   Digli, cara mamma ai miei compagni, che si tengano pronti ad ogni intervento e se occorre spargere anche del sangue per la libertà.</em><br />
<em>   Un bacio a Wally ed un abbraccio a voi tutti.</em><br />
<em>   Aff.mo figlio                                                      </em><br />
<em>      Violante</em></p>
<p><img decoding="async" loading="lazy" class=" wp-image-3554 alignleft" src="https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2023/08/IMG_7346-1024x765.jpg" alt="" width="447" height="334" srcset="https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2023/08/IMG_7346-1024x765.jpg 1024w, https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2023/08/IMG_7346-300x224.jpg 300w, https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2023/08/IMG_7346-768x574.jpg 768w, https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2023/08/IMG_7346-1536x1147.jpg 1536w, https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2023/08/IMG_7346-2048x1530.jpg 2048w, https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2023/08/IMG_7346-285x214.jpg 285w" sizes="(max-width: 447px) 100vw, 447px" />Giovanni di 20 anni, i compagni gli insegnarono in cella a leggere e scrivere perché anche questo era il senso della lotta per la Libertà: aspirare ad una società in cui tutte e tutti potessero avere la conoscenza e che l&#8217;articolo 34 della Costituzione detta.<br />
Venceslao 19 anni gappista<br />
Giovanni 39 anni<br />
Angelo di 48 anni, sotto tortura ripeteva &#8220;non so niente&#8221;.<br />
Anche dopo l&#8217;eccidio in questo luogo, nonostante la taglia di un milione sugli autori dell&#8217;attentato, non ci furono traditori.<br />
La Resistenza Veneziana non ha avuto traditori in quel tempo, e non deve averne oggi!<br />
Già, oggi dobbiamo continuare a sostenere quella lotta per la libertà di ieri, Libertà che ci è stata consegnata con la Costituzione e che dobbiamo continuare a difendere senza tregua. Maria Cervi, la più grande dei 10 nipoti che Alcide con le vedove dei suoi figli allevò nel rispetto e nella fede dei valori per cui i sette fratelli Cervi vennero uccisi, ripeteva sempre: &#8220;Nessuna conquista è per sempre: c&#8217;è sempre qualcuno che è interessato a toglierla. Per cui resistere non è solo un dovere ma è anche una necessità dei giovani d&#8217;oggi, altrimenti non si va avanti&#8221;.<br />
Oggi più che mai questa frase deve risuonare nella mente di ogni antifascista di buona volontà, perché non basta dichiararsi antifascisti ma è necessario agire di conseguenza, mantenendo la barra dritta e avendo come Faro cui dirigersi l&#8217;esempio dei tanti Martiri che questa luce ci hanno lasciato con loro sacrificio di sofferenza e sangue.<br />
Grazie</p>
<p><strong>Enrica Berti, Presidente della sezione ANPI &#8220;Sette Martiri&#8221; di Venezia</strong></p>
<div style="width: 640px;" class="wp-video"><video class="wp-video-shortcode" id="video-3545-3" width="640" height="480" preload="metadata" controls="controls"><source type="video/mp4" src="https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2023/08/Orazione_di_Enrica_Berti-1.mp4?_=3" /><a href="https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2023/08/Orazione_di_Enrica_Berti-1.mp4">https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2023/08/Orazione_di_Enrica_Berti-1.mp4</a></video></div>
<hr />
<p><img decoding="async" loading="lazy" class="aligncenter size-large wp-image-3547" src="https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2023/08/363425737_10229795697458749_3242233781482717702_n-748x1024.jpg" alt="" width="640" height="876" srcset="https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2023/08/363425737_10229795697458749_3242233781482717702_n-748x1024.jpg 748w, https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2023/08/363425737_10229795697458749_3242233781482717702_n-219x300.jpg 219w, https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2023/08/363425737_10229795697458749_3242233781482717702_n-768x1052.jpg 768w, https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2023/08/363425737_10229795697458749_3242233781482717702_n.jpg 1018w" sizes="(max-width: 640px) 100vw, 640px" /></p>
<p><img decoding="async" loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-3548" src="https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2023/08/2023073101861302786.jpg" alt="" width="881" height="929" srcset="https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2023/08/2023073101861302786.jpg 881w, https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2023/08/2023073101861302786-284x300.jpg 284w, https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2023/08/2023073101861302786-768x810.jpg 768w" sizes="(max-width: 881px) 100vw, 881px" /></p>
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		<title>I 100 anni di Antonietta Ferrari e il ricordo dei 13 Martiri di Ca&#8217; Giustinian</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Sep 2021 08:08:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ANPI Venezia]]></category>
		<category><![CDATA[28 luglio 1943]]></category>
		<category><![CDATA[ANPI "Sette Martiri" Venezia]]></category>
		<category><![CDATA[Antonietta Ferrari]]></category>
		<category><![CDATA[Antonio Beninati]]></category>
		<category><![CDATA[Ca&#039; Giustinian]]></category>
		<category><![CDATA[Tredici Martiri]]></category>
		<category><![CDATA[Venezia]]></category>
		<category><![CDATA[Vera Mantengoli]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;">[embedyt] https://www.youtube.com/watch?v=f9pWFJ5hbgs[/embedyt]</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Antonietta Ferrari</strong> vive a Venezia. Da poche settimane ha raggiunto la veneranda età di 99 anni. Nacque, infatti, il 29 settembre 1921 a Corbolone di S. Stino di Livenza (Venezia). Da bambina (a 9-10 anni circa), come accadeva spesso nelle poverissime località del mondo rurale e per essere sfamata e vestita, fu affidata dalla madre ad una famiglia veneziana con il compito di assistere un&#8217;anziana. Di fatto, oltre quello di badante, la ragazza svolse anche il ruolo di domestica e, poi da adulta quello di sarta, al servizio di dame veneziane e del Teatro della Fenice.<br />
Di tanto in tanto, Antonietta tornava a Corbolone per rivedere la mamma e i suoi fratelli. Il padre era assente da anni, perché emigrato in America Latina. La famiglia veneziana viveva nel palazzo a fianco della Chiesa di San Moisè. Antonietta, per il ruolo svolto dal suo padrone all&#8217;interno della comunità religiosa locale, ebbe sempre il permesso di salire sul campanile: nell&#8217;intervista più volte ricorda i momenti di libertà vissuti sulla sua sommità e il privilegio di poter spaziare con lo sguardo sull&#8217;intera città e sulla laguna, fino alla terraferma.<br />
Accanto alla loro casa sorgeva anche <strong>Ca&#8217; Giustinian</strong>, sede dopo l&#8217;8 settembre del &#8217;43 del Comando Provinciale della G.N.R. (Guardia Nazionale Repubblicana della Repubblica Sociale Italiana), dell&#8217;UPI (l&#8217;Ufficio Politico Investigativo, “terzo occhio” del regime fascista), di uffici di collegamento tedeschi e luogo di tortura. Antonietta racconta di essere stata presente sia il giorno dell&#8217;<strong>attentato dinamitardo</strong> (26 luglio del &#8217;44), compiuto da due partigiani appartenenti ad un GAP, sia quello della successiva rappresaglia (28 luglio), con l&#8217;assassinio di <strong>tredici giovani antifascisti</strong>, ostaggi prelevati dal Carcere di S. Maria Maggiore. Più volte nella sua vita Antonietta ha raccontato quanto visto e udito. Lo ha fatto con forte commozione anche in questa intervista.<br />
Ha anche ricordato con dolore la “caccia” ai giovani del suo paese (ribelli al bando di arruolamento nelle fila delle milizie nazifasciste o timorosi di essere tradotti in Germania), scatenata nel territorio del fiume Livenza da repubblichini e tedeschi, e caratterizzata da fucilazioni e inumane impiccagioni. Come, per ultimo, ha rammentato con nostalgia il clima generale di gioia e di soddisfazione nella Venezia liberata alla fine di aprile del 1945. Dobbiamo fare a questo punto una dovuta annotazione di merito e di metodo.<br />
E&#8217; bene essere consapevoli che i racconti di Antonietta, come qualunque narrazione personale non avvalorata da provati documenti, ricostruiscono i fatti da una prospettiva soggettiva, per di più indebolita dal tempo passato e rafforzata da componenti sentimentali. Alcune informazioni possono essere aggiunte o distorte o erronee. Come quella dell&#8217;identità dei presunti autori materiali della rappresaglia a Ca&#8217; Giustinian: Antonietta, infatti, parla sempre di tedeschi, quando invece ad assassinare i tredici innocenti furono ufficiali e militi della G.N.R. fascista. Nonostante ciò, la storia non può fare a meno di sentire i testimoni.<br />
Spetterà al ricercatore separare il dato falsificato, spesso inconsapevolmente, da quello verificato. A nostro parere, al di là delle inesattezze, dall&#8217;intervista di Antonietta Ferrari emergono e/o vengono ribaditi i seguenti elementi utili allo stesso storico del periodo considerato:<br />
a) che nella prima metà dello secolo scorso il Veneto continuò ad essere caratterizzato da una diffusa ed estrema povertà nel mondo rurale;<br />
b) che anche a Venezia persistevano rapporti di lavoro servili, estesi purtroppo a minori;<br />
c) che la donna viveva in uno stato di soggezione, pur essendo spesso, nello stesso tempo, il vero sostegno della famiglia;<br />
d) che durante la Guerra di Liberazione crebbe sempre di più il sentimento di disprezzo da parte di larghi settori popolari nei confronti degli occupanti tedeschi e dei loro collaboratori fascisti;<br />
e) che questo sentimento fu accompagnato da una convinta aspirazione alla pace e alla fine di una guerra tremenda.</p>
<p><em> Un ringraziamento, oltre che alla protagonista, va alla signora Eva Seiden, che ha organizzato l&#8217;incontro. </em><br />
<em>Le videoriprese sono state realizzate nell&#8217;abitazione di Antonietta Ferrari. </em><br />
<em>Prima camera: Antonio Beninati, A.N.P.I. Sez. “Sette Martiri” di Venezia </em><br />
<em>Seconda camera: Gianluigi Placella, A.N.P.I. Sez. “Sette Martiri” di Venezia </em><br />
<em>Montaggio: Antonio Beninati.</em></p>
<hr />
<p>Ringraziamo Vera Mantengoli per il bell&#8217;articolo su La Nuova Venezia del 26 settembre 2021:</p>
<p><a href="https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2021/09/243079343_2104459043037521_3340020169252988180_n.jpg"><img decoding="async" loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-3292" src="https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2021/09/243079343_2104459043037521_3340020169252988180_n.jpg" alt="" width="534" height="671" srcset="https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2021/09/243079343_2104459043037521_3340020169252988180_n.jpg 534w, https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2021/09/243079343_2104459043037521_3340020169252988180_n-239x300.jpg 239w" sizes="(max-width: 534px) 100vw, 534px" /></a></p>
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			</item>
		<item>
		<title>I Tredici Martiri di Ca&#8217; Giustinian</title>
		<link>https://www.anpive.org/wordpress/2020/07/25/i-tredici-martiri-di-ca-giustinian/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 25 Jul 2020 16:20:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ANPI Venezia]]></category>
		<category><![CDATA[1944]]></category>
		<category><![CDATA[anpi]]></category>
		<category><![CDATA[ANPI Sette Martiri]]></category>
		<category><![CDATA[resistenza]]></category>
		<category><![CDATA[San Donà]]></category>
		<category><![CDATA[Tredici Martiri]]></category>
		<category><![CDATA[Venezia]]></category>
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					<description><![CDATA[]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p><strong>28 LUGLIO 1944</strong></p>
<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Il 26 luglio 1944, alle ore 9.05, un commando partigiano, agli ordini dell&#8217;Esecutivo Militare del Comitato di Liberazione Nazionale di Venezia, fece saltare con una carica di dinamite Ca&#8217; Giustinian, sede del Comando Provinciale della Guardia Nazionale Repubblicana (G.N.R.) e di uffici di collegamento tedeschi.<br />&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; In quel palazzo erano rintanati i più spietati capi fascisti, persecutori di coloro che si battevano per la libertà e l&#8217;indipendenza del nostro Paese. Da Ca&#8217; Giustinian partivano gli ordini per i rastrellamenti, per le esecuzioni sommarie, per le spedizioni punitive, per la cattura degli ostaggi&#8230;<br />&nbsp;&nbsp; <img decoding="async" loading="lazy" class="alignleft wp-image-2967" src="https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2020/07/1944-765x1024.jpg" alt="" width="335" height="448" srcset="https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2020/07/1944-765x1024.jpg 765w, https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2020/07/1944-224x300.jpg 224w, https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2020/07/1944-768x1028.jpg 768w, https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2020/07/1944-1147x1536.jpg 1147w, https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2020/07/1944-1530x2048.jpg 1530w, https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2020/07/1944-scaled.jpg 1912w" sizes="(max-width: 335px) 100vw, 335px" /> Il commando partigiano, esecutore dell&#8217;attentato, colpendo quell&#8217;obiettivo di guerra diede dimostrazione che la Resistenza era una realtà viva ed efficiente. Ai fascisti, impauriti e furenti, non rimane che rispondere con l&#8217;odio di parte, con la rappresaglia.</p>
<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Che essa fosse perpetrata su tredici uomini da mesi rinchiusi in carcere per antifascismo, alcuni con moglie e figli, non aveva rilevanza alcuna. La rappresaglia si svolse in un clima di terrore.<br />&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Il capo della Provincia Pietro Cosmin, fascista di vecchia data, nella notte del 27 luglio convocò un Tribunale Straordinario di Guerra che fu concorde per condannare a morte i 13 detenuti politici che, come abbiamo precisato, erano da tempo incarcerati.<br />&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Essi, intanto, avrebbero pagato con la vita la loro avversione al fascismo.<br />&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Fu una simulazione di processo giudiziario, una tragica farsa messa in atto da carnefici in veste di giudici. Gli imputati non ebbero difensori.<br />&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; In quella sentenza si legge:&#8221; Il Tribunale Straordinario, visti gli art. 435, 697, 698, 302, 56,&#8230; del Codice Penale ha condannato tutti gli imputati alla pena di morte mediante fucilazione alla schiena&#8221;.<br />&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; I 13 condannati erano: Basso Attilio, Bertazzolo Stefano, Biancotto Francesco, D&#8217;Andrea Ernesto, Felisati Giovanni, Gressani Angelo, Gusso Enzo, Levorin Gustavo, Nardean venceslao, Momesso Violante, Peruch Amedeo, Tamai Giovanni, Tronco Giovanni. Tranne Felisati, erano tutti del Sandonatese. Non a caso. Si voleva in qualche modo dare una lezione che servisse di monito ad una zona particolarmente attiva nella Resistenza. San Donà di Piave, infatti, fu l&#8217;unica città del veneziano ad essere insignita di medaglia al valor militare per la Resistenza. Ebbe quella d&#8217;Argento.<br />&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Per decisione del Tribunale Straordinario la sentenza venne eseguita alle ore 5 del 28 luglio sulle macerie di Ca&#8217; Giustinian, dove due giorni prima aveva avuto luogo l&#8217;azione partigiana.<br />&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; I mesi passati in carcere fra interrogatori, torture e sevizie, non avevano fiaccato il coraggio morale di questi nostri compagni. Essi si avviarono al martirio con animo fermo. Giusti sul posto dell&#8217;esecuzione furono incatenati a gruppi di due o tre e su di essi aprirono il fuoco &#8220;a volontà&#8221; ufficiali e militi della G.N.R.</p>
<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp; <img decoding="async" loading="lazy" class="alignright wp-image-2974" src="https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2020/07/07_1-1.jpg" alt="" width="457" height="304" srcset="https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2020/07/07_1-1.jpg 800w, https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2020/07/07_1-1-300x200.jpg 300w, https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2020/07/07_1-1-768x512.jpg 768w, https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2020/07/07_1-1-750x500.jpg 750w" sizes="(max-width: 457px) 100vw, 457px" /> Il 30 luglio un comunicato della Prefettura, firmato da Pietro Cosmin, informava che era stata messa una taglia di un milione sugli autori dell&#8217;attentato. &#8220;Chiunque &#8211; vi si leggeva &#8211; darà utili informazioni per la loro cattura avrà il premio&#8221;.</p>
<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Ma la Resistenza veneziana non ha avuto traditori.</p>
<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Da allora la Brigata garibaldina operante in città venne chiamata &#8220;Brigata Biancotto&#8221;,&nbsp; in onore del più giovane dei martiri: aveva solo 18 anni. Dal suo nome Ivone Chinello, in quei giorni suo compagno di cella a Santa Maria Maggiore, prese il nome di battaglia &#8220;Cesco&#8221;, con cui sarà poi per sempre da tutti chiamato.</p>
<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Ai Tredici Martiri venne intitolata la calle di Venezia dove furono assassinati ed una delle vie principali di San Donà, dove sono sepolti e commemorati ogni 28 luglio dai compagni sandonatesi&nbsp; e da quelli veneziani.</p>
<p><img decoding="async" loading="lazy" class="aligncenter wp-image-2972 size-full" src="https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2020/07/13-martiri-1-687x1024-2.jpg" alt="" width="687" height="1024" srcset="https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2020/07/13-martiri-1-687x1024-2.jpg 687w, https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2020/07/13-martiri-1-687x1024-2-201x300.jpg 201w" sizes="(max-width: 687px) 100vw, 687px" /><img decoding="async" loading="lazy" class="aligncenter wp-image-2973 size-full" src="https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2020/07/13-martiri-2-684x1024-2.jpg" alt="" width="684" height="1024" srcset="https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2020/07/13-martiri-2-684x1024-2.jpg 684w, https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2020/07/13-martiri-2-684x1024-2-200x300.jpg 200w" sizes="(max-width: 684px) 100vw, 684px" /></p>
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