IN MARCIA PER LA PACE 2023 – Intervento della Presidente ANPI “Sette Martiri” presso il Monumento alla Partigiana

Discorso della Presidente dell’ANPI “Sette Martiri” presso il Monumento alla Partigiana in occasione della manifestazione “In Marcia per la Pace” il 6 maggio 2023

Buongiorno a tutte e a tutti.
Siamo partiti insieme dalla targa che ricorda Lucrezia Cornaro Piscopia che, prima al mondo, si laureò, in filosofia … anche se avrebbe voluto farlo in teologia ma in quel tempo era davvero inimmaginabile… aprì una porta, anche se ci vollero altri 54 anni per una donna laureata in scienze. E sempre Venezia ha visto donne che seppero ribellarsi al sistema costituito, donne intelligenti e coraggiose, basti pensare per tutte ad Artemisia Gentileschi che denunciò uno stupro … e sappiamo quanto sia difficile anche oggi … quanti femminicidi ancora contiamo per colpa di una società che non sa difendere le proprie cittadine.
E per la terza volta in un anno mi trovo qui davanti alla partigiana di Murer a parlare di pace. Davanti ad un monumento che rappresenta il dolore e la sofferenza, non solo fisica ma anche emotiva, di donne che non avrebbero mai voluto impugnare un’arma!

Le Partigiane che ho conosciuto mi hanno sempre ribadito il loro dolore, le loro difficoltà emotive a sparare o a togliere una spoletta da una bomba. Solo rievocare l’immagine atroce di una ragazza ebrea che saliva sul vagone per la deportazione tenendo tra le braccia il suo bambino cui era ancora legata dal cordone ombelicale, era lo sprone con cui Carla Capponi – la partigiana della gap di via Rasella – riusciva ad uccidere. Per le donne, che nascono con la missione di dare la vita, privare qualcuno di essa è innaturale! Questo mi hanno sempre ribadito tutte le Partigiane che ho avuto la fortuna e l’onore di conoscere.
Pace, plurale femminile.
Vero, le donne nelle tragedie umane, hanno sempre sostenuto, e tuttora sostengono, un mondo di pace. Voglio ricordare per tutte le bravissime Donne in Nero che instancabili riempiono le piazze in ogni città d’Italia.
E pensare che le grandi scoperte scientifiche, che dovevano offrire progresso e quindi vita migliore, sono state mutate in armi che oggi potrebbero definitivamente cancellare il genere umano. L’Italia ripudia la guerra dice l’articolo 11 della nostra Costituzione che – purtroppo e come molti, troppi altri articoli – non viene applicato e rispettato. E dentro questo articolo c’è la parola pace e la la giustizia fra le nazioni. La bomba atomica (a fissione nucleare) venne sganciata su Hiroshima e Nagasaki per indurre il Giappone alla resa. E una tragedia inumana come quella, perpetrata da un paese come gli Stati Uniti d’America per ottenere la resa non è ancora sufficiente a farci capire, anzi ai nostri governanti, che gli USA non sanno fermarsi.

Gli Stati Uniti che oggi ci impongono di armare l’Ucraina ritrovandoci con una guerra che ha sdoganato ogni limite al riarmo nucleare. Oggi gli arsenali militari nucleari stanno diventando sempre più poderosi e spaventosi: in USA hanno approvato un impianto per produrre fino a 80 testate nucleari l’anno. In Gran Bretagna verranno rimpiazzati sottomarini con missili nucleari più potenti, in Polonia, Germania, Belgio, Olanda, Turchia stanno chiudendo accordi per schierare armi nucleari americane e quindi Bielorussia, Russia e Corea del Sud stanno aumentando le nuove armi nucleari.
E l’Italia? Ci saranno sostituzioni ad Aviano (PN) e a Ghedi (BS) di nuovi modelli di bombe nucleari. Già lo dissi il 25 aprile scorso: nel 1979 il presidente Sandro Pertini, nel discorso di fine anno, sognava un paese, l’Italia, in cui si svuotassero gli arsenali dalle armi e si riempissero i granai di cibo. Cibo che per noi significa vita quotidiana, quindi scuole, case, ospedali. Questi gli obiettivi che un paese civile dovrebbe avere, punto basta! Spendere soldi del popolo italiano per le armi! No! Mi fa orrore poi che la ricchezza del nostro Paese sia in parte dovuta dalla fabbricazione di armi! Basta!
Che tutti i sindaci di tutti i comuni firmino l’appello del Coordinamento Metropolitano delle Associazioni per la Pace, perché ora è tempo che i governi ascoltino il popolo cui – per la Costituzione – appartiene la sovranità. Grazie.

Enrica Berti, Presidente della sezione ANPI “Sette Martiri” di Venezia

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