Il discorso della Presidente ANPI “Sette Martiri” per il 25 aprile 2026

L’intervento della Presidente dell’ANPI “Sette Martiri”, Enrica Berti,
alla commemorazione ufficiale presso il Monumento alla Partigiana
in Riva dei Partigiani per l’81° della LIBERAZIONE DAL NAZIFASCISMO

 

Buongiorno e benvenute a tutte e a tutti.

Assieme abbiamo appena camminato lungo il Percorso della PACE che non a caso abbiamo deciso di chiamare così: PACE, una parola che noi veneziani e veneziane abbiamo cominciato a conoscere fin da piccole e piccoli poiché è incisa sul vangelo che il Leone stringe tra le zampe. Questo vangelo in alcuni bassorilievi appare chiuso. In tempo di guerra la Serenissima lo faceva rappresentare così: a vangelo chiuso, perché la parola PAX non poteva essere esposta, sarebbe stato un controsenso.

E oggi?

Ricordo, circa vent’anni fa, quando grazie a Maria Cervi anche io, semplice ma convinta antifascista, potei finalmente entrare nella grande famiglia dell’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia: mi misi a leggere il nuovo Statuto dell’Associazione che trovai in Sezione. Alla fine c’era un appunto in matita del partigiano combattente, commissario politico del Battaglione nella nostra famosa “Brigata Biancotto”, GianMario Vianello, che diceva: “la parola PACE compare solo 5 volte. Troppo poco!!!”.

 

All’epoca non colsi la sua preoccupazione, vivevamo in pace, noi.

Noi, qui in Italia, perché le guerre nel mondo non si sono mai fermate.

 

Perché l’industria della guerra ha sempre continuato a gonfiare le tasche dei potenti e a sfruttare i lavoratori. Perché la guerra ha continuato a massacrare innocenti, ovunque nel mondo, perché, se un tempo la guerra massacrava chi portava – suo malgrado costretto – una divisa, oggi la guerra massacra non solo le divise, ma chi senza alcuna difesa si trova nelle zone di combattimento. Uccide per impedire, nel mondo globale di oggi, che si conosca la verità e tutto quel che accade davvero: come non pensare ai giornalisti palestinesi assassinati intenzionalmente (più di 270) poiché la stampa internazionale era già esclusa non avendo accesso a Gaza a dimostrazione che non si doveva e deve testimoniare ciò che lì accade; come non pensare al sudario con i 18.457 nomi ed età di bambine e bambini gazawi morti dal 9 ottobre 2023 a fine luglio 2025, che 10 giorni fa abbiamo srotolato davanti all’Ospedale Civile, in un silenzio assordante… con i cuori infranti dal dolore, impietrirti ed ammutoliti. Incrociavamo i nostri sguardi chiedendoci come abbiamo potuto assistere senza poterla fermare la strage degli innocenti, il genocidio…

Come non pensare al Sud Sudan, Libano, Burkina Faso, Congo, Ucraina, Yemen, Afghanistan, Haiti … nel 2025 coi sono state 59 guerre, il numero più alto dalla fine della seconda guerra mondiale. Poche però finiscono in prima pagina poiché dipende dalla rilevanza geopolitica più che alla gravità della situazione umanitaria Come dar torto quindi a GianMario e a quei punti esclamativi che sottolineavano i troppo pochi richiami alla PACE sul nuovo Statuto ANPI del 2005…

Il nostro Compianto Presidente Sandro Pertini il 7 marzo 1949 votò contro l’adesione dell’Italia alla NATO in Senato perché era convinto che la contrapposizione dei due blocchi USA e l’allora URSS avrebbe impedito una “Pace sicura e duratura”, perché la Nato sarebbe stato uno strumento di guerra. Il suo voto esprimeva inoltre la preoccupazione per la sovranità nazionale.

Tutte analisi che, alla luce degli attuali eventi, ne dimostrano la capacità profetica.

SI SVUOTINO GLI ARSENALI DI GUERRA, SORGENTE DI MORTE, SI COLMINO I GRANAI, SORGENTE DI VITA.

Questo ribadiva continuamente con forza Sandro Pertini.

Questo ribadisce l’ANPI oggi, erede di quegli uomini e quelle donne, di quei giovani e quelle giovani che, in particolare dopo l’8 settembre 1943 dissero FU IMPOSSIBILE NON SCHIERARSI. Tina Anselmi, allora 16enne, si schierò: e lo fece con consapevolezza poi, tutta la vita. Entrò attivamente nella politica italiana, due volte ministra prima del Lavoro e poi della Salute, consapevole che il fine della politica era l’attenzione al popolo, quindi capirne le necessità e offrire le risiposte giuste. Per tale ragione all’epoca Togliatti, De Gasperi, Dossetti, Pertini lavorarono assieme con onestà intellettuale e impegno civile con l’obbiettivo chiaro di condurre i cittadini a CON-DIVIDERE le loro scelte, alla luce di un progresso che doveva essere non solo cambiamento per crescere ma soprattutto offrire un’anima alle leggi che creino consenso sostanziale. Il popolo rappresentato, ascoltato che vede tramutarsi in leggi le proprie esigenze sociali per una giusta applicazione dei principi costituzionali.

Principi costituzionali che nascono dalla lotta al fascismo che non è un’ideologia ma un crimine! è violenza e sopraffazione! E lasciatemi sottolineare che oggi, la Seconda Carica dello Stato abbia la sfrontatezza di voler equiparare vittime e carnefici sostenendo che il 25 aprile è divisivo è una tesi abominevole!: il 25 aprile fu il giorno in cui finalmente l’oppressore nazista e i suoi servitori fascisti vennero sconfitti dalla Resistenza italiana e il Paese iniziò a conoscere la Libertà tanto anelata!

E il popolo italiano capisce bene quando le Istituzioni dello Stato sfuggono dallo Spazio Democratico che i combattenti per la Libertà guadagnarono per il Paese e finiscono in mano a chi democratico non è, a chi le occupa confondendo le stanze del Palazzo con il salotto di casa propria.

Il popolo capisce e risponde.

Il 22/23 marzo scorsi il popolo ha risposto chiaramente che non si fa prendere in giro, che si informa e cerca di capire e scegliere consapevolmente. La separazione dei poteri, già molto intaccata dal governo Meloni (basti pensare che su 298 leggi approvate dal Parlamento italiano in questa legislatura, ben 106 sono conversioni di decreti-legge ovvero il 35,6%!) non si stravolge, è la base della democrazia. Potere Legislativo, Potere Giudiziario e Potere Esecutivo devono rimanere separati, a garanzia della Libertà ottenuta con tanto sangue e tanto sacrificio. 14,5 milioni di italiani hanno difeso la Lotta di Liberazione, il frutto della Lotta che tanti giovani e tante giovani hanno coraggiosamente combattuto lasciando spesso la loro giovinezza per permettere a noi di viverla con dignità e libertà. La partigiana morta di Augusto Murer adagiata qui dietro tra le onde della laguna che ne accarezza il volto e le membra, ne è un costante monito per chi avesse la memoria corta!

E noi non ce l’abbiamo corta la memoria, signori del Governo! Noi antifascisti conosciamo la storia per ricordare, ovvero ricondurre al cuore. E il cuore a noi antifascisti batte forte e chiaro, come batteva forte ai nostri nonni e nonne che con generosità ci hanno indicato la strada da percorrere ritrovando l’energia unitaria per contrastare la catastrofica deriva che può portare ad un conflitto generalizzato e riscoprire (come è accaduto col referendum) la partecipazione popolare per costruire la PACE, difendere la giustizia sociale e la libertà e la collaborazione pacifica tra Stati e Popoli.

W LA RESISTENZA, W L’ITALIA ANTIFASCISTA, BUONA FESTA DI LIBERAZIONE A TUTTE E TUTTI

Condividi!