ANPI Venezia https://www.anpive.org/wordpress Sezione 7 Martiri Tue, 04 Aug 2020 20:04:05 +0000 it-IT hourly 1 https://www.anpive.org/wordpress/wp-content/uploads/2016/02/cropped-12524310_1103202296391149_8192097337098509289_n-32x32.jpg ANPI Venezia https://www.anpive.org/wordpress 32 32 76° Anniversario dell’Eccidio dei Sette Martiri https://www.anpive.org/wordpress/2020/08/03/76-anniversario-delleccidio-dei-sette-martiri/ Mon, 03 Aug 2020 17:10:00 +0000 https://www.anpive.org/wordpress/?p=2979 L’emergenza che ha toccato tante nostre abitudini ci costringe a ridurre il tradizionale programma del 3 agosto che vedeva ogni anno tutta Venezia e in particolare il sestiere di Castello stringersi attorno ai propri Sette Martiri con un corteo e altre iniziative molto sentite e partecipate.Alle orazioni ufficiali tenute dal Presidente Gianluigi Placella e da Leggi di più76° Anniversario dell’Eccidio dei Sette Martiri[…]

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L’emergenza che ha toccato tante nostre abitudini ci costringe a ridurre il tradizionale programma del 3 agosto che vedeva ogni anno tutta Venezia e in particolare il sestiere di Castello stringersi attorno ai propri Sette Martiri con un corteo e altre iniziative molto sentite e partecipate.
Alle orazioni ufficiali tenute dal Presidente Gianluigi Placella e da un rappresentate del Comune di Venezia potranno assistere solo 30 persone, distanziate e solo in posti a sedere.
Saremo in pochi, è vero, ma è importante che, anche quest’anno, le cose siano dette in pubblico con le istituzioni al fianco dell’Anpi a esprimere la condivisione del significato della cerimonia e il diritto dell’Anpi di ricordare, in ogni occasione, quello che è stato l’atto di nascita di questa Repubblica, il contributo di tanti italiani alla lotta di Liberazione contro i fascisti alleati dell’invasore nazista.
Alle 18.30 trasmetteremo quindi sulle nostre pagine la diretta della Cerimonia ufficiale per permettere a quanti e quante più possibili di essere partecipi anche a distanza.
Dalle 19.00 inoltre sulla pagina FB dell’ANPI “Sette Martiri” trasmetteremo alcuni contributi di musicisti, cantanti, attori che hanno sempre tenuto a onorare la memoria dei fatti di Castello e della Resistenza veneziana e anche quest’anno hanno voluto contribuire per aiutarci almeno virtualmente a sentirci comunità. A loro l più sentito ringraziamento di tutta la Sezione.
Invitiamo tutti e tutte quindi a seguire questo evento FB con la speranza un prossimo anno di trovarci di nuovo fisicamente sotto la lapide in ricordo dei Sette Martiri di Castello.


Segui l’evento su FB

Che cosa avvenne quel 3 agosto di 76 anni fa.


I contributi:

1. Franca Pullia ed Enrico Brion, “25 aprile 1945” (G. Lunari / G. Negri)

 

2. Franca Pullia ed Enrico Brion, “Imagine” (J. Lennon)

 

3. Andrea Wob Facchin “A la Giudeca” (A. D’Amico)

 

4. Ottavia Piccolo,  “Canto degli ultimi partigiani” (F. Fortini)


L’orazione del Presidente Gianluigi Placella

 

L’emergenza che ha toccato tante nostre abitudini ci costringe a ritrovarci oggi in un numero ridotto.

Siamo in pochi, è vero, ma è importante che, anche quest’anno, le cose siano dette in pubblico con le istituzioni al fianco dell’Anpi a esprimere la condivisione del significato della cerimonia e il diritto dell’Anpi di ricordare, in ogni occasione, quello che è stato l’atto di nascita di questa Repubblica: il contributo di tanti italiani e italiane alla lotta di Liberazione contro i fascisti alleati dell’invasore nazista. Un diritto di fare memoria e testimonianza di cui ci sentiamo detentori e che intendiamo esercitare benché in tanti modi, anche recentemente, all’Anpi sia stato negato.

Soffermiamoci allora di nuovo sul significato di questa cerimonia che non è solo il riconoscimento di un lascito, di un debito, l’onore ad un esempio civile che dobbiamo a questi sette cittadini abbattuti dalla violenza nazifascista; è anche il riproporre il ricordo di quei misfatti, non già allo scopo di perpetuare un conflitto come racconta la propaganda di destra, ma per continuare a dire e ad avere chiare le responsabilità di quelle ideologie di violenza e sopraffazione; e per richiamare, al riguardo, la persistenza di un pericolo mai estinto: il fascismo che continua a giovarsi di una spinta a minimizzare.

Un pericolo inaccettabile, questo, perché avvelena la democrazia.

È proprio il voler dire che il fascismo è sparito che rimette in discussione e a rischio le conquiste di libertà il cui valore lo percepiamo solo in raffronto con la sua negazione di quegli anni; una libertà che non è acquisita per sempre, un valore che va protetto e che non può essere ceduto in cambio di una omologazione spacciata per concordia. Un esempio recentissimo di questa operazione: in nome di una finta e offensiva pacificazione e nella strategia generale di omologazione, il consiglio comunale di Terracina ha approvato una mozione della destra che impegna ad intitolare una piazza congiuntamente ad Almirante e Berlinguer.

Questo nostro fare memoria è ancora più necessario quando campagne di certa stampa (e non solo) si concretizzano in articoli come quello intitolato I partigiani di oggi. Senza fascisti ma pieni di soldi” e l’altroA cosa serve l’associazione dei reduci? I fascisti non ci sono più. E l’Anpi se li inventa”.

Di entrambi una sentenza del tribunale di Milano ha accertato e dichiarato la natura diffamatoria.

Consideriamo bene che è sull’appannamento del ricordo dei misfatti e delle responsabilità che fanno conto la mistificazione, il depistaggio, la normalizzazione dell’esibizione di divise naziste. Dobbiamo invece tenere sempre a mente che tutto ciò che è nazismo ha avuto come modello la vergogna fascista.

Ricordare, quindi, è nostro diritto e nostro dovere; anche per evitare che il passare degli anni porti la smemoratezza verso i delitti, invece della saggezza della vecchiaia.

E dobbiamo sempre avere chiaro che il paradigma: nazista cattivo-fascista buono è strumentale e fuorviante.

E’ un concetto che ci piace richiamare con le parole del Presidente della Repubblica:

“Sorprende sentir dire, ancora oggi, da qualche parte, che il Fascismo ebbe alcuni meriti, ma fece due gravi errori: le leggi razziali e l’entrata in guerra. Si tratta di un’affermazione gravemente sbagliata e inaccettabile, da respingere con determinazione. Perché razzismo e guerra non furono deviazioni o episodi rispetto al suo modo di pensare, ma diretta e inevitabile conseguenza. Volontà di dominio e di conquista, esaltazione della violenza, retorica bellicistica, sopraffazione e autoritarismo, supremazia razziale, intervento in guerra contro uno schieramento che sembrava prossimo alla sconfitta, furono diverse facce dello stesso prisma”

Perciò il grazie a questi nostri caduti deve andare insieme alla vigilanza, all’attenzione verso le istanze della parte più partecipe della cittadinanza che così tante volte, nelle sue manifestazioni, mostra consapevolezza e chiarezza delle priorità.

Nello sconvolgimento della pandemia che ha però portato anche rivelazione, oggi più che mai, ritornano in primo piano i valori della solidarietà, della centralità dello stato, le ragioni dell’individuo rispetto a quelle della sua appartenenza, della persona umana prima ancora che del cittadino.

Forse, come nel 1943, è stato necessario che si arrivasse allo sconvolgimento di ogni equilibrio che connotava la cosiddetta normalità per recuperare come parametro la persona.

Per questo dobbiamo meditare su quanto attuale sia il significato dei sacrifici fatti dai tanti italiani e italiane di allora per opporci ad oppressioni che si ripropongono nei tanti governi liberticidi che perseguitano ogni diversità di orientamento; realtà di cui, per tutte, è un altro doloroso simbolo Giulio Regeni, su cui ancora da troppo tempo aspettiamo di conoscere una verità che ci è dovuta.

Un’oppressione che peraltro vediamo nelle tante manifestazioni di odio e di intolleranza nel nostro stesso paese, come dimostrano le violenze verso il diverso di cui le cronache, anche degli ultimi giorni, sono piene e contro le quali l’Anpi si è schierata apertamente sostenendo una legge contro l’omofobia e la misoginia.

Perciò, anche nel nostro contesto più vicino, dobbiamo allertare la vigilanza verso una società che, oggi come allora, continua a sfruttare il bisogno, sostiene la carità interessata di chi, dando il lavoro, toglie dignità e vita nei tanti, troppi morti per lavoro, si decompone nei diritti sfaldati, nelle disuguaglianze che aumentano, nell’esclusione dei giovani dal futuro; ma anche nella perdita di autonomia informativa, nella concentrazioni di testate, negli scandali pubblici, nei persistenti conflitti di interesse, nei revisionismi, nelle invocazioni di riabilitazioni, nei tabù che si vogliono far cadere.

A tutto questo l’Anpi fa resistenza.

Per tutto questo l’Anpi propone le soluzioni indicate dalla nostra Costituzione perché non c’è posto, in un contesto che vuol dirsi democratico, per sostegni agli individualismi più cinici, al profitto senza regole, allo sfregio portato ad un’economia, pubblica o privata, che la Costituzione vuole che si sviluppi in funzione dell’utilità sociale.

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Ad una società che non consentisse queste ingiustizie aspiravano i nostri Sette Martiri, con la convinzione che il loro esempio avrebbe sostenuto la voce dei futuri cittadini e rappresentato un monito ai futuri governanti.

Allora questa volontà di ritrovarci, seppure in pochi nel giorno a loro dedicato, è significativa del fatto che anche a Venezia non ci stanchiamo di resistere, di pretendere, di impegnarci per una convivenza più degna tra diversi che si integrano e non si sfruttano, non si omologano, non si cooptano nello stesso affare senza freni fatto di monocultura, disinteresse e sfregi per la natura a noi affidata e che rappresenta il senso del nostro convivere.

A maggior ragione quando la collettività che vive il territorio ha tutte le risorse nella sensibilità delle persone, nella coscienza della sua grandezza, nella cultura di democrazia, per non accettare di essere trattata come un minore che ha bisogno di un tutore.

Oggi ricordiamo anche che solo un’istituzione sana può permettersi di seguire la voce dei cittadini partecipi, impegnati e vòlti al bene comune contro gli interessi dei grandi poteri, contro le ragioni del puro profitto che oggi come allora tendono ad imbonirci, ingannarci e uniformarci.

La vera democrazia, la vera cura della cittadinanza è conciliare, fra tutti, i bisogni di ciascuno e insegnare a ognuno a coordinarsi con le aspettative degli altri, rifiutando il paternalismo delle donazioni.

Lo scompaginamento del mondo che nessun politico avrebbe osato, provocato da questa pandemia, offre l’occasione per un riordino di priorità, abitudini, valori; mette in vista opportunità.

Non cogliere la novità significa perseguire la conservazione, lo status quo del meno peggio, del male minore, dell’ignavia verso il crescere delle disuguaglianze di opportunità e di benefici; significa negarsi il futuro per il quale i tanti caduti si sono impegnati.

Lo scempio dei Sette Martiri imposto agli abitanti di Castello per soffocare la loro partecipazione di cittadini, ebbe invece l’effetto di produrre ancora più convinzione della necessità di cambiamento.

Ecco, quindi, il monito che ricaviamo da questa commemorazione: anche quando, incerto, difficile, loro ci hanno dimostrato che è possibile, il cambiamento.

Questa è la parola che oggi ci viene da loro consegnata per salvare la dignità della nostra storia e il nostro futuro da cittadini e non da sudditi.



 

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I Tredici Martiri di Ca’ Giustinian https://www.anpive.org/wordpress/2020/07/25/i-tredici-martiri-di-ca-giustinian/ Sat, 25 Jul 2020 16:20:38 +0000 https://www.anpive.org/wordpress/?p=2966 28 LUGLIO 1944      Il 26 luglio 1944, alle ore 9.05, un commando partigiano, agli ordini dell’Esecutivo Militare del Comitato di Liberazione Nazionale di Venezia, fece saltare con una carica di dinamite Ca’ Giustinian, sede del Comando Provinciale della Guardia Nazionale Repubblicana (G.N.R.) e di uffici di collegamento tedeschi.     In quel palazzo erano rintanati i Leggi di piùI Tredici Martiri di Ca’ Giustinian[…]

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28 LUGLIO 1944

     Il 26 luglio 1944, alle ore 9.05, un commando partigiano, agli ordini dell’Esecutivo Militare del Comitato di Liberazione Nazionale di Venezia, fece saltare con una carica di dinamite Ca’ Giustinian, sede del Comando Provinciale della Guardia Nazionale Repubblicana (G.N.R.) e di uffici di collegamento tedeschi.
     In quel palazzo erano rintanati i più spietati capi fascisti, persecutori di coloro che si battevano per la libertà e l’indipendenza del nostro Paese. Da Ca’ Giustinian partivano gli ordini per i rastrellamenti, per le esecuzioni sommarie, per le spedizioni punitive, per la cattura degli ostaggi…
   Il commando partigiano, esecutore dell’attentato, colpendo quell’obiettivo di guerra diede dimostrazione che la Resistenza era una realtà viva ed efficiente. Ai fascisti, impauriti e furenti, non rimane che rispondere con l’odio di parte, con la rappresaglia.

     Che essa fosse perpetrata su tredici uomini da mesi rinchiusi in carcere per antifascismo, alcuni con moglie e figli, non aveva rilevanza alcuna. La rappresaglia si svolse in un clima di terrore.
     Il capo della Provincia Pietro Cosmin, fascista di vecchia data, nella notte del 27 luglio convocò un Tribunale Straordinario di Guerra che fu concorde per condannare a morte i 13 detenuti politici che, come abbiamo precisato, erano da tempo incarcerati.
     Essi, intanto, avrebbero pagato con la vita la loro avversione al fascismo.
     Fu una simulazione di processo giudiziario, una tragica farsa messa in atto da carnefici in veste di giudici. Gli imputati non ebbero difensori.
     In quella sentenza si legge:” Il Tribunale Straordinario, visti gli art. 435, 697, 698, 302, 56,… del Codice Penale ha condannato tutti gli imputati alla pena di morte mediante fucilazione alla schiena”.
     I 13 condannati erano: Basso Attilio, Bertazzolo Stefano, Biancotto Francesco, D’Andrea Ernesto, Felisati Giovanni, Gressani Angelo, Gusso Enzo, Levorin Gustavo, Nardean venceslao, Momesso Violante, Peruch Amedeo, Tamai Giovanni, Tronco Giovanni. Tranne Felisati, erano tutti del Sandonatese. Non a caso. Si voleva in qualche modo dare una lezione che servisse di monito ad una zona particolarmente attiva nella Resistenza. San Donà di Piave, infatti, fu l’unica città del veneziano ad essere insignita di medaglia al valor militare per la Resistenza. Ebbe quella d’Argento.
     Per decisione del Tribunale Straordinario la sentenza venne eseguita alle ore 5 del 28 luglio sulle macerie di Ca’ Giustinian, dove due giorni prima aveva avuto luogo l’azione partigiana.
     I mesi passati in carcere fra interrogatori, torture e sevizie, non avevano fiaccato il coraggio morale di questi nostri compagni. Essi si avviarono al martirio con animo fermo. Giusti sul posto dell’esecuzione furono incatenati a gruppi di due o tre e su di essi aprirono il fuoco “a volontà” ufficiali e militi della G.N.R.

    Il 30 luglio un comunicato della Prefettura, firmato da Pietro Cosmin, informava che era stata messa una taglia di un milione sugli autori dell’attentato. “Chiunque – vi si leggeva – darà utili informazioni per la loro cattura avrà il premio”.

     Ma la Resistenza veneziana non ha avuto traditori.

     Da allora la Brigata garibaldina operante in città venne chiamata “Brigata Biancotto”,  in onore del più giovane dei martiri: aveva solo 18 anni. Dal suo nome Ivone Chinello, in quei giorni suo compagno di cella a Santa Maria Maggiore, prese il nome di battaglia “Cesco”, con cui sarà poi per sempre da tutti chiamato.

     Ai Tredici Martiri venne intitolata la calle di Venezia dove furono assassinati ed una delle vie principali di San Donà, dove sono sepolti e commemorati ogni 28 luglio dai compagni sandonatesi  e da quelli veneziani.


 

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Rimostranze al Prefetto di Venezia per l’esclusione dell’Anpi dalle celebrazioni del 2 giugno https://www.anpive.org/wordpress/2020/06/01/rimostranze-al-prefetto-di-venezia-per-lesclusione-dellanpi-dalle-celebrazioni-del-2-giugno/ Mon, 01 Jun 2020 19:17:38 +0000 https://www.anpive.org/wordpress/?p=2951 Su iniziativa delle Sezioni di Venezia e Mestre il Comitato Metropolitano ha inviato al Prefetto di Venezia la dichiarazione che segue: Ill.mo Signor Prefetto, riceviamo con sorpresa la comunicazione in cui esplicitamente si esclude l’Anpi dalla partecipazione alle celebrazione della nascita della Repubblica Italiana. Ne prendiamo atto con sconcerto, manifestando alla S.V. e, per suo Leggi di piùRimostranze al Prefetto di Venezia per l’esclusione dell’Anpi dalle celebrazioni del 2 giugno[…]

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Su iniziativa delle Sezioni di Venezia e Mestre il Comitato Metropolitano ha inviato al Prefetto di Venezia la dichiarazione che segue:

Ill.mo Signor Prefetto,

riceviamo con sorpresa la comunicazione in cui esplicitamente si esclude l’Anpi dalla partecipazione alle celebrazione della nascita della Repubblica Italiana.

Ne prendiamo atto con sconcerto, manifestando alla S.V. e, per suo tramite, al Governo Italiano che Ella rappresenta, lo stupore verso un provvedimento che ingiustamente esclude dai festeggiamenti nella provincia di Venezia proprio i fondatori del nostro Stato repubblicano della cui presenza, quello stesso Stato che da loro discende, incomprensibilmente si priva, disconoscendone la paternità. Una scelta ingrata di impedimento che ci addolora e che consideriamo assolutamente infondata alla luce della contraddizione tra l’autorizzazione ad una manifestazione di decine di contestatori in Piazza Ferretto e il divieto alla presenza a una cerimonia ufficiale del rappresentante di un Associazione gloriosa e rispettosa delle Istituzioni, delle autorità e delle regole. Un rispetto che non dovrebbe essere messo in condizione di vacillare di fronte a tale irriguardosa discriminazione.



L’intervista al Presidente Gianluigi Placella al TGR Veneto di lunedì 1 giugno sulla esclusione dell’ANPI dalle cerimonie del 2 giugno


 

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L’orazione del Presidente ANPI “Sette Martiri” per il 25 Aprile https://www.anpive.org/wordpress/2020/04/27/lorazione-del-presidente-anpi-sette-martiri-per-il-25-aprile/ Sun, 26 Apr 2020 22:02:56 +0000 https://www.anpive.org/wordpress/?p=2929 Care compagne e cari compagni, amici e amiche dell’ANPI,come ogni 25 aprile, anche oggi celebriamo la Festa della Liberazione. Lo facciamo in una modalità meno pubblica, più intima, ma non meno sentita, cercando di ricreare in questo spazio virtuale la partecipazione emotiva che ogni anno circola tra i tanti presenti in Campo del Ghetto, punto Leggi di piùL’orazione del Presidente ANPI “Sette Martiri” per il 25 Aprile[…]

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Care compagne e cari compagni, amici e amiche dell’ANPI,
come ogni 25 aprile, anche oggi celebriamo la Festa della Liberazione.

Lo facciamo in una modalità meno pubblica, più intima, ma non meno sentita, cercando di ricreare in questo spazio virtuale la partecipazione emotiva che ogni anno circola tra i tanti presenti in Campo del Ghetto, punto di arrivo del nostro percorso di commemorazione, di ringraziamento, di presa di coscienza in cui le soste ci ricordano quanto dobbiamo a chi è caduto nella lotta di Liberazione dall’invasione nazista, sostenuta dai suoi alleati interni; italiani che si identificavano più convintamente in quella feroce dittatura che non nelle aspirazione alla libertà e all’eguaglianza sociale dei tanti italiani della Resistenza.
Ci ritroviamo idealmente in questo Campo del Ghetto che ci ricorda come la diversità sia diventata ricchezza e trama della cultura della città.
I tanti significati racchiusi in questo Campo sono testimoniati non solo dal contributo del Presidente di quella comunità ebraica che ha pagato un così caro prezzo alla scellerata sintonia nazi-fascista e che oggi rappresenta il monito contro ogni perseguitato del mondo, ma anche dall’intervento del Sindaco che dichiara la volontà dello Stato, attraverso le sue diramazioni periferiche, di riconoscersi, ancora oggi, nelle ragioni di quella lotta che, in un’Italia devastata dall’esperienza del ventennio fascista, ha costituito la pietra angolare della ricostruzione, aprendo orizzonti di cambiamento sociale.

Oggi quindi torniamo col pensiero a 75 anni fa quando, grazie al sacrificio di tanti cittadini e cittadine di ogni classe sociale, fu sconfitto quel nemico mortale per l’umanità: il nazifascismo, la cui ideologia aveva infettato il mondo e causato sofferenze e morte.
Fu la vittoria della solidarietà, della disciplinata accettazione delle restrizioni imposte da quella guerra, dei sacrifici, dell’eroismo dei tanti che sentirono un dovere esporsi in prima linea per il beneficio della collettività. A loro, oggi, ancora una volta, va il nostro grazie per averci restituito la libertà della cui limitazione tanti avevano sofferto, nei giorni tristi della dittatura del male.

Ancora di più possiamo comprendere quanto dobbiamo a quegli eroi della Resistenza, oggi che, pur sottovoce, con rispetto e cordoglio per i tanti che ci hanno lasciato, ci stiamo pacificando per un’altra “liberazione”: quella da un altro nemico, il virus della pandemia, combattuto con le armi della solidarietà, della disciplina, dello spirito di sacrificio. Verso i tanti morti per dovere – medici, infermieri, membri delle istituzioni, operatori delle forze dell’ordine e dell’informazione e dei servizi essenziali, vigili del fuoco e volontari della protezione civile, operai, donne e uomini che, rigettando ogni indifferenza, hanno agito coraggiosamente per la nostra sopravvivenza – sentiamo quella stessa gratitudine che ci rimanda alle Partigiane e ai Partigiani che si sono sacrificati. Se ci pensiamo, è lo stesso spirito che animò la Resistenza e la lotta di Liberazione, recepito in pieno e riversato nelle parole della nostra Costituzione, le cui prescrizioni sono quelle che nessuno sia lasciato indietro, che nella difficoltà bisogna stare uniti, che in certi spazi umani non esistono, e perciò non devono essere costruite, frontiere, né alimentate discriminazioni; con l’insegnamento che, solo costruendo un senso di comunità, si rafforzano le potenzialità di crescita e di arricchimento della singola persona.

Quell’atmosfera del dopoguerra deve insegnarci, anche nelle vicende dell’oggi, che il patrimonio di aspirazioni che si è costituito in questi nostri giorni di restrizioni, di ansie e di incertezze che ci hanno insegnato, però, i veri valori della convivenza, non deve disperdersi ancora una volta; che non dobbiamo, ancora una volta, consentire che vengano indebolite quelle pulsioni ad una società più giusta; che non possiamo lasciar passare una seconda occasione di applicare in pieno la nostra Costituzione.
In fondo lo Stato non è altro che quella costruzione che noi favoriamo e sosteniamo affinché si realizzino le nostre priorità, aspettative, desideri, interessi, vantaggi. Esso rispecchia la nostra sensibilità che può essere individualistica, egocentrica e allora si costituirà uno Stato che sostiene i forti, i dotati di patrimonio, gli spregiudicati e trascura i deboli come scarti del processo, uno Stato fascista; oppure altruistica che prospetta, progetta, incoraggia uno Stato solidale e democratico.

Negli ultimi mesi, abbiamo vissuto un’esistenza che, al di là delle differenze sociali, delle abitudini quotidiane e delle distanze tra le generazioni ci ha accomunato intorno alla dimostrazione che, nel salvaguardare noi, stiamo salvaguardando tutti e nel proteggere gli altri stiamo proteggendo noi stessi. Abbiamo, all’improvviso e forzatamente, dovuto rimettere nel giusto ordine di importanza la salute, anteponendola ai dettati fino ad allora indiscutibili di un economia declinabile solo nei termini del liberismo del capitale comprendendo la necessità del ritorno ad una centralità dei servizi pubblici, a partire dalla Sanità.
La grande sofferenza del sistema sanitario pubblico in questi mesi e la disconnessione tra lo Stato centrale e le regioni, hanno evidenziato infatti, lo scempio compiuto in decenni di tagli e di sovvenzioni più o meno lecite alla sanità privata; e come la grande riserva di fondi e di potere discrezionale dei governi delle regioni, abbia generato anche abusi e reati, dando sostanza alle preoccupazioni dell’ANPI nei confronti delle richieste di regionalismo differenziato.

Abbiamo davanti un futuro pieno di incognite, ma anche di possibilità di rinnovamento, nelle certezze messe a fuoco in queste settimane di privazioni. Approfittiamone per convincerci che cambiare si può e che, farlo, ci darà indipendenza.
Come nei territori sconvolti da un terremoto la riedificazione viene avviata secondo modalità costruttive antisismiche che segnano la cesura con tecniche superate, così nel prospettare le future incombenze nel campo della “ricostruzione” dell’economia terremotata dalla terribile scossa della pandemia che ne ha evidenziato la fragilità e l’obsolescenza strutturale, la “riedificazione” dovrà svincolarsi dai modelli del passato per costruire fondamenta e pilastri coerenti col nuovo panorama che si è presentato alla fine di questa calamità socio-economica.

Se pensiamo alla scomparsa dell’inquinamento nei grandi spazi della Cina, ma anche sulla pianura padana e nella nostra Laguna come effetto del drastico blocco di ogni attività, ci rendiamo conto che siamo di fronte alla prova della responsabilità delle attività umane, dei nostri riti frenetici nei disastri di questo sistema; di quanto la salvezza del pianeta dipenda dalla difesa del territorio bene comune dalle grandi opere devastanti, dal cambio di paradigma economico, per sostituire, alla fede nella religione della crescita illimitata, parametri di benessere completamente diversi.

Questi atteggiamenti devono diventare la base del nostro futuro anche per quanto riguarda la realtà locale di Venezia, innanzitutto per recuperare quegli spazi di democrazia e partecipazione che vediamo progressivamente ridotti nelle rappresentanze territoriali e nella ostilità verso movimenti di cittadini che pure la Costituzione invita a partecipare, a farsi sentire; poi per rientrare dai disastri ambientali come l’acqua “granda” di novembre facendo scelte rispettose della natura e quindi di tutela della Laguna con cui navi dal tonnellaggio fuorilegge sono incompatibili; e, soprattutto, ridisegnare la vita della comunità cittadina liberandola dall’asfissia della monocultura turistica. Un momento, quello della scelta della guida cittadina in cui l’esperienza dei danni del globalismo liberista possa guidare verso un mutamento epocale dei parametri di misurazione della civiltà e dell’evoluzione di una comunità.
I silenzi della città d’acqua, le immagini di una laguna che riprende i suoi equilibri, i suoi ritmi, in queste settimane sorprendenti, sono state condivise da tutti noi: canali come specchi perfetti, vite animali restituite al loro contesto, pesci, cigni, germani e fenicotteri increduli a riabitare spazi per loro da tempo preclusi. Sono l’esempio di quanto dovrebbe essere immaginato e programmato per il futuro: lo spazio del territorio che si confà alle necessità, ai bisogni, alla “natura” dei suoi abitanti. Che cos’è, alla fine dei conti, una città se non una armoniosa crescita di strutture intorno alla vita dei residenti? E quale occasione migliore per dimostrare il vantaggio della diversi che riprendere la propria eccezionalità urbana intorno ai silenzi, alle lentezze necessarie, alle priorità dei residenti e non dei visitatori di passaggio. Una città da ripensare anche intorno alle enormi difficoltà di tante categorie per le quali la risposta è da trovare insieme, in una gestione circolare della comunità, una specie di tavola rotonda in cui ognuno si faccia convinto che le sue richieste sono ammissibili solo se si coordinano e non interferiscono con le legittime aspettative di chi ci circonda allo stesso tavolo; ricordando che, anzi, nel fare l’interesse comune, si realizza il proprio vantaggio.
Non è altro che solidarietà applicata, non è altro che tornare a quanto ci chiede di fare la Costituzione.

L’entusiasmo del 25 aprile 1945 per la fine di un’emergenza democratica con l’esperienza di privazioni materiali e di diritti portò all’impegno di costruire su basi diverse la nuova società.
Quella consapevolezza rese possibile la realizzazione della grandiosa costruzione democratica che è la nostra Costituzione antifascista: concorde nella sua paternità e generosa nella sua visione di una società più giusta; eppure, molte di quelle istanze racchiuse nella Carta e pronte ad avviare nuovi rapporti sociali furono accantonate nel giro di qualche anno.

Pertanto, proprio ricordando come all’indomani della promulgazione della Costituzione forze ostili si compattarono per anestetizzarla e renderla inoffensiva, dobbiamo fare in modo che le opportunità prospettate da questa nuova “liberazione” non vengano soffocate. E’ interesse dei tanti che da anello debole del sistema stanno pagando il prezzo più alto avere un progetto di cambiamento per il futuro affinché non si soggiaccia a chi vuole, per inerzia e interesse, riprendere dal punto in cui si è lasciato, agli opportunisti teorici dell’egoismo e della disuguaglianza che, della comune disgrazia e della comune disponibilità al sacrificio, possano fare strumento per accentrare privilegi, accumulare profitti, accentuare disparità.

Facciamoci trovare pronti, per dimostrare, anche nel contesto europeo, che tanti limiti di egoismi nazionali vede riaffiorare, che la nostra Italia può rappresentare, una volta di più, un esempio di umanesimo e democrazia su cui ricostruire un’unione fra Stati che sia davvero l’Europa, variegata nelle sue identità, ma sollecita negli aiuti, solidale e democratica, secondo lo spirito dei fondatori.

Nell’attesa di poterci ritrovare nelle nostre attività abituali e chissà ancor più vicini tra vecchi e nuovi iscritti alla nostra gloriosa Associazione, auguro a voi, donne e uomini dell’Anpi, una buona Liberazione.

Gianluigi Placella
Presidente della Sezione “Sette Martiri”


Il video dell’orazione (minuto 7:12-21:34):

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Festa della Liberazione 2020 a Venezia. https://www.anpive.org/wordpress/2020/04/25/festa-della-liberazione-2020-a-venezia/ Sat, 25 Apr 2020 14:12:39 +0000 https://www.anpive.org/wordpress/?p=2921 Video per la Festa della Liberazione 2020 a Venezia

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Video per la Festa della Liberazione 2020 a Venezia

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75simo anniversario della Liberazione: un video collettivo per celebrare il 25 aprile | VIDEO https://www.anpive.org/wordpress/2020/04/25/75simo-anniversario-della-liberazione-un-video-collettivo-per-celebrare-il-25-aprile-video/ Sat, 25 Apr 2020 13:44:10 +0000 https://www.anpive.org/wordpress/?p=2918 Nel filmato intervengono nell’ordine il sindaco Luigi Brugnaro, il presidente della Sezione di Venezia dell’Associazione Nazionale Alpini, Franco Munarini, il partigiano Mario Bonifacio in rappresentanza delle sezioni Anpi di Venezia e di Mestre, Iveser, Anppia e Fiap, Ugo Agiollo, segretario generale della Cgil Metropolitana a nome di Cgil, Cisl e Uil Venezia, Paolo Gnignati, presidente Leggi di più75simo anniversario della Liberazione: un video collettivo per celebrare il 25 aprile | VIDEO[…]

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Nel filmato intervengono nell’ordine il sindaco Luigi Brugnaro, il presidente della Sezione di Venezia dell’Associazione Nazionale Alpini, Franco Munarini, il partigiano Mario Bonifacio in rappresentanza delle sezioni Anpi di Venezia e di Mestre, Iveser, Anppia e Fiap, Ugo Agiollo, segretario generale della Cgil Metropolitana a nome di Cgil, Cisl e Uil Venezia, Paolo Gnignati, presidente della Comunità ebraica di Venezia.

Fonte Comune di Venezia: https://live.comune.venezia.it/it/2020/04/75simo-anniversario-della-liberazione-un-video-collettivo-celebrare-il-25-aprile-video

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Resistenza e Futuro 25 aprile 2020 https://www.anpive.org/wordpress/2020/04/24/resistenza-e-futuro-25-aprile-2020/ Fri, 24 Apr 2020 16:58:40 +0000 https://www.anpive.org/wordpress/?p=2901 Care compagne e cari compagni, amici e amiche  abbiamo il piacere di inviarvi in formato sfogliabile e in PDF il numero di quest’anno del periodico Resistenza e Futuro edito a cura della nostra Sezione Sette Martiri ancora più ricco del solito e che si è avvalso di tantissimi contributi di collaboratori di grande valore, a Leggi di piùResistenza e Futuro 25 aprile 2020[…]

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Care compagne e cari compagni, amici e amiche 

abbiamo il piacere di inviarvi in formato sfogliabile e in PDF il numero di quest’anno del periodico Resistenza e Futuro edito a cura della nostra Sezione Sette Martiri ancora più ricco del solito e che si è avvalso di tantissimi contributi di collaboratori di grande valore, a partire dalla copertina, dono di Altan.

Ci sembra una pubblicazione ben riuscita che ha rappresentato l’occasione per avvicinare alle attività della nostra Sezione tante sapienze e stringere rapporti di cui siamo orgogliosi, considerandola un momento di confronto e di arricchimento per la cultura cittadina ed un impulso alla creazione di una rete di conoscenza e consapevolezza civica che supporta la costruzione di una società più equa e solidale secondo i dettati della nostra Costituzione.

Un saluto resistente.

La redazione  

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Diretta streaming dell’Anpi Provinciale-Spi Cgil https://www.anpive.org/wordpress/2020/04/24/diretta-streaming-dellanpi-provinciale-spi-cgil/ Fri, 24 Apr 2020 12:31:10 +0000 https://www.anpive.org/wordpress/?p=2891 Carissimi e carissime, vi segnalo un altro evento della mattinata di domani  Dalle 10 alle 12,30 è stata organizzata una diretta streaming di cui vi allego il volantino. Sono invitati a parlare, tra gli altri, i presidenti delle Sezioni di Venezia e di Mestre. Buon 25 aprile  Gianluigi Placella  

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Carissimi e carissime,

vi segnalo un altro evento della mattinata di domani 

Dalle 10 alle 12,30 è stata organizzata una diretta streaming di cui vi allego il volantino. Sono invitati a parlare, tra gli altri, i presidenti delle Sezioni di Venezia e di Mestre.

Buon 25 aprile 

Gianluigi Placella

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L’Anpi Sette Martiri per il 25 Aprile 2020 https://www.anpive.org/wordpress/2020/04/24/lanpi-sette-martiri-per-il-25-aprile-2020/ Fri, 24 Apr 2020 12:25:05 +0000 https://www.anpive.org/wordpress/?p=2886 Quest’anno a causa dell’emergenza Covid-19, tutte le tradizionali manifestazioni di celebrazione del 25 aprile sono annullate. Il ministero dell’interno ha emanato una direttiva che consente ai prefetti di concedere un permesso eccezionale ad un unico rappresentante dell’Anpi per ciascuna Sezione oltre a un rappresentante delle associazioni combattentistiche.   Su nostro suggerimento, l’Amministrazione comunale ha preparato Leggi di piùL’Anpi Sette Martiri per il 25 Aprile 2020[…]

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Quest’anno a causa dell’emergenza Covid-19, tutte le tradizionali manifestazioni di celebrazione del 25 aprile sono annullate.
Il ministero dell’interno ha emanato una direttiva che consente ai prefetti di concedere un permesso eccezionale ad un unico rappresentante dell’Anpi per ciascuna Sezione oltre a un rappresentante delle associazioni combattentistiche.
 
Su nostro suggerimento, l’Amministrazione comunale ha preparato un video della durata di 15 minuti che, intorno alle 11, diffonderà dal suo sito ufficiale e dai canali social e di cui domani, o sabato mattina, ci sarà notizia sulla stampa locale.
 
In successione e quindi alle 12,30,  la nostra Sezione diffonderà un proprio video della durata di 25 minuti realizzato da Antonio Beninati che presenterà un percorso virtuale di commemorazione di Martiri di Cannaregio onorati durante il tradizionale corteo, un video-collage della Canzone Bella ciao e il mio discorso agli iscritti.
Il video sarà disponibile  sui nostri tre canali:
Inoltre dalle 19,00 alle 20,30, organizzato da Michele De Col, Valerio Bonicelli, Salvatore Marchese e con il contributo di Franca Pullia, Gualtiero Bertelli ed altri cantanti, ci sarà un concerto in streaming che si può seguire seguire collegandosi alla nostra stessa pagina Facebook: https://www.facebook.com/anpi7martiri/
In allegato il volantino riassuntivo.
 

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25 aprile 2020 – 75° Anniversario della Liberazione https://www.anpive.org/wordpress/2020/04/18/25-aprile-2020-75-anniversario-della-liberazione/ Sat, 18 Apr 2020 14:47:14 +0000 https://www.anpive.org/wordpress/?p=2866 Anche quest’anno, pur tra le tante limitazioni dell’emergenza, abbiamo fatto in modo di mantenere la fisionomia del 25 aprile a Venezia, connotata dalla grande partecipazione al corteo in Cannaregio e alle celebrazioni conclusive in Campo del Ghetto. Abbiamo perciò concordato con l’amministra-zione cittadina la riproposizione della Festa della Liberazione in una forma virtuale che consisterà Leggi di più25 aprile 2020 – 75° Anniversario della Liberazione[…]

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Anche quest’anno, pur tra le tante limitazioni dell’emergenza, abbiamo fatto in modo di mantenere la fisionomia del 25 aprile a Venezia, connotata dalla grande partecipazione al corteo in Cannaregio e alle celebrazioni conclusive in Campo del Ghetto. Abbiamo perciò concordato con l’amministra-zione cittadina la riproposizione della Festa della Liberazione in una forma virtuale che consisterà nella trasmissione, all’orario, al momento, indicativo ma probabile, delle 11.00, sul sito istituzionale del Comune di Venezia, di un video in cui si darà voce ai protagonisti tradizionali della manifestazione, sia della terraferma, sia della città insulare.
 
La Sezione Sette Martiri, alle ore 12,30 darà il suo contributo specifico con la messa in rete sul proprio canale YouTube sul proprio sito, su FB e nel gruppo di Resistenza e Futuro
di un video che ripropone il percorso di omaggio ai Martiri di Cannaregio, il canto di “Bella ciao” composto con un video-collage degli apporti di tanti iscritti e simpatizzanti e, a conclusione, l’orazione del Presidente Gianluigi Placella.
 
Alle 15 è previsto il flash mob promosso della Presidenza e Segreteria Nazionali che invita a manifestare la propria partecipazione di cittadini, esponendo la bandiera italiana e cantando Bella ciao dalle proprie case. Pubblicheremo a quell’ora tutti i contributi in foto o video che vorrete condividere con noi!
 
Alle 19.00 la sezione ANPI Sette Martiri offrirà in diretta FB un concerto per il 25 Aprile con i contributi di:
Tia Balboni, The Talking Frogs, Maria Bergamo, Paola Furlano e Roberto Beggio, Mr Wob, StorieStorte, Gualtiero Bertelli e un contributo video del Coro delle Lamentele!
 
Infine a partire da venerdì 24 sarà messo on line il link dal quale scaricare il nostro periodico Resistenza e Futuro, al momento in formato digitale ma che, per i suoi contenuti di grande interesse, contiamo di diffondere anche in forma stampata alla ripresa delle attività. Provvederemo anche a spedire via e-mail la rivista a iscritti, collaboratori, simpatizzanti.
 
 

L’evento su FB

Scarica il manifesto in pdf

Scarica il nuovo numero di Resistenza e Futuro 


PRIMA TAPPA:

  • La posa di una corona di alloro presso il Monumento alla Partigiana in Riva dei Partigiani, presenti il Sindaco di Venezia, il Presidente dell’Associazione Nazionale Alpini e il Presidente della Sezione 7 Martiri di Venezia:

  • Il video del Comune di Venezia con i messaggi dei rappresentanti della Città di Venezia per la Festa della Liberazione, oltre al messaggio del Sindaco di Venezia, del Presidente dell’Associazione Nazionale degli Alpini, del Segretario Metropolitano della GCIL, del presidente della Comunità Ebraica di Venezia, per le sezioni ANPI “Erminio Ferretto” e “Sette Martiri”, nonché dell’Iveser, il Partigiano Mario Bonifacio:


SECONDA TAPPA:

Il video dell’orazione del presidente dell’ANPI -Sezione “Sette Martiri” di Venezia, Gianluigi Placella.
In questo 75° anniversario della Liberazione, non ci è stato possibile, come sempre si è fatto, celebrare la ricorrenza nelle calli e nei campi di Venezia per la grave emergenza sanitaria, dovuta alla pandemia da Covid-19.
Con questo video, l ‘ANPI Sezione “Sette Martiri” di Venezia ha inteso lo stesso, anche se in modo virtuale, celebrare e ricordare questa fondamentale e per noi irrinunciabile data.
Oltre a trasmettere il discorso del presidente, il filmato ripercorre le tappe del corteo, che tradizionalmente parte da Campo San Canciano e raggiunge, dopo un lungo e tortuoso percorso, il Campo del Ghetto Novo, dove le autorità pronunciano i loro discorsi.
Queste tappe rammentano due tragiche vicende avvenute tra il 1943 e il 1945 sotto la dittatura fascista e l’occupazione nazista: la prima, la “Rappresaglia di Cannaregio”, nella quale furono assassinati da militi fascisti della GNR di notte, sotto le loro case, cinque antifascisti e ferito gravemente un sesto. La seconda ricorda la persecuzione, la deportazione e l’assassinio degli ebrei veneziani da parte nazifascista.
Colonna sonora dell’intero filmato è “Bella ciao!”, il canto della Resistenza e della libertà: non potendola cantare quest’anno all’aperto e in pubblico, nel video sono presenti: esecuzioni complete per voce (una), per voce e strumenti (tre), in coro, attraverso un’opera di montaggio di singole brevi sequenze.
In questo modo, la sezione “Sette Martiri” dell’ANPI di Venezia ha cercato di offrire a tante amiche e amici la possibilità di cantare o suonare il canto di coloro, che tra il 1943 e il 1945 ci hanno restituito la libertà.

Leggi il testo dell’orazione

Nel filmato cantano insieme “Bella ciao!”:
Francesca Ballin dell’Unione degli Universitari di Venezia (UDU), Famiglia Barina, Mario Bonifacio, Elisabetta Bullo,Vito Corposanto, Margherita Da Cortà Fumei, Giovanni Dell’Olivo, Nicola De Lorenzo Poz, Nicole Favero dell’Unione degli Universitari di Venezia (UDU), Alessandro Favretto, Davide Federici, Lia Finzi Federici, Lorenza Gosen, Margherita Fiozzo, Moreno Hebling, Olga Ortolani (Rete Degli Studenti Medi), Umberto Palma, Irene Pizzolotto dell’Unione degli Universitari di Venezia (UDU), Gianluigi Placella, Laura Salvadori, Grazia Sterlocchi, Sandra Stocchetto, Anna Tissi, Gabriella Zampedri.

Elisa Sartorelli, dell’Unione degli Universitari di Venezia (UDU) accompagna “Bella ciao!” nella LIS (Lingua Italiana dei Segni).

“Bella ciao!” è cantata integralmente da Sandra Mangini.

“Bella ciao!” è cantata e suonata (nell’ordine di esecuzione): dal duo Giorgia dalle Ore e Corinna Venturini; dal trio Adriano Iurissevich, Nadine Birghoffer e Bruno e dal duo Franca Pullia ed Enrico Brion.

L’ANPI Sez. “Sette Martiri” di Venezia ringrazia tutte e tutti coloro che hanno dato la loro adesione inviandoci i loro video con “Bella ciao!” cantata o recitata.

Abbiamo dedicato questo video ai nostri partigiani veneziani viventi:
ad Alberto Durante “Falce”, a Giordano Gamacchio “Bianco”, a Gabriele Poci “Bocia”, a Bruno Stocchetto “Venezia”, alla patriota Lia Finzi Federici e al patriota Guido Mion.

“Cantare insieme Bella ciao!”:
un’idea di Davide Federici, ANPI Sezione “7 Martiri” di Venezia.

Soggetto, montaggio, progetto grafico, ottimizzazione video e audio, titoli, ricerca fotografica di Antonio Beninati, ANPI Sezione “7 Martiri” di Venezia.


TERZA TAPPA:

Alle 15.00, l’ora in cui ogni anno parte a Milano il grande corteo nazionale, ci siamo uniti al flashmob indetto dall’ANPI Nazionale “Bella Ciao in ogni casa“, invitando tutti caldamente ad esporre dalle finestre, dai balconi il tricolore e ad intonare Bella ciao.

Il servizio sul TGR Veneto delle 19.30:


QUARTA TAPPA:

In diretta FB un concerto per il 25 Aprile con i contributi di:
Mattia Balboni,  Maria Bergamo, Paola Furlano e Roberto Beggio, Mr Wob, The Talking Frogs, StorieStorte e il Coro delle Lamentele!
Ha presentato Michele De Col.


ULTIMA TAPPA:

Ai tanti che ci hanno seguito abbiamo avuto il piacere di proporre come degna conclusione della giornata  il concerto che Miriam Meghnagi ha tenuto il 2 febbraio all’Ateneo Veneto del quale per l’occasione del 25 aprile l’artista ci ha concesso la liberatoria a darne diffusione pubblica. E’ un bellissimo regalo che fa a noi ma anche a tutti gli italiani che oggi hanno voluto dare valore e presenza a questa ricorrenza senza arrendersi alle difficoltà del momento.
Di questa bellissima sorpresa la ringraziamo con tutto il cuore.
Buon 25 aprile!


Rassegna stampa:

Davide Federici su ytali.com, 22 aprile 2020

L’intervista a Lia Finzi, presidente emerita della sezione “Sette Martiri”,
La Nuova Venezia, 23 aprile 2020:

La Nuova Venezia, 23 aprile 2020 sulle iniziative dell’ANPI di Venezia e Mestre e dell’Iveser:
La Nuova Venezia, 26 aprile 2020:

 


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